OpenCola: simbolo di un movimento
Uno dei motti della comunità del software libero che il software è libero nel senso di free speech, not as in free beer. E anche se la birra continuerà forse a essere solo gratuita, c’è la OpenCola di cui Wikipedia dà questa descrizione:
OpenCola è una specie di cola unica in quanto le istruzioni per prepararla sono liberamente consultabili ed eventualmente modificabili. Chiunque può crearsi la bevanda, e tutti possono modificare o regolare la giusta quantità degli ingredienti, e possono inoltre regolare i loro cambiamenti basandosi sulla GNU General Public License.
Se in Italia il progetto, una metafora per raccontare (anche) logica e filosogia del software libero, sembrava giunto a uno stallo con il blocco di OpenDrink, una sua recensione è di recente uscita per WebIsland.net torna a promuovere l’iniziativa:
Nata inizialmente come mezzo per trasmettere il significato e l’importanza del software open source, la bevanda iniziò ad avere un discreto successo - tanto da far vendere più di 150.000 lattine. L’azienda della OpenCola, situata a Toronto, è diventata famosa più per la sua bevanda, che per il software prodotto. Laird Brown, il responsabile marketing, ha affermato che il successo è scaturito da una graduale sfiducia nelle multinazionali e dalla possibilità di sapere cosa si stia veramente bevendo. L’industria della OpenCola ha però successivamente attuato un nuovo piano strategico preferendo non pubblicare più sul proprio sito informazioni riguardo la prima bibita open source. L’azienda è poi fallita e ad oggi nessuno produce una bevanda con tale ricetta.
Insomma, quando si chiudono le informazioni iniziano i guai, sembra suggerire questo articolo.

Gennaio 29th, 2009 at 11:12
Bello.
Ricordo il sito:
http://www.killercoke.org/