Petizione contro i brevetti software - aggiornamento

Avevamo annunciato il lancio della petizione contro i brevetti software: Stop Software Patents, a novembre dello scorso anno.
Molte firme sono state raccolte (11090 in questo momento) ed è interessante vedere come tante di queste firme provengano dall’Italia (più di 1800).
Inoltre, a riprova del fatto che diffondere la notizia serve a motivare e sensibilizzare la gente c’è l’incidenza del lavoro fatto da FSUG Italia, sia tramite il loro sito sia tramite Facebook.
Però, come hanno dichiarato gli organizzatori dell’iniziativa a FSUG Italia, c’è ancora tanto da fare:
Gli organizzatori però hanno anche comunicato che la petizione in genrale si sta muovendo più lentamente di quanto previsto, e che è necessario fare ancora di più. Questi primi ottimi risultati infatti, devono essere una spinta per continuare con ancora maggior vigore la campagna di sensibilizazione contro i brevetti del software, e a convincere più gente possibile a firmare.
Quindi diffondete questa iniziativa e ricordate che il sito contiene materiale informativo riguardante la pericolosità dei brevetti software, nel caso qualcuno non sia convinto dei danni che questi potrebbero arrecare al mondo dell’informatica.

Febbraio 6th, 2009 at 13:57
Non si capisce come qualcuno che si batte per la liberta’ e per la privacy porti avanti campagne su facebook.
Non si dovrebbe usare facebook per ovvi motivi:
http://www.guardian.co.uk/technology/2008/jan/14/facebook
Febbraio 7th, 2009 at 11:13
Di fatto ci siamo posto tale problema. L’utilizzo di facebook è stata infatti una decisione controversa, per gli ovvi motivi che tu stesso citavi da un lato, contrapposti alle grandi potenzialità del social network. In questo caso abbiamo visto che era una campagna che esitava a lanciarsi, con difficoltà di comunicazione. L’idea ha dato buoni frutti, abbiamo avuto modo di analizzare un po’ le statische, ed abbiamo riscontrato un notevole aumento di firme dopo l’arrivo del gruppo su facebook. Bisogna riconoscere che ormai, oltre a noi, l’uso di facebook per campagne per le libertà è molto diffuso. Ad esempio ASSOLI, o FSUG padova. Senza contare l’aiuto fornitoci alla campanga da Partito Pirata, o da L.Menini di ILS sempre tramite facebook, e che ringrazio qui per la prima volta.
E’ vero che come diceva RMS, il “compromesso” porta su strade sbagliate, ma per chi vuole fare del reale attivismo, in un periodo così caratterizzato da una incomunicabilità di ideali, bisogna andare incontro alla gente, e non chiudersi in delle fortezze “idealmente perfette”, ma isolate. E questo non vale solo per le campagne, ma in generale anche con la diffusione del software libero.
Febbraio 7th, 2009 at 15:13
Per come la vedo io:
- Imparare a raggiungere le persone a cui vorremmo recapitare i nostri messaggi è una cosa che va fatta. Meglio prima che poi.
- Dato che non si sta promuovendo una campagna per la sensibilizzazione alla privacy, non vedo la contraddizione.
- La “tutela della privacy” è un tema tradizionalmente caro alle persone che si occupano del Software Libero. Detto questo, mi sembra profondamente sbagliato confondere un tema ‘vicino’ al movimento con i principi etici/fondanti di questo.
0.02€
gp
Febbraio 8th, 2009 at 11:55
Raggiungere la gente e’ importante ma ancora piu’ importante e’ raggiungerla con il messaggio giusto.
Se iniziamo a dire: facebook ok, distribuzioni non completamente libere ok, tutto ok ma poi?
Come pensi di insegnare il valore della liberta’ e della tutela della privacy (argomenti STRETTAMENTE correlati) facendo campagne su facebook e usando/installando e quindi promuovendo distribuzioni non completamente libere?
Personalmente lo trovo un controsenso ma ancora sono i miei 2 cents.
Febbraio 8th, 2009 at 12:39
Per insegnare il movimento dei si parte dalle formule di Kepler, pur sapendo che non sono del tutto corrette.
Si fa per partire da uno stadio più semplice, per poi corregersi ed elevarsi ad uno stadio superiore. Sono dei processi formativi che ormai sono insiti all’interno delle comunità. Si parte sempre dal semplice, in una serie continua di evoluzioni.
Per far conoscere il software libero in alcuni casi, siamo partiti addirittura dal software libero per Windows, ottenendo ben presto un buon numero di persone passate a sistemi GNU/Linux. In alcuni casi un passo fondamentale è vedere qualcuno che passa da IE a Firefox, e magari da MSOFFICE, o OpenOffice. Sono già dei traguardi importanti che possono investire tutta la popolazione, oltre che un ottimo ingresso all’interno del FOSS.
Per quanto riguarda facebook, per me questo è un falso problema. Se uno non vuole facebook, non va su facebook, non è preinstallato sul computer, ne un obbligo morale. Se abbiamo contattato tante persone su facebook, vuol dire che erano li presenti. E li ci sono le informazioni che io ho voluto far vedere di me, che sono all’incirca le stesse di quelle che ho posto sulla mia pagina web. La privacy è un grande diritto, inalienabile è fondamentale, e a tutti deve essere garintito di poterla mantenere. MA cercare la privacy su facebook e come mettersi nudo in piazza duomo alle 3 di pomeriggio e prentendere di passare inosservati. Al limite ti posso dare più ragione che ci dovrebbe essere più informazione su questo aspetto, ma una volta consepovele, se io voglio far vedere la mia brutta faccia, devo essere libero di poterlo fare, sfuttando le potenzialità del social networking. Non lo vuoi fare? Bene, non ti iscrivere.
In definitiva è meglio cominciare a piccoli passi, spiegando gradualmente i vari aspetti del software libero, che arroccarsi su posizioni estremistiche e dogmatiche, che dividono la comunità (già non immensa), e che provocherebbero l’allontanamento inevitabile dei nuovi utenti.
Certo, piacerebbe anche a me poter lavorare con solo software libero, ma attualmente ci sono alcuni passaggi che lo rendono impossibile (ad. esempio la compatibilità hardware).
Quando si fa un evento, con un installation party, e ci chiedono di provare GNU/Linux, cerchiamo di far andare l’hardware che ha in un sistema al 90% libero,e quel 10% magari sara raggiunto quando il nuovo utente, preso conoscenza e confidenza con i sistemi liberi, cercherà hardware che il solo software libero supporta. Se gli consegnassimo un pc in cui, e tutto software libero, ma il 30% delle cose non funziona, dopo due giorni rimetterebe Windows, e diventerebbe in automatico un detrattore del software libero stesso. Sarebbe un effetto boomerang. Ancora peggio se magari su sua esplicita richiesta di passare ad un sistema GNU/Linux, noi lo respingessimo perchè non ha hardware full-supported dal software libero, o peggio ancora, gli dicessimo di ricomprare hardware che già possiede. In un mondo ideale sarebbe tutto compatibile, pronto, bello e libero, ma facendo attivismo ci troviamo a dover valutare le questioni di tutti i giorni, meno “sofistiche”, ma molto pratiche.
L’idea è che dobbiamo far venire voglia alla gente di chiedere il software libero, lo devono volere, cercare, preferire, praticamente bramare come le portate di una suntuosa cena di gala. In una cena di gala che si rispetti, si comincia sempre dall’antipasto. Per arrivare sino al dolce (ovvero la piena cosapevolezza di cosa sia e perche preferire il software libero), di portate ce ne sono tante, con dei tempi più o meno lunghi. Non si servono contemporaneamente tutte le portate.
Ecco spiegato perchè praticamente tutta la comunità (compresa anche SFI) cercano un po’ di compromesso, soprattutto per le campagne che hanno bisogno di essere viste e conosciute, per non essere firmate dai soliti noti delle comunità (firme comunque che servono sempre per dare il via).
Spero di aver spiegato il mio punto, anche se, dato l’idea che hai espresso, sono convinto del fatto che non sarei comunmque daccordo, ma così è la vita.
Febbraio 10th, 2009 at 12:17
Facebook:
vero, nessuno costringe a usarlo ma il fatto che TU lo stia usando addirittura per fare una campagna lo legittimizza in qualche modo.
Usandolo stai lanciando volontariamente o involontariamente un messaggio: e’ ok, va bene, si puo’ fare .
Meglio sarebbe se linkassi, insieme alla campagna l’articolo che ho messo per diffondere una corretta informazione sullo strumento e sui pericoli che comporta.
GNU/Linux e compromessi:
scusami ma mi fai sorridere.
Mi interesso al mondo del software libero da molto piu’ tempo di te, da quando ancora non andava di moda e non c’era nessun FSUG italia.
Soprattutto da quando a te e soci non interessava proprio un bel niente.
Il FSUG italia e’ lo slackware user group perugia con un altro nome che continua a usare/installare/consigliare distribuzioni non completamente libere.
Questi sono i fatti.
La mia personale esperienza in qualita’ di attivista del software libero da parecchi anni mi ha insegnato che le persone a cui installi ubuntu terranno quello.
Se non insegni alle persone a valorizzare il software in base alla liberta’ finiranno per installare Nerolinux convinte che sia ok.
Poi ognuno e’ libero di portare avanti le sue idee ma da un FREE SOFTWARE user group mi aspetto gente che usi DAVVERO free software, partendo dal proprio computer.
Questo significa in primis usare distribuzioni completamente libere come queste:
http://www.gnu.org/links/links.html#FreeGNULinuxDistributions
Altrimenti ci stiamo tutti allegramente prendendo in giro.
Febbraio 10th, 2009 at 15:39
Su Facebook non intendo portare avanti una inutile polemica, che sono convinto non porterebbe a niente.
Conoscendomi solo di vista il “da più tempo di te”, oltre che presuntuoso è arrogante. Non nego che alla base del Fsugitalia ci sia il vecchio Slackware User Group Perugia, è ciò è detto chiaramente anche sul sito, o su altri blog in cui abbiamo parlato di noi (compreso questo).
Solo che si è molto evoluto nel tempo, ma ovviamente, non seguendolo, non lo puoi sapere. Non hai partecipato in alcun modo ai nostri eventi, quindi non hai idea di quale sia la nostra attività e scommetto, ma qui è solo una mia desunzione, che fino ad ora, non ti sei mai sprecato di leggere uno dei nostri interventi, ma ti sei limitato a leggere il forum di supporto.
