
Fondata sul modello della Apache Software Foundation, è stata presentata nei giorni scorsi una nuova organizzazione che si basa sui principi della condivisione e della collaborazione: si tratta della Open Web Foundation la cui fisionomia è stata tracciata nel corso della OSCON 2008, svoltasi a Portland tra il 21 e il 25 luglio. Alla Open Web Foundation il sito Webnews.it dedica un corposo articolo in cui spiega:
Rispetto ad altre organizzazioni, la prima che viene in mente è il consorzio W3C, la OWF si pone un passo indietro: lo scopo non è quello di ratificare degli standard, ma piuttosto di favorire lo sviluppo di specifiche destinate alle tecnologie web che siano aperte, non proprietarie e libere da qualsiasi minaccia brevetto. Tali specifiche potranno in seguito essere presentate ai vari enti di standardizzazione per un eventuale approvazione.
Si chiama »Intrepid Ibex Alpha 3«, è la terza versione test di Ubuntu 8.10, il cui rilascio è previsto per ottobre.
Un bocconcino prevalentemente per sviluppatori che dovrebbe essere privo di errori sul CD e nel programma d’installazione. Ma il team non si sbilancia e anzi, avverte i testatori interessati in merito a potenziali problemi. La nuova versione alpha presenta nuovamente dei semplici aggiornamenti dei pacchetti software e del kernel. Molti update sono stati presi dai repository Debian. Ulteriori sviluppi e miglioramenti previsti per cellulari, per un migliore supporto per gli schermi molto piccoli ed una migliore gestione dell’energia non sono ancora stati ultimati.
Fonte (in inglese)
Che se ne parla in rete è già da qualche settimana, ma verrebbe da dire che ci mancava una cosa del genere. Si parla della piattaforma libera Wordpress iPhone Edition che tra gli incalliti blogger circola e riscuote consensi. A recensirla è PianetaCellulare.it che, sulla scia del successo commerciale del dispositivo mobile della Apple, dice:
Chiunque sia in grado di codificare nuove caratteristiche, sistemare i bug o semplicemente migliorare le potenzialità di Wordpress, può tranquillamente accedere al software e applicare le nuove variazioni. In altre parole Wordpress iPhone edition lancia una piccola sfida ai sviluppatori di applicazioni che, dopo aver realizzato la funzione copia ed incolla (di cui vi abbiamo parlato nei giorni scorsi) oggi sono chiamati a lanciare nuove idee e progetti per rendere ancora più grande questo piccolo iPhone.
Dunque il guanto della sfida agli sviluppatori è lanciato anche se permangono le perplessità del telefono di casa Jobs.
Nel proprio impegno per la diffusione del software libero, Richard Stallman di recente ha fatto una nuova presentzione molto generica e poco tecnica sullo sviluppo del SO GNU, sulla GPL, la validità del free software e gli svantaggi del software proprietario.
Qui potete vedere o scaricare tutto l’intevento.
Fonte (in inglese)
Si chiama OpenStreetBugs, è un nuovo tool per la segnalazione di errori di OpenStreetMap. Semplice al punto che anche i meno esperti possono segnalare errori di incroci e cartelli.
Sulla pagina web OpenStreetBugs tutti possono e “devono” segnalare gli errori eventualmente riscontrati.
Nell’ambito della SFSCon - South Tyrol Free Software Conferencee - 2007, il Comune di Merano (Alto Adige) ha donato tutti i dati relativi alla città al progetto.
Fonte (in tedesco)
Il comunicato stampa è forse un po’ troppo lungimirante dato che già altre case editrici - in parte o in toto - rilasciano le loro pubblicazioni con modalità libere. Ma sicuramente è da accogliere positivamente la nascita di Edizioni OMP (Officina Multimediale Pavese), iniziativa in materia di libri che si orienta completamente verso il copyleft. Poesia, saggistica e scrittura collettiva i principali ambiti in cui la casa editrice inizia. Che raccomanda ai suoi potenziali autori:
I principi cui ci ispiriamo sono tre: copyleft. Pubblichiamo i libri secondo le licenze Creative Commons; qualità. Gli autori da noi pubblicati vengono accuratamente selezionati; onestà e trasparenza. Gli autori non sono tenuti a versare alcuna somma, né ad acquistare copie dei libri da noi pubblicati. Gli utili vengono reinvistiti in questa attività editoriale.
Per iniziare con pochi click a leggere quanto propone il catalogo delle Edizioni OMP si può dare un’occhiata a quanto già disponibile.
