Con il comunicato Samba: un trionfo per la libertà di scelta e la concorrenza vengono riassunte le posizioni degli esponenti di Free Software Foundation Europe e del Team Samba a proposito della sentenza. E qui vogliamo presentare quelle che sono le dichiarazioni a caldo alla notizia della sentenza Microsoft vs EU. Dice Georg Greve, presidente di FSFE:
Microsoft non si può più considerare al di sopra della legge: è riuscita a rinviare questa giornata per quasi un anno, usando le stesse tattiche che hanno fatto deragliare le indagini antitrust in altre parti del mondo, inclusi gli Stati Uniti. Ma grazie alla perseveranza e all’eccellente lavoro della Commissione Europea, in Europa queste tattiche hanno fallito.
Carlo Piana, legale della FSFE:
La FSFE e il Samba Team accolgono la decisione della Corte come una pietra miliare per la concorrenza. Essa mette fine all’idea che offuscare deliberatamente gli standard e intrappolare i clienti costituisca un modello di business accettabile, e obbliga Microsoft a tornare a competere sul terreno della tecnologia software.
Questo è un gran bel giorno per l’Europa, ma è solo un passo lungo il cammino. Negli ultimi anni Microsoft ha continuato a percepire l’interoperabilità come un ostacolo da scavalcare. L’esempio più recente è quello del formato MS-OOXML, che Doug Mahugh di Microsoft ha descritto come una mossa commerciale per rispondere alla minaccia costituita dallo standard ISO ODF, che offre interoperabilità e possibilità di scelta. Considerazioni tattiche, e non tecniche, sono state alla base dei tentativi di Microsoft di condizionare gli enti nazionali di standardizzazione per fare accettare a scatola chiusa il formato MS-OOXML.
Continua da sopra:
Jeremy Allison, co-autore del progetto Samba, commenta con queste parole:
Il Team Samba vuole ringraziare la Commissione Europea per l’ottimo lavoro fatto in questi anni. Milioni di utenti in tutto il mondo coglieranno i benefici di questo lavoro. È un giorno veramente importante per il Samba Team: speriamo di poter finalmente competere su un campo regolare, senza che ci siano precluse le informazioni necessarie all’interoperabilità. In questo modo Samba sarà in grado di offrire ai consumatori una reale possibilità di scelta, con i benefici della libertà del software.
Volker Lendecke, sempre del Team Samba, aggiunge:
Ora che la corte ha deciso, esamineremo da vicino quali sono i termini di licenza per le informazioni di interoperabilità. Sarà molto importante assicurarsi che queste informazioni siano utilizzabili da parte degli sviluppatori di Software Libero, altrimenti il grande successo ottenuto dalla Commissione sarà reso vano. Samba è uno degli attori di primo piano sul mercato dei workgroup server, quello in cui la Commissione ha deciso di ristabilire condizioni di concorrenza”.
Il presidente della FSFE Georg Greve conclude:
La decisione di oggi rappresenta un importante precedente per il futuro. Manipolare segretamente formati e protocolli aperti è stata riconosciuta come una condotta chiaramente inaccettabile. Ora incoraggiamo la Commissione Europea a sostenere la richiesta di indagine antitrust proposta da ECIS. La FSFE, con la collaborazione del Team Samba e di OpenOffice.org, sarà di nuovo lieta di mettere le proprie competenze a disposizione della Commissione Europea anche per quell’indagine.
La Commissione Europea e con essa i cittadini europei hanno vinto: Microsoft è stata riconosciuta colpevole di abuso di posizione dominante dalla Corte Europea di Prima Istanza. La decisione è stata pubblicata pochi minuti fa.
Il commento a caldo di Carlo Piana, avvocato di FSFE e Samba:
Questa sentenza conferma che la pratica di offuscare gli standard e progettare lock-in è un modello commerciale inaccettabile. Microsoft è ora costretta a competere correttamente sul campo della tecnologia.
