GNUvox

La voce del software libero

Archive for Febbraio, 2008

Pisa: un polo tecnologico per il software libero

Venerdì, Febbraio 8th, 2008

Polo in provincia di PisaUn centro regionale in Toscana per il software libero nella pubblica amministrazione. Se ne parla sul sito PubblicaAmministrazione.net dal quale si apprende che il progetto deriva da un protocollo d’intesa fra la Regione, la provincia di Pisa l’universita’ e il polo tecnologico di Navacchio. Gli obiettivi?

Semplificazione, potenziamento dell’accesso alla rete e interoperabilita’ dei sistemi: questi i tre obiettivi cui mira ora la piattaforma universitaria pisana, che operera’ in sinergia con amministrazioni pubbliche e imprese del polo. In futuro, l’obiettivo e’ di estendere il software libero anche in scuole, unversita’ e imprese, a partire dalla provincia di Pisa che ospitera’ il centro e sara’ il cuore vivo delle sue attività congiunte e coordinate.

A Lodi arriva l’iniziativa “Fedora by Night”

Venerdì, Febbraio 8th, 2008

Fedora by Night

L’Associazione LOLUG (Gruppo Utenti Linux Lodi) si e’ dimostrata piuttosto attiva nei mesi scorsi e torna con una nuova iniziativa: Fedora by Night - Come vive e si sviluppa una distribuzione Linux basata su community, in programma martedi’ 19 febbraio, a partire dalle 21.30, il Teatrino dell’Informagiovani del Comune di Lodi (via Paolo Gorini 19). Che accadra’ in quest’occasione?

La serata, che vedra’ la partecipazione di alcuni Fedora Ambassador italiani, sviluppera’ due diversi temi: uno piu’ “tecnico” in cui verranno esposti i meccanismi e le metodologie con cui la distribuzione viene realizzata, dallo sviluppo fino alla pubblicazione, e un altro, piu’ “sociale”, che esplorera’ i meccanismi di funzionamento e di adesione ad una delle piu’ importanti community del panorama Linux.

La partecipazione e’ libera.

Nuovo volto per la musica libera su web

Giovedì, Febbraio 7th, 2008

AnomoloE’ stato inaugurato alla fine del mese scorso il nuovo sito di Anomolo, etichetta musicale indipendente che ha incentrato le sue attivita’ intorno a Creative Commons e alla libera creativita’. Cosi’ Marco Fagotti, responsabile del progetto, si presenta il nuovo volto su web:

E’ da tempo che pensavamo di uscire dai confini nazionali e ora con la nuova release e una struttura ormai rodata siamo pronti a farlo. Vogliamo estendere al resto del mondo la nostra idea di produzione musicale perche’ ci sembra un modo contemporaneo di affrontare il complicato periodo storico che stiamo attraversando. Mentre crollano i grandi imperi commerciali ed editoriali, la musica vive un momento di grande ricchezza creativa, le frontiere sono state abbattute dalle nuove tecnologie e da internet e i linguaggi di ogni paese hanno iniziato a confrontarsi senza inutili intermediari. Non ha alcun senso starsene a casa propria quando si puo’ essere ovunque, e’ una scelta culturale.

La curiosa storia dei domini generici

Giovedì, Febbraio 7th, 2008

music.com
ITworld.com utilizza una sorta di macchina del tempo (Wayback Machine) per documentare la storia di cinque domini generici: music.com, eat.com, car.com, meat.com, e milk.com. Nell’era del web 2.0 sembra quasi essere un onore esclusivo avere un dominio che conduca l’utente a cio’ che trovera’ per davvero (come ad esempio Flickr) o che sia tanto ermetico da non permettere all’utente di indovinare su cosa si focalizzi il sito (come ad esempio del.icio.us). In quest’era e’ facile dimenticare i tempi d’oro della meta’-fine anni ‘90, in cui i domini ‘.com’ si basavano su sostantivi e verbi semplici, in cui gli invesitori riponevano le loro speranze per il marketing. Domini che venivano acquistati dalle imprese dai geek che li vendevano per divertimento agli inizi degli anni ‘90.

Continua da sopra:

Uno degli esempi analizzati e’ music.com, dominio che inizialmente (nel ‘96) stava per ‘Multi-User Specialty Integrated Circuits’, dato che all’epoca gli utenti in Internet andavano a cercare questo tipo di concetto con la parola chiave ‘music’, mentre gli utenti comuni ascoltavano la musica sui nastri. Invece, nel ‘99, comprendendo che gli utenti potevano cercare dell’altro immettendo la parola chiave ‘music’ nel motore di ricerca, hanno realizzato un portale di musica a tutti gli effetti, raggiungibile da music.com. Che fine ha fatto il sito dedicato ai ‘Multi-User Specialty Integrated Circuits’? Gli hanno cambiato dominio: music-ic.com
Fonte (in lingua inglese)
Approfondimento (in lingua inglese)

