GNUvox

La voce del software libero
Novembre 4th, 2008
by Redazione

Sorbaioli.org: prosegue la campagna per notebook liberi

Campagna per un portatile liberoCampagna per un portatile libero: l’iniziativa prosegue su Sorbaioli.org e l’iniziativa è rivolta in particolare a Dell alla quale ci si rivolge in questi termini:

Ecco tre semplici cose da richiedere a Dell via LIVE CHAT (colonna a destra) sul loro sito ma soprattutto per telefono. Il nostro computer ideale (desktop, laptop, netbook) ha:

  • un chip wireless Atheros perche’ e’ in grado di funzionare benissimo con driver liberi e sotto tutte le distribuzioni di GNU/Linux.
  • il BIOS libero coreboot.
  • una distribuzione di GNU/Linux completamente libera preinstallata come gNewSense.

Nessuna azienda produce qualcosa di questo tipo e la richiesta per un portatile libero, come si e’ visto dopo il famoso post di Mark Shuttlework, il fondatore di Ubuntu, e’ davvero alta. Dell sarebbe la prima a creare un prodotto del genere e, come e’ successo per l’EEE PC di Asus, rivoluzionerebbe il mercato.

7 Responses to “Sorbaioli.org: prosegue la campagna per notebook liberi”

  1. Marco Grazia Says:
    Novembre 4th, 2008 at 16:35

    Sì ma il mio omonimo miliardario, intendeva dire che c’è una grossa richiesta di portatili con la sua distribuzione.
    Siamo seri senza “giochetti” grafici non interessa a nessuno.

    M.

  2. gNewSense e’ una distribuzione completamente libera basata su Ubuntu e quindi ne riprende in pieno quasi tutte le caratteristiche, compreso il desktop enviroment GNOME.

    Agli occhi dell’utente e’ praticamente identica ma, a differenza di Ubuntu non contiene software, driver, firmware proprietari.

    Ti invito a provarla: http://www.gnewsense.org

  3. Marco Grazia Says:
    Novembre 10th, 2008 at 21:34

    Sì Graziano la conosco, ma praticamente la conosciamo io, te, e RMS, sulle riviste in edicola non l’ho mai vista in bound su DVD, mentre Ubuntu … è questo il problema capisci?
    Una volta era tutta gnu/linux ad essere out per tutti meno che per i geek (si va bè), oggi c’è Ubuntu o Xandros, la gente la vede così.

  4. Se gNewSense diventa famosa quanto Ubuntu o meno dipende soltanto da noi.
    Un primo passo e’ quello di usarla come distribuzione giornaliera, poi quello di iscriversi al forum e alla mailing list e collaborare.

    In seguito quello di consigliarla, parlarne, fare talk, copiarla, diffonderla.

    Spetta a NOI farla conoscere.
    Come dici tu, se non lo facciamo noi, chi altro?

  5. Marco GRAZIA Says:
    Novembre 13th, 2008 at 12:57

    Gli altri, cioè coloro che ancora non la conoscono, io sono iscritto al tuo forum da molto tempo, ma conta relativamente, non si può partire solo dalla base, gNewSense ha bisogno di uno Shutlework, ovvero di una persona in grado di farla partire dall’alto.
    Ultimamente RMS mi pare che si stia sempre più allontanando dalla base, pensando più come sant’iGNUzio, che come un utente.
    Ma noi utenti abbiamo bisogno di più che di parole ispirate, abbiamo bisogno del supporto della scheda madre, dei driver e di tante altre cose.
    In parole diverse e per fare un esempio calzante: “Ho bisogno di un programma grafico degno di tale nome, ma anche che la mia scheda grafica supporti appieno le sue specifiche.
    Sai per me che lavoro con la grafica non interessano le beghe del free software, a me interessa che il mio lavoro vada di pari passo con coloro che usano Mac o Win”.
    Ora se Ubuntu questo me lo da io uso Ubuntu e non gNewSense che non mi installa quel driver perché lo considera blasfemo.

