
Si intitola Progetto Marinas (acronimo di Modelling Adriatic Routes - Integrating Networks and Areas in the Adriatic Sea - Strategies for Integrated Tourism in the Adriatic) e, promosso dalla provincia di Ancona, coinvolge soggetti come le province di Ascoli Piceno, Venezia, Teramo e Lecce, i comuni di Monte San Vito e Morro d’Alba, la Camera di Commercio di Ancona e l’Agenzia di Sviluppo Marche Svim. Dall’altra parte del mar Adriatico, invece, partecipano il consiglio regionale di Durazzo (Albania), il comune di Bar (Montenegro), la Camera di Commercio di Uzice (Serbia) e la Contea Spalato Dalmatina (Croazia). Scopo?
Costruire una rete di soggetti pubblici e privati che promuovano il mare Adriatico quale mare di unione e di continuità, secondo un’ottica di promozione dell’area turistica adriatica integrata.
E racconta IlQuotidiano.it a proposito dell’orientamento informatico (libero):
(more…)
Del progetto di FlossMarche abbiamo già parlato un paio di volte: si tratta di una proposta di legge regionale scritta collaborativamente “a sostegno di una libera società dell’informazione, recante norme in materia di pluralismo informatico, diffusione di software libero e/o a sorgente aperto, trasparenza, accessibilità e portabilità dei documenti pubblici informatici”. Nei giorni scorsi si è aggiunto un ulteriore tassello a un mosaico quasi definitivo. Il documento, infatti, è giunto infatti a una stesura semi definitiva e prima di passare alla stesura del documento finale da presentare all’amministrazione regionale si chiede supporto: un’ulteriore revisione e l’invio di proposte di modifica e integrazione per andare a “scolpire” gli ultimi particolari. Attenzione però che i tempi sono abbastanza stretti dato che l’intenzione è quella di finalizzare la proposta entro la metà maggio. Per chi volesse contribuire, l’indirizzo a cui far riferimento è quello del gruppo di discussione, floss_marche[at]googlegroups.com.
Diritti dei cittadini, quelli che spesso vengono aggirati quando ci sono di mezzo sistemi elettronici. Per fornire un esempio di ciò, riprendiamo un documento scritto recentemente da Andrej Suligoi e Daniele Albrizio per il LugTrieste intitolato Perché la Carta Regionale dei Servizi non funziona se non su Windows. In esso si racconta che:
Uno si aspetterebbe che funzioni almeno anche su Mac e Linux, viste anche le direttive e leggi vigenti. Ci si aspetterebbe che una tal cordata di partner tecnologici abbia ben pianificato la cosa visto che in gioco c’è l’anello più debole e più difficilmente controllabile della catena: il PC del cittadino.
Invece non è così.
E il testo prosegue spiegando problemi e magagne del sistema. Ma qualcuno lo deve aver letto e, per una volta, la storia sembra concludersi bene. Infatti, in un post successivo, Carta dei Servizi FVG - Ubuntu Gutsy Gibbon 7.10 HowTo, si legge:
Continua da sopra:
Finalmente Insiel ha messo a disposizione i driver per Linux (32 bit) per accedere alla smartcard della carta regioale dei servizi. Vediamo come usare il tutto in ubuntu:
Bisogna far puntare il sistema di gestione al repository che Insiel ha predisposto. Il modo più resistente agli aggiornamenti per fare questo è creare un file nella directory /etc/apt/sources.list.d contenente la riga:
deb http://cartaservizi.regione.fvg.it/debian insiel mainQuesto può essere fatto comodamente con la linea seguente:
$ sudo sh -c 'echo "deb http://cartaservizi.regione.fvg.it/debian insiel main” > /etc/apt/sources.list.d/crs.list’Aggiornare la lista dei pacchetti:
$ sudo apt-get updateInstallare la libreria -proprietaria- e non autenticata:
$ sudo apt-get install libp11cns-mozillae, per chi non lo avesse già installato:
$ sudo apt-get install libacr38uSeguire ATTENTAMENTE le istruzioni del pacchetto.
