In periodi di cambiamenti politici è sempre bene mantenere attivo il dibattito e l’informazione sugli argomenti che teniamo più a cuore. Per questo è importante ricordare che, recentemente, FSFE, con Esoma ed OpenForum Europe, ha lanciato una petizione a favore degli standard aperti e della loro adozione all’interno del Parlamento Europeo.
In breve:
Cittadini e gruppi di interesse non devono essere costretti a usare il software di una sola azienda per comunicare con i loro eletti o per partecipare al processo legislativo.
A tutte le aziende deve essere data l’opportunità di concorrere liberamente per contratti per servizi ICT al parlamento europeo.
Sono un cittadino della UE e voglio che il parlamento europeo adotti l’uso di standard aperti e promuova l’interoperabilità nel settore ICT.
Qui il testo completo.
Alla petizione hanno già aderito più di 5000 persone da tutta Europa, ed è possibile firmarla a questo indirizzo.
E’ uscito il numero 11 della rivista online dedicata agli appassionatu di Ubuntu. Il numero contiene articoli dedicati ai seguenti temi:
* Linux Mint vs. Ubuntu
* TrueCrypt on Ubuntu, iPod Classic + Amarok, Introduction to LaTeX, and more!
* Lenovo 3000 C200 and Ubuntu
* Top 5, My Desktop, and more!
Le riviste si possono scaricare sotto il seguente link.
Un archivio divertentissimo dei più svariati Tux mai realizzati da fantasiosi grafici e non, sparsi in giro per il mondo. Ben 1579 varianti della simpatica maskotte tutte da vedere, pubblicate sotto licenza Creative Commons o GNU LGPL.
Un sito per fare informazione a favore degli standard aperti e dell’interoperabilita’. Si tratta di Document Freedom Day, nato da poco con la collaborazione di Free Software Foundation Europe e in cerca di contributi e volontari attraverso cui espandere un dibattito che non si limiti alla questione MS-OOXML, ma che abbia un respiro piu’ ampio. In questi giorni FSFE ha iniziato a prendere contatto con una serie di realta’ che possono essere interessate a un progetto del genere e la motivazione del lavoro viene efficacemente riassunta in questo passaggio:
Gli standard aperti sono spesso, forse troppo, considerati un argomento per esperti, ed il piu’ delle volte avvengono lontano dagli occhi delle persone e utenti comuni, ma resta il fatto che tali persone si trovano sempre piu’ spesso a confronto con documenti incompatibili e difficolta’ nelle piu’ banali migrazioni. Riteniamo che il dibattito e l’informazione debba raggiungere un pubblico piu’ ampio.
Il Document Freedom Day e’ fissato per il 26 marzo e per chi volesse maggiori informazioni o proporre la propria collaborazione l’indirizzo a cui rivolgersi e’ italy[at]fsfeurope.org.

Un importante comunicato stampa e’ stato pubblicato ieri da parte della Free Software Foundation Europe. Comunicato stampa, che riproponiamo qui nella sua interezza. Buona lettura.
Caso antitrust chiuso: Samba riceve le informazioni sull’interoperabilita’
Nel 2004 la Commissione Europea ha dichiarato Microsoft colpevole di
abuso di posizione dominante nel mercato dell’IT, richiedendo che
fossero rivelate ai concorrenti informazioni complete per assicurare
l’interoperabilita’. Microsoft si e’ appellata contro questa decisione,
che pero’ e’ stata confermata pienamente a settembre 2007 dal Tribunale
di primo grado della Corte di Giustizia europea. La Corte ha
dichiarato Microsoft colpevole di ostruzione dell’interoperabilità e
l’ha condannata a rivelare le informazioni necessarie a garantire
l’interoperabilità .Il Samba Team ha deciso di avvalersi di questo diritto stabilito dalle
sentenze europee nei confronti di Microsoft. La Protocol Freedom
Information Foundation (PFIF) ha richiesto le informazioni per
l’interoperabilità di rete, pagando la quota una tantum di 10.000
Euro, e consentendo al Samba Team l’accesso completo alle importanti
specifiche.“Questo caso e’ chiuso e l’interoperabilita’ ha vinto. La Corte Europea ha
chiarito che le informazioni di interoperabilità non possono essere
tenute segrete; l’accordo dimostra che Microsoft non può in alcun modo
continuare a ostacolare l’interoperabilità in questo contesto. Questo
costituisce un requisito a cui tutti si dovranno adeguare d’ora in poi”
sintetizza Georg Greve, presidente della Free Software Foundation Europe
(FSFE).
