Il Big Bang ad opera di GNU/Linux
Ne hanno parlato tutti nelle ultime settimane, è il progetto di fisica più potente nella storia dell’universo anoi noto. Il Large Hadron Collider (LHC), l’acceleratore di particelle il 10 settembre è partito lungo il circuito sotterraneo pari a 27 chilometri. Oltre ai 20 anni di lavori e metà degli astrofisici presenti al mondo, c’è un ulteriore ingrediente di spicco: GNU/Linux.
Il CERN - Centro Ricerche Nucleari, a capo del progetto, sta usando CernVM, una distribuzione GNU/Linux che gira su macchine virtuali, PC e Mac per una rete che comprende una potenza pari a ca. 100.000 CPU e 15 petabyte di dati all’anno.
Il CERN d’altro canto è tra i maggiori sostenitori della distribuzione GNU/Linux scientifica, una versione ricompilata della Red Hat Enterprise Linux.
Dato il potere di LHC di distruggere la terra o creare un buco nero, è quantomeno rassicurante sapere che il programma alla base di tutto non sia a rischio di blue screen. :>
Fonte (in inglese)
Settembre 18th, 2008 at 15:38
Schermate blu niente, ma un buco da qualche parte c’è: http://blogs.telegraph.co.uk/gerald_warner/blog/2008/09/13/cern_boffins_exposed_as_naked_emperors_by_greek_geeks
Settembre 18th, 2008 at 17:35
[…] (evitanto così di disintegrare il mondo). Infatti, come possiamo apprendere da GNUvox: "il CERN […] sta usando CernVM, una distribuzione GNU/Linux che gira su macchine virtuali, […]