Adesso potete finalmente cambiare il vostro medico di base o vedere quando e dove vostra moglie ha fatto il pieno di agevolata
!
Concluse le operazioni di voto, si può tornare a fare nomi e in questo caso si cita l’europarlamentare Marco Cappato, che il mese scorso aveva chiesto a James Nicholson, questore del Parlamento europeo, di introdurre il software libero nelle infrastrutture informatiche delle istituzioni continentali. Nei giorni scorsi, fa sapere Agenzia Radicale, è arrivata la risposta che sostanzialmente suona positivamente. Infatti:
Per quanto attiene, invece, alle postazioni di lavoro dei deputati, a fronte del rilievo di Cappato circa l’utilizzo esclusivo di prodotti Microsoft che ha il risultato di generare «problemi di accessibilità dei documenti prodotti in formati proprietari e di compatibilità», il questore ha risposto rivelando che i laboratori informatici del Parlamento hanno predisposto una configurazione software basata su programmi open source, ma che, per ragioni di stabilità e di dipendenza pluriennale da programmi commerciali, il passaggio non può che essere graduale, frutto di un «procedimento prudente che tiene conto del bisogno di continuità di servizio delle nostre infrastrutture e dei nostri ambienti informatici».
Riprendiamo il testo che l’Associazione Software Libero ha diffuso per dare conto di come sta evolvendo la sua campagna legata alle elezioni politiche del prossimo week end.
Ultimi giorni per la campagna “Vota per il Software Libero” che ad oggi, dopo soli 7 giorni, conta l’adesione di oltre 80 candidati, 1700 elettori in tutta Italia e più di 100.000 visite.
Grazie al sostegno degli attivisti e delle diverse associazioni di promozione del software libero presenti nel nostro paese, continuano ad arrivare gli impegni dei candidati a sostenere, promuovere e votare leggi e politiche a favore del software libero. Restano ancora pochissimi giorni sia per aderire all’iniziativa che per firmare la petizione “Preferisco votare per il software libero”.
Con il presente comunicato, l’associazione per il Software Libero intende ringraziare tutte le persone che stanno collaborando per dar vita a questa iniziativa di partecipazione civica, democratica e trasparente, sia aderendo all’iniziativa sia promuovendola attraverso la rete.
Continua da sopra:
Ringraziamo i candidati che hanno già firmato l’impegno ed invitiamo quelli che ancora non l’hanno fatto a visitare il nostro sito web fino a sabato 12 aprile alle ore 23.00 per compilare il modulo per l’adesione.
Candidati che dichiarano di sostenere il Software Libero
I seguenti candidati alle elezioni politiche del 13 e 14 aprile 2008 in forza della loro libertà di mandato, hanno preso l’impegno di fronte agli elettori di sostenere, promuovere e votare leggi e politiche a favore del software libero:
Agostino Salvatore - L’Altra Sicilia
Alizzi Mario - L’Altra Sicilia
Balestra Federico - Italia Dei Valori
Baronchelli Paola - Sinistra Critica
Bertinotti Fausto - La Sinistra L’Arcobaleno
Biscardini Roberto - PSI
Bonelli Angelo - La Sinistra L’Arcobaleno
Borghi Enrico - Partito Democratico
Borghi Gianluca - Partito Democratico
Bossa Luisa - Partito Democratico
Bove Luciano - L’Altra Sicilia
Braghetto Iles - Unione Di Centro
Burgio Alberto - La Sinistra L’Arcobaleno
Cannarozzo Calogero - Sinistra Critica
Caratossidis Paolo - Forza Nuova
Caravella Isidoro - L’Altra Sicilia
Cardella Tiziana - Per Il Bene Comune
Carta Pietro Angelo - La Sinistra L’Arcobaleno
Catania Francesco Paolo - L’Altra Sicilia
Cento Pier Paolo - La Sinistra L’Arcobaleno