Continua da sopra:
Jonas Oberg, vicepresidente della FSFE, continua: “Gli altri vincitori
sono gli utenti di tutti i programmi per la collaborazione di gruppo:
Samba avrà ora accesso a tutte le informazioni necessarie per
raggiungere la piena interoperabilita’ con i prodotti Workgroup Server di
Microsoft di oggi e di domani. Tutti gli utenti ne trarranno beneficio,
compresi gli utenti dei prodotti Microsoft, visto che la maggior
concorrenza potrà costringere Microsoft a ridurre i propri prezzi e
margini”.“Nella situazione attuale, grazie ai miglioramenti che siamo riusciti ad
ottenere, l’accordo rappresenta la miglior soluzione possibile. Non
risolve tutte le questioni che erano rimaste aperte con Microsoft, pone
un rimedio parziale a una situazione ingiusta e illegale. Non è una
transazione, ma rappresenta l’adeguamento alle decisioni imposte dalla
Commissione e confermate dalle Corti europee. Inoltre è ora pienamente
compatibile con l’uso di licenze per Software Libero” commenta l’Avv.
Carlo Piana, che ha rappresentato e difeso la FSFE nelle varie
procedure.Piana continua: “Finalmente abbiamo potuto ricevere un elenco di tutti i
brevetti che Microsoft sostiene coprano le specifiche. È incredibile, ma
finora non erano stati indicati. Questo dovrebbe aiutare finalmente a
fermare la campagna di FUD (Fear, Uncertainty, Doubt) contro Samba, e
contro altri progetti di Software Libero. E’ pratica comune: se si ha un
problema con qualcuno, occorre dire chiaramente quale è il problema, o
altrimenti tacere”.“La Commissione Europea è stata duramente criticata per non essere
riuscita, nell’accordo stipulato con Microsoft, a dichiarare non validi
alcuni brevetti di Microsoft”, continua Jonas Öberg: “Il sistema non
funziona e ha bisogno di correzioni, ma non era compito della
Commissione dichiarare validi o non validi specifici brevetti. Per
risolvere questo problema abbiamo bisogno di continuare a lavorare in
modo informato, trasparente e democratico”.Georg Greve aggiunge: “La Commissione Europea è andata più lontano di
qualunque altra autorità antitrust nel mondo, e ha avuto maggior
successo. Si merita la nostra gratitudine e il nostro sostegno per aver
raggiunto l’80% degli obiettivi. Certo, si poteva sperare che fossero
denunciati i problemi che i brevetti software causano
all’interoperabilità e alla concorrenza, e che venisse fatta una chiara
richiesta affinché le autorità competenti risolvano questi problemi”.“Non dobbiamo però dimenticare che questo è solo uno dei settori in cui
Microsoft sta dimostrando lo stesso tipo di comportamento. Sono giÃ
state sollevate questioni antitrust da parte dello European Committee
for Interoperable Systems (ECIS) e di Opera, circa altri comportamenti
abusivi nei settori dei programmi per ufficio e dei browser per
internet”, aggiunge Greve. “Se certi metodi rappresentano un abuso in
un settore, devono esserlo anche in altri settori. Quindi se la
Commissione Europea vuole proseguire l’esempio positivo che ha dato fin
dal 1998, non deve far altro che investigare anche su queste nuove
richieste.”“Tutto sommato e’ un risultato positivo. Quando nel 2001 la FSFE decise
di sostenere la Commissione Europea nella sua indagine antitrust contro
Microsoft, il nostro obiettivo era quello di rendere queste informazioni
disponibili agli sviluppatori di Software Libero. Lavorando insieme al
Samba Team dal 2003, siamo riusciti a ottenere proprio questo
risultato.”Jonas Oberg conclude: “I brevetti software erano un problema allora e lo
sono oggi. Dovremo risolvere questo problema politicamente, e la FSFE
intende continuare a lavorare su questo tema. Nel frattempo vorrei
ringraziare tutti i volontari e i collaboratori della FSFE e di Samba
che hanno lavorato a questo eccezionale successo per il Software Libero
senza avere alcun compenso, mentre altri hanno accettato di ritirarsi
dal caso dopo aver incassato un risarcimento. I nostri ringraziamenti
vanno a tutti coloro che hanno sostenuto il nostro lavoro in questi
anni, rendendo possibile questo successo”.Informazioni sulla Free Software Foundation Europe:
La Free Software Foundation Europe (FSFE) è una organizzazione non
governativa senza fini di lucro fondata nel 2001, attiva in molti
paesi europei e impegnata in molte attività a livello globale.
