Prodotto contro prodotto. Brevetti contro modalità di condivisione. In massima sostanza questo è lo Steve Ballmer-pensiero così come riportato in un articolo pubblicato oggi su ZeusNews. In esso, le volontà distruttrice del cavallo più pazzo del software proprietario sono esplicite, alla faccia delle mosse contrastanti che Microsoft avrebbe compiuto negli ultimi tempi per avvicinarsi al software libero. Forse incattiviti dal risultato di fronte dall’antitrust europea, gli uomini di Redmond infatti sembrano riconoscersi nelle parole di Ballmer, il quale prosegue affermando che:
Noi spendiamo molti soldi, il resto dell’industria commerciale spende molti soldi in ricerca e sviluppo. Abbiamo speso molti soldi acquisendo brevetti” E ancora: “Penso che sia importante che anche i prodotti open source siano obbligati a partecipare nello stesso modo al regime di proprietà intellettuale. Ecco perché abbiamo stretto l’accordo con Novell.
La settimana scorsa è stata sicuramente una tra le settimana più intense degli ultimi tempi, e il materiale da leggere, le notizie e i commenti da ascoltare sul tanto atteso verdetto MS vs. EU, sicuramente non sono mancate.
Se, a distanza di qualche giorno, avete la sensazione che vi siate persi qualche cosa e volete recuperare, ma non sapete da dove, sicuramente un buon punto di partenza è l’intervista fatta da Sean Daly, trascritta da Ciaran O’Riordan e postata su Groklaw, a color che, sebbene, tralasciati un po’ troppo dalla ‘grande stampa’, meritano sicuramente un posto di tutto rilievo: Volker Lendecke, Jeremy Allison (Samba Team), Georg Greve (FSFE) e Carlo Piana (avvocato).
Continua da sopra:
L’intervista, presa a caldo subito dopo la sentenza, ripercorre molti dei punti chiave del lungo processo: il tentativo di Microsoft di ‘comprare’ le parti in causa, costato 3,6 miliardi di dollari e servito a ben poco, la testimonianza di A. Tridgell (Samba Team) che ha distrutto la teoria delle blue bubble di Microsoft e la grande soddisfazione di quelle persone che, dopo lungo tempo si sono viste ripagate almeno un po’ dei tanti sforzi.
Qui è disponibile l’audio dell’intervista (.ogg) e nell’articolo di Groklaw è presente la trascrizione.
Altre informazioni riguardanti il processo sono reperibili nella categoria Antitrust di Gnuvox.
Con il comunicato Samba: un trionfo per la libertà di scelta e la concorrenza vengono riassunte le posizioni degli esponenti di Free Software Foundation Europe e del Team Samba a proposito della sentenza. E qui vogliamo presentare quelle che sono le dichiarazioni a caldo alla notizia della sentenza Microsoft vs EU. Dice Georg Greve, presidente di FSFE:
Microsoft non si può più considerare al di sopra della legge: è riuscita a rinviare questa giornata per quasi un anno, usando le stesse tattiche che hanno fatto deragliare le indagini antitrust in altre parti del mondo, inclusi gli Stati Uniti. Ma grazie alla perseveranza e all’eccellente lavoro della Commissione Europea, in Europa queste tattiche hanno fallito.
Carlo Piana, legale della FSFE:
La FSFE e il Samba Team accolgono la decisione della Corte come una pietra miliare per la concorrenza. Essa mette fine all’idea che offuscare deliberatamente gli standard e intrappolare i clienti costituisca un modello di business accettabile, e obbliga Microsoft a tornare a competere sul terreno della tecnologia software.
Questo è un gran bel giorno per l’Europa, ma è solo un passo lungo il cammino. Negli ultimi anni Microsoft ha continuato a percepire l’interoperabilità come un ostacolo da scavalcare. L’esempio più recente è quello del formato MS-OOXML, che Doug Mahugh di Microsoft ha descritto come una mossa commerciale per rispondere alla minaccia costituita dallo standard ISO ODF, che offre interoperabilità e possibilità di scelta. Considerazioni tattiche, e non tecniche, sono state alla base dei tentativi di Microsoft di condizionare gli enti nazionali di standardizzazione per fare accettare a scatola chiusa il formato MS-OOXML.