Inoltre non hai idea di che sistemi utilizzi io nel mio pc, sei rimasto a quando hai intravisto il mio pc 3 o 4 anni fa, e ciò ti ha dato la presunzione di sapere cosa utilizzo ora.
Poi visto che stiamo in vena di ricordi, l’ultima volta che ti ho visto installare una distro linux, era una Fedora, non una Ututo o un gnewsense
Quindi, ti prego, prima di parlare di cose che non conosci, sei pregato di informarti.
E’ vero però che sei “attivista” da più tempo di me, e di questo ne ho le prova. Ma essere un attivista che si rinchiude in una sorta di ascetismo “religioso”, non fa parte della mia natura.
A mio avviso, e importante far cominciare le persone ad utilizzare pezzi di software libero, per farli almeno principiare.
Per te è deprecabile, ma sono convinto che il mio sistema è più efficace per far conoscere il SL. Non sempre si otterrà un risultato pieno, ma sempre meglio che nessun risultato. E’ il sistema che buona parte dei FSUG/Lug utilizza in italia; probabilmente ci sbagliamo tutti, e tu che sei il più bravo di tutti, hai sicuramente ragione, ma non credo. In un perido come questo, fare i “duri e puri”, non farebbe altro che danneggiare le possibilità di comunicare con il mondo esterno, e far conoscere gli ideali ed i principi del software libero, tendendo una mano verso il prossimo per aiutarlo, non chiudendola a pugno duro.
Infatti, per lavorare con una comunità, bisogna avere l’apertura mentale ad accogliere le istanze di chi vuole utilizzare SL, ma anche che gli funzioni tutto.
Si tratta in molti di processi formativi e di crescita che partono dal basso, dalle persone comuni, e non dai tecnici esperti. Inoltre se una persona passa dall’utilizzare lo 0% di SL, al 96% (escludendo i driver e altre due cavolate), per me è un grande succeso.
Ed è la stessa FSF che linka, nella medesima pagina che tu hai scrittp, collezioni di Free Software per Windows, che lungi dall’essere neanche al 1 per cento libero. E non la rimprovaro certo per questo, anzi, apprezzo e ammiro lo spirito di cominicazione che tale raccolte hanno, pensate indubbiamente per far “iniziare” le persone comuni al software libero, per una futura evoluzione.
Ricordiamoci inoltre che se in passato non fosse stato per Slackware, Red Hat e Debian oggi probabilmente staremmo parlando di aria fritta. Ho avuto modo di provare sia Ututo, gnewsense, ma non mi sono piaciute per ragioni tecniche. Considera poi che questo discorso del “all free software”, è un discorso che non mi ha mai convinto più di tanto: Dove è finità la libertà?
Ad esempio Fedora, per fare un esempio, ma anche ubuntu, di base partono senza software proprietario, e ti richiedono di attivarlo o meno, quindi è comunque possibile avere solo software libero, e su slack basta fare una selezione di pacchetti.
Il kernel che utilizzi (a meno che tu non usi stabilmente GNH/Hurd) è scritto in parte da Red Hat; tu cosa hai fatto, hai tolto quei pezzi di codice perchè non sono di gnewsense? Non credo. Quindi non ci buttiamo su posizioni estremiste, e cerchiamo di mantenere il contatto con la realtà.
Se poi hai qualcosa da esprimere contro FSUGitalia, sappi che l’iscrizione al gruppo è libera, così come le riunioni, qualora tu sia interessato puoi sempre partecipare per esprimere il tuo parere, fornendo un giudizio libero e critico quanto vuoi, ma che almeno sia costruttivo.
Se invece ce l’hai con me per motivi personali che in un certo senso potrei anche intuire, sappi che questa non è la sede per le tue guerre personali.
Febbraio 11th, 2009 at 6:17
dico la mia: è vero che in X casi, installare distro tipo ubuntu, non completamente libere ma più user-friendly e che non danno troppi problemi hardware, aiuta a far entrare persone nel “mondo libero
“, soprattutto quelli che non hanno famigliarità col pc in generale. D’ altro canto, è anche vero ciò che dice Graziano, ovvero che spesso gli stessi rimangono con ubuntu (ad esempio); ma penso che questo sia un problema che riguarda la persona, alcuni continueranno a informarsi e magari apprezzammo l` idea alla base del SL, altri no. Io stesso, ad esempio, ho usato varie distro tra cui ubuntu, finchè non ho conosciuto distro Libere (che fanno uno sforzo in tal senso) come Blag, gNewSense e Ututo citati prima. Non ho statistiche alla mano :), non so quale dei due approcci di cui si discute nei post sopra sia realmente il più efficace, ma penso che un metodo che a prima vista e nel breve periodo pare portare grandi risultati, spesso si rivela fallimentare nel lungo periodo (nel senso che l` obbiettivo finale non viene raggiunto). Questo è facile da constatare leggendo sul web o parlando con le persone che usano Gnu/Linux: una minima parte sa cosa sta usando e conosce le idee che ne stanno alla base; e siccome l’ etica alla base è, secondo me, un pezzo importante del ’sistema SL’, il bilancio va sul negativo. Oltretutto (parlando delle installazioni) quello è solo un primo passo per conoscere Gnu/Linux e il SL e non è neanche così scontato che chi installa una distro lo fa per i motivi che vorremmo… banalizzando: c’è chi è interessato al SL e chi al “cubo”.
cito:
“”"
Considera poi che questo discorso del “all free software”, è un discorso che non mi ha mai convinto più di tanto: Dove è finità la libertà?
“”"
questa frase mi sembra la ritrita sofistica del “sono libero di non essere libero”, si basa su presupposti errati e presuppone qualche ‘forza oscura’ che ci costringa al “solo Free”. Oltre alla superficialità del ragionamento, la frase sminuisce anche le persone che hanno fatto una scelta cosciente e ragionata, e non stanno seguendo malvolentieri i dettami imposti da qualcuno.
cito:
“”"
Ad esempio Fedora, per fare un esempio, ma anche ubuntu, di base partono senza software proprietario, e ti richiedono di attivarlo o meno, quindi è comunque possibile avere solo software libero, e su slack basta fare una selezione di pacchetti.
“”"
Direi di no, tutte e tre le distro che hai citato partono col Kernel Linux che contiene codice non Free (e neanche Open, se vogliamo precisare). Apparte il Kernel, Ubuntu ha di base software non free, (non mi metto a elencare, cercando nella pagina dei bug di gNewSense si trovano le info in proposito). Non conosco Fedora.
cito:
“”"
Il kernel che utilizzi (a meno che tu non usi stabilmente GNH/Hurd) è scritto in parte da Red Hat; tu cosa hai fatto, hai tolto quei pezzi di codice perchè non sono di gnewsense? Non credo.
“”"(sic)
Spero che sia un errore di scrittura, altrimenti significherebbe che non hai la minima idea di cosa sia il Software Libero, ma anche in generale la differenza tra codice libero e prorietario e, a questo punto, tutti i commenti precedenti, i discorsi sulle tattiche da seguire e i “duri e puri” perdono di significato.
m.
Febbraio 11th, 2009 at 19:39
Vediamo di fare un po’ di ordine;
Il kernel nativo di Fedora, e una volta quello di ubuntu, escono senza supporti proprietari. Ci sono certo, ma sono scaricabili in un secondo momento. Questo era il senso della frase. Io ad esempio su Fedora, se voglio il driver proprietario nvidia lo devo cercare e scaricare, così come per l’ati. L’unico dubbio che mi sorge adesso forse è il firmware per le schede wireless, che in alcuni casi è proprietario, ma non penso sia da intendersi come incluso nel kernel.
Slackware usa kernel vanilla, che, a quanto mi risulta, o almeno una volta era così, è rilasciato sotto licenza GPL v.2
Escluso Firmware, me lo faresti un elenco dei software proprietari presenti in ubuntu, nell’instante in cui finisce l’installazione? Se io ho detto un errore (cosa per altro probabilissima, in quanto non uso ubuntu, e quanto detto in merito viene da un colloqui con un “Ubuntu Promoter”), vorrei almeno sapere dove, se per cortesia, già che ci sei, indicando paccetto e licenza di rilascio.
Penso di sapere bene la differenza tra software libero e proprietario, e penso che tu non abbia capito il senso delle mie parole. Te lo spiegherei, ma dato che ti piace giocare a fare il misterioso (vd tuo ultimo paragrafo), mi permetterò di farlo anche io. Sono convito che sicuramente sei il massimo esponente e conoscitore del movimento del software libero, praticamente il braccio destro di RMS, ma dato che non mi conosce neanche, è pregato di non dare giudizi basati sul niente.
Usi gnewsense e soci? Buon per te.
Io d’altronde rispondo a quello che è una logica di comunità, in cui si ha a che fare con le persone comuni tutti i giorni. E molti di essi vengono con un idea già in testa; ad esempio molti hanno già sentito parlare di ubuntu, e ci chiedono se li aiutiamo a metterla. Io personalmente preferirei fedora, ma mi accontento di farceli arrivare con il tempo. E vero che c’è grande confusione, soprattutto per i newbie, che pensano solo al CUBO, o pensano che Ubuntu sia l’unica distribuzione. Ma queste persone vanno educate al SL gradualmente, senza traumi o posizioni assolutistiche che non farebbero altro che allontanare i nuovi arrivati. Dobbiamo essere una comunità apertà, e non chiusa solo su noi stessi. E non è un sofismo, ma è la logica conseguenza di una convivenza civile con chi ha esigenze comuni. Se consideriamo che anche durante il SFD 08, organizzato da Software Freedom International, e patrocinato da FSF, ci è stato chiesto di distribuire cd ubuntu (anche se avrei preferito altro). Oppure secondo “voi” neanche loro lo sanno cosa è il software libero.
Tu stesso hai ammesso di essere passato da ubuntu prima delle distro libere, tu stesso hai fatto un perocorso che ti ha condotto verso esse. Ed è un fatto che tu ammetti, quindi, se tu hai avuto diritto di fare il tuo percorso, perchè i nuovi non dovrebbero averne diritto. Certo, non tutti arriveranno a distro libere, e non tutti capiranno appieno il significato del software libero, anzi alcuni vorranno le distro ibride solo per il cubo e perchè ammettiamolo, diventano sistemi sempre più competitivi ed interessanti. Ma anche quei pochi che cominceranno a capire e a loro volta a diffondere saranno stati il successo della nostra comunità. La cosa più importante e far raggiungere la consapevolezza, di cosa sia il software libero e dei suoi valori, e che anche se uno usa software proprietario, sia consapevole di quello che sta facendo, e delle limitazioni che ha su di esso.
