Chi l’ha detto che per tenere correttamente traccia delle attività su un sito occorre per forza utilizzare Google Analytics? Se qualcuno ne fosse stato convinto fino a poco tempo fa, ora può tentare di ricredersi con uno strumento libero: si tratta di Piwik, è rilasciato con licenza GNU/GPL e per gli scettici è stata allestita un’area di demo per vederne funzionamento e funzionalità. Per provarlo qui le informazioni sull’installazione mentre per seguirne le novità si può accedere al blog del progetto. Chi dovesse rilevare punti di debolezza o mancanze e avesse idea di come colmarle, allora dia un’occhiata a come si fa a contribuire.
Forse non tutti sanno che Al Jazeera, network televisivo del Qatar, già da un po’ ha lanciato il suo progetto Al Jazeera Creative Commons Repository (ha iniziato durante la crisi di Gaza di pochi mesi fa). Ora al panorama - ancora striminzito - dei grandi gruppi che fanno qualcosa di genere si aggiunge anche la BBC, colosso dell’informazione britannica, anche se più in piccolo rispetto al suo predecessore. In questo caso si tratta della prima produzione televisiva che si può vedere e scaricare dalla rete, si chiama R&DTV, mensile di approfondimento tecnologico, e gli episodi saranno rilasciati tutti con licenza Attribution-Non-Commercial 2.0. Nicholas Negroponte l’ospite di questo primo appuntamento.

Tra gli svariati programmi disponibili sotto licenza libera, naturalmente c’è anche chi ha pensato ai grafici. Oltre a quelli più comunemente noti, ce ne sono altri più nascosti, ma comunque molto utili a disposizione di tutti gli interessati.
Un appassionato ne ha raccolti e descritti 6, li potete trovare qui (pagina in inglese)

Stando ad un comunicato ufficiale di Oracle, quest’ultima acquisterà Sun per un totale di 7,4 miliardi di dollari americani.
Le due imprese sembrano aver trovato un accordo nei 9,50 dollari americani per azione. Facendo ciò Oracle offre oltre il 40% in piu rispetto a quanto risultante in borsa venerdì scorso. Il cda di Sun ha gia accettato, ora manca il parere degli azionisti, nel momento in cui dovessero dare il loro consenso, l’unione dovrebbe aver luogo nell’arco dell’estate.
Questo il sorprendente evolversi della situazione dopo settimane di trattative con IBM.
(more…)
Alla ricerca della “next big thing” nel mondo del software libero? Computer World in proposito traccia una propria classifica del 25 programmi più attesi per il prossimo futuro. Che magari non saranno effettivamente davvero la prossima “next big thing”, ma almeno è un panorama dei rilasci che sono stati annunciati nei mesi futuri.
L’articolo sembra piuttosto completo, suddiviso com’è per browser e sistemi operativi, software per dispositivi mobili, strumenti di programmazione e linguaggi, applicazioni business, strumenti di amministrazione IT, tool di collaborazione e gestione dei contenuti e programmi multimediali. E l’iniziativa di Computer World parte da una constatazione, che forse è anche una critica:
Quando i grandi vendor presentano un nuovo software, il lancio in genere avviene con molta enfasi: eventi stampa, conferenze tecniche, magliette distribuite gratuitamente. I prodotti open source, anche i più noti, vengono invece rilasciati quasi in sordina, lasciando agli utenti stessi e a internet il compito del passaparola. In effetti, le varie comunità FOSS (free e open source software) sono spesso troppo occupate con la codifica e il test del prodotto per preoccuparsi del marketing, persino quando la nuova versione del software rilasciato è veramente notevole.
Com’è risaputo, il caso Pirate Bay si è concluso con una condanna: a quattro responsabili del progetto sono stati inflitti infatti in totale un anno di carcere e una sanzione di oltre 2 milioni e mezzo di euro. A qualche giorno di distanza da quel pronunciamento, il blog NBTimes si chiede cosa insegna questo caso a fronte di vicine svolte nel mondo del diritto d’autore. Scrivendo che:
La svolta deve avvenire sul fronte delle regole del mercato e nei modelli di business seguiti dalle aziende che distribuiscono contenuti. Le major ancora non vogliono e non riescono a vedere oltre a ciò a cui sono abituate, ma esistono molte realtà che mostrano come il cambiamento in atto in questo settore sia importante: fra queste c’è ad esempio Jamendo, una community basata su una piattaforma di raccolta e distribuzione di musica libera pubblicata con licenze Creative Commons o con la Licenza Arte Libera che può essere scaricata liberamente senza alcun problema legale […]. È importante che si trovi il punto di incontro tra diritti e interessi degli artisti e quelli degli utenti-consumatori. Non è possibile che le major tentino di cambiare l’essenza di Internet in nome del copyrigh.