    Non prenderla come un’offesa personale perché quello che ho detto è ciò che dice la gente che ha bisogno di un sistema per lavorare, e bada bene non per giocare.
    Sono i primi che hanno bisogno di un sistema stabile e funzionante, i secondi al limite formattano una volta al mese :-)

    M.

  6. La discussione è assai interessante, e, tanto per fare un po’ di confusione, direi che nessuno dei due ha torto.

    Mi spiego meglio: Penso che tutti sarebbero contenti se l’hardware general porpouse fosse completamente libero, e di conseguenza utilizzare distribuzioni con solo software libero sarebbe alla portata di tutti.

    Aihmè però, l’hardware non è libero, o almeno nella sua quasi totalità, soprattutto il materiale con delle performance interessanti (per nulla togliere alla ath). Certo, con un po’ di impegno, un po’ di know how, e un po’ di spesa in più, alla fine, è possibile utilizzare, senza limitazioni particolari, un prodotto comunque interessante come gnewsense (o perchè no, come gobuntu).

    Ma, e lo dico per l’esperienza maturata in fsugitalia, non è possibile partire con il “full free”, e a volte, neanche con “power users”. La causa del Free Software è assai nobile, ma per raggiungere l’obbiettivo bisognerà prima fare qualche passo intermedio. Ancora siamo lontani dalla produzione su vasta scala di macchine libere, e, per quanto Stallman possa dire che sia stato un male, per cominciare bisogna accettare dei “compromessi”.

    Distro come ubuntu di compromessi ne hanno accettati diversi, ma anche Debian, Slackware (in teoria, con la selezione dei pacchetti puoi tranquillamente togliere quello che non va all’inizio) e tante altre (quasi l’intero panorama delle distro di grande utilizzo).

    Per quanto non ritenga certo di saperla più lunga di Stallman, c’è da dire che nel mondo “normale”, nonostante tutti gli sforzi, per utilizzare il più possibile software libero, bisogna molte volte fare qualche passo indietro.

    Ad esempio, ultimamente stiamo cercando di seguire un percorso di avvicinamento al software libero, che parte, e non ci crederete, proprio da Microsoft Windows; si cerca infatti di far lavorare gli utenti con software libero all’interno della piattaforma che meglio conoscono che è proprietaria, in modo da rendere meno traumatico il passaggio a sistemi GNU/Linux.

    Nonostante il concetto “Software Libero” per me sia giusto in assoluto, gli utenti devono anche poter lavorare con quello che hanno, magari con il PC vecchio di 3 anni che però non ha possibilità di usare solo driver liberi. Di conseguenza è preferibile un percorso graduale che li porti a preferire ed apprezzare veramente gli innumerevoli vantaggi del Free Software. Un atteggiamento assolutistico potrebbe invece non far altro che allontanare.

    Ovviamente questa è solo la mia opinione basata su quello che ho potuto vedere in questi anni….

    Quindi in parte pendo per il pensiero di Marco Grazia, anche se un appunto lo devo fare: non credo che l’appeal dei sistemi GNU/Linux sia racchiuso solo nel cubo che girà…. i vantaggi sono ben altri a mio avviso.

  7. La mia esperienza e’ differente.
    Iniziare con windows significa finire con windows.

    Educare gli utenti a usare software libero su windows non fa altro che propagare l’inerzia sociale che spinge da anni a usare quel sistema operativo semplicemente perche’ lo usano (quasi) tutti.

    Quindi crei utenti che si limitano a navigare con firefox (che non e’ libero) e usare thunderbird per la posta.
    Allo stesso tempo installano google toolbar perche’ “sai mi serve assolutamente” o google chrome perche’ “lo volevo provare”.

    Puo’ sembrare piu’ complesso ma partire con gNewSense e’ di gran lunga piu’ semplice a mio parere.
    Metti le cose in chiaro da subito: chi le accetta, accetta un modo di fare che rimarra’ col tempo a prescindere da tutto.

    La mia esperienza di attivista del software libero da circa dieci anni mi ha portato a pensarla cosi’.

    Sono strade diverse per arrivare allo stesso scopo.
    Visto che ogni utente e’ un caso a se’, sta proprio a noi valutare quanto e’ possibile spingere l’acceleratore della liberta’. :)

Leave a Reply