Se si vuole stare in una comunità, cercando di farla crescere in tutti i sensi, non ci si può mettere a fare i cavalieri solitari, fieri di se stessi, e lontani dalla realtà. Ritengo infatti che tali atteggiamenti non solo non sono utili, ma sono dannosi per la comunità stessa.
Se poi siete così convinti che io non capisca niente di quello che dico, che non sappia niente, e che fsugitalia non vi piaccia, ne avete facoltà. Come io ho la medesima facoltà di trarre un giuduzio molto particolareggiato di un profilo singolare di tali commenti.
Febbraio 11th, 2009 at 20:57
Penso che, se riuscissimo a lasciare da parte le frecciatine più o meno dirette ed utilizzassimo un terreno comune per la discussione, si potrebbe forse ricavare qualche spunto interessante per capire come porsi con le persone che vorremmo raggiungere, senza sacrificare i principi in cui ci identifichiamo.
Non penso che le persone intervenute, nonostante le posizioni divergenti, siano dei totali sprovveduti sull’argomento.
0.02€
gp
Febbraio 11th, 2009 at 22:29
cit.
“”"
Se poi siete così convinti che io non capisca niente di quello che dico, che non sappia niente, e che fsugitalia non vi piaccia, ne avete facoltà.
“”"
Non ho detto questo… nel post precedente mi pare di aver commentato in modo abbastanza mirato alcune frasi a cui mi sentivo di rispondere; ed ho esposto i miei dubbi sui vari modi/iniziative possibili riguardo la diffusione del SL… ma erano appunto considerazioni del tutto personali e non mi sembra di aver dato un giudizio totalmente negativo e soprattutto definitivo riguardo le vostre scelte (ho anche portato me come esempio proprio per questo)
cit.
“”"
Te lo spiegherei, ma dato che ti piace giocare a fare il misterioso
“”"
bè, di questo passo non si potrà più discutere molto. Onestamente non mi sembra di aver fatto il misterioso, è comunque probabile che non abbia scritto in modo chiaro e, se mi citi cosa ti è risultato misterioso, posso provare ad esprimermi in modo meno confuso. Naturalmente, se non ti è di troppo disturbo, aspetto anch’ io la spiegazione del periodo che ho citato nel post precedente, che mi pare ancora priva di senso. Lo riporto per comodità:
“”"
Il kernel che utilizzi (a meno che tu non usi stabilmente GNH/Hurd) è scritto in parte da Red Hat; tu cosa hai fatto, hai tolto quei pezzi di codice perchè non sono di gnewsense? Non credo.
“”"
altro:
cit.
“”"
L’unico dubbio che mi sorge adesso forse è il firmware per le schede wireless, che in alcuni casi è proprietario, ma non penso sia da intendersi come incluso nel kernel.
“”"
questa è la “zona grigia” su cui ci sono state e ci sono lunghissime discussioni e anche se da un punto di vista tecnico/legale ‘non conta’, nella pratica distribuisci codice chiuso (il kernel vanilla che hai citato: sì, è GPL, ma questo non gli impedisce di includere blobs - Cfr. http://www.fsfla.org/~lxoliva/fsfla/linux-libre/releases/2.6.24-libre/deblob-2.6.24 - )
ct.
“”"
Sono convito che sicuramente sei il massimo esponente e conoscitore del movimento del software libero, praticamente il braccio destro di RMS, ma dato che non mi conosce neanche, è pregato di non dare giudizi basati sul niente.
“”"
Questa è la risposta più banale che si poteva dare. Gli sfottò di questo genere on aiutano certo a far andare avanti una discussione che secondo me è interessante. Ho scritto semplicemente quello che pensavo su uno specifico periodo, e la mia ultima intenzione era quella di offendere ma, ripeto, la frase che ho già ricitato prima mi fa pensare proprio a quello. Quindi è un giudizio basato su ciò che hai detto, non sul niente, èd è ovvimente specifico di quello, non tout court sulla tua vita e la tua persona. Mi sembrava sottointeso, comunque spero di aver chiarito.
Febbraio 12th, 2009 at 10:57
Sarà che non volevi offendere, ma a casa mia, uno che mi dice che non so di che parlo, mi sta offendendo.
Continuo a ribadire il conecetto che non hai capito assolutamente il senso della frase. A maggior ragione non trarre conclusioni su di me, basandosi su frasi che non hai capito. Era sugli assolutismi e sulle prese di posizione in generale. Capito?
Comunque devo dare ragione a Giacomo; bisogna concentrarsi sull’argomento principale piuttosto che perdere tempo e spazio su commenti di poco conto.
Di fatto sono due le posizioni importanti: chi è favore delle distribuzioni MainStream per la diffusione del software libero, e chi le ritengono fuorvianti. L’argomento meriterebbe uno spazio di discussione più ampio (magari la lista it di fsfe).
Ovviamente io ritengo, e credo a marito che sia giusto procedere con le distro ibride per una maggiore diffusione dei valori del software libero. Ovviamente gli altri due no.
Febbraio 12th, 2009 at 16:14
cit.
“”"
Ovviamente io ritengo, e credo a marito che sia giusto procedere con le distro ibride per una maggiore diffusione dei valori del software libero. Ovviamente gli altri due no.
“”"
certo; riguardo questi differenti approcci io sono tuttora dubbioso. Come dicevo qualche post fa (pur propendendo per una strada diversa dalla tua) non sono sicuro di quale dei due metodi sia ‘realmente’ il più efficace; ‘realmente’ nel senso che permetta - nel lungo termine - di ottenere i risultati sperati e soprattutto di mantenerli. Bho! vedremo
Febbraio 12th, 2009 at 16:27
Beh diciamo che ne sono sicuro al 70%. Penso anche io che in alcuni casi lo sforzo sia stato vano per due possibili, ma meno frequenti di quanto si pensi eventualità
1) La persona in questione torna a piattaforme 0% Libere
2) Non c’è evoluzione dell’utente.
Attenzione nel punto 2 non intendo il fatto che rimanga ad utilizzare ubuntu (che poi è un esempio per tutte le USer Friendly), ma piuttosto che non approfondisca la mentalità che sta dietro al 90% del software che c’è li, e soprattutto, che non discerna il valore del SL da quello normale.
C’è da dire che esistono, e sono una realtà, un gruppo di utenti anche consistente, che sono dei Linux entusiast, ovvero che usano sistemi GNU/Linux solo perchè ad oggi sono dei gran bei sistemi, senza curarsi minimamente ne dei valori e dei principi, e tanto meno di condividerli. E questo ovviamente è un freno. Citando la filosofia greca “preferisco colui che fa male, essendone consapevole, che colui che fa del bene, non sapendo di farlo”.
Alla fine penso che tra i nostri scopi principali, non come singoli, ma come comunità, ci sia il dovere di aiutare a capire il significato delle cose ed il valore di certe scelte. Non deve essere per forza una guida “ecclesiastica” ma un aiuto volontario e spontaneo a chi vuole entrare in questo mondo.
Quindi è ovvio che di certezze assolute non ne ho nemmeno io, ma provo e mi impegno nelle mie possibilità e nelle possibilità della nostra community, cercando ogni volta di fare nuovi passi avanti.
Certo, come fsug non mi dispiacerebbe far partire qualche bel progettino su gnewsense, ma al momento mancano risorse di tempo e di materiale umano.
Febbraio 12th, 2009 at 17:23
Prima di leggere questo post, vi prego di leggere questo articolo che spiega come alcuni compromessi possono essere rovinosi a lungo termine:
http://www.gnu.org/philosophy/compromise.it.html
Dal post di Alex capisco che ignora molte cose (troppe direi) per essere il fondatore del gruppo utenti italiano per il software libero e me ne dispiace.
Provo a fare qualche chiarimento altrimenti si va perdendo il filo del discorso in inutili polemiche e non era questo lo scopo del mio primo intervento.
Quand’e’ che una distribuzione e’ completamente libera?
Quando non include NIENTE di proprietario (software, driver, firmware, plugin), quando non si allaccia a repository contenenti sw proprietario, quando non suggerisce l’installazione di plugin proprietari, quando la sua documentazione e’ libera.
Queste le linee guida:
http://www.gnu.org/philosophy/free-system-distribution-guidelines.html
Cosa c’e’ che non va nelle piu’ famose distribuzioni (slackware, fedora, ubuntu, gentoo, debian, ecc.)?
Il kernel Linux presente in queste contiene firmware proprietario. Il kernel e’ rilasciato sotto licenza gpl2 ma gli sviluppatori del kernel non fanno valere la licenza e permettono l’inclusione di parti proprietarie.
Se questo non bastasse ci sono stati diversi pacchetti (troppi per ricordarli tutti) che sono stati eliminati dai repository cosiddetti “liberi” di alcune distribuzioni.
Il team di gNewSense controlla le licenze pacchetto per pacchetto, cosa che nessun altro team fa.
A dimostrazione di questo il codice glx di sgi e’ rimasto con licenza non libera dentro debian di default per anni.
Noi l’abbiamo tolto, altre presunte distro libere, pur conoscendo il problema, no.
Questo per chiarire distro libere e non libere.
Ora veniamo all’approccio di diffusione.
Il FSUG Italia rappresenta il software LIBERO in Italia, non quello proprietario.
Propagandare e fare i talk in giro parlando di software libero per poi usare una distro non libera e’ un controsenso e si perde di credibilita’.
Parli contro il software proprietario ma poi lo usi.
Chiunque potrebbe rispondere: “se tu usi sw proprietario sotto GNU/Linux, perche’ io non posso usarlo?”
Per quanto riguarda il Software Freedom Day 2008 dubito FORTEMENTE che FSF abbia PERSONALMENTE dato il consenso alla distribuzione di Ubuntu.
Chiedero’ personalmente a chi di dovere per conferma.
Per quanto riguarda il passaggio da distribuzioni non libere a quelle libere.
Alcuni di noi non hanno avuto la fortuna di conoscere da subito persone realmente competenti in materia.
