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La voce del software libero

Archive for the ‘Contaminazioni’ Category

Edizioni OMP: l’editoria in chiave copyleft

Martedì, Luglio 29th, 2008

Edizioni OMPIl comunicato stampa è forse un po’ troppo lungimirante dato che già altre case editrici - in parte o in toto - rilasciano le loro pubblicazioni con modalità libere. Ma sicuramente è da accogliere positivamente la nascita di Edizioni OMP (Officina Multimediale Pavese), iniziativa in materia di libri che si orienta completamente verso il copyleft. Poesia, saggistica e scrittura collettiva i principali ambiti in cui la casa editrice inizia. Che raccomanda ai suoi potenziali autori:

I principi cui ci ispiriamo sono tre: copyleft. Pubblichiamo i libri secondo le licenze Creative Commons; qualità. Gli autori da noi pubblicati vengono accuratamente selezionati; onestà e trasparenza. Gli autori non sono tenuti a versare alcuna somma, né ad acquistare copie dei libri da noi pubblicati. Gli utili vengono reinvistiti in questa attività editoriale.

Per iniziare con pochi click a leggere quanto propone il catalogo delle Edizioni OMP si può dare un’occhiata a quanto già disponibile.

La Repubblica: “Copyright o copyleft? Dite la vostra”

Giovedì, Luglio 24th, 2008

Creative Commons & Copyleft Culture FestivalIl quotidiano La Repubblica, nella sua edizione di Parma, dedica un articolo al Creative Commons & Copyleft Culture Festival, organizzato dalla SM4X e la Cooperativa sociale Avalon Onlus con il patrocinio della Regione Emilia Romagna.

Della manifestazione avevamo parlato pochi giorni fa e tornarci sopra è per segnalare il sondaggio che il quotidiano ha lanciato in coda al suo pezzo: “Copyright o copyleft? Dite la vostra”. Un’occasione per poter presentare le ragioni della libertà di cultura.

What the hell is that?

Martedì, Luglio 22nd, 2008

idiot question by cj Sorg?Nelle grandi città capita spesso che i pendolari utilizzino il proprio portatile per “ammazzare” il tempo. Quali sono i commenti che emergono se quel qualcuno tira fuori un portatile GNU/Linux?
Dalla convinzione che si tratti di un Mac alla domanda: “come ha fatto ad avere Vista con tanto anticipo?” a “what the hell is that?”, un utente ha raccolto i commenti più simpatici qui.
E a voi? Cos’hanno detto?
Fonte (in inglese)

Dopo π-Videoblog, Christian Biasco torna con le videoguide

Venerdì, Luglio 18th, 2008

L'origine del maleChristian Biasco, già autore di π-Videoblog con il quale si era occupato di tematiche legate al software libero e alla libertà di cultura, torna con le sue produzioni multimediali e lancia le videoguide la cui prima puntata è incentrata su questo argomento (qui il testo completo):

In molti si sono sicuramente trovati nella situazione di ricevere da qualcuno un file video ma di non riuscire a vederlo. È frustrante! In questa puntata, cercheremo di spiegare come muoversi per trovare una soluzione, spiegando quali sono i principali Media Player (proprietari), e quali formati preferiscono. Verranno poi presentati VLC e Mplayer, due Media Player estremamente versatili, open source e gratuiti ed infine verranno presentati alcuni componenti aggiuntivi per Quicktime Player (Perian, Xiph, Flip4Mac). Non può mancare un’accenno ai formati liberi ogg e Matroska!

Ricordando che la licenza Creative Commons è quella prescelta per le “produzioni Blasco”, si dia un’occhiata anche al documentario teatrale L’origine del male:

Dopo più di tre anni di ricerche rigorose, interviste, confronti con esperti di diversi campi, Christian Biasco presenta al pubblico il suo spettacolo, da lui definito un documentario teatrale, in cui non racconta la storia di un personaggio, ma quella di un’idea sull’origine dell’AIDS: la teoria del vaccino orale antipolio contaminato con un virus delle scimmie.

CC Festival: a Parma la terza edizione

Giovedì, Luglio 17th, 2008

CC FestivalSi svolgerà dal 24 al 26 luglio prossimi a Parma, presso la Fattoria di Vigheffio, la terza edizione del Creative Commons & Copyleft Culture Festival, la “rassegna che punta i riflettori sulla musica libera e più in generale all’arte libera”. Organizzata da SM4X in collazione con la cooperativa Avalon e con il patrocinio della Regione Emilia Romagna, oltre che con la partnership di Jamendo, la manifestazione vedrà alternarsi spettacoli teatrali, concerti e dibattiti, ognuno dei quali a ingresso libero e gratuito. Il tutto con un unico comun denominatore:

[il] “permesso d’autore”, ovvero dalla possibilità di utilizzo o ripubblicazione dell’opera, garantita dallo stesso autore, fatte salve alcune semplici condizioni base per la libera circolazione della stessa.