Un ciclo importante si chiude oggi con la pronuncia di una sentenza epica della Corte di Giustizia della Comunità Europea riguardo l’appello di Microsoft contro la decisione della Commissione Europea di multarla per abuso di posizione dominante.
In attesa del bailamme che si scatenerà certamente con le dichiarazioni pro o contro la sentenza vi proponiamo il dossier raccolto da Antonella Beccaria per GNUvox dopo l’ultima udienza.
gnuvox.info - Dossier UE-Microsoft: la chimera dell’interoperabilità
Alla prossima due giorni del Congresso Nazionale AICA - Cittadinanza e Democrazia Digitale, ci sarà un ospite eccellente a parlare della spinosa questione dei brevetti sul software: Richard Stallman.
Il discorso che terrà in argomento avrà luogo presso il politecnico di Milano, room S01, Piazza Leonardo da Vinci 32, il 21 settembre alle 10.30. La partecipazione è gratuita per tutti gli studenti, i soci AICA e soci FIDA. A questo link è possibile scaricare il programma e qui il modulo d’iscrizione.
Si stanno spargendo voci incontrollate sulla possibilità di aggirare la GNU GPLv3, alimentate da un’azienda che vuole vendere il suo prodotto. Anche in Italia qualcuno si chiede se tramite qualche software si può aggirare la nuova licenza.
Free Software Foundation ha già commentato:
La risposta è no.
La clausola anti-tivoizzazione della GPLv3 non è ampia quanto alcuni credono che sia. La licenza non richiede che gli utenti abbiano il permesso di modificare tutto il software sul dispositivo; devono essere in grado di modificare il codice controllato dalla licenza GPLv3 o LGPLv3. Non avrebbe senso richiedere altro: pure se richiedessimo che l’utente sia messo in grado di modificare tutto il software sul dispositivo, comunque all’atto pratico non avrebbe effetto perché non si avrebbero i sorgenti dei programmi proprietari.
Per questo, il fatto che GPLv3 consente di tivoizzare software proprietario sull’hardware non è news. La virtualizzazione è un modo per farlo ma non è l’unico.
Si tratta di una non-issue.
Un ciclo importante si chiude oggi con la pronuncia di una sentenza epica della Corte di Giustizia della Comunità Europea riguardo l’appello di Microsoft contro la decisione della Commissione Europea di multarla per abuso di posizione dominante.
In attesa del bailamme che si scatenerà certamente con le dichiarazioni pro o contro la sentenza vi proponiamo il dossier raccolto da Antonella Beccaria per GNUvox dopo l’ultima udienza.
gnuvox.info - Dossier UE-Microsoft: la chimera dell’interoperabilità

ISO ha dichiarato ufficialmente che questo round è finito e OOXML non ha raggiunto un numero sufficiente di voti a favore per essere approvato.
I commenti che hanno accompagnato i voti saranno discussi alla riunione risolutoria (ballot resolution meeting o BRM) che sarà organizzato dai subcomitati ISO/IEC JTC 1 (SC 34, Document description and processing languages) da tenersi a Febbraio 2008 a Ginevra.
Obiettivo della riunione sarà di revisionare e cercare consenso su possibili modifiche al documento alla luce dei commenti ricevuti con i voti. Se le modifiche proposte sono tali da convincere gli organi nazionali a ritirare il loro voto negativo, facendo sì che i criteri siano raggiunti, lo standard potrà procedere per la pubblicazione.
Altrimenti la proposta sarà dichiarata fallita e questa procedura di fast-track verrà conclusa. Questo non precluderà una sottomissione sotto le regole normali di sviluppo per gli standard ISO/IEC.
Il testo completo è sul sito dell’ISO. Altri commenti qui.

