Si chiama PlonGov, vi aderiscono diverse amministrazioni pubbliche - tra cui la provincia e l’università di Ferrara e i comuni di Modena ed Arezzo - e verrà presentato il prossimo 16 settembre nella cittadina emiliana il prossimo 16 settembre. È una sperimentazione che ha obiettivi e respiro ampi. Infatti:
Oltre 70 Enti Pubblici Europei, Nord e Sud Americani e Africani partecipano al progetto PloneGov. Nel farlo, mirano a raggiungere l’indipendenza dai fornitori di servizi IT sviluppando, essenzialmente in autonomia e in modo cooperativo, applicazioni e siti web per utilizzo loro e dei loro cittadini. La strategia di PloneGov si appoggia soprattutto su due strumenti Open Source: Zope e Plone. Il successo di PloneGov deriva dalla stretta collaborazione fra il settore Pubblico (città, regioni e parlamenti) e Zea Partners, una rete internazionale non-profit di PMI che producono soluzioni Zope e Plone.
Per chi vuole leggere ulteriore materiale, sono stati messi a punto tre passi per promuovere il progetto e ne sono stati descritti i punti forti.
A coloro a cui fosse sfuggito, ieri, nella rubrica Italians di Beppe Severgnini sul Corriere della Sera, si parlava di software libero. Un lettore, Samuele Zampini, ha posto questo quesito:
Caro Beppe,
si parla spesso di tagli alle spese - soprattutto nella “res publica”. Ho dunque pensato a una cosa: perché su TUTTI i PC che vengono utilizzati (uffici postali, università, scuole) c’è un sistema operativo proprietario (Windows in genere) e non se ne utilizza uno “open source”? E perché si utilizzano tutti i software che necessitano di licenza e non l’equivalente freeware? Io mi sono da poco (un annetto) buttato su Linux. Utilizzo la distribuzione Ubuntu: credimi, è uno spettacolo. Più robuta di Windows, molto simile come interfaccia grafica e, soprattutto, GRATIS. Non credi che si potrebbero risparmiare tanti soldi, con un accorgimento del genere?
Succinta e laconica la risposta di Severgnini:
Ottima domanda. Quanto vale il contratto di licenza con la PA? Chiederò a Microsoft.
Il software libero e la pubblica amministrazione: un rapporto che si consolida e si approfondisce con il tempo. Si veda, se servisse un ulteriore esempio, l’esperienza di Fano che non parte oggi, ma può vantare una storia di già sei anni. Infatti, in un articolo riportato di Databusiness.it, si legge che:
Dal 2002 il Comune ha avviato un processo di informatizzazione per la gestione interna e dal 2003 il processo si è ampliato anche al mondo dell’open source. Il piano di consolidamento dell’infrastruttura del Sistema Informativo dell’Amministrazione Comunale di Fano prevedeva per il 2006 di innalzare il livello di sicurezza della rete comunale anche in conformità alle direttive del Garante della Privacy e in considerazione della normativa relativa alla produzione delle Carte di Identità Elettroniche. Inoltre, vi era l’obiettivo di gestire direttamente, con risorse interne, i siti web comunali e la posta elettronica, ancora in outsourcing, oltre ad ampliare la larghezza di banda in considerazione dell’aumento del traffico in ingresso e in uscita.
Tutto front back end, dunque, a quanto si legge dall’articolo, che si è strutturato e consolidato fino a ottenere risultati soddisfacenti.
Alla chiusura della Conferenza italiana software libero, tenutasi a Trento lo scorso week end, si traccia un bilancio (e al contempo una prospettiva) a proposito della diffusione di sistemi informatici liberi nella pubblica amministrazione. A farlo è Claudio Leonardi dalle colonne di PCWorld e nell’articolo si legge in merito:
Le PA sono infatti al centro della due giorni di workshop e di interventi, considerate il cavallo di Troia attraverso cui il software libero e la filosofia open source possono contagiare l’informatica del nostro Paese. Lo ha spiegato chiaramente l’assessore all’innovazione Gianluca Salvatori, della provincia di Trento, che nel suo intervento ha sottolineato la sconfitta del mercato italiano nel settore delle nuove tecnologie (”una battaglia che in Italia non si è quasi combattuta”) e l’opportunità di rimescolare le carte grazie al software libero.