Torvalds: le mosse di Microsoft sono solo un bluff

Mercoledì, Febbraio 6th, 2008

Linus TorvaldsMicrosoft passa all’attacco sui brevetti e Linus Torvalds gli risponde in un’intervista rilasciata a Linux World (e ripresa da Webnews.it) che di bluff si tratta. A questo proposito, infatti, viene scritto:

Le azioni legali intentate contro Linux infatti sarebbero solo fumo negli occhi, specialmente in quanto provenienti da un quasi monopolista del mercato. Insomma secondo Torvalds Microsoft non userebbe i brevetti come un’arma benche’ in molti li usino come armi e proprio contro di loro. Al contrario secondo il creatore di Linux le principali armi di Microsoft sul mercato sarebbero l’incertezza e il dubbio. E sembrano non averlo toccato nemmeno le mosse recenti di Microsoft per aprire almeno parte del proprio codice. Secondo Torvalds da sempre dentro l’azienda coesistono le due anime, quella che vuole migliorare l’interoperabilita’ e quella che invece vorrebbe solamente “dare una pugnalata nella schiena dei concorrenti” solo che piu’ spesso vince la seconda rispetto alla prima ed ecco perche’ Torvalds tende a non fidarsi troppo di loro.

Arriva il terzo numero della rivista libera HAX

Mercoledì, Febbraio 6th, 2008

HAX - Hax Are eXperienceQuaranta pagine dedicate al software e al pensiero libero. Si presenta cosi’ il terzo numero della rivista elettronica HAX - Hax Are eXperience, realizzata dall’hacklab di Cosenza e distribuita liberamente in rete. Tra gli argomenti trattati, installazione di GNU/Linux su dispositivi mobili, sicurezza e liberta’ digitali. Qui il link per scaricare la versione in formato pdf della rivista. Per la quale gli autori raccomandano:

E’ incoraggiata la riproduzione e la distribuzione libera su carta.

L’OSA potrebbe arrivare entro 90 giorni anche in Europa

Martedì, Febbraio 5th, 2008

Open Solutions AllianceUna filiale europea dell’Open Solutions Alliance, organizzazione che riunisce oltre una ventina di aziende e associazioni coalizzate per promuovere dal punto di vista tecnico e commerciale soluzioni libere? Potrebbe darsi entro novanta giorni. Lo annuncia il sito Tom Hardware in base al quale si legge:

Dominic Sartorio, presidente del consorzio, ha affermato che per diverso tempo l’OSA ha spinto alcuni gruppi simili - come l’OpenForum del Regno Unito - a fare il suo stesso lavoro ma, tendenzialmente, si limitavano soltanto a questioni burocratiche. L’OSA e’ ben altro, si impegna anche e soprattuto sulle applicazioni business e sulla loro interoperabilita’.

Software in Svizzera? Si’, no, forse…

Martedì, Febbraio 5th, 2008

Software libero nella pubblica amministrazione svizzera? Cosi’ potrebbe prospettarsi il futuro nella federazione elvetica, a giudicare da quanto si legge in un articoli pubblicato da PubblicaAmministrazione.net. Infatti:

Il parlamentare svizzero Walter Donze’ ha rivolto la questione della conversione dei sistemi informativi del settore pubblico direttamente al Governo. Particolari chiarimenti sono stati richiesti sulle iniziative che la Confederazione intende attuare per svincolare l’amministrazione pubblica dai fornitori di programmi come Microsoft.

Ma ci sarebbero delle resistenze alla migrazione. Martin Feller, portavoce dell’Ufficio federale dell’informatica, dichiara:

Molti programmi specifici sono legati a Microsoft, ragion per cui un cambiamento risulterebbe oneroso e difficile.

Ma che dovranno mai usare al di la’ delle Alpi?

La musica libera su frequenze rock

Lunedì, Febbraio 4th, 2008

K-Rock Radio StationL’emittente K-Rock Radio Station, a partire da domenica prossima, si fara’ portavoce della musica libera con la trasmissione Free as in Freedom condotta da Daniele Andreoli e Daniele Torelli. Gia’ quattro le puntate in programma:

  • 10 febbraio, ore 14: Intro, di tutto un po’
  • 24 febbraio, ore 14: Il Rock e` libero se no che Rock e’?
  • 9 marzo, ore 14: Liberi di improvvisare: Jazz, Blues e via dicendo
  • 23 marzo, ore 14: Finalmente un po’ di elettronica, giu’ legna!!!

Dunque musica solo copyleft all’interno di questo spazio e per chi volesse sintonizzarsi sulle frequenze di K-Rock, ecco qualche indicazione: 94.70 a Reggio Emilia, 94.80 a Parma, 104.35 a Modena. Il segnale puo’ essere preso anche dalle province limitrofe e per gli altri c’e’ la possibilita’ di ascoltare in rete. Per future informazioni, c’e’ un blog che puo’ essere tenuto d’occhio: Freelectronicmusic.

