GNUvox

La voce del software libero

Archive for Gennaio, 2008

Vista, Office 2007 e il rapporto sull’interoperabilita’

Mercoledì, Gennaio 16th, 2008

NoOOXml.org

Becta, l’agenzia britannica per l’educazione e la tecnologia, spesso criticata per la sua inclinazione a incensare Microsoft di lodi, questa volta ha pubblicato un rapporto che, di buono in Office 2007 fa trasparire ben poco, quantomeno per quel che riguarda una sua adozione nelle scuole.
Il consiglio e’ quello di pensarci bene prima di intraprendere un upgrade verso l’accoppiata MS Vista e Office 2007. I motivi?
Il fatto che il nuovo Office non sia ancora in grado di supportare correttamente uno standard internazionale com ODF e’, da solo, un motivo piu’ che sufficente. Inoltre l’incompatibilita’ di ooxml con le precedenti versioni di Office creerebbe un digital divide tra quegli studenti che non possono permettersi nuovi computer e nuove licenze da usare a casa, semplicemente per leggere i documenti creati a scuola.
Un consiglio che Becta da’, e che condividiamo, e’ quello di non salvare i documenti in formato ooxml, e soprattuto quello di considerare le alternative Libere che sono oggi perfettamente funzionali e disponibili a tutti.

Lettera Aperta agli Utenti Italiani di Software

Mercoledì, Gennaio 16th, 2008

icona openoffice.orgdi Italo Vignoli, responsabile marketing e comunicazione dell’Associazione PLIO (Progetto Linguistico Italiano OpenOffice.org)

Cari Utenti,

nonostante il successo di OpenOffice.org, molti non ci conoscono a sufficienza, cosi’ come non conoscono il software libero e i formati aperti, che in qualche caso identificano con argomenti riservati solo a chi ha dimestichezza con la tecnologia. Nel 2008, vorremmo sfatare qualche mito.

Cominciamo con OpenOffice.org. Vorremmo che tutti coloro che lo paragonano a una vecchia versione di Office provassero a installare la nuova versione per avere un’idea precisa delle caratteristiche e delle funzionalita’ del programma. Nel corso del 2007 il numero degli italiani che hanno scaricato OOo e’ stato superiore - poco o tanto, a seconda dell’interpretazione delle cifre - al numero di coloro che hanno acquistato una licenza di Office 2007.

Nel caso del software libero, il download equivale all’acquisto di una licenza di un software proprietario. Infatti, per tutti coloro che scaricano il software e poi non lo utilizzano ci sono tutti quelli che - soprattutto aziende - effettuano piu’ installazioni da un unico download.

Continua da sopra:

E’ difficile pensare che tutte queste persone - quasi 1.800.000, ovvero gli abitanti di una citta’ come Milano - abbiano installato OpenOffice.org solo perche’ e’ gratis. Probabilmente, qualcuno lo ha fatto per essere in regola con le licenze, qualcuno per la possibilita’ di esportare in formato PDF, qualcuno per le funzionalita’ legate alla gestione dei documenti di grandi dimensioni, qualcuno per poter lavorare in modo indipendente dal sistema operativo. I motivi sono tanti, e tutti validi.

Certo, la base installata di Office continua a essere piu’ ampia (non potrebbe essere altrimenti, visti gli anni di presenza sul mercato dei due prodotti), ma nel 2007 la forbice ha incominciato a restringersi. OpenOffice.org e’ la prima suite che riesce a conquistare una quota importante del mercato, nonostante il fenomeno delle copie, che in passato ha aiutato Microsoft a bloccare la crescita dei concorrenti.

Veniamo al software libero. Qui i miti da sfatare sono molti, ma a noi basterebbe che gli utenti cominciassero ad analizzare i due temi della qualita’ del software e del supporto tecnico, visto che ci sono problemi di sicurezza di Office 2003 che non sono stati risolti a distanza di anni, mentre quelli di OpenOffice.org sono stati tutti “chiusi” nel giro di poche settimane. Naturalmente, non siamo noi a dirlo, ma un sito indipendente: http://www.secunia.com.

Passiamo al tema dei formati, che molti - fino al recente aggiornamento di Office 2003, che ha eliminato in modo intenzionale il supporto di 26 tipi di documento - pensavano fosse un altro “chiodo fisso”. Forse, l’affermazione secondo la quale il contenuto dei documenti creati o modificati con Office e’ nelle mani di Microsoft e non dei legittimi proprietari oggi ha un altro significato, e non solo per noi. Anche su questo tema, vorremmo che gli utenti fossero un po’ piu’ attenti.