Ora che questa possibilita’ c’e’ e le cose si sanno, perche’ perseverare con il software proprietario?
Se si vuole stare in una comunita’ LIBERA, dato che la vostra associazione si chiama FREE SOFTWARE user group Italia, occorre usare davvero software libero e non accettare compromessi rovinosi
Mi permetto di discutere l’operato di fsug italia proprio perche’ si chiama cosi’.
Se si chiamasse “open source group italia” come la filosofia che segue, non ci sarebbe nulla da obiettare.
Concludo col dirti che non e’ un accanimento contro il fsug italia come qualcuno pensa perche’ sono gli stessi discorsi che porto avanti da quando non c’era nessun fsug italia e i suoi componenti non andavano in giro a parlare di software libero come il sottoscritto.
Gli stessi discorsi li ho fatti a GNUvox, ai vari LUG (Italia, Londra, Canarie, Cina e molti altri).
Suggerimenti per un fsug italia migliore (non solo critiche).
Scegliete una distribuzione tra queste:
http://www.gnu.org/links/links.html#FreeGNULinuxDistributions
Installatela come distribuzione PRINCIPALE.
Aiutatene la crescita partecipando a mailing list e canali irc.
Installate quella spiegando che e’ completamente libera.
Questa e’ la BASE per parlare di software libero.
Febbraio 12th, 2009 at 19:55
Scusa Graziano,
io l’ho letto (e riletto) prima di postare, ma non sono riuscito a trovare la spiegazione di come alcuni compromessi possano essere rovinosi.
Ho trovato un saggio etico/programmtico dei principi su cui si dovrebbe operare, non una spiegazione.
Tutto è allusorio, ispiratore, astratto.
Non c’è nessun argomento logico su cui quelle affermazioni si basano. Nè uno straccio di evidenza che dimostri che:
1- NON scendere a compromessi sia più efficace del scendere a compromessi (sia nel breve sia nel lungo termine).
2- Scendere a compromessi effettivamente danneggi il raggiungimento di un risultato (molto più di qualsiasi altro fattore esterno)
3- Sia effettivamente possibile raggiungere il risultato senza scendere a compromessi.
(chiarisco che non mi piace il significato vago che “scendere a compromessi” e “raggiungere il risultato” hanno, sia qui, sia nell’articolo, ma tant’è)
Il documento mi sembra chiaramente uno statement politico per difendere e chiarire alcuni cambiamenti e compromessi introdotti dalla GPLv3.
cito
[provocazione]COME? in questo topic si attacca chi cerca di diffondere una campagna CONTRO i brevetti e dall’altra parte c’è chi è libero di modificare la più diffusa licenza SL per permettere un certo tipo d’interoperabilità con certe aziende?[/provocazione]
Per chiarezza: trovo l’articolo più che appropriato nel suo intento originario. Trovo meno appropriato usarlo fuori di contesto e brandirlo come spada e scudo crociato
ci sarebbe altro, ma forse sarebbe veramente più agevole (ed interessante) gestirlo in una lista
saluti,
gp
Febbraio 12th, 2009 at 23:06
L’articolo che tu hai citato mi è noto, e lo sapresti se non parlassi sempre per sentito dire, e ti fossi sprecato a leggere il sito. Inoltre, nelle mia prima risposte, che evidentemente hai letto con leggerezza, ne ho fatto chiaro riferimento riferimento.
Facciamo un passo indietro; cosa vuol dire FSUG; Free Software, e fino a qui ci potrebbe stare una piccola parte del tuo discorso, e poi c’è user group. Vuol dire gruppo utenti, ovvero persone che usano software libero. Per farti capire, uno che usa open office su windows o su BSD, per me usa software libero. Se avessimo voluto rifare la FSF (lavoro inutile perchè fatto da gente più brava di me) avremmo fatto un gnu.it (che in realtà gia esiste su http://it.gnu.org/ ) Inoltre non c’è scritto da nessuna parte che siamo la voce della FSF (o della FSFE) in italia; per questo c’è gnuvox, con i quali abbiamo ottimi rapporti e ne ripubblichiamo le news in RSS.
Il nostro gruppo raprresenta gli utenti Free Software, non la FSF, anche se hanno avuto la cortesia di metterci tra i loro FSUG ufficiali. E quando parlai con loro per posta (FSF), e fecero il controllo dei contenuti, mi chiesero di togliere una sola cosa che effettivamente era sul forum, pubblicata da un utente esterno (era su wine + photoshop), un post di cui non mi ero neanche reso conto, e su cui avevano maledettamente ragione. Ma su ubuntu, slackware, debian e quant’altro non mi dissero niente. E penso che alla Free Software Foudation lo sappiano cosa è un FSUG.
Sta bene a loro, e non sta bene a te. Ora, secondo te, quale è il parere che ascolterò, il loro o il tuo?
Visto che non ti sei sprecato per l’ennesima volta a leggere http://softwarefreedomday.org/ ; troverai con tua sorpresa che negli sponsor c’è la canonical, che ci ha mandato grandi quantità di CD, e per questo la ringrazio. Se scendi un po’ nella pagina vedrai che tra i partner c’è FSF.
In più vorresti che in fsugitalia si parlasse di più di distribuzioni libere… bene, vieni e collabora, non fermarti a criticare il mondo (cosa che tu stesso hai scritto nel tuo post precedente). Vuoi che se ne parli? Benissimo, come ti dicevo la nostra è una comunità piccola ma aperta a tutti quelli che hanno voglia di fare.
Se dovesse presentarsi qualcuno di veramente motivato, animato da sano spirito di condivisione, mi deve dire solo di cosa hai bisogno, ed io la metterò a disposizione se possibile.
Io ora di user (perchè è di questo che è fatto un user group) che usa gnewsense non ne ho, e non obbligo certo nessuno a metterla. E dato che mi piace parlare di cose che conosco, dovrei avere il tempo di studiarla bene e preparare delle documentazione. Quando qualcuno che usa distribuzioni libere avrà voglia di fare qualcosa con noi, sarà senza dubbio il benvenuto.
Ad esempio basterebbe fare una lista dei pacchetti non liberi all’interno delle distribuzioni (esclusi firmware e driver, che quello beno o male lo sanno tutti).
Ma a fare lo splendido innalzandoti non so da quale piedistallo, dandomi dell’incompetente (e anche qui ci sarebbe da ridire), dicendomi che do il cattivo esempio, quando l’ultima volta che ti ho visto stavi installando una Fedora, e per giunta sneza neanche riuscirci bene, (e ho i testimoni di questo), beh, mi sembra decisamente troppo.
Se i tuoi continui attacchi devono essere solo delle tue prese di posizioni personali, sappi che, come ho già detto, non è questa la sede, quindi sei pregato di farla finita. Io ho teso una mano, ma evidentemente c’è chi preferisce fare, magari poco, magari in maniera che può sembrare approssimativa, ma fare, e chi evidentemente preferisce arrogarsi il diritto di criticare tutto e tutti, senza neanche sprecarsi ad informarsi bene.
Non nego che avrai raggiunto i tuoi buoni risultati all’interno della comunità (io a differenza di te, e non essendo in cattiva fede, ho seguito senza falsa prosopopea il tuo operato, pubblicato sul tuo sito), ma non mi sembra che tu ti sia fatto permeare dallo spirito solidale, di condivisione e di amicizia che è fondamento intimo di colui che crede nel software libero.
Mi fa specie poi che hai contattato pure i lug cinesi per dirgli la tua opinione, ed invece un gruppo italiano di persone che hai conosciuto di persona, hai dovuto fare la tua pseudo-ramanzina offensiva tramite terzi. Cos’è scrivere qui va bene, sul nostro forum non era degno. Se volevi veramente “correggerci”, perchè al posto di fare il tuo show personale ed inutile qui, dove l’argomento era un buon risultato raggiunto da noi “impuri”, non ci hai contattato? C’è quindi poca coerenza nel tuo operato con gli altri piuttosto che con noi.
E mo basta. Da questo momento, dato che non ci vuoi proprio sentire, e che ulteriori risposte scadrebbero solo in una caduta di stile, parlerò solo di questioni serie con persone serie, non mosse da oscuri, quanto inutili secondi fini personali.
STOP.
Febbraio 14th, 2009 at 1:40
Questi tre punti che hai posto sono proprio ‘il problema’
“”"
Non c’è nessun argomento logico su cui quelle affermazioni si basano. Nè uno straccio di evidenza che dimostri che:
1- NON scendere a compromessi sia più efficace del scendere a compromessi (sia nel breve sia nel lungo termine).
“”"
Mi ci ricollego nel prossimo punto…
“”"
2- Scendere a compromessi effettivamente danneggi il raggiungimento di un risultato (molto più di qualsiasi altro fattore esterno)
“”"
Su questo penso che bisogna considerare separatamente i fattori esterni che sono imprevedibili e non (per lo meno non tutti) calcolabili a priori; anche se questi nella pratica possono incidere fortemente e/o essere decisivi (sia nel caso che si scenda a compromessi che no) non riguardano la bontà dell’ uno o dell’ altro metodo. Dicevi di argomenti logici… non credo ci sia una ‘dimostrazione matematica’ per dimostrare questo genere di tesi, si può però andare a vedere cosa è successo nel passato in situazioni simili (non per foza legate all’ informatica). Per esempio, guardando alla storia (anche solo quella recente - e prendendo questo paragone con le ‘pinze’) *tutti* i movimenti politici che per raggiungere il loro obbiettivo hanno agito (perchè pareva la strada più rapida ed efficace) e hanno tenuto comportamenti che andavano contro i loro stessi principi, sono poi diventati nuovi regimi da abbattere.
(1) proprio per questo propendo per un approccio anarchico di coerenza tra mezzi/strumenti e fini
“”"
o almeno fino ad oggi non è stato così.
3- Sia effettivamente possibile raggiungere il risultato senza scendere a compromessi.
“”"
Dato il metodo (1) parrebbe di no
L’ altro metodo ha invece il vantaggio di raggiungere (quasi) sicuramente un certo numero di risultati, ma c’è anche il rischio di rimanere ‘fossilizzati’ lì, soprattutto se al tempo stesso non è stato fatto un efficace lavoro informativo e in questo caso i risultati possono essere persi con la stessa velocità con cui li si è ottenuti.
Febbraio 15th, 2009 at 12:42
Rispondo per punti cercando di evitare il tono polemico che non porta a nulla.