Ciano Antonio - Partito Del Sud-Alleanza Meridionale
Cilona Antonino - L’Altra Sicilia
Ciotti Luigino - Sinistra Critica
Ciulla Calogero - L’Altra Sicilia
Colangelo Giovanni - Italia Dei Valori
Corazzol Marisa - La Sinistra L’Arcobaleno
Dal Grande Christian - Sinistra Critica
De Rosa Pamela - PSI
Dimora Giuseppe - L’Altra Sicilia
Donadel Mattia - Sinistra Critica
Falsaperna Nicolò - L’Altra Sicilia
Fascianella Salvatore - L’Altra Sicilia
Fassino Piero - Partito Democratico
Folena Pietro - La Sinistra L’Arcobaleno
Foresta Marilena - L’Altra Sicilia
Gabriele Gianluca - Per Il Bene Comune
Galli Giorgio - Fronte Indipendentista Lombardia
Garavaglia Mariapia - Partito Democratico
Gatto Fabio - Sinistra Critica
Ghignoli Ivo - Per Il Bene Comune
Giaretta Paolo - Partito Democratico
Giuliana Vincenzo - Unione Democratica Per I Consumatori
Gnecchi Luisa - Partito Democratico
Guaitoli Maurizio - Italia Dei Valori
Langone Enrico - L’Altra Sicilia
Leone Elisabetta detta Betty - La Sinistra L’Arcobaleno
Lobba Giulia - Sinistra Critica
Majorana Elena Sara Antonia Anna - Sinistra Critica
Manigrasso Antonio - Per Il Bene Comune
Marcon Alice - PSI
Marochetti Simonetta Fiore - Unione Di Centro
Mattesini Donatella - Partito Democratico
Mazzoni Nicla - Sinistra Critica
Migliore Gennaro - La Sinistra L’Arcobaleno
Miotto Margherita - Partito Democratico
Mogherini Federica - Partito Democratico
Mometti Felice - Sinistra Critica
Monari Carlo - Unione Democratica Per I Consumatori
Monguzzi Carlo - La Sinistra L’Arcobaleno
Montuoro Gennaro - Sinistra Critica
Morlacchi Mirco - Fronte Indipendentista Lombardia
Morreale Giovanni - L’Altra Sicilia
Munarin Stefano - Sinistra Critica
Paganini Luca - Partito Liberale Italiano
Pardi Francesco detto Pancho - Italia Dei Valori
Patuzzi Corrado - Sinistra Critica
Pellegrino Ivan - PSI
Peroglia Oscar - Per Il Bene Comune
Piscopo Giuseppe - L’Altra Sicilia
Ranuzzi de’ Bianchi Marco - Per Il Bene Comune
Resch Klaudia - La Sinistra L’Arcobaleno
Sangalli Alberto - PSI
Saracini Angelo - La Sinistra L’Arcobaleno
Sasso Alba - La Sinistra L’Arcobaleno
Scalfarotto Ivan - Partito Democratico
Simionato Marco - Sinistra Critica
Smeriglio Massimiliano - La Sinistra L’Arcobaleno
Stefanini Antonio detto Piru - Sinistra Critica
Suppa Francesco - L’Altra Sicilia
Talluto Anna - L’Altra Sicilia
Tessarolo Diletto Francesco - Partito Democratico
Vernetti Giovanni detto Gianni - Partito Democratico
Vestuto Gianfranco - Lega Sud
Vita Vincenzo Maria - Partito Democratico
Zaccaria Fabrizio - Per Il Bene Comune
Zanon Raffaele - Il Popolo Della Libertà
L’anno scolastico 2008-2009, in Svizzera, si aprirà con una sorpresa per gli studenti svizzeri. Come racconta l’articolo Le DIP met le cap sur les logiciels libres (testo in francese), il software libero diventerà imperante su 9 mila computer compresi nel cantone che fa capo a Ginevra. La decisione è stata presa nei giorni scorsi dal dipartimento per la pubblica istruzione (Département de l’instruction publique, DIP). Perché migrare? La risposta è presto detta e al di là delle Alpi ce l’hanno molto chiara:
Licenze gratuite e programmi potenti e pedagogici, “non si avranno che vantaggi”, assicura Manuel Grandjean, direttore del servizio scuole-media del DIP e in questo ruolo mente della migrazione del dipartimento verso ambienti aperti. Da una parte, ci sarà di che soddisfare il piano economico del Consiglio di Stato, la cui misura 28 impone di “promuovere il software libero” nell’amministrazione. Ma non si tratta di una soluzione di ripiego. “Abbiamo scelto il software libero per le sue qualità”, insiste Grandjean.