L’accesso al software determina la possibilità di partecipare a una
società digitale. Per assicurare pari opportunità di partecipazione
nell’era dell’informazione e libertà di concorrenza, la Free
Software Foundation Europe (FSFE) promuove il Software Libero, che
garantisce le libertà di uso, studio modifica e copia. Portare
all’attenzione del pubblico questi temi, dare solide basi politiche
e legali al Software Libero e assicurare libertà alle persone
supportando lo sviluppo di Software Libero, sono i temi centrali per
la FSFE.Contatti:
Georg Greve +41-76-5611866
Jonas Oberg +46-733-423962
Carlo Piana +39-347-8835209
Shane Coughlan +41-79-2633406
Ciaran O’Riordan +32-477-364419Per raggiungere il centralino della FSFE:
Belgio: +32-2-747 03 57
Germania: +49-700-373 38 76 73
Svezia: +46-31-7802160
Svizzera: +41-43-500 03 66
Regno Unito: +44-29-200 08 17 7
Qui’ e’ possibile reperire il testo in lingua originale, ed a questo indirizzo si puo’ trovare anche l’interessante comunicato del Samba Team.
Il Software Freedom Law Center (SFLC), fornitore di servizi legali pro-bono per la protezione e il progresso di Software Libero (FOSS) ha annunciato che Mark Webbink si è unito al suo consiglio direttivo.
Webbink arriva al SFLC da RedHat dove ha lavorato come legale fin dai primi passi dell’azienda, nel 2000, fino all’Agosto 2007, anno in cui è andato in pensione. Durante gli anni in Redhat Webbink si è adoperato molto a favore del software libero, contro i brevetti sul software e per una riforma dei brevetti.
Oggi Webbink verrà presentato durante il primo Legal Summit for Software Freedom alla Columbia Law School a New York.
Che pensereste di una pubblicità che dicesse «Compra auto da noi perché non sono rotte»? Amazon, Wal-Mart e altri stanno facendo proprio questo con le campagne di marketing per i servizi di vendita di musica senza DRM. E grazie! Finalmente stanno vendendo musica che non è impacchettata in tecnologia difettosa all’origine.
Certamente hanno fatto la scelta giusta. Ma dobbiamo tenere alta la pressione ed eliminare i DRM una volta per tutte. Chiedere che i nostri media e il nostro software sia privo di restrizioni inutili è una richiesta fondamentale per le libertà civili. Come cittadini non dovremmo accontentarci di niente di meno né dalle nostre aziende né dai nostri governi.
Dobbiamo tenere alta la pressione e chiedere ad Amazon di rimuovere i DRM da Unbox, il servizio per i video. Assicuriamoci che Steve Jobs sappia che è lui il responsabile dell’uso di DRM alla Apple. E ribaltiamo su Microsoft il suo stesso messaggio: DRM è male e il software DRM è difettoso all’origine.
La campagna Free Software Free Society acquisisce una nuova realtà sostenitrice. Si tratta di Legambiente che, con un comunicato, annuncia di aver aderito insieme ad altre associazioni ambientaliste, come Friends of the Earth International, Green Party, People and Planet, New Internationalist. E in apertura dichiara subito le mosse da cui la decisione prende iniziativa:
Quando accendete il vostro computer, state rilasciando una dichiarazione politica. Se, come succede per la maggior parte della gente, il vostro computer carica il sistema Microsoft Windows, la dichiarazione che state rilasciando è che le multinazionali dovrebbero controllare l’accesso ai mezzi di informazione pubblici più potenti che siano mai esistiti.