0)
Io non ho mai detto che non conoscessi l’articolo.
La prendi sempre sul personale. Stiamo parlando in QUATTRO e quindi trovo giusto informare anche gli altri. Lo trovavo una buona base da cui partire.
Vedi attacchi anche dove non ci sono…
1)
“uno che usa openoffice su windows o su BSD” sta usando sw libero su un os non completamente libero.
Non e’ male ma sono i compromessi di cui parla crap01010 che finiscono per non raggiungere lo scopo.
2)
“non c’è scritto da nessuna parte che siamo la voce della FSF”
…pero’ siete un FREE SOFTWARE user group.
Da un gruppo di questo tipo mi aspetto che usi/suggerisca/installi appunto free software come dici tu, ma sia OS che programmi, non solo una delle due cose.
3)
“Visto che non ti sei sprecato per l’ennesima volta a leggere http://softwarefreedomday.org/ ; troverai con tua sorpresa che negli sponsor c’è la canonical, che ci ha mandato grandi quantità di CD, e per questo la ringrazio. Se scendi un po’ nella pagina vedrai che tra i partner c’è FSF.”
Conosco il sito del software freedom day che ho visitato piu’ volte.
In un tuo post precedenti hai detto:
“durante il SFD 08, organizzato da Software Freedom International, e patrocinato da FSF, ci è stato chiesto di distribuire cd ubuntu”.
Visto che non hai minimamente nominato Canonical sembra che il soggetto della frase sia FSF.
Ti chiedo scusa per avere interpretato male.
4)
“Ma su ubuntu, slackware, debian e quant’altro non mi dissero niente. E penso che alla Free Software Foudation lo sappiano cosa è un FSUG.”
Lo trovo alquanto strano e mi sto informando.
Non sono le richieste che hanno fatto a noi per il sito di gNewSense.
5)
“In più vorresti che in fsugitalia si parlasse di più di distribuzioni libere… bene, vieni e collabora, non fermarti a criticare il mondo”
Non entro a far parte di un gruppo che usa/suggerisce/installa distribuzioni non libere, non e’ questa la filosofia del sw libero.
6)
“Quando qualcuno che usa distribuzioni libere avrà voglia di fare qualcosa con noi, sarà senza dubbio il benvenuto.”
Non pensi che in qualita’ di FSUG dovreste essere VOI a fare qualcosa per le distribuzioni libere?
Senno’ che fsug e’?
7)
“Ad esempio basterebbe fare una lista dei pacchetti non liberi all’interno delle distribuzioni (esclusi firmware e driver, che quello beno o male lo sanno tutti).”
E’ gia’ la seconda volta che chiedi questa lista.
Stiamo lavorando duramente a questa cosa e visto che sei il fondatore del FSUG italia mi aspetto che tu sia a conoscenza di una cosa come questa.
Io ho un enorme rispetto per le tue competenze tecniche, di gran lunga superiori rispetto alle mie, sia chiaro ma in questo momento sei il fondatore di un FSUG da cui mi aspetto un certo tipo di competenze che non vedo purtroppo, senza alcuna offesa credimi.
“Ma a fare lo splendido innalzandoti non so da quale piedistallo, dandomi dell’incompetente (e anche qui ci sarebbe da ridire), dicendomi che do il cattivo esempio, quando l’ultima volta che ti ho visto stavi installando una Fedora, e per giunta sneza neanche riuscirci bene, (e ho i testimoni di questo), beh, mi sembra decisamente troppo.”
Qui c’e’ dell’astio gratuito.
Siccome sono parecchi anni che faccio advocacy del sw libero e il fsug e’ arrivato molto di recente, mi permetto senza alcun piedistallo ma con un pochino piu’ esperienza di te e molto meno astio, di dare dei consigli a chi si interessa di queste cose solo da qualche periodo.
Se questo per te significa “fare lo splendido” e mettersi sul piedistallo, ok.
Continua pure a fare quello che vuoi pensando che sia corretto, dandogli un nome che non gli appartiene e che non rappresenta un movimento nato 25 anni fa.
9)
“(io a differenza di te, e non essendo in cattiva fede, ho seguito senza falsa prosopopea il tuo operato, pubblicato sul tuo sito”
Anche io il vostro, senza alcuna cattiva fede.
10)
“C’è quindi poca coerenza nel tuo operato con gli altri piuttosto che con noi.”
Contatto le persone tramite il modo piu’ semplice.
Alcune persone le contatto tramite IRC perche’ mi e’ piu’ semplice farlo li’, altre usando i commenti perche’ piu’ rapidi.
Ancora una volta la prendi inutilmente sul personale.
Febbraio 16th, 2009 at 10:52
Aggiungo un paio di link che non ho fatto in tempo a mettere nel precedente commento.
http://www.gnu.org/gnu/gnu-user-groups.html
“A note about Free Software user groups
On this page we list user groups that are centered on variations of the GNU operating system. Other user groups are not centered on any set of programs, but instead on Free Software itself. We have created a special page for those groups—Free Software Users Groups.”
Qui invece c’e’ una spiegazione del perche’ il movimento del software libero non supporta distribuzioni non completamente libere:
http://www.gnu.org/philosophy/common-distros.html
A chi devo dare retta?
A quelli che hanno fondato il movimento del sw libero 25 anni fa o a un gruppo di persone che si interessa del’argomento giusto da qualche anno?
Febbraio 16th, 2009 at 18:12
“In questa pagina si elencano i gruppi di utenti che sono centrate sulle variazioni del sistema operativo GNU. Altri gruppi di utenti non sono centrate su un gruppo di programmi, ma invece sul Software Libero stesso. Abbiamo creato una pagina speciale per questi gruppi-Free Software Users Group.”
Traducendo questa definizione si va sul piano delle interpretazioni; non parla di alcune distro GNU/Linux o variazioni in particolare, ma solo utenti di Free Software. Come dicevo prima, un utente che usa ad esempio open Office su windows, sta utilizzando Free Software, come da definizione.
E’ ovvio che FSF non supporti direttamente distribuzioni GNU/Linux completamente Free; mantengono giustamente la distanza da software che non lo sia. D’altra parte, come ti ho già spiegato, e come hai scritto tu stesso, non siamo incentrati solo su alcune variazioni del sistema GNU, ma sul software libero in GENERALE, a prescindere dalla piattaforma.
Non è un caso infatti che loro stessi, pur non supportando distribuzioni non libere, supportino e pubblicizzino raccolte di software libero per piattorme proprietarie (vd. Win o Mac ), nella stessa pagina che tu hai linkato. Su windows si, su slackware, ubuntu e fedora no?
Non siamo la FSF. Grazie per la stima. Sei pregato di non continuare ulteriormete questa tuo inutile show personale; se hai altre comunicazioni da fare a noi, sei pregato di farle a noi.
Febbraio 19th, 2009 at 22:50
Non rispondo alle continue accuse personali, non mi interessano. Chi mi conosce personalmente sa benissimo come sono e quello che faccio.
Mi interessa il resto.
Non esistono al momento delle linee guida che un fsug dovrebbe seguire per chiamarsi effettivamente fsug.
Il problema e’ dato dal fatto che secondo molte associazioni promuovere il software libero significa effettivamente promuovere software proprietario.
Strano ma vero.
Per correggere questo bug e’ necessario stilare delle linee guida altrimenti qualsiasi persona un giorno si sveglia, inizia a fare qualche incontro dove installa software proprietario in una qualsiasi forma e pensa cosi’ di aiutare il movimento del software libero.
Mi sto gia’ muovendo a tal proposito.
Grazie per l’interessante discussione.
Febbraio 20th, 2009 at 3:09
Bisogna dare il giusto peso alle varie questioni. Non si può certo dire che una persona che installa una distro GNU/Linux mainstream installi “Software Proprietario”. E’ una piccola parte della distribuzione che non è libera. Considerando che molte di queste persone arrivano da sistemi interamente proprietari, si ha un guadagno in software libero davvero notevole. Certo non sarà il 100%, ma è già un risultato. Quindi prima di dire in modo molto poco corretto che alcuni FSUG (facendo finta di ignorare a chi ti stai rifererendo) promuovono il “software proprietario”, direi che è il caso di riflettere approfonditamente.
Tanto per citare il solito contro-esempio, basti parlare delle ormai famose ed utili raccolte per sistemi proprietari. Per non citare quella solita di FSF, posso fare un altro esempio, quella di un fellow di FSF, che ha fatto un buon lavoro di raccolta.
http://www.sorbaioli.org/software_pc.php
In questa pagina sono numerosi i software per Windows e Mac, S.O. notoriamente proprietari.
Certo, il nostro fellow, non è così intransigente.
Ad esempio pubblica come software per partizionare la GParted live CD, che usa un kernel come le normali distro software, ben diverse da quelle indicate sul sito di FSF.
A voler fare i fini poi, per essere un fellow ha pubblicato anche Songbird che è rilasciato in MPL 1.1, che da quanto si può vedere dal sito fsf (http://www.gnu.org/licenses/license-list.html#GPLIncompatibleLicenses) è incompatibile con la GPL, pur essendo comunque software considerabile libero.
Sempre dallo stesso sito, e’ sempre in MPL 1.1 anche media coder, che oltre alla licenza, ha anche il supporto per una marea di codec proprietari (non gli darei proprio il premio fedeltà agli standard aperti).
Per non parlare del fatto che per Win consiglia Firefox, mentre non ne permette l’utilizzo su GNU/Linux per il supporto a plug-in proprietarie (e non solo), consigliando solo Icecat.
Ovviamente noi non gliene facciamo certo una colpa all’autore del sito, anzi appreziamo molto questo tipo di iniziative, e ci dovremmo scusare per la scarsa attenzione che abbiamo rivolto al SL per piattaforme proprietarie, concentrandosi di solito solo su GNU/Linux e BSD-like.
Per non tralasciare che l’attività di questo fellow, che noi rispettiamo, è fatta molto via web, e soprattutto dal suo sito internet, che pur utilizzando un CMS in GPL, utilizza un server Debian, una di quelle distro che in realtà sconsiglia di utilizzare.