Anche perche’, se qualcuno non lo ha ancora capito, questo e’ solo un anticipo di quello che potrebbe succedere se il formato Microsoft OOXML venisse approvato nella forma attuale, visto che la compatibilita’ con i vecchi formati viene realizzata in modo tale - inserimento all’interno di una “busta” XML, senza pubblicazione delle specifiche - da consentire in qualsiasi momento (ipotizziamo, con il primo service pack di Office 2007) un’operazione analoga a quella appena effettuata per Office 2003.

Concludiamo con l’Associazione PLIO, che ha lo status di ONLUS ed e’ formata da volontari che per l’attivita’ relativa a OpenOffice.org utilizzano il proprio tempo libero. Crediamo sia importante ricordare che OOo puo’ essere usato nella lingua madre dal 95% della popolazione mondiale e dal 100% di quella africana, per cui e’ anche uno strumento che aiuta a ridurre il digital divide.

Abbiamo lavorato in silenzio per diversi anni, impegnandoci a favore della liberta’ del software, per offrire agli utenti un’alternativa percorribile nell’area delle suite per ufficio. Nel 2008 cercheremo di essere piu’ attenti a tutte le situazioni in cui questo principio viene disatteso (avete letto questo articolo di Punto Informatico - http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2127784 - che spiega cos’e’ successo a Napoli, dove - tra l’altro - Microsoft ha “legalizzato” la copia di Office a uso privato da parte dei dipendenti comunali?).

E’ anche per questo motivo che abbiamo deciso di promuovere e sottoscrivere una Lettera Aperta al Ministro Luigi Nicolais e al Sottosegretario Beatrice Magnolfi sui progetti per la societa’ dell’informazione, che e’ stata pubblicata - tra gli altri - da Punto Informatico: http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2154452. Un’altra iniziativa che sottolinea la grande importanza del software libero per l’innovazione del sistema Italia, e cerca di fare chiarezza sui fondi stanziati per questo specifico obiettivo.

Cordiali saluti a tutti.

Richard Stallman a Savona il 22 gennaio

Martedì, Gennaio 15th, 2008

Richard Stallman - immagine di chrys

E’ ufficiale! Martedi’ 22 gennaio incontrero’ in Provincia Richard Matthew Stallman.

Lo comunica con entusiasmo Marco Bertolotto sul proprio blog. In ottobre 2007 la giunta provinciale di Savona ha annunciato che adottera’ software libero. La migrazione e’ determinata dall’esigenza di trasparenza e sicurezza, ma sopratutto di produrre formati accessibili a tutti.
Per la migrazione a formati aperti la proposta di Microsoft era stata di utilizzare Office 2007. Soluzione che avrebbe comportato l’upgrade delle licenze precedentemente acquistate ad un costo minimo per postazione di euro 270. L’investimento e’ stato considerarsi non adeguato, data la possibilita’ di utilizzare in alternativa software libero pubblicato sotto licenze a costo zero. Le motivazioni elencate hanno fatto da base per l’azione della giunta provinciale guidata appunto da Marco Bertolotto. Il 22 gennaio il grande incontro con RMS, dal quale l’innovativo presidente della giunta si aspetta una condivisione di idee ed esperienze e chissa’, forse anche un primo passo verso una collaborazione per organizzare un seminario in primavera.

Micropolis: SimCity liberato

Martedì, Gennaio 15th, 2008

SimCity SimCity, l’unico, originale, inimitabile (ma molto imitato :-) gioco EA/Microprose e’ stato rilasciato con licenza GNU/GPL, e per l’occasione ribattezzato Micropolis (titolo che aveva durante la lavorazione). In collaborazione con il Progetto OLPC (dove conservera’ il nome originale) questa vecchia, pluri-premiata gloria, si potra’ di nuovo godere sugli schermi dei nostri PC.
Che aspettate? prendetevi i sorgenti e buon divertimento!

ODF: una leva nella pubblica amministrazione

Lunedì, Gennaio 14th, 2008

Linux World SummitQuestione formati: cresce l’Open Document nella PA, racconta il sito PubblicaAmministrazione.net. E aggiunge:

Secondo la ODF Alliance, l’ente ufficiale per la promozione e lo sviluppo di questo formato - che annovera tra i suoi membri anche società del calibro di IBM, Red Hat e Sun Microsystem - nel corso del 2007 sono stati ben 12 Paesi e 6 governi regionali ad adottare politiche pro-ODF.

Rimane il fatto che il nodo formati rimane spinoso e va ad aggiungersi ai temi da seguire nel corso dei prossimi mesi.