FSF sconsiglia l’acquisto dello Smartphone iPhone 3G

Giovedì, Luglio 17th, 2008

iPhone 3GPer questo consiglio FSF dà diverse ragioni importanti, scrive John Sullivan. A quanto pare l’iPhone blocca completamente tutto ciò che è software libero, ciò significa che gli sviluppatori sono costretti a comprare l’ambiente di sviluppo di Apple ed Apple decide che tipo di software gira sull’iPhone e quale no. Secondo Sullivan l’iPhone utilizza e supporta tenologie DRM per rendere alcune operazioni impossibili agli utenti.
Un’ottima alternativa proposta da Sullivan è il FreeRunner OpenMoko già trattato di recente. Lo smartphone rispetta la libertà degli utenti e rende possibile l’utilizzo di formati liberi.
Fonte (in inglese)

JAZZID: musica e cultura libera a Rieti

Mercoledì, Luglio 16th, 2008

JAZZID Area FestivalTorna anche quest’anno il JAZZID Area Festival, una settimana di musica, gastronomia, cultura e dibattiti, che sè iniziato lo scorso 14 luglio per concludersi il 20 luglio 2008 a Rieti, presso il Chiostro di S.Francesco. Oltre alla partecipazione di artisti che hanno pubblicato musica usando le licenze Creative Commons, da segnalare la presenza nell’area cultura e dibattiti di uno stand curato dal GLUG Rieti, dall’Istituto D’Arte A. Calcagnadoro e dal gruppo italiano di Free Software Foundation Europe, che illustreranno al pubblico il legame tra le libertà digitali, il software libero e le licenze libere per gli altri tipi di produzione intellettuale e artistica.

Maggiori informazioni sul sito Le Menti Musicali.

Musica libera: i numeri di Jamendo

Lunedì, Luglio 14th, 2008

JamendoSe un fenomeno del genere sia possibile solo grazie alle licenze Creative Commons è difficile dirlo. Che invece questo genere di licenze lo incentivi è sicuro. L’oggetto specifico di quest’affermazione è Jamendo che dà qualche numero attraverso il sito Musical News con l’articolo La piattaforma musicale Jamendo ha superato i 10 000 album scaricabili gratuitamente:

Esattamente i suoi membri sono 368.672, 61.749 le recensioni di album e soprattutto 10.400 gli album pubblicati. Tutto questo possibile grazie alla flessibilità delle licenze Creative Commons e alla straordinaria creatività degli artisti coinvolti. Jamendo è la più grande piattaforma Web di musica scaricabile gratuitamente e legalmente. Il sito è disponibile in sei lingue, e offre il catalogo più grande di musica gratuita della rete : 150 000 brani da oltre 5000 artisti da tutto il mondo. Il suo business model innovativo permette agli utenti di scaricare musica gratuitamente, e, agli artisti di essere ritribuiti attraverso la distribuzione dei ricavi pubblicitari e altre entrate commerciali.

Creative Commons: come usarle e trarne vantaggi

Giovedì, Luglio 10th, 2008

Creative CommonsSi intitola Come utilizzare una licenza Creative Commons e guadagnare dalla libera circolazione della propria opera? il dettagliato post pubblicato da Sportello Liberius - Sportello di consulenza legale sul diritto d’autore per rispondere a due quesiti che circolano spesso a proposito del rilascio in regime di “alcuni diritti riservati” delle opere dell’intelletto diverse da quelle prettamente informatiche: come si rilascia un’opera e come quando meno non rimetterci. Se le risposte sono chiare agli addetti ai lavori, un lavoro divulgativo in argomento rimane indispensabile per far comprendere come utilizzare il corpo di licenze Creative Commons. Infatti:

Certo, la decisione di non riservarsi alcuni diritti, oltre l’etica di una volontà di condivisione libera della conoscenza, assolve anche ad una funzione di promozione del proprio lavoro. Ma il fine dell’autore, a parte casi particolari, sarà sempre e comunque quello di farsi conoscere per ottenere, ad esempio, un contratto discografico e quindi dei guadagni.

L’esito è scontato. La prassi contrattuale, specchio delle dinamiche monopolistiche del mercato dei contenuti, porrà un limite alla diffusione dell’informazione attraverso un accordo che prevede un’esclusiva nell’utilizzazione, naturalmente non gratuita. Purtroppo la scelta è obbligata per chi, come artista emergente, vuole vivere con la propria arte. Con le nuove forme di diffusione delle opere offerte dalla rete, l’autore/artista ha la possibilità di trovare altri percorsi per ottenere un proprio ritorno economico e consentire alla collettività di fruire liberamente delle opere.

Arrakis: libero documentario su realtà sconosciute

Venerdì, Giugno 20th, 2008

ArrakisLo scopo di chi produce contenuti liberi è anche - se non soprattutto - quello di veicolarli il più possibile. Scopo non da poco quando, lasciando gli ambiti strettamente informatici, ci si spinge verso l’informazione sociale e si racconta una realtà che sui media mainstream difficilmente (o sotto tono) passa. È il caso del “documentario poetico” Arrakis, nato come tesi di laurea del ventiseienne Andrea Di Nardo e diventato un lavoro più ampio. Infatti, come si legge nell’articolo Arrakis, sui blog va in onda la morte bianca:

Ha esplorato i relitti di molte fabbriche abbandonate nel nord Italia, sepolte e dimenticate tra le sterpaglie, ancora cariche di veleni invisibili: ne ha tirato fuori una breve, allucinata e sconvolgente odissea sul costo umano del progresso industriale del bel paese guidata dalla voce roca di Silvestro, operaio che in fabbrica ha lasciato le corde vocali. “Io sono morto”, conclude Silvestro, sopravvissuto ad un tumore devastante che gli ha portato via la laringe, come sono morti i suoi colleghi e amici venuti a lavorare fino all’ultimo giorno per non mandare sul lastrico le famiglie, come sono morti, ignari, tutti quelli che hanno avuto la sfortuna di nascere e crescere accanto ad un altoforno o a un cementificio.

Del documentario a breve sarà disponibile (anche per il download) una versione ad alta risoluzione e la licenza che verrà applicata sarà Creative Commons. Per intanto è visionabile il trailer, oltre a poterne leggere metodi e obiettivi.