“Caro Beppe, quanto vale una licenza per la PA?”
A coloro a cui fosse sfuggito, ieri, nella rubrica Italians di Beppe Severgnini sul Corriere della Sera, si parlava di software libero. Un lettore, Samuele Zampini, ha posto questo quesito:
Caro Beppe,
si parla spesso di tagli alle spese - soprattutto nella “res publica”. Ho dunque pensato a una cosa: perché su TUTTI i PC che vengono utilizzati (uffici postali, università, scuole) c’è un sistema operativo proprietario (Windows in genere) e non se ne utilizza uno “open source”? E perché si utilizzano tutti i software che necessitano di licenza e non l’equivalente freeware? Io mi sono da poco (un annetto) buttato su Linux. Utilizzo la distribuzione Ubuntu: credimi, è uno spettacolo. Più robuta di Windows, molto simile come interfaccia grafica e, soprattutto, GRATIS. Non credi che si potrebbero risparmiare tanti soldi, con un accorgimento del genere?
Succinta e laconica la risposta di Severgnini:
Ottima domanda. Quanto vale il contratto di licenza con la PA? Chiederò a Microsoft.
Luglio 4th, 2008 at 21:01
Oddio a me pare che la risposta di Severgnini sia più incisiva e intendesse mettere l’appunto su quanto costa all’Italia aver venduto la PA alla Microsoft e all’EDS di Ross Perot [1].
E dire che all’inizio prima di leggere questo spot ero prevenuto anche io su Severgnini, spero solo di aver interpretato correttamente la sua risposta.
M.
[1] http://it.wikipedia.org/wiki/Ross_Perot