E’ uscito da pochi giorni il secondo numero di IFOSSLR - International Free and Open Source Software Law Review, la rivista giuridica peer-reviewed dedicata all’analisi e al dibattito sulle questioni legali del Software Libero.
Ecco il sommario di questo numero:
La rivista, creata nel 2009, è curata da un comitato editoriale formato da membri della European Legal Network, un gruppo di giuristi fondato dalla Free Software Foundation Europe nel 2007 e che oggi conta più di 200 specialisti negli aspetti giuridici del Software Libero, provenienti da tutto il mondo.
IFOSSLR è ovviamente distribuita con licenza libera: ecco il link al
secondo numero.
Free Software Foundation Europe (FSFE) in un comunicato stampa propone una soluzione per quello che sembra essere il maggior ostacolo sulla strada dell’acquisizione di Sun da parte di Oracle, che ha sollevato molte discussioni e l’interessamento dell’autorità antitrust europea: il destino del database libero MySQL. Il comunicato riprende un’analisi dettagliata del caso pubblicata dal presidente di FSFE, Karsten Gerloff.
Ecco il comunicato stampa di FSFE:
Free Software Foundation Europe sostiene che Oracle debba accettare di assegnare MySQL alla custodia di un guardiano non-profit e indipendente. La comunità del Software Libero potrebbe sviluppare MySQL al massimo del proprio potenziale, mentre Oracle non dovrebbe preoccuparsi che un concorrente possa mettere le mani sul progetto del database.
“La concorrenza nel mercato del software è molto importante, perché guida l’innovazione”, dice Karsten Gerloff, Presidente della Free Software Foundation Europe (FSFE). “Il destino di un progetto come MySQL non dovrebbe dipendere da una sola azienda.”
Rimuovendo così il problema MySQL, sarebbe possibile per Oracle perfezionare velocemente l’acquisizione di Sun Microsystems ed evitare ulteriori perdite.
La FSFE ha pubblicato una dettagliata analisi del problema che MySQL rappresenta per Oracle e per la concorrenza nel mercato dei database:
“The case for independence - Oracle, Sun and what to do with MySQL”
MySQL è un ostacolo sulla strada di Oracle nell’acquisizione di Sun Microsystems. Con questo accordo, il più grande produttore di database proprietari prenderebbe il controllo di MySQL, un grande progetto di database libero. La Commissione Europea finora si è rifiutata di approvare questo accordo, preoccupata per i suoi effetti sulla concorrenza; nel frattempo Sun sta rapidamente perdendo valore e posti di lavoro.

Durante questa settimana abbiamo più volte richiamato l’attenzione sui casi antitrust di Microsoft presso la Commissione Europea e sull’impegno da parte di Free Software Foundation Europe (FSFE) ad evitare la chiusura dei casi con accordi insoddisfacenti (precedenti post: qui e qui).
Ieri, la Commissione Europea ha annunciato un accordo preliminare con Microsoft per il patteggiamento del ‘caso browser’. Accordo che, sebbene migliorato rispetto alla prima versione circolata, è ancora insoddisfacente, secondo FSFE, per ristabilire un mercato browser competitivo in Europa.
Inoltre, anche il reclamo formale sollevato da ECIS, sulle informazioni per l’interoperabilità con le applicazioni desktop di Microsoft, sembra si stia avvicinando ad una risoluzione. Risoluzione basata sulle solite vaghe promesse di Microsoft che, anche se mantenute, non sarebbero di grande aiuto ai progetti di Software Libero a causa della riluttanza della compagnia a rendere esplicita l’intenzione di non utilizzare cause brevettuali sull’utilizzo di quelle informazioni.
FSFE ha pubblicato una nuova posizione sui recenti sviluppi reperibile a questo indirizzo, e nella quale si impegna a redigere un’ analisi della proposta di Microsoft e fornirne poi un resoconto alla Commissione Europea in qualità di terza parte interessata nel caso.
In risposta ai rumori che vedono la Commissaria Antitrust Neelie Kroes impegnata a chiudere alcuni casi, tra cui quello Microsoft, prima della fine del proprio mandato, il Presidente di Free Software Foundation Europe (FSFE), Karsten Gerloff, ha pubblicato un articolo in merito che avevamo riproposto anche qui su GNUvox.
Ieri, in qualità di terza parte interessata nel ‘caso dei browser’ Microsoft contro UE, FSFE ha inviato una lettera aperta, che riportiamo qui sotto per intero, alla Commissaria Kroes, al fine di sottolineare ancora una volta i punti deboli del patteggiamento proposto da Microsoft ed invitare la Commissaria a non essere troppo precipitosa nel chiudere un caso di notevole importanza per il mercato IT Europeo.
