Roberto Galoppini, che da anni si occupa degli aspetti commerciali del software libero, ha di recente rilasciato un’intervista a Datamanager per raccontare cosa sta avvenendo all’interno delle comunità di sviluppo e delle aziende che con codice libero ci lavorano. Ecco un passaggio interessante del dialogo tra Galoppini e l’autore dell’articolo, Antonio Savarese:
Ciò che viene chiesto è un approccio industriale. È evidente quindi che, se come accade spesso il nord-america anticipa quello che accadrà nei mercati europei, quello a cui dobbiamo prepararci è un aumento delle operazioni di M&A, la crescita di un maggior numero di marketplace “orizzontali” (sourceforge) e “verticali” (sugarCRM), nonché l’emergere di soggetti che coagulano più attori, come la Open Solutions Alliance e forse, come sembra, anche la stessa Microsoft. E’ la morte del software libero? Non credo, al contrario credo che per i free-lance aumenteranno le opportunità, e forse un domani non lontano si aggregheranno in cooperative, proprio come accade in mercati più maturi come in quello dell’industria del cinema in cui i fonici si associano e da tempo costituiscono realtà satellite delle majors.