GNUvox

La voce del software libero

Le interviste della Fellowship: Smári McCarthy

Giovedì, Luglio 9th, 2009

Smàri McCarthy Questo mese, per la serie “Interviste della Fellowship”, Stian ha sviluppato
un’interessante discussione con Smàri McCarthy. Project manager presso

l’Icelandic Innovation Center, insegnante su temi del peer-to-peer, tecnico con esperienza di teorie matematiche del chaos e anarchico convinto, Smàri è sicuramente una figura sui generis che potrebbe stupirvi con la sua visione del mondo e della tecnologia in particolare.

L’intervista affronta temi come il lavoro svolto presso il Fab Lab su stampanti 3D e l’implementazione di una sede del laboratorio in Afghanistan, delle sue tecniche d’insegnamento sul peer-to-peer ai propri alunni e della sua particolare visione della ‘democrazia crowdsourced’

L’intervista è repereribile qui. Buona lettura!

Le interviste della Fellowship: Colin Turner

Giovedì, Febbraio 12th, 2009

Colin TurnerSegnaliamo la pubblicazione di una nuova “Intervista della Fellowship”. Questa volta a rispondere alle domande di Stian Rødven Eide è Colin Turner: attivista per il Software Libero in Irlanda, insegnante di matematica e programmazione all’Università di Ulster e Fellow di FSFE.
Colin ci racconta dell’attuale stato del Software Libero in ambiente accademico e di come sia possibile e difficile allo stesso momento fare arrivare il messaggio agli studenti. Ci racconta di come è iniziata l’idea del suo progetto di hosting FOSS@Ulster, delle sfide che comporta portarlo avanti e di molto altro.

Il link all’intervista.

Le interviste della Fellowship: Enrico Zini

Mercoledì, Gennaio 21st, 2009

Enrico ZiniSegnaliamo con piacere la pubblicazione di un’altre delle interviste ai Fellow di FSFE. Questa volta l’intervistato è Enrico Zini. Attivista e programmatore italiano nel campo del Software Libero. Coinvolto nel progetto Debian ed in altre attività locali nel centro Italia.

L’intervista spazia vari argomenti che fanno un po’ di luce sulla gestione dati pubblici in campi specifici; l’integrazione e coinvolgimento di programmatrici all’interno del Software Libero; l’utilizzo di soluzioni libere all’interno delle scuole; la creazione di spazi sociali (virtuali) sui quali formare una consapevolezza civile su temi digitali ed altro.

L’intervista completa (in inglese) è disponibile qui.

Play OGG - Intervista a John Sullivan (seconda parte)

Giovedì, Ottobre 9th, 2008

Questa è la seconda parte di un’interessante intervista realizzata da Federico Bruni a John Sullivan della Free Software Foundation. Qui potete trovare la prima parte dell’intervista, e qui il Numero 10 di Piratepartiet con altri articoli interessanti articoli.

Ci sono delle ragioni per cui le persone potrebbero non scegliere Ogg? Credo che l’unico problema sia forse il supporto hardware, anche se ci sono alcuni lettori multimediali che supportano Ogg e perfino Flac (come i prodotti di Cowon, ad esempio). Ma il consumatore medio è solito scegliere ciò che è di moda (iPod, iPhone, etc.) ed è poco consapevole della questione delle libertà; dunque è principalmente un problema di informazione ed educazione. Cosa ne pensi?
Si tratta anche di un problema di software libero. Il fatto che molti di questi dispositivi portatili non permettano (o rendano difficile) agli utenti di modificare e migliorare il loro software significa che c’è una barriera che impedisce agli utenti di scegliere le cose che vogliono, come i formati liberi. Bisogna lavorare sia sul lato dell’offerta – incoraggiando i produttori di hardware a supportare Ogg, e i distributori di contenuti e i creatori ad usare Ogg – sia sul lato della domanda, portando l’informazione là fuori per aumentare la consapevolezza tra le persone che comprano questi dispositivi e contenuti.
Tuttavia esistono delle opzioni hardware disponibili, dunque non credo che questo sia l’ostacolo primario. Sarà fantastico quando sarà facile per le persone usare Ogg, ma la cosa più importante è ancora sensibilizzare sul valore e l’importanza dei formati liberi. Quando la gente comprende questa importanza, è disposta ad affrontare qualche inconveniente – e in seguito, più persone comprendono, più diventa conveniente nel tempo.
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Play OGG - Intervista a John Sullivan (prima parte)

Martedì, Ottobre 7th, 2008

Pubblichiamo con piacere un’interessante intervista realizzata da Federico Bruni a John Sullivan della Free Software Foundation. John Sullivan è uno sviluppatore di Software Libero ed un attivista di primo rilievo nel movimento del Software Libero. E’ stato fino a poco tempo fa uno dei principali volontari dietro alle campagne Defective by Design e BadVista oltre che a PlayOGG. Quest’ultima campagna è l’argomento principale dell’intervista preparata da Federico.
Pubblicata sul Numero 10 della rivista PiratPartiet - Diritti Digitali, con il permesso dell’autore la riproponiamo in due parti su GNUvox.

