La certificazione ISO del formato OOXML sviluppato da Microsoft è destinata a suscitare grande clamore. Il percorso verso l’approvazione, non è stato certo uno tra i più limpidi.
Come abbiamo cercato di fare notare nei nostri post, e come è possibile verificare in rete su Groklaw, sul comunicato stampa di FSFE o su tanti altri siti, quest’approvazione non può che lasciare l’amaro in bocca. A pochi giorni dall’approvazione però, Steve Pepper presidente della commissione ISO/IEC JTC 1/SC 34, ha presentato un reclamo ufficiale affinchè il voto favorevole della Norvegia venga annullato.
Continua da sopra:
Steve Pepper, dopo 13 anni di carriera, si è visto costretto a presentare un reclamo ufficiale sulla votazione su ISO/IEC DIS 29500 (Office Open XML) in quanto, l’80% della commissione sarebbe stata contraria a trasformare il “no, con commenti” della Norvegia in un “sì”. A fronte di queste irregolarità Pepper chiede l’annullamento del voto e un’investigazione ufficiale su ciò che è avvenuto.
[…]You will have been notified that Norway voted to approve OOXML in this ballot. This decision does not reflect the view of the vast majority of the Norwegian committee, 80% of which was against changing Norway’s vote from No with comments to Yes.
Because of this irregularity, a call has been made for an investigation by the Norwegian Ministry of Trade and Industry with a view to changing the vote.
I hereby request that the Norwegian decision be suspended pending the results of this investigation.Yours sincerely,
Steve Pepper
Chairman, SN/K185 (ISO/IEC JTC 1/SC 34 mirror committee)
(fonte Groklaw)
Le elezioni si avvicinano e le precedenti promesse elettorali a favore del software libero non è che abbiano poi sortito tutti ’sti confortanti esisti, a giudicare da recenti scoperte. E così l’Associazione Software Libero ha deciso di far parlare gli elettori, oltre che fare richieste ai candidati, con l’iniziativa Elezioni politiche 2008 sulla cui pagina web si legge:
Abbiamo seguito con curiosità e interesse la campagna elettorale per le elezioni politiche del 13 e 14 Aprile 2008, ma abbiamo sentito parlare molto poco dei temi a noi cari, cioè il software libero e la difesa delle libertà digitali. A pochi giorni dalle prossime consultazioni, abbiamo quindi deciso di avviare due iniziative parallele.
La parola agli elettori
Con la prima iniziativa chiediamo ai cittadini elettori di far sentire la loro voce, tramite una petizione on-line, indicando che preferirebbero votare persone a favore del software libero, per mostrare a chi governerà il Paese che il tema del software libero è molto importante.
L’impegno dei candidati
Con la seconda iniziativa chiediamo ai candidati di sottoscrivere un documento con il quale, in forza della propria libertà di mandato, prendano l’impegno di fronte agli elettori di sostenere, promuovere e votare leggi e politiche [specifiche su formati aperti, licenze software, brevetti, trusted computing, NdR].
Continua da sopra:
Per partecipare e sostenere l’iniziativa, viene spiegato come fare e il tutto è corredato da una petizione aperta ai cittadini.

Riprendiamo il post Microsoft e Beatrice Magnolfi ci han fregato! pubblicato da GeekPlace che risponde - o almeno dà un’idea significativa degli orientamenti - almeno in parte, alla domanda Dove sono finiti i fondi per il Software Libero? che ci si poneva poco tempo fa. E in ecco si legge:
Beatrice Magnolfi è stata sottosegretario alle riforme e all’innovazione nella Pubblica Amministrazione durante il governo Prodi.
Si è sempre dichiarata a favore dell’open source ed infatti erano stati stanziati con la finanziaria 2007 ben 30 milioni di euro da investire in questo campo, e cosi’ e’ stato, o almeno questa e’ la fregatura che vorrebbero farci credere!
In data 25/06/07 Beatrice ha dichiarato:
“E’ necessario che la Pubblica Amministrazione diventi più attenta e più consapevole delle proprie esigenze e, di conseguenza, delle proprie commesse, sviluppando una visione strategica della gestione dei sistemi informativi. In particolare occorre incrementare l’utilizzo del software open source e di standard aperti non solo per abbattere i costi delle licenze proprietarie, ma anche per rendere le amministrazioni più indipendenti dai fornitori e più autonome nella gestione del software e nel suo riuso. L’adozione dell’open source da parte delle amministrazioni è infine una grande occasione per sostenere le piccole e medie imprese radicate sul territorio che lo realizzano”.
Continua da sopra:
In data 11/03/2008 Microsoft Italia ha inviato a Beatrice un fax.
Leggendolo si direbbe che Microsoft abbia intenzione di tener vicini gli amici, ma ancor piu’ vicini i nemici. Si direbbe, ma non è cosi’!