Inoltre se guardiamo la documentazione di questo sito possiamo vedere che è rilasciata in CC-BY-SA. Tale licenza a mio avviso è rispettabilissima, ma da una persona che si dichiara così fedele alla FSF, direi che ha tralasciato forse di leggere la pagina di prima sulle licenze in merito alle licenze per il software e la documentazione; in fatto di CC-BY-SA infatti
“This is a copyleft free license that is good for artistic and entertainment works, and educational works. Please don’t use it for software or documentation, since it is incompatible with the GNU GPL and with the GNU FDL.”
Questo dimostra che a volte, nell’attività di promozione, si scende a dei normali e dovuti compromessi, e che è inutile scagliarsi con violenza a fare i duri e puri. Ovviamente il sito “sorbaioli.org” è solo un esempio.
Quanto alle linee guida per gli FSUG, dovrebbe essere non di meno chiesta l’opinione degli FSUG, dato che ne esistono numerosi (ufficializzati o meno). Non penso che si possa calare una “formula magica” dall’alto.
Infatti ci sono numerosi FSUG, di vari paesi con cui ho avuto la possibilità e la fortuna di sentirmi in occasione del “Software Freedom Day”, che adottano politiche assai simili alle nostre, e che forse non gradirebbero che dopo anni di attività, si ricorra a soluzioni forzate.
Penso inoltre che limitando l’attività degli FSUG a solo alcune distro, alcune delle quali non presenti su tutte le piattaforme e sperimentali, si andrebbe in contro ad un “muro” contro “muro” inutile e controproducente.
Non dimentichiamoci inoltre che se GNU/Linux è un sistema la cui diffusione è in continuo aumento, lo si deve anche a distro come Red Hat (Fedora), Slackware, Debian, Ubuntu.
Confido quindi che prevalga nelle sedi opportune la ragionevolezza al posto dell’assolutismo, e che si convenga a delle linee guida aperte e condivise, dovute al buon senso delle varie comunità che ogni giorno lavorano per contribuire alla causa.
Per farla in breve, per parlare di FSUG, servono degli FSUG.
Con il tempo si riuscirà forse ad arrivare a risultati ragguardevoli anche per le distro 100% free, ma la storia ci ha insegnato che il “tutto subito” non porta lontano.
Anche noi, nel piccolo della nostra comunità, speriamo di trovare utenti motivati nell’utilizzo e nella promozione reale di queste distribuzioni, andando tra la gente negli eventi, a fare talk ed installazioni, sui forum, sulle mailing, senza aver paura del confronto con il pubblico e con le altre distribuzioni, forti del messaggio che portano con se.
Ovviamente se si continuerà con il messaggio di “assolutismo o condanna”, senza il minimo confronto, e con le persone e con le comunità (on-line o meno), si otterrà solo il risultato opposto, con gente che rimarra su sistemi proprietari al 100%.
Febbraio 21st, 2009 at 18:06
Premesssa: c’e’ differenza quando si ha una scelta e quando la scelta non c’e’. Spiego punto per punto.
0) Raccolte di software libero
Bisogna dare il giusto peso alle varie questioni.
Nella mia raccolta cosi’ come in quella della FSF e’ specificato molto chiaramente che non basta per ottenere un sistema completamente libero.
E’ un rimedio *temporaneo*. Quante volte quando installate distro non completamente libere gli spiegate che sono rimedi temporanei agli utenti?
Gli dite anche che per avere un sistema libero dovrebbero usare distribuzioni completamente libere?
E’ in questo che sta la differenza che continui a non cogliere cercando la polemica a tutti i costi.
1) Licenze
La Mozilla Public License e’ una licenza libera.
2) Codec
Mediacoder e’ rilasciato sotto licenza libera.
Quello dei codec e’ un terreno complesso che chiama in gioco anche i brevetti. Ci sono codec liberi ma sotto brevetto. In genere quando facciamo advocacy del sw libero non escludiamo un sw che potrebbe violare potenziali brevetti perche’ altrimenti non si potrebbe usare piu’ niente.
3) Mozilla
Consiglio Firefox per Windows in attesa che sia portato GNU IceCat. Firefox e’ software libero anche se suggerisce plugin non liberi.
Le distribuzioni non libere contengono all’interno software proprietario OLTRE suggerirne l’installazione.
4) server Debian
Vero, il mio hosting usa server Debian e anche questo e’ un compromesso.
Pero’ come vedi io non pubblicizzo ne’ l’hosting, ne’ la distribuzione.
Anche qui fallisci nel cogliere il messaggio che vorrei mandare purtroppo pensando solo ad accusare.
Non conosco hosting di gnewsense senno’ userei quelli quindi qui la scelta non c’e', c’e’ il male minore.
5) licenza Creative Commons del mio sito
E’ libera quindi non vedo il problema.
Ancora una volta sto consigliando licenze libere.
Quando voi consigliate/usate/installate distribuzioni non libere una scelta CE L’AVETE!
Non e’ come il caso dell’hosting su cui non ci sono alternative o come quello di Mozilla Firefox per windows per cui alternative piu’ libere non ci sono al momento.
Chiariti questi punti dico: io ho dato i miei suggerimenti in buona fede usando il mezzo piu’ rapido dei commenti. Mi sono trovato accusato e denigrato soltanto perche’ ho osato contestare un approccio che a lungo andare non paga.
Non mi sembra corretto ma va bene cosi’.
Grazie ancora per la discussione.
Spero che ognuno si sia fatto il suo punto di vista e che questa lunghissima fila di commenti abbia portato i lettori a riflettere.
Un saluto a tutti.
Febbraio 21st, 2009 at 18:15
Non ho seguito la questione fin dall’inizio, mi riservo di commentare meglio più avanti. Intanto dico solo 2 cose perchè mi sembra che qui si dicano delle gran porcate usando parole formali e gentili.
Caro axj, io spero che il “fellow in questione”, come dici tu che non ami l’italiano e nemmeno i nomi propri, ti abbia ucciso il gatto. Se lo ha fatto ti dò tutto il mio appoggio. In caso contrario ho l’impressione che lo odi perchè rappresenta un’opinione diversa dalla tua, o una condotta non dico coerente (non è mai esistito un essere umano coerente), ma che per lo meno cerca di essere tale. Il tuo attacco personale (che nessuno può aver letto per intero, essendo lungo e noioso) è un colpo basso, che troverà gli applausi di gente bassa, scritto probabilmente da una persona bassa… di idee, non di statura.
Inoltre non so quale storia hai studiato tu, ma quella che ho studiato io insegna che la logica dell’”un po’ alla volta” non ha mai cambiato nulla. Proprio nulla: non riesce nemmeno a essere controproducente. Ecco perchè spesso tendo a ignorarla, come un qualcosa che esiste solo sulla carta.
C’è anche una cosa che mi sfugge. Tu - credo, anzi spero - sei uno di quelli che contribuiscono a diffondere il software libero. Ma prima di sostenere una distribuzione libera… aspetti che sia già molto diffusa??? Ummm… errore di logica o malafede?
Febbraio 21st, 2009 at 19:42
Solo qualche piccolo esempio, senza commenti (fate voi), per vedere verso dove porta la strada dei compromessi:
http://www.ossblog.it/post/4615/super-ubuntu-la-distro-pronta-alluso
http://www.ossblog.it/post/4679/landscape_insieme_a_ubuntu_904_ad_aprile
http://punto-informatico.it/2553691/PI/News/microsoft-red-hat-si-stringono-mano.aspx
http://punto-informatico.it/2482287/PI/News/microsoft-novell-linux-due-anni-dopo.aspx
http://www.ossblog.it/post/4669/hewlett-packard-certifica-ubuntu-per-i-server-proliant/
Solo un commento sul primo link (proprio non resisto…):
http://hacktolive.org/blog/
http://hacktolive.org/wiki/Super_Ubuntu
ma è una “distro” come questa che molti auspicano per promuovere il software libero?
ciao
Febbraio 22nd, 2009 at 18:19
Che strano, sono passato da accusato ad accusatore, per tornare accusato.
Io non odio chi la pensa differentemente da me, nemmeno chi per sostenere la sua “coerenza”, smentita dai fatti, mi ha più volte denigrato (anche prima che nascesse fsugitalia), ed ha insultato il lavoro e l’impegno delle persone che fanno parte del gruppo. Una persona che si limita a criticare, anche quando gli si chiede collaborazione, che si pone su un piedistallo, additandoci di incapacità e di incompetenza. Ad una mano tesa da parte nostra ho visto rispondermi con un pugno chiuso. E’ talmente tanto il suo disprezzo nei confronti della nostra attività, che, nonostante si sia permesso più volte di contestare il nostro operato, non si è mai neanche fermato più di tanto a vederlo per bene. Ad esempio e’ stato puntuale nel farci notare che al momento non abbiamo una sezione sulle distro 100% libere (anche per carenza di tempo e di materiale umano), ma non si e’ soffermato a vedere il lavoro che stiamo facendo per GNU/Hurd, un sistema che nasce libero, oppure per Minix (Licenza mista).
Quindi Federico, non mi sembra che si trattino solo sistemi in base alla loro diffusione o al loro apprezzamento. Direi che la tua ultima obiezione sia fuori luogo.
Quanto ho scritto è stata la dimostrazione evidente che in molti casi il “compromesso” è fondamentale per trasmettere un messaggio positivo, e che certi fondamentalismi non portano molto lontano; ricordiamoci che il SL è una filosofia ispiratrice prima di tutto, non una religione. Il dogmatismo porta solo all’allontanamento.
Non l’ho messo certo sotto accusa per le scelte che ha fatto. Anzi, io personalmente le apprezzo, e non lo nego. Ad esempio le raccolte del software per Windows sono uno strumento eccezionale per trasmettere il messaggio di software libero.
Prima di parlare di odio e’ opportuno guardare chi attacca e chi difende, non limitandosi a leggere pochi post.
Io ho espresso un’idea chiara, che è quella che poi ha portato molti a conoscenza di sistemi GNU/Linux. Una strada che ci porta fra i compromessi. Visto che c’è chi parla di storia, direi che se i sistemi GNU/Linux sono quello che sono oggi, lo si deve proprio a quelle distribuzioni a cui si tenta di girare le spalle.
Inoltre nella mia esperienza, il procedimento graduale ha dato dei buoni risultati; se poi voi avete avuto risultati diversi buon per voi.
Nel gruppo abbiamo scelto in via democratica, la via dell’apertura e del dialogo, piuttosto che la chiusura, e di non girare le spalle a chi ha fatto la storia dei sistemi GNU/Linux.