ODF e OOXML: le curiose omissioni di Burton Group

Lunedì, Febbraio 4th, 2008

icona openoffice.orgdi Italo Vignoli

Il PLIO, l’associazione dei volontari che supportano la versione italiana di OpenOffice.org, ha rilevato una serie di errori e omissioni nel report di Burton Group che confronta ODF e OOXML, tali da inficiare la validita’ complessiva del documento e rendere discutibili le affermazioni di indipendenza e neutralita’ della societa’ di ricerche di mercato. Il report di Burton Group:

  • Attribuisce alla scelta del formato ODF una connotazione politica contraria a Microsoft che non ha alcun riscontro nelle decisioni dei governi (o degli enti e delle aziende) che lo hanno adottato, e che sminuisce in modo strumentale - e quindi non obiettivo - il valore della decisione stessa.
  • Ignora l’esistenza dell’ODF Alliance, l’organizzazione che sostiene il formato ODF, e della comunita’ di volontari intorno a OpenOffice.org - la piu’ grande tra le comunita’ open source - per trasformare il problema in una querelle tra aziende. In questo modo, evita di addentrarsi nella discussione sui principi che spingono la realizzazione di uno standard aperto, ossia la creazione di un mercato orizzontale, perche’ questo renderebbe palese l’obiettivo del “lock in” da parte di Microsoft.
  • Afferma che la definizione “Office Open XML” e’ stata creata da IBM e Sun per sottolineare le origini nel formato proprietario dei file di Microsoft Office, lasciando sottintendere un intento capzioso, quando invece si tratta del nome ufficiale attribuito al formato dalla stessa Microsoft.

Continua da sopra:

  • Considera solo la realta’ statunitense - dove Microsoft gioca in casa - e ignora quella europea, dove la situazione e’ completamente diversa, ma estende le sue conclusioni a tutto il mercato, come se l’Europa fosse una “dependance” degli Stati Uniti. Ovviamente, ignora anche gli altri continenti.
  • Afferma che OOXML e’ un “formato aperto e basato su standard”, ma omette di rilevare che l’implementazione e’ legata a numerose tecnologie proprietarie Microsoft (questo viene addirittura considerato un fattore positivo, mentre e’ uno tra i principali fattori “bloccanti” dello standard). OOXML, nella realta’, e’ un formato solo parzialmente aperto e solo parzialmente basato su standard.
  • Afferma che la presenza degli “schemi proprietari” rende il formato OOXML “piu’ orientato all’ecosistema e alle applicazioni”. Un altro modo per dire che siccome Microsoft e’ un monopolio dominante e ha i suoi schemi proprietari, tutti dovrebbero optare per le sue scelte per poter ottenere l’interoperabilita’. Un altro giudizio che ignora l’obiettivo dello standard, a favore di una difesa senza motivazioni della posizione di monopolio di Microsoft.
  • Afferma che OOXML e’ in grado di ricreare in modo piu’ fedele “l’aspetto e i metadati”. Un’altra opinione parziale, perche’ la cosa - nella realta’ - puo’ essere fatta solo col contributo dell’applicazione. Quindi, e’ Office a ricreare aspetto e metadati (a meno che Microsoft lo impedisca, come nel caso di Office 2003 SP3 o degli script VB con Office 2008 per Macintosh).
  • Sostiene che ODF e’ troppo “semplice” rispetto a OOXML. A parte che non ci vuole molto per essere piu’ semplice di un formato che ha bisogno di 6.000 pagine per essere descritto (in modo sommario), la semplicita’ - casomai - e’ un valore positivo per uno standard. E infatti, ci sono standard come Simple Mail Transfer Protocol (SMTP) e Simple Network Management Protocol (SNMP) che sottolineano il fattore all’interno del nome.
  • Ignora che Office ha piu’ problemi di sicurezza di OpenOffice.org (1). Questa e’ forse l’omissione piu’ grave in assoluto per un report indirizzato alle aziende, visto che i problemi di sicurezza incidono sia sui costi sia sull’organizzazione.
  • Afferma che OOXML e’ meno costoso di ODF, ma lo fa confrontando i prezzi delle promozioni di Office con quelli di listino delle suite che adottano ODF, tra le quali, pero’, non inserisce OpenOffice.org e KOffice, che sono software liberi e gratuiti. Inoltre, nel caso di ODF aggiunge il costo della formazione e del supporto (trascurando che il passaggio da Office 2003 a Office 2007 e’ piu’ complesso di quello da Office 2003 a OpenOffice.org, e la sicurezza di Office e’ inferiore a quella di OpenOffice.org, per cui i costi andrebbero aggiunti alla licenza di Office e non viceversa). A meno che tutto questo non nasconda un giudizio negativo sulle capacita’ intellettuali di chi sceglie ODF…

Concludiamo con una domanda: non e’ singolare che la ricerca - che, stando alle parole di uno dei suoi redattori, non era prevista nel piano editoriale di Burton Group - esca a solo un mese di distanza dalla votazione sul formato OOXML, e rifletta in modo pedissequo le posizioni di Microsoft sul problema?

NOTE

(1) Fonte: Secunia. E’ significativo il confronto tra la pagina relativa a OpenOffice.org 2.x e quella relativa a Office 2003.