Un ciclo importante si chiude oggi con la pronuncia di una sentenza epica della Corte di Giustizia della Comunità Europea riguardo l’appello di Microsoft contro la decisione della Commissione Europea di multarla per abuso di posizione dominante.
In attesa del bailamme che si scatenerà certamente con le dichiarazioni pro o contro la sentenza vi proponiamo il dossier raccolto da Antonella Beccaria per GNUvox dopo l’ultima udienza.
gnuvox.info - Dossier UE-Microsoft: la chimera dell’interoperabilità

Tramite il sito attivato da Palamida si può seguire in tempo reale l’adozione della GPLv3. L’ultima settimana ha visto un’accelerazione delle adozioni, un bel +19% in 7 giorni. Probabilmente il lungo ponte negli USA ha convinto molti hacker a rilasciare una nuova versione con la nuova licenza.
Nelle ultime due settimane 3000 progetti sono passati alla GPLv3: l’adozione della nuova licenza sembra essere veloce e consistente con i cicli di sviluppo del Software Libero. Sul blog di palamida si possono leggere i dettagli su come vengono elaborate le statistiche del sito e partecipare alle discussioni.
Davide Prina, del progetto PLIO, ci invia questo contributo che smaschera le manovre di reclutamento di ‘nani e ballerine’ di cui parla anche Mimmo Cosenza:
Amongst the 30 “original” JTC1 P-Members : 8 Yes, 14 No, 8 Abstain
Amongst the 11 “late-comers” JTC1 P-Members : 9 Yes, 1 No (Ecuador), 1
Abstain (Trinidad & Tobago)
Amongst the 15 “late-comers” SC34 P-Members : 12 Yes, 0 No, 3 Abstain
(Chile, Finland, Trinidad & Tobago)
Se poi si prendono tutti i members escludendo i 30 P members presenti all’origine si ha:
- Other ISO Member Bodies: 57 (43 Yes, 4 No, 10 Abstain)
questo mostra i giochi di Microsoft per portare l’approvazione del fast track in prima votazione. Questi dati mettono a nudo la politica di Microsoft di far approvare qualcosa utilizzando pratiche non “convenzionali”.
Nota: non è detto che i calcoli siano precisi all’unità (alcuni indicano la mancanza di voti tra la lista che hanno usato per fare i calcoli), io non li ho controllati, li ho presi da alcuni commenti.
Poi un’altra cosa veramente interessante è l’articolo dell’ufficio stampa microsoft:
http://www.prnewswire.com/cgi-bin/stories.pl?ACCT=104&STORY=/www/story/09-04-2007/0004655552&EDATE=
http://money.cnn.com/news/newsfeeds/articles/prnewswire/AQTU10304092007-1.htm
che presenta questa votazione come una vittoria … in breve:
Sembrano le dichiarazioni di un partito italiano che ha appena preso una batosta alle elezioni, ma che nelle interviste si presenta come se avesse addirittura vinto le elezioni … con i soliti errori nei calcoli.

ISO ha dichiarato ufficialmente che questo round è finito e OOXML non ha raggiunto un numero sufficiente di voti a favore per essere approvato.
I commenti che hanno accompagnato i voti saranno discussi alla riunione risolutoria (ballot resolution meeting o BRM) che sarà organizzato dai subcomitati ISO/IEC JTC 1 (SC 34, Document description and processing languages) da tenersi a Febbraio 2008 a Ginevra.
Obiettivo della riunione sarà di revisionare e cercare consenso su possibili modifiche al documento alla luce dei commenti ricevuti con i voti. Se le modifiche proposte sono tali da convincere gli organi nazionali a ritirare il loro voto negativo, facendo sì che i criteri siano raggiunti, lo standard potrà procedere per la pubblicazione.
Altrimenti la proposta sarà dichiarata fallita e questa procedura di fast-track verrà conclusa. Questo non precluderà una sottomissione sotto le regole normali di sviluppo per gli standard ISO/IEC.
Il testo completo è sul sito dell’ISO. Altri commenti qui.