Non escludo che come a suo tempo abbiamo accolto le istanze dei vari sostenitori delle altre distro, accetteremo anche quelle degli utenti di distro 100% free. Non solo gnewsense, ma anche delle altre.
Un FSUG è fatto di utenti che volontariamente apportano il loro contributo per aiutare gli altri, in linea con il principio di solidarietà e condivisione che sta alla base stessa del software libero. Questi utenti portano le loro esperienze e le loro conoscienze, in base alla loro estrazione e alle loro possibilità. Infatti lo staff è già molto impegnato nella realizzazione dei progetti in fase di sviluppo e per l’organizzazione degli eventi. Ed essendo un gruppo il cui valore principale è proprio la libertà, non si obbliga nessuno a trattare determintati argomenti, ma solo quello che il proprio spirito di condivisione, e le proprie possibilità di tempo e tecniche permettono.
Non penso che nessuno abbia qualcosa contro gnewsense o ututo, anzi probabilmente sono anche prodotti stimati, solo che al momento nessuno se ne sta occupando.
Non escludo che in un futuro ci possa essere spazio per queste distribuzioni, compatibilmente alle nostre risorse di ogni genere; ovviamente faremmo prima se alcuni, al posto di limitarsi a criticare, sfruttassero il loro know-how e il loro tempo ad aiutare la comunità e noi a migliorare, concedendosi al confronto aperto e alla condivisione delle idee, piuttosto che all’assolutismo dogmatico, ed alla chiusura su roccaforti ideali.
Saremo quindi aperti ad accogliere le istanze e le richieste di spazio per utenti volenterosi e vogliosi di condividere in modo solidale.
Al tempo stesso non volteremmo le spalle agli utenti che formano la nostra comunità, ponendo dei pericolosi quanto inutili out-out.
Colgo invece con piacere un concetto espresso da Graziano, più precisamente quello relativo alla scelta; in moltissimi casi non c’è la possibilità di utilizzare solo driver liberi, come nel caso di molti notebook. Per questo motivo ritengo personalmente giusto che una persona arrivi gradualmente al software libero, senza forzature e imposizioni, lasciandogli conoscere un po’ per volta i vantaggi “morali” che esso ha con se.
Ho visto di persona utenti che partiti con ubuntu o con fedora, adessono comprano solo hardware che abbia il supporto per driver liberi. Sono sicuro che anche Graziano, così come molti altri, abbia cominciato con distribuzioni come Red Hat (quando ha cominciato lui non penso ci fosse già Fedora) o Debian (non dico Slackware perchè so per certo che non gli piace). Pur avendo cominciato con queste distribuzioni ora è fiero sostenitore di Gnewsense e soci. Perché uno che comincia oggi, automaticamente non potrebbe avere le stesse possibilità?
Certo, non si può dire che sia la maggioranza a fare questo percorso, ma è l’inizio di un processo educativo, che non deve per forza porre davanti alla scelta “0%” - “100%”.
Quello che per noi conta è che gli utenti comprendano prima di tutto l’importanza della libertà intesa nel suo senso più lato, e che un giorno, posti davanti ad una scelta importante, scelgano ove possibile, la libertà.
Come diceva giustamente Federico, la coerenza pura forse non appartiene a questo mondo, e quindi noi magari ci accontentiamo di una coerenza al 95%, lasciando gli utenti liberi di fare le loro scelte, e magari i loro sbagli, ma consigliando, ove possibile il software libero.
Febbraio 22nd, 2009 at 19:13
Tra l’altro mi sono reso conto solo ora che questa discussione non mi suonava affatto nuova…. a quanto pare è stata già dibattutta a suo tempo, e direi con le medesime argomentazioni.
http://www.gnuvox.info/2008/11/sorbaioliorg-prosegue-la-campagna-per-notebook-liberi/
Febbraio 22nd, 2009 at 23:04
Bisogna capire cosa si intende per libertà. Io sono libero di farmi rinchiudere in galera (basta che io esca e dia un pugno a un poliziotto), ma che razza di libertà sarebbe questa?
Io lascio l’utente “libero” di usare la distribuzione che vuole, nel senso che può sempre non ascoltarmi e fare di testa sua. Ma quello che gli consiglio non è sicuramente di installare Debian o RedHat o Slackware. Anch’io ho iniziato con Debian: grazie, se non c’era di meglio con cosa dovevo iniziare? Adesso però le alternative libere ci sono. Se uno deve passare a GNU/Linux gli dico di provare gNewSense, o almeno di provarlo come LiveCD per verificare se può usarlo senza cambiare alcuni componenti hardware. Se uno deve cambiare computer, gli consiglio hardware supportato da driver liberi - specificando che il loro sistema in questo modo non sarà comunque libero se il BIOS è proprietario. Se uno usa Ubuntu gli chiedo perchè e gli consiglio di provare il live cd di gNS. Se uno usa RedHat gli chiedo perchè e gli spiego che esiste BLAG. Se uno usa Xandros lo mando sul sito di Ututo.
Certo è che io non posso spendere tempo ed energie per diffondere qualcosa di quasi-libero a scapito di qualcosa che OGGI ESISTE e che è libero, senza quasi. Se sto informando una persona, non posso tralasciare una parte della verità pur di fargli compiere un piccolo passo avanti. Usi Windows? Bene, appartieni a Microsoft. Se passi a Ubuntu è un passo avanti, ma non avrai un sistema libero. Questo non significa che se uno non ha la possibilità materiale di usare una distro libera (hardware incompatibile) io lo tratti da idiota. Ma quanta gente davvero non può usare una distro libera? E chi proprio non può non deve comunque sapere cos’è la liberta del software, chi la rispetta, chi non la rispetta, e quali scheletri nell’armadio ci sono in casa Torvalds o in casa Debian?
Insomma, tu mi parli di piccoli passi avanti, di compromessi, etc. Io di compromessi non parlo: se proprio è necessario li accetto ma li considero un male. Vuoi elencare le mie incoerenze? Se vuoi te le dico io, così non dovrai perdere settimane di fatica in lunghe ricerche, come hai fatto con Graziano. Ma si può parlare di INCOERENZE proprio perchè sono compromessi che accetto mio malgrado non potendo fare diversamente, e vanno comunque contro ciò che dico e propagando. Se così non fosse, bisognerebbe chiamarle SCELTE.
Non vorrei che per qualcuno qui, avere driver proprietari e monopolistici, plugin proprietari e monopolistici, e altre cose varie ed eventuali, fosse una SCELTA e non un’incoerenza. E’ un dubbio che mi viene, sta a voi dimostrarmi che è un dubbio infondato.
Febbraio 23rd, 2009 at 12:59
Ma guarda, di gente che ha comprato hardware coperto solo da driver proprietari direi che ce ne è a valanga. Basti pensare a tutti quelli con alcuni modelli di schede wireless intel, o alcune schede ati e nvidia ( alcune non sono coperte dal driver libero, a meno di mandarle in vesa con qualche limitazione), alcune schede di rete (ad esempio la gigabit delle broadcom, molto diffuse nei notebook nuovi. Questa ovviamente è solo una lista limitata e, come si può vedere sul sito stesso di gnewsense, la lista di driver proprietari presenti per hardware molto comune è ben più lunga.
Sto parlando veramente di hardware “general pourpouse”, quindi parliamo di un numero considerevole di persone, direi la maggioranza.
In molti di questi casi non si può parlare di scelta, ma di bisogno (non dico obbligo ovviamente perchè non esiste “l’obbligo di usare driver” se non li si vogliono)
Inoltre, il passaggio da “0%” a “95%” di software libero, se non di più, non lo definirei un “piccolo passaggio”.
E poi noi non nascondiamo niente a nessuno, e non abbiamo mai nascosto che in molti casi si utilizzano driver proprietari. Quindi non mentiamo a nessuno, e che questo sia ben chiaro.
Premesso che per me forse il passaggio più logico sarebbe Xandros -> GnewSense, ovviamente dove possibile, ad uno che usa slackware da 10 anni cosa consigli?
Non pensiate che io non apprezzi il vostro sforzo per portare avanti distro libere al 100%, e se foste interessati a collaborare con noi ne sarei contento.
Quello che non apprezzo sono gli out-out: il “o tutto o niente”, e l’idea che non si possa parlare di distro libere, accanto a distro quasi completamente libere. Perchè non puo’ esserci quell’apertura che in fondo dovrebbe caratterizzare le nostre comunità?
Ogni giorno mi sembra sempre di più di assistere alla “divisione” dell’atomo; il discorso “io sono più SL di te”, o “ti schifo perchè usi una ubuntu” portano solo a dividere ulteriormente la comunità “FOSS”, che, parlando di attivismo, non è grandissima. Siamo già una minoranza, ed invece di aiutarci a vicenda, c’è chi cerca sempre dei distinguo, suddivisioni su suddivisioni, riducendo di gran lunga l’impatto che la comunità potrebbe avere sul “grande pubblico”.
In particolare proprio sulle “guerre di religione” (in generale tra distro differenti), che sono proprio contrarie allo spirito che dovrebbe caratterizzare le comunità ispirate al software libero.
Abbiamo evidentemente idee diverse in materia, ma mentre io non ho problemi a condividere il poco spazio che abbiamo con chi la pensa differentemente da noi (in tema di FOSS ovviamente), ho sentito invece un’avversione da parte vostra a collaborare con chi magari diffonde, ritenendo in coscienza di fare la cosa giusta e che sia il miglior compromesso accettabile, distribuzioni come Debian, Ubuntu, Slackware, Fedora, Arch o che per esse.
Spero di essermi sbagliato su quest’ultimo punto, perché sarebbe un brutto segno di intolleranza per chi la pensa solo leggermente differentemente da voi, e rappresenterebbe una pericolosa mancanza di apertura, oltre che un naturale ostacolo per la diffusione del vostro stesso messaggio, che, ribadisco, non considero sbagliato, solo diverso dal mio.
Febbraio 23rd, 2009 at 15:45
Dal tuo commento si capisce che non hai provato spesso (forse non hai mai provato, scusa se te lo dico) a installare gNewSense su una macchina. Io che oltre ad averlo installato sul mio computer l’ho installato su quello di amici e parenti so bene che stai mistificando. Mi parli di wireless, ma la maggior parte della gente il wireless non ce l’ha, oppure usa le chiavette, oppure ha un wireless con driver liberi. Probabilmente credi davvero in ciò che hai scritto, ma stai comunque scrivendo cose non vere a discapito del software libero (questa “maggioranza” che non può usare gNewSense è una minoranza). Gli altri utenti possono credere ciecamente a te, possono credere ciecamente a me, o possono (come spero) non credere a nessuno dei due e provarlo con le loro manine. Non hanno nemmeno bisogno di installarlo: basta inserire il live cd e verificare se funziona.
