Alpha 680: il netbook Android in arrivo quest’estate
Quest’estate verrà messo sul mercato il primo netbook con il SO libero di Google Android.
Stando a quanto annunciato da Nixon Wu, a capo dell’impresa di sviluppo Skytone, il primo modello dovrebbe costare 250 dollari. L’obiettivo sarebbe comunque quello di scendere a 100 dollari se soltanto i tempi fossero un po’ piu’ lunghi.
Android viene già visto quale importante cavallo di traino per GNU/Linux e quale sfidante per Microsoft per il suo XP sui propri netbook.
Staremo a vedere se avrà la meglio sul mercato.
Fonte

Aprile 28th, 2009 at 14:02
Spero tanto di sbagliarmi, ma cercando un po’ in giro ho visto che Android non è libero.
Un sistema operativo è libero quando ci fornisce le 4 libertà :
0 - La libertà di eseguire il programma, per qualsiasi scopo. Imporre restrizioni sull’uso del Software, in termini di tempo (”periodo di prova di 30 giorni”, “la licenza scade il 1 Gennaio 2004″), di scopo (”il permesso è accordato per usi di ricerca o non commerciali”), o di area geografica (”non può essere usato nel paese X”) rende un programma non libero.
1 - La libertà di studiare come funziona il programma e adattarlo alle proprie necessità. Anche imporre restrizioni di fatto o di diritto sulla comprensione o la modifica di un programma, ad esempio richiedendo l’acquisto di licenze speciali o la firma di un “Non-Disclosure-Agreement” (NDA) o, per i linguaggi di programmazione che sono rappresentabili in più forme, vietando l’accesso al mezzo più naturale per comprendere o modificare un programma (”codice sorgente”), lo rende proprietario (non libero). Senza la libertà di modificare un programma, la gente sarebbe alla mercè di un singolo fornitore.
2 - La libertà di ridistribuire copie in modo da aiutare il prossimo. Il software può essere copiato e distribuito praticamente senza costi: se non si ha il permesso di dare un programma a qualcuno che ne ha bisogno (anche dietro pagamento, se lo si vuole), il programma non è libero.
3 - La libertà di migliorare il programma e distribuirne pubblicamente i miglioramenti, in modo tale che tutta la comunità ne tragga beneficio. Nessuno è un bravo programmatore in tutti i campi, qualcuno non sa programmare del tutto. Questa libertà permette a chi non ha il tempo o le capacità per risolvere un problema di accedere indirettamente alla libertà di modifica. Anche questo può avvenire dietro un compenso.
Aprile 28th, 2009 at 14:26
Di solito non sono un fissato con le distro 100% full, ritenendo Ubuntu, Fedora, Slackware e soci, un buon compromesso, a fronte di un 95% di software libero, contro un 5% (ad esagerare) di software non libero (non necessariamente proprietario).
Ma Android va ben oltre questo compromesso accettabile, e di un sistema GNU/Linux ha solo la vaga memoria. Libc non libera, Java non standard, JDK proprietaria e tanto altro che ha ben poco a che vedere con un sistema vagamente libero.
Senza parlarne troppo, vedo Android molto molto male, e Google è partita proprio con il piede sbagliato. A questo punto tanto meglio windows, almeno non si spaccia per un sistema Open.
Aprile 28th, 2009 at 15:10
Oltre a questo c’è il fatto che su questo sito viene definito:
…il SO libero di Google Android…
Almeno qui, vi prego, non definite una cosa libera quando non lo è.
Grazie