L’Università di Bologna ha attivato il Master in Scienze e Tecnologie del Software Libero per l’anno accademico 2008/09. Si tratta di un master per informatici interessati a specializzarsi nella gestione, progettazione e realizzazione di software libero. Vanta una solida base di esperienza pari a quattro edizioni, ma è completamente ridisegnato dal punto di vista organizzativo.
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Un master universitario in sistemi e tecnologie free libre open source per la società dell’informazione e della comunicazione. Si chiama Open Factory - Sistemi di valorizzazione del Capitale Umano ed è organizzato dalla facoltà di scienze matematiche fisiche e naturali dell’università di Perugia che si presenta in questi termini:
si prefigge la formazione di una figura professionale che possieda una buona conoscenza delle problematiche legate all’adozione di FLOSS sia nella produttività individuale che nelle applicazioni “business-oriented”. In particolare il Master si prefigge di preparare, con adeguati fondamenti, figure professionali in grado di elaborare e realizzare progetti basati sulle tecnologie FLOSS e/o sulla integrazione di queste tecnologie con tecnologie proprietarie. Tra gli obiettivi formativi vi è la comprensione e la capacità di utilizzare le più diffuse metodologie per la progettazione e realizzazione di sistemi informativi basati su tecnologie FLOSS, la capacità di implementare con dette tecnologie sistemi ad alta affidabilità o/e ad alte prestazioni, sistemi informatici sicuri ed affidabili, applicazioni che utilizzino formati aperti e promuovano la facilità di accesso ai servizi informatici e la riduzione del “digital divide”.
Il master ha trenta posti a disposizione, la domanda di ammissione entro e non oltre il prossimo 29 settembre e il colloquio di ammissione si terrà il prossimo 10 ottobre. qui il bando di ammissione.
Pessimo segnale quello che lancia invece la Provincia di Milano che, tra i vari problemi che affronta in questo periodo e che la sballottano tra pretestuose emergenze rom e rescissioni di contratti con cliniche killer, con un bando brevetti per Micro, Piccole e Medie Imprese (2008). Insomma, siamo alle solite, con qualcuno che parla di “rafforzare il sistema economico provinciale, agevolando l’attività di brevettazione europea ed internazionale”.
E come se non bastasse, l’”occasione” è offerta anche a università, fondazioni di ricerca pubbliche e centri di ricerca pubblici per ribadire che l’”ottenimento del brevetto europeo e/o di altri brevetti internazionali da parte di Università, Fondazioni di Ricerca pubblica e Centri di Ricerca Pubblici, ritenendoli fattori determinanti per l’acquisizione di un rilevante vantaggio competitivo sui mercati nazionali ed esteri”. Sarebbe interessante a bando chiuso e agevolazioni assegnate capire quali saranno i progetti destinatari e se questi rispetteranno le caretteristiche per legge imposte a questo tipo di tutela esclusiva.

Come preannunciato qualche mese fa, presso l’Università di Trento dal 16 al 18 maggio si terrà la Conferenza Italiana sul Software Libero edizione 2008. L’obiettivo principale dell’evento è fare il punto sullo stato dell’arte del Software Libero in Italia.
L’appuntamento di Trento segue alla prima edizione della Conferenza, tenutasi nel maggio 2007 a Cosenza. Un’occasione in cui vengono coinvolti tutti gli attori operativi in Italia nella ricerca su Software Libero, nello sviluppo di Software Libero, nella promozione e nella diffusione di Software Libero, dando spazio a svariate aree tematiche, dagli aspetti economici, giuridici e tecnici, a quelli etici, sociali e filosofici.
Programma
Registrazione
Richard Stallman incontra gli studenti del campus universitario di Savona. Il 7 maggio alle ore 15:00, chiudete i libri e recatevi nell’aula AN4 di via Magliotto 2.
All’interno dell’incontro Copyright vs Community in the Age of Computer Networks, Stallman parlerà dello sviluppo del Copyright
… concetto che risale ai tempi della stampa e fu sviluppato per adattarsi al sistema di copiatura centralizzata imposta dalle tipografie. Ma il sistema di copyright non si adatta bene alle reti di computer e può essere implementato solo con delle restrizioni draconiane.
Le grandi corporazioni globali che traggono profitto dal copyright stanno esercitando sempre più pressione per implementare tali restrizioni, in modo da incrementare il loro potere basato sul copyright e sopprimere così il libero accesso alle tecnologie. Ma se veramente ciò che si desidera è che il copyright persegua il suo unico e legitimo scopo –promuovere il progresso per il beneficio di tutti– allora dobbiamo attuare cambiamenti significativi verso una nuova direzzione.