Open street map: libertà ai dati geografici
Di applicazioni GIS e dati geografici liberi si è parlato a più riprese e va premesso che il settore si sta evolvendo con una velocità davvero stimolante.
A tracciare una panoramica interessante è stato nei giorni scorsi il quotidiano La Stampa con l’articolo I rivoluzionari delle carte geografiche a firma di Valentina Avon che parte raccontando:
A differenza di quanto accade negli Stati Uniti, dove una norma stabilisce che ogni dato raccolto da un ente pubblico, con soldi pubblici, deve essere pubblico, in Europa i dati geografici sono protetti, e non modificabili. Anche quelli prodotti da enti e agenzie nazionali.
Quindi se cicloturisti, camperisti, psicogeografi situazionisti, archeologi o ambientalisti, ma anche scuole e università, o gli stessi enti, vogliono avere mappe che rispondano alle proprie particolarissime esigenze, o se le comprano, o se le fanno da soli. «Se hai una pizzeria e vuoi farti un volantino per la pubblicità, o ti disegni la mappa da solo, o commetti un reato penale», è un esempio estremo ma plausibile di Edoardo Marascalchi, il più attivo partecipante della sezione italiana di Open street map.
Nel sito Openstreetmap sono ancora più espliciti: “Mandare una mappa a un amico, inserirla in un forum o metterla in un invito sono cose meno legali di quanto si pensi”.
Il sito Openstreetmap.org
[via | La Stampa]
Leave a Reply