Open letter to Commissioner Kroes
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Karsten Gerloff, presidente di Free Software Foundation Europe (FSFE), ha pubblicato un articolo in merito al patteggiamento che Microsoft sembra si stia accingendo a finalizzare per due casi che la vedono chiamata in causa di fronte alla Commissione Europea.
Il primo riguarda la pre-installazione dei browser sul sistema operativo Microsoft e si appoggia su un reclamo formale portato da Opera Software. Mentre l’altro riguarda nuovamente le informazioni per l’interoperabilità per le applicazioni desktop.
Il Commissario Antitrust della Commissione Europea, Neelie Kroes, è in termine di scadenza del proprio mandato, peraltro condotto in maniera eccellente con la chiusura del caso sull’interoperabilità tra workgroup server chiuso nel 2007. Sembrerebbe che Neelie Kroes stia lavorando per concludere la questione Microsoft prima di lasciare il proprio posto. (more…)
Free Software Foundation Europe (FSFE) si congratula con la Commissione Europea per il duro lavoro investigativo relativo all’abuso di Microsoft degli standard web e in merito al legame di Internet Explorer ai sistemi operativi MS. Tale investigazione ha indotto Microsoft a considerare di patteggiare un accordo legale per uscire dalla situazione in cui si trova.
FSFE sottolinea però l’importanza di impostare i dettagli di questo eventuale accordo correttamente. Qui sotto il comunicato stampa, riportato per intero, che suggerisce quali siano gli errori da evitare nella negoziazione dell’accordo: (more…)
Continua ad avere (giustamente) una certa eco la questione che vede contrapposte Microsoft e l’Unione europea. Un paio di articoli utili sulle ultime novità li pubblicano PolisBlog e il magazine di Liquida.it. Il primo testo si intitola Finisce l’era di Internet Explorer. Microsoft si piega all’Ue e permetterà agli utenti di disattivarlo e dice nei suoi passaggi più caldi:
dopo varie onerosissime penali, la compagnia di Bill Gates si è finalmente piegata alle leggi sulla libera concorrenza e permetterà di disattivare Explorer dal proprio Pc, insieme con vari altri programmi come Windows Media Player, Windows Media Center, Windows DVD Maker e Windows Search. Il tutto avverrà a partire dal nuovo gestore Windows 7, in uscita tra fine 2009 e inizio 2010 (qui un post di downloadblog che ne parla). Non sarà però possibile disinstallare completamente il programma ma, citando Repubblica: «Bisognerà entrare nel pannello di controllo e cercare “Tutte le opzioni del pannello di controllo”; cliccare “Programmi and specifiche” e selezionare di seguito “Attivare o disattivare specifiche di Windows”. A questo punto si caricherà una lista di applicativi in cui sarà possibile individuare quello che si intende disattivare e il gioco è fatto. Il computer si riavvierà due volte per concludere l’operazione».
Gli fa eco Liquida con l’articolo Unione Europea contro Microsoft: la lite infinita che racconta:
La storia dei difficili rapporti tra l’Unione Europea e la Microsoft è di vecchissima data: l’autorità antitrust continentale, infatti, ha nel mirino i sistemi operativi dell’azienda di Redmond già dal 2000 […]. La questione è andata avanti per anni e l’Unione Europea ha irrogato a Microsoft multe miliardarie; l’azienda si è difesa, ha proposto compromessi, è stata monitorata costantemente dalle autorità antitrust europee, ha tentato di blandirle, ha fornito risposte ritenute insufficienti, ma il rapporto non è mai uscito dai confini della conflittualità.
La Free Software Foundation Europe ha annunciato che intende sostenere l’investigazione antitrust della Commissione Europea contro Microsoft. In tale senso ha richiesto a livello formale di essere ammessa come terza parte interessata.
L’investigazione ha avuto inizio il 16 gennaio, quando la DG Competition della Commissione Europea ha pubblicato una serie di fatti relativi all’abuso di Microsoft degli standard web e in merito al legame di IE ai sistemi operativi MS. L’investigazione si basa sulla denuncia fatta da Opera, un’impresa attiva nello sviluppo di web browser, supportata pubblicamente da FSFE dal 2007.
Secondo FSFE tale comportamento anti-competitivo di Microsoft è assolutamente inaccettabile, sia che si tratti di “legami” imposti tra prodotti sia che si tratti di aggirare standard.