La certificazione ISO del formato OOXML sviluppato da Microsoft è destinata a suscitare grande clamore. Il percorso verso l’approvazione, non è stato certo uno tra i più limpidi.
Come abbiamo cercato di fare notare nei nostri post, e come è possibile verificare in rete su Groklaw, sul comunicato stampa di FSFE o su tanti altri siti, quest’approvazione non può che lasciare l’amaro in bocca. A pochi giorni dall’approvazione però, Steve Pepper presidente della commissione ISO/IEC JTC 1/SC 34, ha presentato un reclamo ufficiale affinchè il voto favorevole della Norvegia venga annullato.
Continua da sopra:
Steve Pepper, dopo 13 anni di carriera, si è visto costretto a presentare un reclamo ufficiale sulla votazione su ISO/IEC DIS 29500 (Office Open XML) in quanto, l’80% della commissione sarebbe stata contraria a trasformare il “no, con commenti” della Norvegia in un “sì”. A fronte di queste irregolarità Pepper chiede l’annullamento del voto e un’investigazione ufficiale su ciò che è avvenuto.
[…]You will have been notified that Norway voted to approve OOXML in this ballot. This decision does not reflect the view of the vast majority of the Norwegian committee, 80% of which was against changing Norway’s vote from No with comments to Yes.
Because of this irregularity, a call has been made for an investigation by the Norwegian Ministry of Trade and Industry with a view to changing the vote.
I hereby request that the Norwegian decision be suspended pending the results of this investigation.Yours sincerely,
Steve Pepper
Chairman, SN/K185 (ISO/IEC JTC 1/SC 34 mirror committee)
(fonte Groklaw)
Le elezioni si avvicinano e le precedenti promesse elettorali a favore del software libero non è che abbiano poi sortito tutti ’sti confortanti esisti, a giudicare da recenti scoperte. E così l’Associazione Software Libero ha deciso di far parlare gli elettori, oltre che fare richieste ai candidati, con l’iniziativa Elezioni politiche 2008 sulla cui pagina web si legge:
Abbiamo seguito con curiosità e interesse la campagna elettorale per le elezioni politiche del 13 e 14 Aprile 2008, ma abbiamo sentito parlare molto poco dei temi a noi cari, cioè il software libero e la difesa delle libertà digitali. A pochi giorni dalle prossime consultazioni, abbiamo quindi deciso di avviare due iniziative parallele.
La parola agli elettori
Con la prima iniziativa chiediamo ai cittadini elettori di far sentire la loro voce, tramite una petizione on-line, indicando che preferirebbero votare persone a favore del software libero, per mostrare a chi governerà il Paese che il tema del software libero è molto importante.
L’impegno dei candidati
Con la seconda iniziativa chiediamo ai candidati di sottoscrivere un documento con il quale, in forza della propria libertà di mandato, prendano l’impegno di fronte agli elettori di sostenere, promuovere e votare leggi e politiche [specifiche su formati aperti, licenze software, brevetti, trusted computing, NdR].
Continua da sopra:
Per partecipare e sostenere l’iniziativa, viene spiegato come fare e il tutto è corredato da una petizione aperta ai cittadini.

Riprendiamo il post Microsoft e Beatrice Magnolfi ci han fregato! pubblicato da GeekPlace che risponde - o almeno dà un’idea significativa degli orientamenti - almeno in parte, alla domanda Dove sono finiti i fondi per il Software Libero? che ci si poneva poco tempo fa. E in ecco si legge:
Beatrice Magnolfi è stata sottosegretario alle riforme e all’innovazione nella Pubblica Amministrazione durante il governo Prodi.
