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Maggio 1st, 2006
by Redazione

Antitrust europea contro Microsoft: cronologia

1998. In novembre prende il via l’inchiesta della Commissione Europea sulle pratiche commerciali di Microsoft. A sollecitare l’azione è una rimostranza di Sun Microsystems contro la mancanza di informazioni tecniche che consentissero a server installati con il sistema operativo Solaris di interfacciarsi a computer su cui girava Microsoft Windows.

2000. In agosto la Commissione presenta il primo Statement of objections to Microsoft con cui si sollecita l’interoperabilità con sistemi operativi di terze parti. In novembre, la società statunitense risponde con un documento in cui dà conto della possibilità di interfacciamento. Sottoscrivono il documento 46 aziende e amministrazioni pubbliche.

Continua da sopra:

2001. La commissione avvia un’indagine separata. In agosto, rilascia il secondo Statement of objections in cui denuncia la posizione dominante di Microsoft sul mercato dei server e il boicottaggio dell’azienda all’interoperabilità. Sostiene inoltre che la scorrettezza della concorrenza attuata nei confronti di Real Networks e di altri operatori del mercato attraverso l’installazione imposta di Windows Media Player (WMP). In ottobre, arriva una nuova risposta di Microsoft in cui smentisce la posizione commerciale dominante e ribadisce la disponibilità di informazioni per dialogare con i suoi sistemi, WMP incluso, integrato per la prima volta nel 1989.

2002. Microsoft instaura un dialogo con la Commissione per cercare una soluzione alla controversia.

2003. La Commissione finanzia un’analisi approfondita tra gli operatori professionali e le industrie nel settore IT per raccogliere nuove prove alle sue obiezioni a Microsoft. In agosto, rilascia il terzo Statement of objections in cui di fatto ribadisce le affermazioni già espresse nei due precedenti. In ottobre la parola torna a Microsoft la quale, non riconoscendo le considerazioni della Commissione, chiede un’udienza che si terrà in novembre a Bruxelles.

2004. Microsoft prosegue con il suo tentativo di venire a capo della questione con la Commissione. Il 18 marzo, il confronto tra il commissario europeo Mario Monti e il CEO di Microsoft Steve Ballmer si conclude con un nulla di fatto. Il 24 dello stesso mese, la decisione di perseguire la società di Bill Gates per abuso di posizione dominante. Inoltre le si chiede di rialsciare una versione di Windows senza WMP e di documentare pubblicamente i protocolli di comunicazione di Windows Server. In maggio, Microsoft tenta la via dell’appello davanti al tribunale europeo di prima istanza e in giugno chiede la sospensione della decisione della Commissione. Il 21 dicembre, la richiesta di Microsoft viene rigettata e l’azienda rilascia una prima bozza della documentazione tecnica sui suoi protocolli.

2005. In gennaio, segue una prima versione del programma di licenza sui protocolli di comunicazione di Windows Server. In giugno, arriva il primo Windows senza WMP, Windows XP Home Edition N e Windows XP Professional N. In ottobre Microsoft viene messa “sotto osservazione” e l’incarico viene conferito a Neil Barrett. Intanto il 15 novembre viene adottata la decisione all’articolo 24.1 contro Microsoft: l’azienda non ha provveduto a documentare efficacemente quanto le era stato richiesto e la sanzione viene fissata in due milioni di euro al giorno se Microsoft non provvede immediatamente alla sua regolarizzazione. Un mese più tardi Microsoft presenta una versione riveduta della documentazione dei protocolli e delle relative licenze, ma una settimana dopo (il 22 dicembre) arriva il quarto Statement of objections con cui si fa seguito con quanto deciso dalla Commissione.

2006. Il 24 gennaio, Microsoft annuncia l’intensione di rilasciare anche una licenza per il suo codice sorgente e il 21 marzo dichiara che fornirà assistenza illimitata dal suo programma di licenze europeo quando aveva già chiesto una nuova audizione il 15 febbraio precedente. Il 30 e il 31 marzo, a Bruxelles ha luogo un’udienza che verte sui contenuti del quarto Statement of objections. Il 24 aprile, l’appello di Microsoft inizia a essere discusso davanti alla Prima Corte di Giustizia delle Comunità Europee.

La sentenza non è attesa prima della fine del 2006.

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