Appropriarsi dei ritorni derivanti da beni comuni

Lunedì, Gennaio 14th, 2008

Finalmente Libero!di Roberto Galoppini

I confini tra beni pubblici ed investimenti privati sono sfumati nell’industria del software Open Source. Nel corso degli ultimi anni sono stati pubblicati diversi studi che hanno cercato di affrontare gli aspetti teorici ed empirici del problema, ma nessuno di questi e’ riuscito effettivamente a fornire una chiave per dare una risposta generale al problema.

Come mostra una ricerca italiana basata su 146 realta’ imprenditoriali, laddove le aziende open source auspicano la partecipazione a un approccio allo sviluppo di tipo community-based, tale attitudine risulta essere messa in pratica raramente. D’altra parte occorre osservare, come testimoniato da un altro studio2 condotto sul mercato dei cosidetti linux-embedded, mostra come il 53% del codice venga rivelato ai partners, restituendo un quadro in cui la partecipazione informale al club tecnologico ha effetti positivi sul business dei soggetti partecipanti.

Oggi giorno diverse aziende Open Source stanno ottenendo ottimi risultati economici, ma RedHat, che ha recentemente acquisito Jboss ed ha appena avviato un’iniziativa per creare un marketplace (RHX), e’ una delle poche realta’ di successo ad essere quotata in borsa ed avere un modello di sviluppo interamente basato su soluzioni software open. Vale la pena osservare che la svedese MySQL, che ha chiuso il 2006 con un fatturato di circa 40 milioni di dollari, ha un rapporto clienti/utenti di 1 su mille, dimostrando come essere il first mover e’ un importante vantaggio competitivo, se non addirittura una precondizione per il successo. E’ altresi’ interessante sottolineare come l’azienda svedese, di cui si rumoreggia una prossima quotazione in borsa, abbia appena deciso di non redistribuire piu’ il proprio codice, che verra’ reso disponibile unicamente ai clienti paganti.

Continua da sopra:

Nel frattempo, meta-organizzazioni come ObjectWeb, piuttosto che fondazioni come Apache Foundation o Eclipse, federano fornitori attorno a tecnologie infrastrutturali abilitanti, la cui “compliance” sta rivitalizzando il mercato del middleware. Infatti, nello sviluppo di soluzioni middleware sta emergendo un nuovo paradigma, che indirizza un modello di sviluppo sostenibile in cui si realizza un vero e proprio “ecosistema di business ” i cui stakeholders beneficiano dei vantaggi derivanti dalla condivisione degli sforzi realizzativi, esattamente come nel caso dei citati sistemi Linux-embedded. Altri scelgono di trarre benefici economici dalle caratteristiche intrisiche dell’offerta open source, focalizzando l’offerta dei loro servizi non sulla produzione di codice ma su altri servizi, tra cui:

  • Tutela della Proprieta’ Intellettuale, “indemnification” (tutela contro pretese di terzi) e “licensing” (Black Duck, Software Freedom Law Center);
  • Garanzia (Open Source Risk Management);
  • Affidabilita’ di stack e benchmarking (SourceLabs, SpikeSource);
  • Mediazione verso i progetti Open Source (Open Logic).

Tutti questi modelli di business infatti sono possibili solo perche’ una esigua minoranza dei progetti open source ha alle spalle una realta’ imprenditoriale che si prende cura di promuoverne i prodotti, controllarne il processo di produzione, avviare partnership con altri produttori software e/o hardware vendors, piuttosto che fornire forme di “indemnification” o comunque di garanzia, e non ultimo poter ingaggiare gli sviluppatori coinvolti nel progetto.

Al solito, “chi vince prende tutto”, e certe opportunita’ sono di fatto ristrette ad una esigua oligarchia. Del resto avviare da zero un business in questo contesto, realizzando un nuovo prodotto o servizio, puo’ richiedere investimenti iniziali considerevoli, ed in questo senso il quadro internazionale e’ estremamemente incoraggiante, come dimostrano investimenti per 1200 milioni di dollari nel corso dell’estate (Zimbra, 350; XenSource 500; Jboss, 350).

Laddove pero’ l’azienda sceglie di collocarsi in un mercato gia’ esistente, comeCanonical (produttrice della distribuzione “Ubuntu”) nell’ambito delle distribuzioni Linux, oltre ad essere necessario la barriera all’ingresso e’ piu’ alta e siccome “vincere” non e’ affatto una scommessa sicura in luogo del classico investitore troviamo un singolare mecenate (Mark Shuttleworth).

Questo post e’ tratto dal capitolo “Modelli di business open source” scritto da Roberto Galoppini per il libro Finalmente libero! (McGraw-Hill, 2007) curato da Giulio Concas, Giulio De Petra, Flavia Marzano e Pietro Zanarini. Per chi fosse interessato a ulteriori informazioni, intorno alla pubblicazione e’ nata anche una comunita’ che si occupera’ di discutere dei temi trattati nella pubblicazione.

