GNUvox

La voce del software libero

Archive for Gennaio, 2008

Savona, Stallman e le iniziative per il futuro prossimo

Giovedì, Gennaio 24th, 2008

Richard Stallman e Marco Bertoletto a SavonaUn paio di giorni fa Richard Stallman era ospite a Savona, come si diceva nei giorni scorsi. E ora Marco Bertoletto, presidente della provincia ligure, pubblica un breve resoconto della giornata. Un guru del software libero. Ecco qua che racconta.

Ho appena incontrato Richard Stallman, una personalita’ brillante e simpatica con un fascino da vero guru (non a caso viene definito anche per il suo aspetto il santo del free software). In un’epoca ipertecnologica abbiamo discusso della sua filosofia moderna basata sul concetto di liberta’ che da anni cerca di diffondere in tutto il mondo. Come Provincia cercheremo di dargli una mano e come ho scritto anche nei post precedenti, organizzare insieme a lui due incontri aperti al pubblico in primavera.

FreeBSD 6.3

Giovedì, Gennaio 24th, 2008

E’ stata rilasciata pochi giorni fa la versione 6.3 di FreeBSD. Sistema operativo libero rilasciato sotto licenza BSD.
La quarta release del ramo stabile 6.x di FreeBSD include, tra i tanti bugfix e nuove funzionalita’, KDE 3.5.8, Gnome 2.20.1, Xorg 7.3. E’ disponibile per diverse architetture tra cui amd64 e powerpc. In questa pagina e’ possibile leggere i dettagli della nuova release per tutte le architetture disponibili

Fondazione Bordoni: un dibattito sui DRM

Mercoledì, Gennaio 23rd, 2008

Fondazione Ugo BordoniPer chi il prossimo 30 gennaio sara’ dalle parti di Roma, potrebbe essere un’ottima occasione per andare a porre qualche domanda e, soprattutto, qualche riflessione a proposito del DRM. Se ne parlera’ infatti in un dibattito organizzato dalla Fondazione Ugo Bordoni presso il Centro Congressi Palazzo Rospigliosi (Sala delle Statue, via XXIV Maggio) a partire dalle 10.30 con Leonardo Chiariglione, Cedeo.net, e con una serie di relativi in rappresentanza di una variegata serie di realta’. Perche’ partecipare? Perche’ a nostro avviso e’ piuttosto importante poter controbattere a frasi di questo tenore (seppur qualche spiraglio di dialogo venga lasciato):

Nell’era di Internet e dell’immateriale vi e’ il rischio che la proprieta’ intellettuale svanisca ed e’ condivisibile che autori, esecutori, produttori ed editori rivendichino la tutela delle proprie opere. Peraltro le posizioni sul DRM non sono univoche; se e’ indiscutibile il diritto di chi produce un’opera ad essere riconosciuto come autore della stessa ed ad essere protetto da utilizzi abusivi, dall’altro ci possono essere paletti e limitazioni alla fruizione delle opere da parte di utenti e consumatori.

Geekonomics. il costo del software insicuro

Mercoledì, Gennaio 23rd, 2008

Geekonomics: The Real Cost of Insecure SoftwareCome si fa a quantificare il costo di software insicuro? Qualche parametro puo’ derivare da queste cifre: nel 1996 un problema applicativo provoco’ un disastro aereo per un Boing 757 che causo’ la morte di 70 persone; nel 2003 una vulnerabilita’ fu alla base di un blackout elettrico che paralizzo’ gli Stati Uniti come non mai da decenni; nel 2005, la Toyota si ritrovo’ con auto, una volta lanciate a piena velocita’ per strada, insicure e che potevano potenzialmente spegnersi. Ma di esempi se ne potrebbero citare molti. E lo fa un libro Geekonomics: The Real Cost of Insecure Software, scritto da David Rice (Addison-Wesley Professional la casa editrice). Al volume, di cui una parte puo’ essere consultata qui, viene dedicata una lunga recensione su Slashdot in cui si fa il punto sui principali problemi dell’instabilita’ del software.

Comune di Imola: la chiave e’ nel software libero

Martedì, Gennaio 22nd, 2008

Comune di ImolaA proposito della recente delibera adottata dal comune di Imola a favore del software libero, ecco di seguito un’intervista a Luca Fusaro, responsabile sistemi informativi dell’amministrazione emiliana.

Perche’ Imola ha deciso di orientarsi verso il software libero? Qual e’ il punto di partenza?

