Linux Foundation: fisionomia di una comunità
Ma chi contribuisce davvero a scrivere codice libero? Chi aggiunge pezzi al kernel Linux e al sistema operativo GNU/Linux? La domanda non è nuova, ma le risposte in questi anni sono state molteplici. E per scoprire (anche) come si è evoluta una comunità attiva, vivace e che ha dichiarato - facendola - guerra alle holding dell’informatica proprietaria, viene pubblicata un’inchiesta ad hoc che stabilisce in prima istanza che non ci si trova di fronte a smanettoni, ma a professionisi. E in secondo luogo cerca di fare il punto tracciando l’identikit di chi contribuisce maggiormente.
“Se osserviamo i risultati del nostro studio, si scopre che il lavoro sul kernel viene effettuato dal 75% al 90% da individui che lavorano presso società IT, e che sono pagati proprio per farlo”, evidenzia Amanda McPherson, responsabile marketing della Linux Foundation. “Non troviamo molti hobbisti o semplici appassionati…”. Questo studio, giunto alla sua seconda edizione, è stato condotto, spiega la McPherson “perché ormai Linux è ovunque là fuori. La gente lo usa senza nemmeno sapere di farlo. Persino sui cellulari. Per noi è importante dimostrare che funziona”. Quello che lo studio ha confermato è che “c’è un enorme ecosistema di aziende con persone dedicate a lavorarci sopra. E non parliamo solo di grossi calibri come IBM, ma anche di compagnie più piccole con esperti che danno il loro contributo”.
Continua da sopra:
Per maggiori informazioni, si può consultare lo studio Linux Kernel Development: How Fast it is Going, Who is Doing it, What They are Doing and Who is Sponsoring it? realizzato dalla Linux Foundation.
Leave a Reply