Open KIS: la parola ai Centri di Competenza

Sabato, Gennaio 12th, 2008

Prosegue a Torino l’attivita’ di promozione e diffusione dei risultati raggiunti nell’ambito del progetto Open Innovation, iniziativa tesa a favorire lo sviluppo di sinergie fra i vari attori presenti nel contesto locale, con l’obiettivo di dare avvio a un network fra Centri di Competenza dell’Universita’ degli Studi e del Politecnico di Torino e le Piccole e Medie Imprese locali, centrata sulla diffusione del software libero rispetto ad alcuni domini applicativi specifici.
Il primo seminario del 2008 sui servizi ad alta intensita’ di conoscenza e’ previsto per martedi’ 15 gennaio alle ore 17.00, presso la Sala Torino dell’Unione Industriale in Via Fanti, 17.
In questa occasione verra’ presentato Open Kis, una suite di servizi caratterizzata da tre componenti: Asset Tracker, Open Documentation System e SCORM Course Builder. Questi tre componenti si integrano in un unico framework di servizi tipici del web 2.0 messi a disposizione degli utenti (social tagging, bookmarking, annotazioni condivise, RSS, knowledge aggregator, live search) per favorire ulteriormente la dimensione cooperativa dell’intero sistema.
La partecipazione e’ gratuita ma e’ gradita la registrazione via email. Maggiori dettagli sul sito di Open Innovation.

Liceo Maffei (Riva del Garda): la svolta didattica verso il SL

Venerdì, Gennaio 11th, 2008

Liceo Andrea MaffeiQuando si delineano esempi positivi nell’utilizzo delle nuove tecnologie vale la pena aumentare la sua eco. E’ il caso del liceo “Andrea Maffei” di Riva del Garda che gia’ il mese scorso si era distinto sui giornali cartacei del territorio per le sue scelte in ambito tecnico. Ora, quello che viene definito un istituto modello, viene citato di nuovo per l’e-learning. Si legge infatti:

La piattaforma utilizzata e’ […] Moodle, scelta per la forte attenzione dedicata agli aspetti pedagogici dell’apprendimento mediato dalle tecnologie. Moodle, spiega una nota del liceo, promuove una pedagogia costruzionista sociale (basata sulla collaborazione, sulle attivita’, sulla riflessione critica, ecc.), offrendo un sistema intuitivo e semplice da utilizzare. Il progetto di e-learning vuole essere una possibilita’ per una didattica individualizzata e per quella che si puo’ definire ‘didattica dell’errore’, consentendo interventi di recupero per studenti con debito formativo, interventi di potenziamento e il sostegno alla didattica tradizionale. La piattaforma costituisce anche un ambiente di lavoro e scambio di esperienze didattiche e per l’aggiornamento online.

GPLv3: per Torvalds e’ una decisione della comunita’ di sviluppo

Venerdì, Gennaio 11th, 2008

GPLv3Finora le sue idee sulla GPLv3 non erano state particolarmente positive. Linus Torvalds, il padre del kernel Linux che ha dato poi vita al sistema operativo GNU/Linux, pero’ sembra sulla via della revisione delle sue opinioni in proposito. Databusiness, infatti, riporta che:

“Non penso che ci siano ragioni per discutere sul perche’ o perche’ no su una certa licenza”, ha commentato, riconoscendo cosi’ che se altri sviluppatori del kernel Linux vorranno passare a Gpl3 per le loro patch, lui e’ legalmente tenuto ad accettare questa scelta.

Insomma, non proprio una retromarcia, ma il riconoscimento del lavoro collettivo.

Apple: novita’ in arrivo per Neooffice

Giovedì, Gennaio 10th, 2008

NeoofficeIl mondo Apple sempre piu’ vicino al software libero. Con l’annuncio dato dalla comunita’ che segue lo sviluppo di Neooffice, suite aperta per l’office automation, vengono spiegati quali saranno i piani di sviluppo del pacchetto. E come riporta la rivista IlMac:

Essenzialmente, tre saranno le novita’: la possibilita’ di vedere filmati QuickTime (al momento NeoOffice gestisce solo il suono associato ad essi); quella dei plug-ins: NeoOffice non e’ in grado di caricare o mostrare in maniera nativa plug-in; e infine la possibilita’ di mostrare il menu “Documenti Recenti” anche quando nessun documento e’ aperto. Inoltre (ma solo per Mac OS X Leopard), dovrebbe essere inserito in modo nativo la funzione di controllo grammaticale.