TechCrunch in questi anni si è posizionato oltre oceano come punto di rifermento per l’informazione tecnica. E più volte ha fatto strada per quanto riguarda novità, sia un ambito hardware che software. La novità che riportiamo questa volta riguarda entrambi gli ambiti e si tratta della Firefox Tablet basata su sistema operativo GNU/Linux e il browser della famiglia Mozilla. Di fatto il tablet sarà un computer dotato di tutti i sistemi di cui dispone un normale dispositivo fisso o portatile, ma con il vantaggio di peso e dimensioni molto più ridotte. In proposito, però, il blog ProssimoFuturo esprime qualche perplessità:
Il prezzo ci fa pensare che forse i tempi per questo dispositivo multi-touch ‘ammazzasette’ sono ancora acerbi: Michael prevede un costo di 200 dollari, ed io francamente non credo proprio si possa fare a breve…

Il Software Freedom Day (SFD)è una giornata dedicata al Software Libero, attiva oramai da qualche anno e promossa dall’organizzazione no-profit “Software Freedom International”.
La giornata è fissata per il 20 settembre, ed in tale occasione il Free Software User Grou Italia (FSUG) ha annunciato con largo anticipo la propria partecipazione. Infatti, ha già programmato un’intera giornata da trascorrere all’ I.T.C. Capitini (www.itccapitini.it Viale Centova, 4 - (06128) Perugia) all’insegna del Software Libero.
La mattinata sarà dedicata a talk e presentazioni su vari aspetti del Software Libero, mentre nel pomeriggio verrà dato spazio a domande di vario genere e, qualora ve ne fosse bisogno, anche per aiutare nelle fasi di installazione di alcuni software liberi (ivi comprese intere distribuzioni GNU/Linux).
Per tale evento e nello spirito proprio del SFD, il Free Software User Group si impegna:
1) Per celebrare la libertà del software e la gente vi lavora
2) Per favorire una conoscenza generale del software libero e degli standard aperti ed incoraggiarne l’adozione
3) Per garantire parità di opportunitò di accesso all’informazione, attraverso l’uso di “tecnologia collaborativa”
4) Di promuovere un dialogo costruttivo in materia di responsabilità e diritti nella società dell’informazione
5) Di essere comprensivi di organizzazioni e singoli individui che condividono questa visione
6) Essere pragmatici, trasparenti, responsabili come organizzazione
Questo il programma della giornata
09:30 - 09:45 Introduzione
09:45 - 10:15 Alexjan Carraturo: Il software libero, introduzione ai nuovi scenari
10:15 - 10:45 Domenico Margiotta: Comparative software tra proprietario e libero
10:45 - 11:00 Pausa
11:00 - 12:00 Francesco Crippa: GNU/Linux ed il progetto Fedora
12:00 - 13:00 Paolo Bernardi: Python: una panoramica13:00 - 15:00 Pausa Pranzo
15:00 - 18:00 Application Space.
Il post di TuxJournal si apre con una domanda:
ColombOs potrà realmente aiutare il mondo dell’Open Source a penetrare nel mondo dell’Istruzione italiana?
Ecco, se sarà in grado di farlo è una questione da verificare nel corso del tempo. Per intanto il progetto ColombOs, desktop remoto di cui poter fruire via rete, ha un obiettivo: cercare di entrare nel mondo della scuola per migliorare il livello di informatizzazione e soprattutto scalzare (o quanto meno scalfire) il regime semi-monipolistico proprietario imperante. Infatti, si legge ancora su Tuxjournal:
Nel nostro paese sussistono difficoltà pratiche e culturali di vario ordine, diverse da zona a zona e da istituto a istituto, che rendono difficile a studenti e insegnanti il cammino verso la net-education […]. La tecnologia libera [vuole far fronte alle problematiche degli] utilizzatori da tutte le problematiche e da tutte le attività più frequenti legate all’utilizzo del Pc: installazione, aggiornamento, backup, antivirus… operazioni che vengono eseguite in maniera trasparente.
Una corposa analisi della licenza Affero General Public License di abbastanza recente rilascio viene pubblica sul sito WebNews.it. Si tratta di una buona occasione per approfondire gli aspetti di un documento di licensing piuttosto innovativo che viene presentato come:
Negli ultimi giorni ha avuto un’enorme eco l’appello di Marco Barulli per una più decisa presa di posizione da parte degli sviluppatori open source (e dei suoi utenti) per tutelare l’effettiva libertà del codice (e, di nuovo, dei suoi utenti). Infatti nel caso di servizi online e applicazioni web, in cui il software non viene redistribuito all’utente, le aziende possono alterare e adattare il codice senza rendere pubbliche le modifiche, come solitamente previsto ad esempio dalla General Public License, e senza violarne la licenza. Questa possibilità deriva da quella che Tim O’Reilly, esponente di spicco della comunità open, definì già due anni fa l’obsolescenza delle licenze open source nei confronti del Web 2.0.
La soluzione a tale problema è arrivata con la licenza AGPL (Affero General Public License) la quale prevede appunto che il codice rilasciato sotto tale licenza e poi modificato debba essere a sua volta reso pubblico in ogni caso, anche se il programma gira in remoto, che è proprio il caso delle applicazioni Web 2.0.
Nel lungo articolo firmato da Michele Costantino Soccio si dà conto anche di iniziative che si sono o si stanno ispirando a questo strumento.