Personalmente, come tanti altri informatici italiani spero che il PD e la Magnolfi restino fedeli ai loro ideali e che non scendano a compromessi con una multinazionale che rallenta lo sviluppo e la diffusione di protocolli e di formati liberi minando ogni giorno l’interoperabilita’ degli utenti.Ma indovinate un po’! In realta’ la Beatrice si è gia’ venduta, ed il miglior offerente chi poteva essere se non la Microsoft? Ecco il motivo per cui l’ex sottosegretario ha ricevuto quel fax apparentemente fuori luogo!
Andando a cercare in rete infatti trovo l’articolo “Finanziaria: codici sorgenti disponibili nella PA. Microsoft e Open source convergono sulle scelte fatte” in cui leggo:
“Gli standard aperti, privi di qualsiasi connotazione ideologgizzata, nella Pubblica amministrazione appaiono oggi uno strumento indispensabile per abbattere i costi della burocrazia e garantire efficacia ed efficienza nei rapporti col cittadino e con le altre Amministrazioni. Su di essi si trovano oggi allineati mondo Open source e Microsoft, da quando quest’ultima ha conferito alla Pubblica Amministrazione italiana la dotazione dei codici sorgenti del software usato dalla PA, con la sottoscrizione degli accordi Govern and Security Programme e Shared Source sottoscritti dal Governo italiano e dall’azienda di Redmond.
Di questo è convinta il Sottosegretario all’Innovazione, Beatrice Magnolfi, che ha annunciato la svolta verso la diffusione e all’utilizzo del software aperto nella PA. Una decisione, questa, che consentirà di realizzare grossi risparmi e agli enti pubblici di “…dialogare tra loro in maniera più efficiente, utilizzando formati standard e aperti”.”
Tempo fa qualcuno si chideva dove erano finiti i 30 milioni di euro destinati allo sviluppo di software open souce, oggi l’ho scoperto, se li è pappati la Microsoft.
Ancora buone notizie dall’Umbria per il software libero. La regione, infatti, nel suo strumento di programmazione economica, ha destinato un fondo per il pluralismo informatico. Come riporta SpoletoOnline.com, dunque, si viene a sapere che:
Con oltre 50 progetti finanziati e 235 mila euro di risorse complessive destinate alla legge regionale sul pluralismo informatico viene confermato l’impegno dell’Umbria come capofila delle amministrazioni italiane che investono nel software open source e nell’accessibilità dei documenti informatici. Queste risorse rappresentano un’opportunità straordinaria per nuove ed interessanti attività imprenditoriali nel campo della produzione di software, consentendo di creare quel valore aggiunto che sempre più aziende cercano nei ragazzi che si affacciano al mondo del lavoro.
L’affermazione è di Oliviero Dottorini, presidente della commissione bilancio e affari istituzionali della regione Umbria, che già in passato aveva manifestato le proprie esplicite idee a favore del software libero.
Una buona notizia giunge alla Commissione europea che, stando a quanto riporta WebNews.it, ha pubblicato uno strategy paper per incentivare la diffusione di software libero nella pubblica amministrazione degli Stati membri. L’annuncio proveniente da Bruxelles e datato 11 marzo scorso, in effetti è piuttosto esplicito nelle sue premesse: preferire applicazioni libere ad alternative proprietarie e questa posizione si ricollega a un percorso già intrapreso in passato da parte delle istituzioni europee. Inoltre, dalla cronaca italiana, si legge anche:
Il commissario agli affari amministrativi Siim Kallas, per bocca della sua portavoce Valeri Rampi ha dichiarato in un’intervista che «non si tratta di una nuova strategia. La Commissione ha avuto una strategia per l’Open Source fin dal 2000, strategia che è stata regolarmente aggiornata man mano che il software maturava e che la nostra esperienza e capacità migliorava». E infatti già nel 2000 la Commissione Europea pubblicava una strategia di intenti che però, fu subito precisato, era stata redatta «principalmente a scopo informativo». Nel nuovo documento, invece, è chiaramente scritto che «per tutti i futuri progetti IT e le future forniture [di software], la Commissione dovrà promuovere l’uso di prodotti che supportano standard aperti e ben documentati. L’interoperabilità è un aspetto critico per la Commissione, e l’utilizzo di standard aperti e diffusi è un fattore chiave per il suo raggiungimento».
Flavia Marzano, da molto tempo attiva nell’ambito della pubblica amministrazione e impegnata in questo comparto nella diffusione del software libero, ha nei giorni scorsi comunicato che è stata spostata al 24 marzo (e fissata in termini definitivi) la data ultima per inviare i propri contributi in vista del PAAL2008, che si terrà a il 17 e 18 aprile a Pula, in provincia di Cagliari. La manifestazione, dedicata a tecnologie aperte e libera circolazione dei contenuti digitali, nella sua edizione precedente, ha portato a un primo concreto risultato: il libro Finalmente Libero! (McGraw-Hill, dicembre 2007) e la creazione della relativa comunità elettronica (a cui tutti sono invitati a partecipare). Di entrambi gli argomenti si è varie volte parlato da queste parti.
