GNUvox

La voce del software libero
Giugno 24th, 2009
by Giacomo Poderi

Ac Lab: il cielo oltre le nuvole

Hai mai pensato che fine fanno tutti i dati che immetti nella rete?
Hai mai creduto possibile che ogni tuo accesso alla rete comporti la tracciatura dei tuoi gusti, delle tue scelte e della tua navigazione?

La stessa architettura della rete distribuisce l’intelligenza alla periferia: tanti piccoli nodi “pensanti” capaci di far transitare tutte le informazioni ed i dati che noi immettiamo. Ma, mentre, noi navighiamo in assoluta spensieratezza, c’è chi ha trovato il modo di approfittare dei brandelli di personalità che lasciamo in giro come briciole di pane per ricostruire un’immagine del soggetto molto fedele.
Gusti, preferenze, segreti, tutto. Tutto entra nel calderone del cloud computing. Della nuvola.

Le nuvole si formano per la sospensione di materia informe ed incoerente. Questo è l’aspetto saliente delle nuvole. Sono del tutto trasparenti all’utente della rete. Esse si formano in un empireo al di là ed al di sopra della percezione di navigazione dell’utente, il quale non vede e non sente di essere oggetto di controllo assiduo ed attento.
Quando la mole delle informazioni repertate ed assemblate in una nuvola viene fatta “precipitare”, possono essere creati infiniti profili di persone che accedono alla rete nella assoluta inconsapevolezza di essere osservati in modo così subdolo.
Non serve più soltanto spiare il pc dell’utente. Anche sistemi di controllo come il Trusted Computing o l’abuso dei meccanismi DRM non sono più così fondamentali.

Oggi il controllo è trasparente: è sufficiente raccogliere le briciole di ogni possibile traccia della persona in rete, assemblarle, manipolarle e rigurgitarle in modo comprensibile ed utile per i fini più disparati. Marketing, recruitment e, forse, agenzie di intelligence.
I Social Network sono, probabilmente, la punta di un iceberg molto più profondo e profondamente radicato con la stessa struttura della rete.

Il fenomeno del Cloud Computing è ignorato da molti. Spesso anche da coloro che si occupano attivamente di informatica.
Il progetto AC Lab (Anti Cloud Computing Laboratory) si propone di dare visibilità al nuovo Leviatano che ci controlla e ci spia tutti costantemente. L’informazione e la consapevolezza sono alla base dell’uso ragionato delle tecnologie, affinché la persona torni a vedersi garantita la sua soggettività di utente e non sia semplicisticamente classificato come “consumatore”, soggetto passivo del messaggio commerciale in personam impacchettato e realizzato proprio grazie alle tecniche di captazione dei dati della persona in rete.

L’uso di tecnologie libere, l’adozione di formati aperti e standard, ed altri accorgimenti segnalati sul sito, possono contribuire a garantire una ragionevole protezione dalle nuvole in rete, ma solo una mobilitazione attiva e cosciente dei cittadini della rete potrà dare un vero risalto all’affermazione dei diritti digitali. Una volta per tutte, una volta per sempre.

Riprenditi il cervello!

Articolo inviato da:
AC Lab

7 Responses to “Ac Lab: il cielo oltre le nuvole”

  1. il problema del Cloud Computing è superabile esclusivamente attraverso una sollecitazione delle coscienze del popolo digitale;
    legato com’è al concetto di consumo esso è destinato ad essere seminato nella rete attraverso una serie di prodotti di consumo, appunto, i quali subdolamente attirano gli utenti, sfruttandone a volte la inconsapevolezza.
    Speriamo che questa bella iniziativa trovi il consenso di un numero sempre maggiore tra i cittadini della rete!

  2. ottima iniziativa!

    una considerazione personale:
    nell’articolo si dice “Marketing, recruitment e, forse, agenzie di intelligence.”…
    xiretsa nel suo commento pone l’accento essenzialmente sul legame tra cloud computing e “consumo”…
    attenzione: con il cloud computing e i network services in genere (social network in testa) il problema del controllo sociale e politico (con tutte le “implicazioni” relative) non viene certo in secondo piano rispetto al problema privacy & marketing… questi problemi stanno, quanto meno, tutti sullo stesso piano (del resto sono facce diverse della stessa “medaglia”…)

    saluti

  3. Grazie per il commento Alexus! In effetti proprio io che ho scritto diversi articoli che riguardano la privacy ed il controllo sociale su aclab, avrei dovuto porre l’accento più correttamente nel commento!

    Siamo perfettamente d’accordo ed anzi, colgo l’occasione per salutarti, sperando di leggere un tuo articolo su Ac Lab prestissimo!

    Salute!

  4. Verissimo. E’ un dato di fatto che il maggior finanziatore di Facebook, fino ad ora, è stata una società controllata dalla CIA.

    Provate a immaginare questo. Billy oggi ha 14 anni e si apre un account con openID. Si fa dei blog/microblog, scrive commenti in giro, post sui forum, carica foto sue, della sua casa e della sua famiglia su Flickr. A 30 anni comincia a frequentare una biblioteca anarchica oppure si converte all’Islam e inizia a frequentare una moschea, perciò diventa automaticamente un soggetto da tenere sotto controllo. Niente di più facile, basta riunire tutte le cose che ha scritto con in suo bell’account universale in questi 15 anni, e un buon software che gira su un buon server lo fa senza problemi (altrimenti non si vede perchè la CIA dovrebbe finanziare i social network). Cosa si sa di Billy? I suoi amici, i suoi nemici, i suoi colleghi, lavori che fa o ha fatto, luoghi frequentati, abitudini, gusti, carattere, modo di pensare, opinioni personali… insomma, TUTTO.

    Come dico spesso, Orwell era un sempliciotto inenuo.

  5. Assolutamente vero. Tra qualche anno il non aver avuto mai a che fare con un social network e quindi non essere stati mai *registrati* sarà un vero e proprio lusso digitale.
    Pensa un pò, tu cerchi una persona su un motore di ricerca e non la trovi da nessuna parte!
    Sarà un lusso, nulla di meno.

  6. Dici? Magari in questo momento un tuo amico sta scrivendo di te: “ieri sera il mio amico XXX si è sbronzato con il cannonau e ha sboccato su un tavolo in un locale”, oppure sei nell’elenco dei vincitori di un torneo di calcetto, oppure Street View ti ha fotografato mentre passeggiavi con la tua amante segreta :)

  7. Eh… c’è anche questo è vero, potremmo chiamarla perdita di dati indiretta, involontaria ed inconsapevole.
    Insomma non c’è scampo, questa cosa mangia i bambini…!!! :)

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