Carlo Piana: la disputa sui brevetti violati non ha senso
Un buon riassunto delle rivendicazioni e delle minacce di Microsoft in tema di brevetti si trova nel post Microsoft says GNU/Linux violates 235+ Windows patents di Cory Doctorow. E Carlo Piana, l’avvocato che assiste Free Software Foundation Europe nella causa antitrust, interviene senza mezzi termini: «Questa disputa su quanti brevetti violi GNU/Linux non ha senso», dice commentando le dichiarazioni del gigante di Redmond. Piana prosegue nella sua analisi:
Avere un brevetto non significa avere un diritto incontestabile. Proprio recentemente, una decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti ha drammaticamente rigettato come illecita la diffusa pratica dell’USPTO di registrare brevetti di mera ricombinazione di tecniche esistenti. Nel campo del software, la gran parte dei brevetti si rifanno appunto a tecniche già note, riapplicate in campi diversi e in combinazioni diverse. E inoltre, è ancora tutta da dimostrare, in Europa come negli Stati Uniti, l’idea che il software in sé sia brevettabile. Finora molte sono state le pronunce negative. Infine - non è una sfida, ma una constatazione - ho dubbi sul fatto che Microsoft, come chiunque, possa gettare fango nel ventilatore, stando probabilmente dalla parte sbagliata di questo. Una volta iniziata la battaglia dei brevetti, non si sa dove possa andare a finire. Per me si finisce solo con l’arricchire gli avvocati (cosa peraltro non disdicevole in sé) e impoverire i fruitori del software, congelando ogni innovazione. Questa è la ragione per cui nessuno ha una gran voglia di usare i brevetti, né di rinunciarvi, come ai tempi della guerra fredda.
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