Fino a 10 desktop virtuali su un singolo PC.
Le imprese Userful e Thin Networks hanno fatto partire quasi 360.000 desktop GNU/Linux virtuali presso le scuole. In tal modo le imprese garantiscono agli studenti l’accesso ai PC, mantenendo al minimo i costi hardware. L’azione permette inoltre di risparmiare notevolmente sui costi per l’energia elettrica.
Fino ad ora sono state impostate 18.750 postazioni nelle scuole. Il hardware viene messo a disposizione da Thin Networks, mentre il software è concesso da Userful.
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In sintonia con S. Valentino, Wikipedia ha dato il nome Wikipedia Loves Art ad un contest per quadri e fotogafie libere tra i musei e le istituzioni culturali a livello mondiale, il cui scopo è l’illustrazione di articoli di Wikipedia. L’evento si terrà per tutto febbraio.
Il progetto è coordinato dal museo di Brooklin, con la parteipazione di Carnegie Museum of Art, Film Society of Lincoln Center, Honolulu Academy of Arts, Houston Museum of Natural Science, Hunter Museum of American Art, Indianapolis Museum of Art, The Jewish Museum (New York), Los Angeles County Museum of Art, Metropolitan Museum of Art, Museum of Modern Art, New York Historical Society, Smithsonian American Art Museum, Taft Museum of Art, Victoria and Albert Museum. In tutto sono 15 i musei e gli istituti culturali coinvolti.
Il progetto si è sviluppato dall’evento “Wikipedia Takes Manhattan” in ottobre 2008.
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Lo spinoso problema di farsi rimborsare i soldi della licenza per il sistema operativo pre installato e non desiderato è conosciuto oramai da anni. Di testimonianze ne è piena la rete, basti guardare questo archivio di risorse e notizie utili mantenuto dalla Fellowship di FSFE per farsi un’idea del quadro Europeo.
Inoltre ce n’eravamo già occupati approfonditamente con una serie di notizie specifiche su Dell, nuovamente al centro dell’attenzione in questo post.
Qualche mese fa un utente come tanti altri si è imbattuto nel problema, ma diversamente da molti ha deciso di rendersi attive. Ha fatto un appello in rete per raccogliere alcuni fondi e poter procedere legalmente nei confronti di Dell Italia e cercare di ricevere il rimborso che gli spetta, in quanto non utilizza il sistema operativo preinstallato. (more…)
Secondo Marcelo D’Elia Branco, pioniere del software libero in Brasile, consulente presso la Sociedad de la Información, nonché direttore del primo Campus Party in Brasile, la risposta all’attuale crisi nello scenario post-industriale è il software libero:
“Free software provides the opportunity of using a computer program which benefits the whole society: companies, universities, schools etc.”
Il 26 e 27 gennaio 2009 si terrà il Sciences and Democracy World Forum a Belém (Brasile). Consorzi e associazioni di ricercatori, movimenti sociali and civici ed ONG discuteranno in merito alla democratizzazione della scienza e della tecnologia, nonché il ruolo della ricerca scientifica in un mondo sostenibile. Tra i temi in programma anche lo status della conoscenza, la democratizzazione delle scelte scientifiche e tecnologiche e il controllo democratico dell’impatto delle tecnologie BANG (Bits Atoms Neurons and Genes) sulla vita reale, nonché l’etica e la responsabilità sociale dei ricercatori.
Interessante l’opzione di introdurre un approccio “free” nei settori salute, software, agricoltura, cultura, …
Programma
Siamo ancora all’estero, anche se più vicino, e in questo caso siamo in Svizzera. Da cui si diffonde l’eco, racconta Elio Del Biaggio riproponendo un pezzo di Michele Costantino Soccio uscito su WebNews.it, che il software libero si è guadagnato l’85 per cento dello spazio nei comparti ICT delle aziende. Per affermarlo riprende uno studio di Gartner Group della fine del 2008 che non si limita alla federazione elvetica, ma si espande in altre aree del mondo. Infatti:
L’utilizzo di software a codice aperto risulta essere diffuso abbastanza omogeneamente in tutti i reparti delle aziende, sia critici che di importanza secondaria. Ci sono tuttavia settori, come i reparti vendite, amministrativi, assistenza clienti e analisi in cui il software open source trova terreno maggiormente fertile. La principale motivazione per la scelta di software open source risiede nel minor costo totale (TCO - Total Cost of Ownership). La disponibilità del codice sorgente, inoltre, permette alle aziende di sviluppare nuovo software utilizzando una base già pronta, diminuendo di molto i costi e i tempi per lo sviluppo. Alcune delle aziende hanno anche sottolineato che la scelta di software aperto le mette al riparo dall’eccessiva dipendenza da un singolo fornitore.