Come descritto nell’appendice B del documento Sviluppo del Free Libre Open Source Software nel Comune di Imola allegato alla delibera e’ da diversi anni che il nostro ente fa uso di software FLOSS all’interno dei Sistemi Informativi: riteniamo che i tempi siano maturi per una adozione su vasta scala, dai servizi erogati nella rete comunale agli applicativi di produttivita’ individuale. Le motivazioni sono chiaramente individuate nel documento del CRC dell’Emilia-Romagna: in particolare si intende porre rilievo allo sviluppo della professionalita’ interne, all’utilizzo di licenze GPL, all’adozione di formati aperti, all’interscambio e al riuso di software sviluppato nelle Pubbliche Amministrazioni e, nel tempo, ad un contenimento delle spese per l’ICT.

Continua da sopra:

Allo stato attuale, quali effetti avra’ la delibera approvata e che tempi prevedete perche’ cio’ avvenga?

La delibera intende sostanzialmente affrontare i seguenti aspetti operativi:

  1. sviluppo del concetto FLOSS all’interno dei servizi;
  2. adozione strumenti FLOSS;
  3. formazione dei dipendenti ai concetti e all’utilizzo dell’OS;
  4. stipulazione di contratti con fornitori per offerte di soli applicativi aperti e multipiattaforma;
  5. sviluppo della collaborazione con realta’ locali;
  6. diffusione del concetto FLOSS alla realta’ culturale-scolastica-produttiva del territorio anche con l’ausilio dei LUG locali, in particolare l’ImoLUG, Imola&Faenza Linux User Group.

Nel corso di questo anno dovremmo affrontare uno studio sui costi di migrazione; come tutti i cambiamenti anche l’adozione su vasta scala di software FLOSS comporta spese e sforzi organizzativi. Si puo’ ribaltare il punto di vista cercando di dare risposta alla domanda: “quanto costa il non cambiare?”

Nei progetti futuri, invece, oltre alla delibera si sta parlando anche di altro? E nei contatti con altri comuni il discorso software libero viene (e se si’ come) affrontato?

In Consiglio Comunale i consiglieri Andrea Bondi e Davide Tronconi hanno presentato una mozione che tratta altri argomenti “caldi”: Voip ed E-Procurement. Oltre a questo si cerca di incentivare la pratica del trashware per la donazione ad associazioni ONLUS di apparecchiature elettroniche dismesse dall’ente. Per quanto riguarda le collaborazioni con altre amministrazioni per lo sviluppo dell’OS, attualmente siamo in contatto con il Comune di Forli’ ed il Comune di Ozzano dell’Emilia per un reciproco scambio di esperienze nella migrazione ad OpenOffice.org e per eventuali richieste congiunte di modifiche ai produttori di applicativi in uso presso i nostri enti. Siamo inoltre in contatto col CRC dell’Emilia-Romagna, in particolare con l’ufficio regionale per lo sviluppo dell’open source EROSS, per la collaborazione, la diffusione e lo scambio delle esperienze maturate. Stiamo cercando infine di seguire le indicazioni del CNIPA per arrivare a creare un community di utenti nella PA, che sara’, a nostro modo di vedere, un importante punto di forza per la diffusione del software libero.

Per ulteriori informazioni si puo’ contattare Michele Mordenti (mordenti.m [at] comune.imola.bo.it)

Pediaphon: Wikipedia su disponitivi mobili

Martedì, Gennaio 22nd, 2008

PediaphonUn sistema per poter ascoltare le voci di Wikipedia sul proprio iPhone o su un dispositivo multimediale portatile. Si chiama Pediaphon, e’ disponibile in tre lingue al momento (inglese, francese e tedesco) e per dispositivi mobili (wap e telefono). Il sistema, che utilizza e fa interagire diversi strumenti liberi, e’ stato sviluppato dall’universita’ di Hagen e dal centro PRT.

Servizi Open Source: prospettive 1/2

Lunedì, Gennaio 21st, 2008

Finalmente Libero!di Roberto Galoppini

Al di la’ dell’evidente interesse che il mercato sta dimostrando nei confronti delle soluzioni open, e in considerazione dei numerosi studi che hanno verificato come esistano diverse soluzioni FLOSS in grado di competere con le equivalenti soluzioni di mercato, prospettive di clienti e fornitori sono differenti, e non sempre collimanti.

I clienti vedono nel FLOSS un’opportunita’ per risparmi e per la risposta a specifiche esigenze, ma al tempo stesso si domandano cosa avverra’ dopo tale adozione, nel tempo. Infatti nonostante il costo di uscita da una soluzione FLOSS risulti spesso piu’ basso rispetto all’equivalente costo di uscita da una soluzione proprietaria – visto che raramente in caso di soluzioni FLOSS i dati vengono storicizzati in formati dei dati proprietari – i CIO (Chief Information Officer) hanno dubbi rispetto a quello che potrebbe accadere in futuro.