FSFE cercherà di sostenere tutti i processi che garantiscano la competizione e favoriscano l’innovazione.
Fonte
Lo spinoso problema di farsi rimborsare i soldi della licenza per il sistema operativo pre installato e non desiderato è conosciuto oramai da anni. Di testimonianze ne è piena la rete, basti guardare questo archivio di risorse e notizie utili mantenuto dalla Fellowship di FSFE per farsi un’idea del quadro Europeo.
Inoltre ce n’eravamo già occupati approfonditamente con una serie di notizie specifiche su Dell, nuovamente al centro dell’attenzione in questo post.
Qualche mese fa un utente come tanti altri si è imbattuto nel problema, ma diversamente da molti ha deciso di rendersi attive. Ha fatto un appello in rete per raccogliere alcuni fondi e poter procedere legalmente nei confronti di Dell Italia e cercare di ricevere il rimborso che gli spetta, in quanto non utilizza il sistema operativo preinstallato. (more…)

Riprendiamo il post Microsoft e Beatrice Magnolfi ci han fregato! pubblicato da GeekPlace che risponde - o almeno dà un’idea significativa degli orientamenti - almeno in parte, alla domanda Dove sono finiti i fondi per il Software Libero? che ci si poneva poco tempo fa. E in ecco si legge:
Beatrice Magnolfi è stata sottosegretario alle riforme e all’innovazione nella Pubblica Amministrazione durante il governo Prodi.
Si è sempre dichiarata a favore dell’open source ed infatti erano stati stanziati con la finanziaria 2007 ben 30 milioni di euro da investire in questo campo, e cosi’ e’ stato, o almeno questa e’ la fregatura che vorrebbero farci credere!
In data 25/06/07 Beatrice ha dichiarato:
“E’ necessario che la Pubblica Amministrazione diventi più attenta e più consapevole delle proprie esigenze e, di conseguenza, delle proprie commesse, sviluppando una visione strategica della gestione dei sistemi informativi. In particolare occorre incrementare l’utilizzo del software open source e di standard aperti non solo per abbattere i costi delle licenze proprietarie, ma anche per rendere le amministrazioni più indipendenti dai fornitori e più autonome nella gestione del software e nel suo riuso. L’adozione dell’open source da parte delle amministrazioni è infine una grande occasione per sostenere le piccole e medie imprese radicate sul territorio che lo realizzano”.
Continua da sopra:
In data 11/03/2008 Microsoft Italia ha inviato a Beatrice un fax.
Leggendolo si direbbe che Microsoft abbia intenzione di tener vicini gli amici, ma ancor piu’ vicini i nemici. Si direbbe, ma non è cosi’!
Personalmente, come tanti altri informatici italiani spero che il PD e la Magnolfi restino fedeli ai loro ideali e che non scendano a compromessi con una multinazionale che rallenta lo sviluppo e la diffusione di protocolli e di formati liberi minando ogni giorno l’interoperabilita’ degli utenti.Ma indovinate un po’! In realta’ la Beatrice si è gia’ venduta, ed il miglior offerente chi poteva essere se non la Microsoft? Ecco il motivo per cui l’ex sottosegretario ha ricevuto quel fax apparentemente fuori luogo!
Andando a cercare in rete infatti trovo l’articolo “Finanziaria: codici sorgenti disponibili nella PA. Microsoft e Open source convergono sulle scelte fatte” in cui leggo:
“Gli standard aperti, privi di qualsiasi connotazione ideologgizzata, nella Pubblica amministrazione appaiono oggi uno strumento indispensabile per abbattere i costi della burocrazia e garantire efficacia ed efficienza nei rapporti col cittadino e con le altre Amministrazioni. Su di essi si trovano oggi allineati mondo Open source e Microsoft, da quando quest’ultima ha conferito alla Pubblica Amministrazione italiana la dotazione dei codici sorgenti del software usato dalla PA, con la sottoscrizione degli accordi Govern and Security Programme e Shared Source sottoscritti dal Governo italiano e dall’azienda di Redmond.
Di questo è convinta il Sottosegretario all’Innovazione, Beatrice Magnolfi, che ha annunciato la svolta verso la diffusione e all’utilizzo del software aperto nella PA. Una decisione, questa, che consentirà di realizzare grossi risparmi e agli enti pubblici di “…dialogare tra loro in maniera più efficiente, utilizzando formati standard e aperti”.”
Tempo fa qualcuno si chideva dove erano finiti i 30 milioni di euro destinati allo sviluppo di software open souce, oggi l’ho scoperto, se li è pappati la Microsoft.