Un centro regionale in Toscana per il software libero nella pubblica amministrazione. Se ne parla sul sito PubblicaAmministrazione.net dal quale si apprende che il progetto deriva da un protocollo d’intesa fra la Regione, la provincia di Pisa l’universita’ e il polo tecnologico di Navacchio. Gli obiettivi?
Semplificazione, potenziamento dell’accesso alla rete e interoperabilita’ dei sistemi: questi i tre obiettivi cui mira ora la piattaforma universitaria pisana, che operera’ in sinergia con amministrazioni pubbliche e imprese del polo. In futuro, l’obiettivo e’ di estendere il software libero anche in scuole, unversita’ e imprese, a partire dalla provincia di Pisa che ospitera’ il centro e sara’ il cuore vivo delle sue attività congiunte e coordinate.

L’Associazione LOLUG (Gruppo Utenti Linux Lodi) si e’ dimostrata piuttosto attiva nei mesi scorsi e torna con una nuova iniziativa: Fedora by Night - Come vive e si sviluppa una distribuzione Linux basata su community, in programma martedi’ 19 febbraio, a partire dalle 21.30, il Teatrino dell’Informagiovani del Comune di Lodi (via Paolo Gorini 19). Che accadra’ in quest’occasione?
La serata, che vedra’ la partecipazione di alcuni Fedora Ambassador italiani, sviluppera’ due diversi temi: uno piu’ “tecnico” in cui verranno esposti i meccanismi e le metodologie con cui la distribuzione viene realizzata, dallo sviluppo fino alla pubblicazione, e un altro, piu’ “sociale”, che esplorera’ i meccanismi di funzionamento e di adesione ad una delle piu’ importanti community del panorama Linux.
La partecipazione e’ libera.
E’ stato inaugurato alla fine del mese scorso il nuovo sito di Anomolo, etichetta musicale indipendente che ha incentrato le sue attivita’ intorno a Creative Commons e alla libera creativita’. Cosi’ Marco Fagotti, responsabile del progetto, si presenta il nuovo volto su web:
E’ da tempo che pensavamo di uscire dai confini nazionali e ora con la nuova release e una struttura ormai rodata siamo pronti a farlo. Vogliamo estendere al resto del mondo la nostra idea di produzione musicale perche’ ci sembra un modo contemporaneo di affrontare il complicato periodo storico che stiamo attraversando. Mentre crollano i grandi imperi commerciali ed editoriali, la musica vive un momento di grande ricchezza creativa, le frontiere sono state abbattute dalle nuove tecnologie e da internet e i linguaggi di ogni paese hanno iniziato a confrontarsi senza inutili intermediari. Non ha alcun senso starsene a casa propria quando si puo’ essere ovunque, e’ una scelta culturale.

ITworld.com utilizza una sorta di macchina del tempo (Wayback Machine) per documentare la storia di cinque domini generici: music.com, eat.com, car.com, meat.com, e milk.com. Nell’era del web 2.0 sembra quasi essere un onore esclusivo avere un dominio che conduca l’utente a cio’ che trovera’ per davvero (come ad esempio Flickr) o che sia tanto ermetico da non permettere all’utente di indovinare su cosa si focalizzi il sito (come ad esempio del.icio.us). In quest’era e’ facile dimenticare i tempi d’oro della meta’-fine anni ‘90, in cui i domini ‘.com’ si basavano su sostantivi e verbi semplici, in cui gli invesitori riponevano le loro speranze per il marketing. Domini che venivano acquistati dalle imprese dai geek che li vendevano per divertimento agli inizi degli anni ‘90.
Continua da sopra:
Uno degli esempi analizzati e’ music.com, dominio che inizialmente (nel ‘96) stava per ‘Multi-User Specialty Integrated Circuits’, dato che all’epoca gli utenti in Internet andavano a cercare questo tipo di concetto con la parola chiave ‘music’, mentre gli utenti comuni ascoltavano la musica sui nastri. Invece, nel ‘99, comprendendo che gli utenti potevano cercare dell’altro immettendo la parola chiave ‘music’ nel motore di ricerca, hanno realizzato un portale di musica a tutti gli effetti, raggiungibile da music.com. Che fine ha fatto il sito dedicato ai ‘Multi-User Specialty Integrated Circuits’? Gli hanno cambiato dominio: music-ic.com
Fonte (in lingua inglese)
Approfondimento (in lingua inglese)
Microsoft passa all’attacco sui brevetti e Linus Torvalds gli risponde in un’intervista rilasciata a Linux World (e ripresa da Webnews.it) che di bluff si tratta. A questo proposito, infatti, viene scritto:
Le azioni legali intentate contro Linux infatti sarebbero solo fumo negli occhi, specialmente in quanto provenienti da un quasi monopolista del mercato. Insomma secondo Torvalds Microsoft non userebbe i brevetti come un’arma benche’ in molti li usino come armi e proprio contro di loro. Al contrario secondo il creatore di Linux le principali armi di Microsoft sul mercato sarebbero l’incertezza e il dubbio. E sembrano non averlo toccato nemmeno le mosse recenti di Microsoft per aprire almeno parte del proprio codice. Secondo Torvalds da sempre dentro l’azienda coesistono le due anime, quella che vuole migliorare l’interoperabilita’ e quella che invece vorrebbe solamente “dare una pugnalata nella schiena dei concorrenti” solo che piu’ spesso vince la seconda rispetto alla prima ed ecco perche’ Torvalds tende a non fidarsi troppo di loro.