Evito di risponderti sulle gare su “chi è più SL”, altrimenti dovrei arrabbiarmi non poco. Chi ha letto il mio post dubito che lo abbia interpretato in questo senso.
Detto questo, cosa vuoi sentirti dire: che preferisco Ubuntu a Windows? Per ora si, mi sembra ovvio - bisogna comunque vedere quanto ha intenzione di investire sul cloud computing, che è qualcosa di molto peggio del software proprietario.
Febbraio 23rd, 2009 at 17:05
Evidentemente abbiamo avuto alterne fortune con le installazioni di SO GNU/Linux. Io ho beccato sempre una marea di portatili con schede intel che richiedevano fior fior di firmware chiuso. E ti posso dire, ma penso che si possa confermare dai fatti, che i portatili con processori centrino, core2 o superiori, fatte dovute eccezioni di mac e netbook, montano schede di quel tipo. E da quanto so intel è “best vendor” nella categoria notebook. Ora non ho i dati di mercato, ma cercandoli penso si avrebbe rapidamente una conferma. E questo solo per parlare delle wireless.
E anche sul discorso wireless penso che abbiamo avuto esperienze diverse, perchè fissi a parte, su cui però raramente mi capita di mettere le mani durante le attività con il gruppo, ormai non vedo un solo notebook che non abbia la wireless pre-installata.
Per non parlare delle numerose schede come bluetooth, schede video, alcune schede di rete, schede tv etc etc… e sono casi comunissimi. Roba da comune megastore di elettrodomestici.
Ovviamente ti do’ ragione quando spero che gli utenti, animati da spirito critico e da curiosità, non si basino sulla mia opinione, ma preso un input di avvio al software libero, cerchino e provino indipendentemente, e poi magari possano venire a condividere la loro esperienza con noi.
Non voglio che tu dica “preferisco ubuntu a windows” o cose similari. Vorrei che tu dicessi “preferisco gnewsense per questo, questo e quest’altro motivo”, ma nella giusta sede, condividendo il tuo sapere, le tue opinioni e le tue esperienze dentro la nostra comunità.
Sinceramente sul cloud computing non mi ero espresso, e li’ in effetti penso che in molti stiano esprimendo delle pesanti preoccupazioni (me compreso).
Febbraio 23rd, 2009 at 17:21
Dato che so ben poco sul cloud computing ed è un argomento relativamente nuovo in generale.
Qualcuno potrebbe scrivere due righe ed un paio di link rilevanti (magari pro e contro cloud computing) giusto per far partire una discussione?
(possibilmente su fsfe-it@, dato che gestirla sui commenti del blog potrebbe essere proibitivo)
Da quello che ne viene fuori, ci vorrei scrivere un post (così colgo l’occasione per chiarirmi anche le idee)
grazie
gp
Febbraio 23rd, 2009 at 20:16
Prendo atto di ciò che mi hai comunicato sui driver proprietari e in particolare sulle schede wireless. Fino ad oggi le persone con cui ho avuto a che fare io sono evidentemente “un target diverso” (credo si dica così da quando l’italiano è stato abolito) rispetto a quelle con cui hai a che fare tu. Ad esempio io di rado ho a che fare con notebook nuovi di zecca, più spesso con desktop vecchiotti.
Ciò che ho scritto prima però rimane valido: se uno deve comprare un computer gli consiglio di informarsi prima sui driver dei vari componenti; se uno lo ha già gli consiglio di provare il live cd e verificare se gli è possibile utilizzare gNS; se uno usa una distro proprietaria lo informo su gNS e su quella che, probabilmente, potrebbe essere la distro libera a lui più vicina (BLAG per Fedora, etc).
Ti chiedo senza provocazioni: se Pinco Pallino ha un wireless con driver proprietario, e se tu gli installi Ubuntu… come fai a “lottare” per la liberazione dei driver? Hai altri strumenti per farlo? Rinunci? Ti ripeto che è una domanda, non una provocazione.
Sono contento che, almeno sul cloud, siamo d’accordo.
Febbraio 23rd, 2009 at 22:24
Mi e’ stato detto di tutto e inizio a essere un po’ stanco di questo tono.
Io non odio proprio nessuno, non l’ho mai scritto e non lo penso. Mi stai ancora offendendo, tanto per cambiare, cosa che io non ho mai fatto. Smettila per favore.
La mia “coerenza” non e’ affatto smentita dai fatti come dimostrato dal mio post precedente.
La questione dipende dalla scelta che in alcuni casi c’e’ e in altri no.
Io non ti ho mai denigrato e insultato, ne’ ora ne’ prima.
Non mi limito a criticare ma nei post precedenti ho dato anche suggerimenti come e’ possibile leggere.
Non mi pongo affatto su un piedistallo, anzi.
Pensavo solo che, visto che mi occupo di software libero da un poco piu’ di voi, potevo dare qualche suggerimento utile usando un mezzo rapido come questi commenti. Se questo significa “mettersi su un piedistallo”…
Come gia’ detto seguo la vostra attivita’ altrimenti come potrei contestarla?
Conosco e ho letto il lavoro che portate avanti su Hurd ecc. ma ancora non e’ di questo che si stava parlando.
Il FSUG Italia, pur essendo un free software user group, pensa che sia giusto fare dei compromessi per invogliare piu’ utenti.
Secondo me questi compromessi portano a utenti che continueranno, nel migliore dei casi, a usare una distribuzione come Ubuntu che non ha fatto del software libero una sua priorita’.
Il FSUG non cambiera’ mai idea e nemmeno io.
Ci siamo scambiati i punti di vista, molte persone hanno letto, spero sia stato costruttivo.
Ciao.
Febbraio 24th, 2009 at 2:05
Direi che non è il caso di fare del vittimismo. Quanto agli insulti non mi riferivo a quelli fatti in questa sede, ma a quelli che mi hai fatto dal vivo, su cui umanamente a suo tempo lasciai correre. Ovviamente questa non è cosa che possa essere risolta qui, e ritornerò su questo tema solo se avremo modo di farlo nelle sedi opportune, ma in generale, qui, se ce qualcuno che può ritenersi offeso, quello sono io.
Per quanto riguarda il tono, direi che siamo nell’ambito di una discussione civile e pacata, al limite un po’ accesa.
Alcune precisazioni;
Non lo so se non cambieremo mai idea, anche perchè le persone in un gruppo vanno e vengono admin compresi (ed è gisuto che sia così). Non ti so dire nemmeno se io non cambierò idea. In passato mi sono dovuto ricredere su alcune cose, e chissà che un giorno non avvenga anche per questo. La vita è evoluzione.
Hai detto bene; hai criticato e basta. Se è vero che ci hai seguito, perchè non farlo a noi direttamente al posto di aspettare un post che riguardava si anche noi, ma in generale su tutt’altro argomento. Ora, suppongo che l’email tu la sappia usare bene, e so per certo che hai facilità di contatto con almeno uno di noi (oltre al fatto che tutti gli indirizzi dello staff sono pubblicati). Quindi non credo che fare commenti off-topic su un articolo che ci riguarda solo parzialmente fosse la via più veloce, solo la più rumorosa. Quando faccio un appunto ad una persona, la chiamo al telefono, non vado sotto casa sua con il megafono.
Senza dimenticare che stranamente si sono trovate forze ed energie per criticare me ed fsugitalia, che siamo un FSUG (il cui termine evidentemente è soggetto a diverse interpretazioni), ma non si è scritto neanche una riga su 3 articoli su questo blog (la voce italiana di FSFE) che riguardavano Ubuntu, Suse e Debian 5.
Ovviamente io non ci trovo niente di male in ciò, perchè sono cose che trattiamo anche noi abitualmente (Suse a parte, non abbiamo utenti che se ne occupino), e detto tra noi spero vivamente che continuino a fare questo tipo di informazione.
Secondo la tua logica però, avresti dovuto fare la medesima fillippica, se non di più, a tali post. Invece, a questo articolo vedo scorrere i tuoi numerosi commenti, sugli altri 0. Quantomeno strano, non trovi? Ed ho visto che questo tipo di commenti sono riapparsi sempre quando l’articolo in questione aveva a che fare con noi. Tutte coincidenze?
Ovviamente condivido con te la speranza che tale lunghissimo dibattito sia stato costruttivo, e spero che con questo si possa dare un taglio definitivo a questa discussione
Nonostante tutto, ti saluto cordialmente, e sarei ben lieto, nonostante i nostri evidenti contrasti di invitarti ad uno dei nostri eventi, per portare il tuo contributo e la tua esprienza, indipendemente dalle nostre divergenze, per aprire un dialogo utile e costruttivo.
Se volessi partecipare non hai che da chiederlo, ed uno spazio per chi vuole introdurre argomenti nuovi in modo che siano costruttivi lo si trova sempre.
Ciao.
Febbraio 24th, 2009 at 15:32
Non faccio vittimismo.
Non ho mai insultato nessuno in nessuna sede, quantomeno dal vivo ne’ ora ne’ in passato. Non capisco perche’ continui a ripetere questa cosa se non per mettermi in cattiva luce.
Non ho criticato e basta come puoi leggere in un commento sopra dove ho fornito suggerimenti.
Non capisco perche’, con un post scritto da me dove do’ dei suggerimenti, continui a sostenere questa cosa.
Ho commentato qui, come gia’ spiegato una infinita’ di volte, perche’ e’ un mezzo rapido e non per fare clamore. Liberissimo in mala fede di non credermi.
Se questa cosa ti infastidisce puoi rispondermi per email, non c’e’ problema.
Purtroppo non riesco a commentare sempre ogni articolo che esce su gnuvox e avevo gia’ espresso queste perplessita’ in precedenti articoli ma con GNUvox e non con un fsug.
Visto che questo mezzo non ti piace, ti invito a rispondermi per email senza problemi.
A presto.
Febbraio 24th, 2009 at 16:20
Per corretteza scrivo solo che accolgo con piacere il tuo invito a continuare questa conversazione tramite mail.
A presto.
Alex.