Ma non è solo una campagna anti-Redmond. Infatti:
Il software libero è una questione di libertà, non di prezzo. È software i cui autori estendono intenzionalmente agli utenti la libertà di studiare, copiare, modificare e condividere il proprio lavoro. Mentre la proprietà legata a un software funziona dividendo le persone ed usando restrizioni tecniche per ostacolarne la comunicazione, il software libero è stato creato con spirito di solidarietà e condivisione.
Un altro appuntamento con Richard Stallman, qua in Italia. Il 24 settembre presso l’Aula Magna dell’Università di Pavia, in Piazza Leonardo da Vinci, Richard Stallman terrà un discorso sulle grandi possibilità di cooperazione e libertà che l’uso e la diffusione del Software Libero portano con sè.
In occasione del 40esimo anniversario dell’Università di Pavia, verranno assegnate alcune Lauree Honoris Causa, tra cui anche quella a Richard Stallman che sin dai primi anni ‘80 si batte e lavora per la diffusione del Software Libero.
Questo il programma della giornata. Non mancate!
Con il comunicato Samba: un trionfo per la libertà di scelta e la concorrenza vengono riassunte le posizioni degli esponenti di Free Software Foundation Europe e del Team Samba a proposito della sentenza. E qui vogliamo presentare quelle che sono le dichiarazioni a caldo alla notizia della sentenza Microsoft vs EU. Dice Georg Greve, presidente di FSFE:
Microsoft non si può più considerare al di sopra della legge: è riuscita a rinviare questa giornata per quasi un anno, usando le stesse tattiche che hanno fatto deragliare le indagini antitrust in altre parti del mondo, inclusi gli Stati Uniti. Ma grazie alla perseveranza e all’eccellente lavoro della Commissione Europea, in Europa queste tattiche hanno fallito.
Carlo Piana, legale della FSFE:
La FSFE e il Samba Team accolgono la decisione della Corte come una pietra miliare per la concorrenza. Essa mette fine all’idea che offuscare deliberatamente gli standard e intrappolare i clienti costituisca un modello di business accettabile, e obbliga Microsoft a tornare a competere sul terreno della tecnologia software.
Questo è un gran bel giorno per l’Europa, ma è solo un passo lungo il cammino. Negli ultimi anni Microsoft ha continuato a percepire l’interoperabilità come un ostacolo da scavalcare. L’esempio più recente è quello del formato MS-OOXML, che Doug Mahugh di Microsoft ha descritto come una mossa commerciale per rispondere alla minaccia costituita dallo standard ISO ODF, che offre interoperabilità e possibilità di scelta. Considerazioni tattiche, e non tecniche, sono state alla base dei tentativi di Microsoft di condizionare gli enti nazionali di standardizzazione per fare accettare a scatola chiusa il formato MS-OOXML.
Continua da sopra:
Jeremy Allison, co-autore del progetto Samba, commenta con queste parole:
Il Team Samba vuole ringraziare la Commissione Europea per l’ottimo lavoro fatto in questi anni. Milioni di utenti in tutto il mondo coglieranno i benefici di questo lavoro. È un giorno veramente importante per il Samba Team: speriamo di poter finalmente competere su un campo regolare, senza che ci siano precluse le informazioni necessarie all’interoperabilità. In questo modo Samba sarà in grado di offrire ai consumatori una reale possibilità di scelta, con i benefici della libertà del software.
Volker Lendecke, sempre del Team Samba, aggiunge:
Ora che la corte ha deciso, esamineremo da vicino quali sono i termini di licenza per le informazioni di interoperabilità. Sarà molto importante assicurarsi che queste informazioni siano utilizzabili da parte degli sviluppatori di Software Libero, altrimenti il grande successo ottenuto dalla Commissione sarà reso vano. Samba è uno degli attori di primo piano sul mercato dei workgroup server, quello in cui la Commissione ha deciso di ristabilire condizioni di concorrenza”.
Il presidente della FSFE Georg Greve conclude:
La decisione di oggi rappresenta un importante precedente per il futuro. Manipolare segretamente formati e protocolli aperti è stata riconosciuta come una condotta chiaramente inaccettabile. Ora incoraggiamo la Commissione Europea a sostenere la richiesta di indagine antitrust proposta da ECIS. La FSFE, con la collaborazione del Team Samba e di OpenOffice.org, sarà di nuovo lieta di mettere le proprie competenze a disposizione della Commissione Europea anche per quell’indagine.