E poi affronta l’importante nodo delle licenze, su cui i committenti si soffermano poco e con scarsa attenzione dando vita a problemi (e cause) per violazione del diritto d’autore.
E ancora novità dal mondo della politica. Questa volta arrivano dall’estero - precisamente dal Vietnam - annunciate da PubblicaAmministrazione.net: in base a esse, pare che entro il 2010 nel comparto pubblico tutti i computer passeranno a software libero. Si aggiuge inoltre che:
Nel rapporto reso noto dalla news agency statale VietnamNet si legge che entro la fine di giugno si procederà all’installazione di programmi quali la suite di OpenOffice.org, Mozilla Firefox, Mozilla Thunderbird e il sistema di digitazione vietnamita Unikey presso le agenzie governative, mentre per la fine del 2009 almeno il 70% dei server dovranno lavorare con software Open Source e il 40% degli impiegati dovranno disporre delle applicazioni […]. L’interesse del Vietnam per il software libero risale al 2004 quando il Governo, con il coinvolgimento delle organizzazioni internazionali dell’open source, avviò una sperimentazione nelle principali università e agenzie governative del paese.
Il 7 gennaio 2009 la Electornic Frontier Foundation festeggia 18 anni di attività. Gestita da un vertice di esperti in vari ambiti, da quello tecnologico a quello letterario, dall’imprenditoria alla programmazione, è nata per la difesa delle libertà digitali. Dai consumatori, ai cittadini semplici, fino ai produttori, il compito di EFF è di difendere coloro ai quali viene lesa tale libertà. Grande novità nel ‘90, continua ad essere attuale e vittoriosa nella sua difesa della libertà di parola, della privacy, dell’innovazione e dei diritti dei consumatori in ambito digitale.
Avvalendosi dell’esperienza di avvocati e tecnici ottiene delle vittorie significative per i consumatori e i cittadini in genere. Fondazione no-profit, esiste grazie alle donazioni della comunità.
Qui trovate le vittorie più significative.
Il Kerala, uno stato dell’India meridionale, che occupa una stretta striscia della costa sud-occidentale del paese è lo stato indiano con il tasso di alfabetizzazione più elevato (oltre il 90% della popolazione) e sono oltre 2.500 le scuole che usano esclusivamente GNU/Linux.
Tutto ebbe inizio nel 2002, con la pianificazione della missione IT@School. Nel 2003 agli insegnanti vennero forniti dei computer per formarli e nel 2006 molte scuole passarono totalmente a GNU/Linux. Gli insegnanti vennero formati da SPACE( Society For Promotion of Alternative Computing and Employment). Entro il 2007 tutte le scuole ebbero GNU/Linux e l’informatica divenne materia d’obbligo. I testi di riferimento insegnano ai bambini l’utilizzo di tool liberi.
Fonte (in inglese)
Nelle scuole della Cambogia il software libero disegnato da uno spagnolo ha la meglio su Microsoft. Non vengono utlizzati altri programmi che quelli forniti dall’organizzazione non governativa Open Institute, attraverso il progetto KhemerOS.
Dietro all’iniziativa c’è la figura di Javier Solá (di Aragona), un informatico che vive in Cambogia dal 2003 e che a capo dell’Open Institute, è riuscito a rendere più accessibile l’informatica alla gioventù locale.
Riusciamo a coprire tutte le scuole fornite di elettricità, (che sono la minoranza), ma calcolo che ne traggono beneficio oltre il 50% degli studenti che si laureano. Anche se non sono tutti, si tratta quantomeno di quelli necessari allo sviluppo del paese.
Afferma con convinzione Solá.
Attualmente 80 dei 315 centri di educazione secondaria utilizzano il software e altre 16 scuole faranno parte della lista entro la fine dell’anno.
Fonte (in spagnolo)