Continua da sopra:
Jeremy Allison, co-autore del progetto Samba, commenta con queste parole:
Il Team Samba vuole ringraziare la Commissione Europea per l’ottimo lavoro fatto in questi anni. Milioni di utenti in tutto il mondo coglieranno i benefici di questo lavoro. È un giorno veramente importante per il Samba Team: speriamo di poter finalmente competere su un campo regolare, senza che ci siano precluse le informazioni necessarie all’interoperabilità. In questo modo Samba sarà in grado di offrire ai consumatori una reale possibilità di scelta, con i benefici della libertà del software.
Volker Lendecke, sempre del Team Samba, aggiunge:
Ora che la corte ha deciso, esamineremo da vicino quali sono i termini di licenza per le informazioni di interoperabilità. Sarà molto importante assicurarsi che queste informazioni siano utilizzabili da parte degli sviluppatori di Software Libero, altrimenti il grande successo ottenuto dalla Commissione sarà reso vano. Samba è uno degli attori di primo piano sul mercato dei workgroup server, quello in cui la Commissione ha deciso di ristabilire condizioni di concorrenza”.
Il presidente della FSFE Georg Greve conclude:
La decisione di oggi rappresenta un importante precedente per il futuro. Manipolare segretamente formati e protocolli aperti è stata riconosciuta come una condotta chiaramente inaccettabile. Ora incoraggiamo la Commissione Europea a sostenere la richiesta di indagine antitrust proposta da ECIS. La FSFE, con la collaborazione del Team Samba e di OpenOffice.org, sarà di nuovo lieta di mettere le proprie competenze a disposizione della Commissione Europea anche per quell’indagine.
Il pronunciamento sull’affaire Microsoft è arrivato: qui è disponibile in pdf la sentenza e qui invece la traduzione in italiano del materiale. Intanto iniziamento riportando un paio di lanci di agenzia appena battuti:
Microsoft, Tribunale Ue conferma maxi-multa da 497 milioni di euro
Bruxelles, 17 set. (Adnkronos/Aki) - Il Tribunale di prima istanza delle Comunità europee ha respinto, in modo quasi integrale, il ricorso di Microsoft contro la maxi-multa da 497 mln di euro imposta dalla Commissione europea nel 2004 per abuso di posizione dominante. E’ quanto prevede la sentenza emessa a Lussemburgo.
E inoltre:
Microsoft: commissione UE plaude a sentenza
Bruxelles plaude la sentenza del tribunale di primo grado su Microsoft. “La commissione - Europea - come si legge infatti un primo comunicato - accoglie favorevolmente la sentenza” che conferma le multe inflitte dall’Esecutivo di Bruxelles.
La Commissione Europea e con essa i cittadini europei hanno vinto: Microsoft è stata riconosciuta colpevole di abuso di posizione dominante dalla Corte Europea di Prima Istanza. La decisione è stata pubblicata pochi minuti fa.
Il commento a caldo di Carlo Piana, avvocato di FSFE e Samba:
Questa sentenza conferma che la pratica di offuscare gli standard e progettare lock-in è un modello commerciale inaccettabile. Microsoft è ora costretta a competere correttamente sul campo della tecnologia.
Un ciclo importante si chiude oggi con la pronuncia di una sentenza epica della Corte di Giustizia della Comunità Europea riguardo l’appello di Microsoft contro la decisione della Commissione Europea di multarla per abuso di posizione dominante.
In attesa del bailamme che si scatenerà certamente con le dichiarazioni pro o contro la sentenza vi proponiamo il dossier raccolto da Antonella Beccaria per GNUvox dopo l’ultima udienza.
gnuvox.info - Dossier UE-Microsoft: la chimera dell’interoperabilità
Ancora attraverso Davide Prina del Progetto PLIO si viene a sapere che c’è tempo fino al 14 gennaio prossimo per rispondere ai commenti. Si tratta di ben quattro mesi e mezzo per la valutazione delle risposte dell’ECMA.
Inoltre il 25 febbraio si riunirà il BRM dell’ISO/IEC JTC1 per stabilire cosa fare: in pratica valutare se i commenti possono essere risolti o meno. Se non vi è consenso sulla risoluzione dei commenti, in teoria, il formato dovrebbe essere rigettato e non potrebbe più seguire la procedura di fast-track. Quindi penso dovrebbe passare a quella normale. Se non dovesse accadere, queste potrebbero essere le cause:
Quali altri pericoli si nascondono sotto il pelo dell’acqua? Secondo me, Microsoft potrebbe far diventare P-members molti paesi poveri e investire piccole quantità di soldi per guadagnarsi i loro voti grazie a suoi partner nelle commissioni. Operazione non così complessa. Inoltre va notato che votando no, c’è l’obbligo di presenziare al BRM. Votando sì, invece, tutta un’altra storia: si può non partecipare a far restare mantenendo inalterato il proprio voto.