Il team di Ubuntu ha annunciato il rilascio di Ubuntu Linux 9.04, »Jaunty Jackalope«. Aggiornamenti previsti anche per Kubuntu, Xubuntu, Ubuntu Studio, Mythbuntu, l’edizione server e Ubuntu Netbook Remix. Le varianti desktop di Ubuntu 9.04 dovrebbero partire piu’ velocemente e la variante server attraverso Eucalyptus offre la possibilita’ di sperimentare il cloud-computing. Ubuntu 9.04 dovrebbe essere disponibile dal 23 aprile e essere sostenuto da patch e aggiornamenti per 18 mesi.
Chi non riuscisse ad attendere il rilascio della versione stabile, puo’ scaricare il candidato per il rilascio qui.
Problemi noti vengono pubblicati nelle release-notes.
Fonte
Risale a diversi anni fa l’intenzione di migrare le macchine della PA di Vienna a GNU/Linux. Nel 2004 si e’ svolto uno studio chiamato »Studie Open Source Software« (STOSS), volta a mostrare i costi e i vantaggi della migrazione al SO libero. Dal 2005 esiste persino Wienux, una soluzione libera per la città’ installata su 1.000 delle 32.000 macchine pubbliche viennesi. Tuttavia l’estate scorsa su 720 macchine e’ stato installato MS Windows Vista, il tutto per una cifra pari a otto milioni di euro.
(more…)
I dieci personaggi che più degli altri hanno contribuito alla crescita del software libero. La classifica viene pubblicata a l2admin e ripresa da OSSBlog per incoronare ex aequo Richard Stallman e Linus Torvalds al primo posto. Nelle altre posizioni diciamo che le sorprese sono molto poche: tra gli altri nomi, ci sono infatti quelli stra-noti di Eric S. Raymond (cervello polemico della Open Source Initiative), Andrew Tridgell (progetto Samba), Mark Shuttleworth (Canonical-Ubuntu) o Miguel de Icaza (Gnome o Mono).
Sarebbe interessante capire se tra a giudizio di comunità, ce ne potrebbe essere qualcuno che è stato dimenticato e per quale motivo.
Si chiama OOoXAdESSignIT (OXSIT) l’estensione italiana a OpenOffice.org per la firma elettronica dei documenti in base alle specifiche XAdES. Ancora in corso di sviluppo, l’idea che ha dato vita a questa estensione è nata nel corso dell’ultimo anno all’interno del Plio (Progetto Linguistico Italiano OOo) e uno degli step iniziali è stata la creazione di un wiki di coordinamento su questo tema. Step che ha beneficiato delle considerazioni portate avanti dal CNIPA (Centro nazionale per l’informatica nella pubblica amministrazione) attraverso Giovanni Manca, esperto che ha avuto un ruolo fondamentale nello stabilire le regole tecniche per la firma elettronica in Italia.
Presto si è proseguito con una mailing list: di qui al passaggio alle fasi operative il passo non è stato così lungo soprattutto grazie ad alcuni dei volontari più attivi, come Roberto Resoli e Beppe Castagno (che, insieme a Roberto Galoppini, hanno raccontato il progetto fornendo alcune informazioni di dettaglio).
Andando un po’ più nel dettaglio, OpenOffice.org fornisce già funzionalità per la firma elettronica basate su XMLSig. Da notare inoltre che fin dal 2006 il CNIPA (Centro nazionale per l’informatica nella pubblica amministrazione) ha inserito XAdES (una particolare versione di XMLSig) fra i formati legalmente validi e a oggi gli utenti hanno a disposizione solo una sua implementazione proprietaria. Dunque lo scopo principale di OXSIT è di fornire una risposta libera.
(more…)