Per quanto riguarda l’evento 2008, ecco come viene presentato:
Il modello che viene sempre più spesso utilizzato per descrivere queste caratteristiche della produzione e distribuzione digitale di conoscenza è quello dei beni comuni, cioè di quei beni che vengono sottratti alle leggi della proprietà privata e del mercato, in ragione della loro particolare natura che ne consente l’utilizzo per scopi di pubblica utilità. Nel caso della conoscenza si tratta oltretutto di garantire l’utilizzo di un bene al quale le tecnologie digitali hanno definitivamente tolto ogni connotazione di scarsità.
E ora qualche link di servizio per chi fosse interessato a partecipare:
Continua da sopra:
- invio contributi
- programma dell’evento (ancora in fieri)
- registrazione (ancora in fieri)
Di seguito riportiamo il comunicato diffuso dall’Associazione per il Software Libero a proposito di uno studio effettuato da Antonio J. Russo su mercato, libera concorrenza e responsabilità delle istituzioni. Interessanti i presupposti di partenza, le considerazioni e le ripercussioni sociali al di là degli ambiti strettamente informatici.
In uno studio inviato a diversi membri del Parlamento Europeo, FFII France e l’Associazione per il Software Libero, mettono in luce le responsabilità delle diverse istituzioni pubbliche nella perpetuazione di posizioni di dominio nei mercati delle tecnologie dell’informazione.
La ricerca di indebiti vantaggi anti-concorrenziali nell’ambito dell’informatica e l’abuso delle posizioni acquisite dai grandi produttori di software proprietario non sono di certo iniziate ieri. Nonostante questo, spesso per ignoranza od incompetenza, i responsabili politici continuano a decidere contro l’interesse della collettività.
È importante documentare questo tipo di comportamenti in maniera approfondita. Questo è il presupposto dal quale è partito Antonio J. Russo, autore dello studio Le rôle de l’Etat dans la constitution des positions dominantes dans le secteur informatique. Studio che Assoli e FFII France hanno deciso di sostenere e diffondere.
Continua da sopra:
Paolo Didonè, Presidente dell’Associazione per il Software Libero dichiara:
Speriamo di poter sensibilizzare le autorità nazionali ed europee sui pericoli delle scelte politiche realizzate fino ad oggi nel settore IT. Si deve realizzare il prima possibile un cambiamento radicale per attuare il principio della libertà d’iniziativa economica, favorendo l’economia del software libero e ponendo fine agli aiuti statali che favoriscono le posizioni dominanti dei principali produttori di software proprietario.
Il documento tratta diversi argomenti, tra i quali vogliamo sottolineare:
Alexandra Combes, Presidentessa di FFII France, ricorda:
Tra qualche giorno, l’ISO renderà pubblico il suo verdetto riguardo la proposta di normalizzare il formato Microsoft Office Open XML. Un’occasione per gli Stati di manifestare in modo chiaro e definitivo la propria opposizione all’imponente attività di lobbying di Redmond.
Sapranno coglierla?
Sono stati recentemente pubblicati i risultati dell’Open Street Mapping che si è svolto a fine gennaio ad Arezzo. Primo appuntamento del genere in Italia, organizzato in collaborazione con GFOSS.it e dal comune toscano, all’appuntamento è partito con un presupposto chiaro:
In Italia abbiamo una situazione assurda per cui i dati acquisiti dalle amministrazioni pubbliche con finanziamenti pubblici non sono disponibili al pubblico: gli unici dati effettivamente liberi per l’Italia sono di origine americana. Il Comune di Arezzo ha assicurato in via informale che in occasione del Mapping Party libererà una parte dei dati cartografici in suo possesso.
Per quanto riguarda altre città italiane, qualcosa si sta muovendo, seppur timidamente, e per chi volesse seguire analoghi appuntamenti futuri (anche al di fuori dei confini nazionali) può dare un’occhiata qui per segnarsi date e località.
Il software libero entra di diritto anche nella statistica e le soluzioni che offre vengono comprese all’interno di un convegno che si terrà il prossimo 4 marzo a Roma. A partire dalle 9 di martedì, presso l’Aula Magna dell’Istat (Via Cesare Balbo), saranno due i macroargomenti che saranno affrontati:
avviare una riflessione, in termini generali, sull’utilizzo del software libero a livello nazionale (Pubblica Amministrazione) e internazionale (Unesco, Eurostat); dare conto delle attività organizzate all’interno dell’Istat per promuovere tecnologie e strumenti open source in sostituzione di quelli proprietari.
Qui (in pdf) il programma completo dell’evento organizzato dal Caspur (Consorzio interuniversitario per le applicazioni di supercalcolo per università e ricerca).
Ci sara’ tempo fino al prossimo 7 marzo per contribuire ai lavori della Commissione Open Source 2007 del Cnipa, presieduta da Angelo Raffaele Meo, compilando un questionario ideato per gli operatori del mercato dell’informatica libera. Mentre le audizioni si inviano alla loro conclusione, intanto prosegue l’attivita’ della vetrina, una raccolta di casi di studio che si trasformi in una rilevazione continua il cui accesso puo’ essere richiesto qui.