Alla prossima due giorni del Congresso Nazionale AICA - Cittadinanza e Democrazia Digitale, ci sarà un ospite eccellente a parlare della spinosa questione dei brevetti sul software: Richard Stallman.
Il discorso che terrà in argomento avrà luogo presso il politecnico di Milano, room S01, Piazza Leonardo da Vinci 32, il 21 settembre alle 10.30. La partecipazione è gratuita per tutti gli studenti, i soci AICA e soci FIDA. A questo link è possibile scaricare il programma e qui il modulo d’iscrizione.
Meno di una settimana ad uno dei verdetti più attesi degli ultimi tempi qua in Europa, e forse anche altrove: Microsoft Corporation contro la Commisisone degli Stati Europei.
Si terrà lunedì, prossimo 17 settembre, nella Grande Salle della Corte di Giustizia Europea, in Lussemburgo.
Già condannata nel marzo 2004, Microsoft, ha protratto nel tempo la conclusione di una vicenda che si sarebbe dovuta concludere molto prima.
Come ad ogni udienza, l’avvocato e il presidente di FSFE Carlo Piana e Georg Greve, con qualche rappresentante del Samba Team saranno presenti all’evento, con la speranza che dopo tanti anni questa storia venga conclusa, e venga conclusa con il ristabilirsi di una concorrenza, in ambito informatico, che damolto tempo è scomparsa.
Durante questi anni abbiamo seguito la vicenda nei minimi dettagli e qui ne potrete trovare la maggior parte.
Continua da sopra:
Inoltre vi riproponiamo uno degli ultimi comunicati emessi dalla Corte che riassume brevemente la situazione
Il 24 marzo 2004, la Commissione europea ha adottato una decisione con la quale ha constatato che la Microsoft aveva violato l’art. 82 del Trattato CE, commettendo un abuso di posizione dominante con due comportamenti distinti. Essa le ha altresì imposto un’ammenda pari a più di 497 milioni di euro.
Il primo comportamento sanzionato riguarda il rifiuto della Microsoft di fornire ai suoi concorrenti certe «informazioni relative all’interoperabilità» e di autorizzarne l’uso per lo sviluppo e la distribuzione di prodotti concorrenti ai propri sul mercato dei sistemi operativi per server per gruppi di lavoro per il periodo tra il mese di ottobre 1998 e la data di adozione della decisione. Come misura correttiva, la Commissione ha imposto alla Microsoft di divulgare a tutte le imprese che desiderano sviluppare e distribuire sistemi operativi per server per gruppi di lavoro le «specificazioni» di suoi protocolli di comunicazione cliente-server e server-server.
Il secondo comportamento sanzionato dalla Commissione è la vendita combinata del lettore multimediale Windows Media Player e del sistema operativo Windows. La Commissione ha ritenuto che tale pratica pregiudicasse la concorrenza sul mercato dei lettori multimediali. Come misura correttiva, la Commissione ha imposto alla Microsoft di offrire in vendita una versione di Windows senza Windows Media Player.
Il 7 giugno 2004, la Microsoft ha proposto dinanzi al Tribunale di primo grado delle Comunità europee un ricorso diretto all’annullamento di tale decisione, ovvero alla significativa riduzione dell’ammenda inflittale.
L’udienza in questa causa si è tenuta dal 24 al 28 aprile 2006.
OpenXML e ISO: analisi di una proposta di normazione è il titolo di un incontro pubblico che si terrà questo sera a Sesto San Giovanni, in provincia di Milano, presso il Laboratorio Innovazione Breda, per cercare di fare il punto rispetto alle ultime novità in argomento e tentare di ipotizzare il futuro prossimo. Organizzato dall’Associazione Culturale LIFOS, l’incontro si propone di affrontare
approfondimenti tecnici sul formato proposto da Microsoft (ad esempio quali sono i punti critici che hanno portato al rifiuto di alcuni stati), sui meccanismi di voto dei diversi enti di normazione e una trattazione di quanto successo negli ultimi giorni e di quanto dovrà ora succedere.
Per informazioni: info[at]lifos.org oppure 377-3064692.