OOXML non ce l’ha fatta a sovvertire la procedure di standardizzazione dell’International Standards Organization. L’annuncio ci arriva da fonti interne all’ISO, forse le stesse provenienti dalla campagna NOOXML e dopo le indiscrezioni e i calcoli di Andy Updegrove. A presto per gli aggiornamenti.
UPDATE: ne parla anche Carlo Piana sul suo blog.
Mimmo Cosenza si chiede sul suo blog se ci sono “correlazioni” dei voti espressi dai singoli paesi con la rilevanza di quei paesi nel mercato ICT. La lista dei votanti è stata pubblicata
NO: Brazil, Canada, China, Denmark, Czech Republic, Ecuador, France, India, Iran, Ireland, Japan, Korea, New Zealand, Norway, Philippines, South Africa, Thailand, United Kingdom
YES: Armenia, Azerbaijan, Bangladesh, Barbados, Belarus, Bosnia and Herzegovina, Congo, Costa Rica, Côte-d’Ivoire, Croatia, Cuba, Cyprus, Egypt, Fiji, Jamaica, Jordan, Kazakhstan, Lebanon, Morocco, Kuwait, Nigeria, Pakistan, Panama, Qatar, Romania, Russia, Saudi Arabia, Serbia, Sri Lanka, Syria, Tanzania, Ukraine, United Arab Emirates, Uzbekistan
YES with comments: Austria, Bulgaria, Colombia, Germany, Ghana, Greece, Kenya, Malta, Poland, Portugal, Singapore, Switzerland, Tunisia, Turkey, Uruguay, USA, Venezuela
ASTENUTI: Argentina, Australia, Belgium, Chile, Finland, Israel, Italy, Luxembourg, Malaysia, Mauritius, Mexico, Netherlands, Peru, Slovenia, Spain, Trinidad and Tobago, Viet Nam, Zimbabwe
Considerando le complesse procedure di voto dell’ISO non si può dire che sia finita finché non è finita davvero. Aggiornamento dal sito dell’ISO.
Hanno gettato il sasso, Gary Edwards e Buck Martin, quando scrivono per LinuxWorld.com un articolo intitolato Game over for OpenDocument? Un sasso bello grosso, sembra, destinato a generare un acceso dibattito dato che si pone in netta contrapposizione con quanto finora fatto a sostegno di ODF e dei formati liberi. Ricostruendo la storia recente di questa tematica, i due responsabili della OpenDocument Foundation scrivono:
Una nuova serie di formati, forse basati sull’unione tra XHTML+, CSS 3.0 e RDF o forse su un miglioramento nell’interoperabilità è in arrivo. Questo è ciò che chiaramente ha in mente l’europea IDABC con i suoi recenti annunci in merito alla proposta di Open Document Exchange Format (ODEF). L’aspetto sorprendente è che i plugin interni possono produrre ODF, XHTML+ e ODEF e la relativa architettura non è allineata alle modalità dei grandi vendor per neutralizzare il controllo su applicazioni e standard.
Quando Linden Lab ha compiuto l’inevitabile mossa di rilasciare il client del mondo virtuale Second Life con la licenza GNU GPL, sapevano di poter integrare tanto software già esistente. Un messaggio nella lista degli sviluppatori annuncia che le funzioni audio/video saranno fornite da GStreamer nel client SecondLife. È un grosso riconoscimento, visto che GStreamer sostituirà il sistema proprietario QuickTime.
Ne parla ArsTechnica.
Ma se i privati in qualche modo riescono a cavarsela e ad ottenere un ritorno monetario in tutta la questione, ciò che mi lascia basita è la situazione dal punto di vista dei rivenditori.
Dopo aver scritto invano al rivenditore alto atesino che mi risultava adatto allo scopo, ho telefonato al CEO e gli ho esposto nuovamente tutta la questione, gli obiettivi che ci siamo prefissi e così via. La risposta, che sarebbe un sogno ottenere per iscritto, è molto simile a quella ottenuta da GizMo se non peggio:
Ma, in verità non mi sembra il caso di fare una richiesta del genere. Non ci sarebbe alcuna differenza di prezzo tra delle macchine con SO o delle macchine vergini e quindi a noi conviene ordinarle con, anche perché in questo modo almeno abbiamo anche la licenza.
L’ho ringraziato molto della sua collaborazione e l’ho salutato.
Articolo 1/5
Segnaliamo un’intervista pubblicata su oneopensource.it, in cui si dice tra l’altro:
Io penso che la reale potenza di Linux è proprio il suo non chiudersi in una nicchia. Ognuno si illude, e diverse persone ed aziende hanno motivazioni totalmente diverse e fiducia in quello che è importante per loro. Io non sono interessato a nessun particolare settore.
Detto questo, io personalmente penso molto più ai desktop, non perché questa sia “la nicchia primaria”, ma semplicemente perché il desktop ha più varianti e un comportamento più complesso di molte altre aree, dunque, l’uso del desktop, mostra questioni che molte altre aree non mostrano, anche se più specifiche.
Il testo dell’intervista è disponibile anche in versione inglese. Buona lettura!
Sarà pronunciata il prossimo 17 settembre nella Grande Salle della Corte di Giustizia la sentenza sulla causa Microsoft Corporation-Commissione delle Comunità europee. Da un comunicato appena giunto dal Lussemburgo, si legge un efficace riassunto della questione:
Il 24 marzo 2004, la Commissione europea ha adottato una decisione con la quale ha constatato che la Microsoft aveva violato l’art. 82 del Trattato CE, commettendo un abuso di posizione dominante con due comportamenti distinti. Essa le ha altresì imposto un’ammenda pari a più di 497 milioni di euro.
Il primo comportamento sanzionato riguarda il rifiuto della Microsoft di fornire ai suoi concorrenti certe «informazioni relative all’interoperabilità» e di autorizzarne l’uso per lo sviluppo e la distribuzione di prodotti concorrenti ai propri sul mercato dei sistemi operativi per server per gruppi di lavoro per il periodo tra il mese di ottobre 1998 e la data di adozione della decisione. Come misura correttiva, la Commissione ha imposto alla Microsoft di divulgare a tutte le imprese che desiderano sviluppare e distribuire sistemi operativi per server per gruppi di lavoro le «specificazioni» di suoi protocolli di comunicazione cliente-server e server-server.
Continua da sopra:
Il secondo comportamento sanzionato dalla Commissione è la vendita combinata del lettore multimediale Windows Media Player e del sistema operativo Windows. La Commissione ha ritenuto che tale pratica pregiudicasse la concorrenza sul mercato dei lettori multimediali. Come misura correttiva, la Commissione ha imposto alla Microsoft di offrire in vendita una versione di Windows senza Windows Media Player.
Il 7 giugno 2004, la Microsoft ha proposto dinanzi al Tribunale di primo grado delle Comunità europee un ricorso diretto all’annullamento di tale decisione, ovvero alla significativa riduzione dell’ammenda inflittale.
L’udienza in questa causa si è tenuta dal 24 al 28 aprile 2006.
Qui gli articoli che abbiamo scritto sulla vicenda.