Come è nata la campagna PlayOGG? C’è stata una ragione o una circostanza particolare che ha spinto FSF a sostenere i formati aperti per l’audio proprio un anno fa?
La FSF incoraggia da tempo i distributori e i creatori di musica ad usare formati liberi da brevetti e DRM. Con la crescente quantità di materiale multimediale che viene distribuito online, e i crescenti problemi che questo stava creando per il software libero, decidemmo che questi sforzi meritavano una campagna mirata. Non era poi passato molto tempo da alcune notizie problematiche di grande rilievo a proposito dei brevetti Mp3 – come la sconfitta in tribunale di Microsoft contro Alcatel-Lucent.

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Le interviste della Fellowship - Sean Daly

Sabato, Settembre 27th, 2008

Ciarán O’Riordan, Ambasciatore della Fellowship di FSFE, ha pubblicato la prima delle interviste che intende sottoporre mensilmente ai Fellow della FSFE.

Questo mese è stato Sean Daly il Fellow che ha gentilmente risposto alle domande di Ciaran. Sean è un attivista abbastanza conosciuto tra i lettori di Groklaw o degli addetti ai lavori del Software Libero. Oltre a scrivere articoli, occuparsi di riprese e codifica dei filmati per alcuni eventi, è anche un attivo intervistatore di figure chiave del mondo del Software Libero.

Questa volta, però, ad essere intervistato è stato proprio lui. Ha spiegato i suoi primi passi nell’attivismo del Software Libero, così come ha illustrato alcune delle tecniche e programmi che usa per raccogliere le sue interviste, codificarle e montarle.

L’intervista è disponibile qui, in inglese. Buona lettura.

GNUvox intervista il Free Software User Group Italia

Lunedì, Luglio 14th, 2008

Il Free Software User Group Italia “si colloca attivamente tra i gruppi di supporto per gli utenti free software, per sponsorizzare, comunicare e semplificare. Si propone anche come una sorgente di notizie, progetti, tutorials e molto di piu’.”
Ho proposto un’intervista di poche domande ad Axj e i ragazzi/e del FSUG Italia che riporto qui per intero.

Free Software User Group Italia (FSUG) nasce nel 2006 dallo Slackuser Group di Perugia. Quali sono state le motivazioni principali che hanno spinto uno user group di una distribuzione GNU/Linux a ridefinirsi come gruppo dedicato alle tematiche e attività legate al Software Libero in generale ? E quali le tappe che hanno portato FSUG ad estendere le proprie attività oltre Perugia ?

Come data di uscita direi comunque il 2007. Per capire bene la storia di fsugitalia, bisogna tornare indietro al 2005 in realtà. All’epoca, io, che comunque sono di Arezzo, e Stefano Biancorosso di Lecce, eravamo entrambi studenti all’università di Perugia; dovevamo pubblicare dei tutorial relativi a dei driver wireless per GNU/linux. In quel periodo, prima del dilagare schiacciante di ubuntu, gli studenti erano divisi in “Debian” e pochi ma accanitissimi “Slackware” (con rare eccezioni Gentoo e Fedora). La cosa era soggetta a volte al giovale scherno tra i due gruppi, che più si confrontavano e più rimanevano sulle loro posizioni. Vedendo snobbata Slackware dal lug locale, in favore di Debian e soci, decidemmo di far partire una iniziativa parallela, che al tempo stesso ne prendesse le distanze, cercando di abbandonare quelli che ancora ad oggi, per noi, sono i vecchi schemi dei lug. E’ quindi con un pizzico di orgoglio campanilistico che decidemmo di creare lo Slackware User Group Perugia. Le due annate si sono mosse in un continuo crescendo, e, l’attivismo sul campo era totale; quando incontravamo qualcuno che voleva mettere GNU/linux, cercavamo di mettergli subito una Slackware, gliela configuravamo a puntino, gli rifacevamo il kernel e consegnavamo il prodotto finito con tanto di raccomandazione finale di iscriversi e partecipare al forum per avere tutta l’assistenza e le informazioni che voleva. Con il tempo però, avevamo visto come l’interesse in una sola distro limitasse moltissimo anche noi nella nostra volontà di aiutare i nuovi utenti, ed al tempo stesso di fare progetti. Quello che avevamo scelto per orgoglio, adesso ci andava stretto.
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“L’approccio al software libero deve essere industriale”

Lunedì, Aprile 28th, 2008

Sun Japan Open SourceRoberto Galoppini, che da anni si occupa degli aspetti commerciali del software libero, ha di recente rilasciato un’intervista a Datamanager per raccontare cosa sta avvenendo all’interno delle comunità di sviluppo e delle aziende che con codice libero ci lavorano. Ecco un passaggio interessante del dialogo tra Galoppini e l’autore dell’articolo, Antonio Savarese:

Ciò che viene chiesto è un approccio industriale. È evidente quindi che, se come accade spesso il nord-america anticipa quello che accadrà nei mercati europei, quello a cui dobbiamo prepararci è un aumento delle operazioni di M&A, la crescita di un maggior numero di marketplace “orizzontali” (sourceforge) e “verticali” (sugarCRM), nonché l’emergere di soggetti che coagulano più attori, come la Open Solutions Alliance e forse, come sembra, anche la stessa Microsoft. E’ la morte del software libero? Non credo, al contrario credo che per i free-lance aumenteranno le opportunità, e forse un domani non lontano si aggregheranno in cooperative, proprio come accade in mercati più maturi come in quello dell’industria del cinema in cui i fonici si associano e da tempo costituiscono realtà satellite delle majors.