OOXML non ce l’ha fatta a sovvertire la procedure di standardizzazione dell’International Standards Organization. L’annuncio ci arriva da fonti interne all’ISO, forse le stesse provenienti dalla campagna NOOXML e dopo le indiscrezioni e i calcoli di Andy Updegrove. A presto per gli aggiornamenti.
UPDATE: ne parla anche Carlo Piana sul suo blog.
Mimmo Cosenza si chiede sul suo blog se ci sono “correlazioni” dei voti espressi dai singoli paesi con la rilevanza di quei paesi nel mercato ICT. La lista dei votanti è stata pubblicata
NO: Brazil, Canada, China, Denmark, Czech Republic, Ecuador, France, India, Iran, Ireland, Japan, Korea, New Zealand, Norway, Philippines, South Africa, Thailand, United Kingdom
YES: Armenia, Azerbaijan, Bangladesh, Barbados, Belarus, Bosnia and Herzegovina, Congo, Costa Rica, Côte-d’Ivoire, Croatia, Cuba, Cyprus, Egypt, Fiji, Jamaica, Jordan, Kazakhstan, Lebanon, Morocco, Kuwait, Nigeria, Pakistan, Panama, Qatar, Romania, Russia, Saudi Arabia, Serbia, Sri Lanka, Syria, Tanzania, Ukraine, United Arab Emirates, Uzbekistan
YES with comments: Austria, Bulgaria, Colombia, Germany, Ghana, Greece, Kenya, Malta, Poland, Portugal, Singapore, Switzerland, Tunisia, Turkey, Uruguay, USA, Venezuela
ASTENUTI: Argentina, Australia, Belgium, Chile, Finland, Israel, Italy, Luxembourg, Malaysia, Mauritius, Mexico, Netherlands, Peru, Slovenia, Spain, Trinidad and Tobago, Viet Nam, Zimbabwe
Considerando le complesse procedure di voto dell’ISO non si può dire che sia finita finché non è finita davvero. Aggiornamento dal sito dell’ISO.

A inizio Agosto la campagna DefectiveByDesign della Free Software Foundation è approdata in Europa per protestare contro la decisione della BBC di usare sistemi DRM.
Sul sito DefectiveByDesign si possono leggere (in inglese) i risultati e l’ottimo scambio di battute con la BBC stessa. Notevole il cielo grigio inglese di inizio Agosto ![]()
Lo scambio di email tra l’Open Source Manager di Google Chris DiBona e l’Open Source Chief (wow) di Microsoft Bill Hilf è davvero buffo: il bove chiama l’asino cornuto. Mentre la credibilità della Open Source Initiative cade a capofitto.
Microsoft ha chiesto alla OSI di certificare alcune sue licenze. Il compito dichiarato della OSI è stato sempre quello di approvare le licenze secondo delle linee guida, le Open Source Guidelines. Nel DNA della OSI non è ammessa la politica: solo tecnica, tecnologia e obiettività. Ottimo, si pensava a metà anni Novanta: niente più capelloni filosofi, ma concretezza e (parola magica) pragmaticità.
A Google però non sta bene che Microsoft usi il bollino di approvazione per qualche sua licenza (peraltro di dubbia utilità per noi, visto che nessun programma davvero importante le usa) e DiBona pone domande politiche: Microsoft smetterà di usare il termine fuorviante ‘Shared Source’? Smetterà di spandere FUD sul software libero e specialmente sulla GNU GPL? DiBona va anche oltre e si chiede perché pure si dà udienza a Microsoft visto che da anni ormai OSI tenta di limitare l’approvazione di nuove licenze: dopotutto queste sottoposte da Microsoft sono simili ad altre esistenti come le BSD/MIT e le Mozilla Public License.
La risposta di Hilf ci pare chiami direttamente in causa OSI: da nessuna parte si legge che OSI valuta la strategia di marketing del richiedente.
Non vorrei essere nei panni di Michael Tienmann ora, ma mi pare sempre più chiaro che il ruolo di OSI deve essere profondamente (e rapidamente) rivisto.