Si è sempre dichiarata a favore dell’open source ed infatti erano stati stanziati con la finanziaria 2007 ben 30 milioni di euro da investire in questo campo, e cosi’ e’ stato, o almeno questa e’ la fregatura che vorrebbero farci credere!
In data 25/06/07 Beatrice ha dichiarato:
“E’ necessario che la Pubblica Amministrazione diventi più attenta e più consapevole delle proprie esigenze e, di conseguenza, delle proprie commesse, sviluppando una visione strategica della gestione dei sistemi informativi. In particolare occorre incrementare l’utilizzo del software open source e di standard aperti non solo per abbattere i costi delle licenze proprietarie, ma anche per rendere le amministrazioni più indipendenti dai fornitori e più autonome nella gestione del software e nel suo riuso. L’adozione dell’open source da parte delle amministrazioni è infine una grande occasione per sostenere le piccole e medie imprese radicate sul territorio che lo realizzano”.
Continua da sopra:
In data 11/03/2008 Microsoft Italia ha inviato a Beatrice un fax.
Leggendolo si direbbe che Microsoft abbia intenzione di tener vicini gli amici, ma ancor piu’ vicini i nemici. Si direbbe, ma non è cosi’!
Personalmente, come tanti altri informatici italiani spero che il PD e la Magnolfi restino fedeli ai loro ideali e che non scendano a compromessi con una multinazionale che rallenta lo sviluppo e la diffusione di protocolli e di formati liberi minando ogni giorno l’interoperabilita’ degli utenti.Ma indovinate un po’! In realta’ la Beatrice si è gia’ venduta, ed il miglior offerente chi poteva essere se non la Microsoft? Ecco il motivo per cui l’ex sottosegretario ha ricevuto quel fax apparentemente fuori luogo!
Andando a cercare in rete infatti trovo l’articolo “Finanziaria: codici sorgenti disponibili nella PA. Microsoft e Open source convergono sulle scelte fatte” in cui leggo:
“Gli standard aperti, privi di qualsiasi connotazione ideologgizzata, nella Pubblica amministrazione appaiono oggi uno strumento indispensabile per abbattere i costi della burocrazia e garantire efficacia ed efficienza nei rapporti col cittadino e con le altre Amministrazioni. Su di essi si trovano oggi allineati mondo Open source e Microsoft, da quando quest’ultima ha conferito alla Pubblica Amministrazione italiana la dotazione dei codici sorgenti del software usato dalla PA, con la sottoscrizione degli accordi Govern and Security Programme e Shared Source sottoscritti dal Governo italiano e dall’azienda di Redmond.
Di questo è convinta il Sottosegretario all’Innovazione, Beatrice Magnolfi, che ha annunciato la svolta verso la diffusione e all’utilizzo del software aperto nella PA. Una decisione, questa, che consentirà di realizzare grossi risparmi e agli enti pubblici di “…dialogare tra loro in maniera più efficiente, utilizzando formati standard e aperti”.”
Tempo fa qualcuno si chideva dove erano finiti i 30 milioni di euro destinati allo sviluppo di software open souce, oggi l’ho scoperto, se li è pappati la Microsoft.
Ancora buone notizie dall’Umbria per il software libero. La regione, infatti, nel suo strumento di programmazione economica, ha destinato un fondo per il pluralismo informatico. Come riporta SpoletoOnline.com, dunque, si viene a sapere che:
Con oltre 50 progetti finanziati e 235 mila euro di risorse complessive destinate alla legge regionale sul pluralismo informatico viene confermato l’impegno dell’Umbria come capofila delle amministrazioni italiane che investono nel software open source e nell’accessibilità dei documenti informatici. Queste risorse rappresentano un’opportunità straordinaria per nuove ed interessanti attività imprenditoriali nel campo della produzione di software, consentendo di creare quel valore aggiunto che sempre più aziende cercano nei ragazzi che si affacciano al mondo del lavoro.
L’affermazione è di Oliviero Dottorini, presidente della commissione bilancio e affari istituzionali della regione Umbria, che già in passato aveva manifestato le proprie esplicite idee a favore del software libero.