Quaranta pagine dedicate al software e al pensiero libero. Si presenta cosi’ il terzo numero della rivista elettronica HAX - Hax Are eXperience, realizzata dall’hacklab di Cosenza e distribuita liberamente in rete. Tra gli argomenti trattati, installazione di GNU/Linux su dispositivi mobili, sicurezza e liberta’ digitali. Qui il link per scaricare la versione in formato pdf della rivista. Per la quale gli autori raccomandano:
E’ incoraggiata la riproduzione e la distribuzione libera su carta.
Una filiale europea dell’Open Solutions Alliance, organizzazione che riunisce oltre una ventina di aziende e associazioni coalizzate per promuovere dal punto di vista tecnico e commerciale soluzioni libere? Potrebbe darsi entro novanta giorni. Lo annuncia il sito Tom Hardware in base al quale si legge:
Dominic Sartorio, presidente del consorzio, ha affermato che per diverso tempo l’OSA ha spinto alcuni gruppi simili - come l’OpenForum del Regno Unito - a fare il suo stesso lavoro ma, tendenzialmente, si limitavano soltanto a questioni burocratiche. L’OSA e’ ben altro, si impegna anche e soprattuto sulle applicazioni business e sulla loro interoperabilita’.
Software libero nella pubblica amministrazione svizzera? Cosi’ potrebbe prospettarsi il futuro nella federazione elvetica, a giudicare da quanto si legge in un articoli pubblicato da PubblicaAmministrazione.net. Infatti:
Il parlamentare svizzero Walter Donze’ ha rivolto la questione della conversione dei sistemi informativi del settore pubblico direttamente al Governo. Particolari chiarimenti sono stati richiesti sulle iniziative che la Confederazione intende attuare per svincolare l’amministrazione pubblica dai fornitori di programmi come Microsoft.
Ma ci sarebbero delle resistenze alla migrazione. Martin Feller, portavoce dell’Ufficio federale dell’informatica, dichiara:
Molti programmi specifici sono legati a Microsoft, ragion per cui un cambiamento risulterebbe oneroso e difficile.
Ma che dovranno mai usare al di la’ delle Alpi?
L’emittente K-Rock Radio Station, a partire da domenica prossima, si fara’ portavoce della musica libera con la trasmissione Free as in Freedom condotta da Daniele Andreoli e Daniele Torelli. Gia’ quattro le puntate in programma:
Dunque musica solo copyleft all’interno di questo spazio e per chi volesse sintonizzarsi sulle frequenze di K-Rock, ecco qualche indicazione: 94.70 a Reggio Emilia, 94.80 a Parma, 104.35 a Modena. Il segnale puo’ essere preso anche dalle province limitrofe e per gli altri c’e’ la possibilita’ di ascoltare in rete. Per future informazioni, c’e’ un blog che puo’ essere tenuto d’occhio: Freelectronicmusic.
Il PLIO, l’associazione dei volontari che supportano la versione italiana di OpenOffice.org, ha rilevato una serie di errori e omissioni nel report di Burton Group che confronta ODF e OOXML, tali da inficiare la validita’ complessiva del documento e rendere discutibili le affermazioni di indipendenza e neutralita’ della societa’ di ricerche di mercato. Il report di Burton Group:
Continua da sopra:
Concludiamo con una domanda: non e’ singolare che la ricerca - che, stando alle parole di uno dei suoi redattori, non era prevista nel piano editoriale di Burton Group - esca a solo un mese di distanza dalla votazione sul formato OOXML, e rifletta in modo pedissequo le posizioni di Microsoft sul problema?
NOTE
(1) Fonte: Secunia. E’ significativo il confronto tra la pagina relativa a OpenOffice.org 2.x e quella relativa a Office 2003.