Senz’altro piu’ critico e’ il fattore dimensionale, in quanto realta’ di medio-grandi dimensioni tendono a volere servizi da aziende di analoga dimensione, mentre gran parte dell’offerta open, se non tutta, e’ erogata da PMI. Questo dato peraltro non deve stupire, considerato che appena lo 0,4% delle imprese ICT italiane ha oltre 500 addetti, e tenendo conto che il 97% delle aziende ICT appartiene alla micro-impresa (meno di 9 addetti). Sempre rimanendo nell’alveo delle aziende clienti di dimensione medio-grande, queste spesso richiedono una totale copertura, a fronte di una capacita’ di acquistare soluzioni di indemnification. Vale la pena sottolineare come, in assenza di una normativa europea ed italiana sulla brevettazione del software, la ricerca di tutele oggi si rivolga pressoche’ esclusivamente alle garanzie sul rispetto del copyright.

Continua da sopra:

Dal lato dei fornitori invece il mercato italiano non presenta particolari case-history per quanto riguarda esperienze di condivisione di standard, quindi la cosidetta coopetition (neologismo anglosassone derivato da cooperative+competition) nella compartecipazione a processi di “innovazione sequenziale”1 non trova specifici riscontri nel mercato locale, di fatto privo di testimonianze dell’efficacia del cosidetto approccio simbiotico2, rappresentato da un modello collaborativo in cui l’impresa partecipa al progetto condividendone strategia ed obiettivi.

Ne’ e’ possibile riscontrare nel nostro mercato la presenza di soggetti in grado di investire nel marketing di soluzioni open per promuoverne il marchio. A tal proposito, si osservi come l’evento annuale dedicato al mondo Linux Enterprise – OpenSolutions Summit, gia’ LinuxWorld – quest’anno sia stato cancellato per la mancanza di sponsor. Per quanto attiene il tracciamento del software, vale che solo i progetti open source condotti da una impresa (corporate production3) possono tracciare completamente e dettagliatamente i diversi contributi raccolti, e nonostante esistano studi che dimostrino come importanti progetti Open Source presentino livelli di qualita’ del codice – misurati in termini di bug density – elevati, rimane che la tracciabilita’ completa e’ un obiettivo di difficile raggiungimento.

Non ultimo, l’integrazione di uno stack Open Source potrebbe non esser banale, dal momento che spesso i progetti open source privi di un forte corporate actor – pari ad oltre il 50% nel caso dei progetti piu’ noti, percentuale che sale fino a divenire il 100% non appena ci si allontana da essi – non hanno alcun rapporto con altri progetti ne’ tantomeno con i vendor di altri prodotti, siano essi liberi o proprietari, rendendo di fatto la mediazione - ovvero la capacita’ di dialogare e cooperare con i progetti open source - un importante fattore abilitante. Una analisi di IDC effettuata nel 2006 ha mostrato come il mercato italiano richieda principalmente servizi di base (supporto, installazione ed assistenza).

La situazione mondiale non e’ poi molto diversa, visto che uno studio Forrester ha chiesto ai CIO di grandi aziende dove viene eseguito Linux, e ben il 44% ha riportato un uso nell’ambito del livello Web/e-mail. Lo stesso studio, analizzando chi si occupa dell’analisi delle migrazioni, ha riscontrato che solo il 38% faceva riferimento ad aziende di consulenza, mentre il 59% provvedeva autonomamente, laddove per l’implementazione la percentuale di autodidatti saliva al 66%, mostrando chiaramente come in questa area le aziende di servizi abbiano spazio per crescere.

Ritornando alle diverse prospettive di clienti e fornitori, laddove il cliente cerca una soluzione a tempi e costi fissi con risultati noti a priori e ad evitare i rischi di lock-in, dall’altra i fornitori devono riuscire a sviluppare un’offerta che trattenga i clienti in base alla qualita’ del servizio offerto. Realta’ di medie-grandi dimensioni hanno bisogno di un livello di integrazione spinto, che copra molti applicativi, con una capacita’ verticale di personalizzare la specifica soluzione, ma normalmente le micro-imprese hanno un dominio di competenza ristretto a pochi prodotti, e le medie ancora non si sono strutturate per venire incontro a questo tipo di domanda, al momento ancora largamente inespressa. C’e’ dunque spazio per un approccio piramidale (mediazione) a questo mercato, creando di fatto eco-sistemi di imprese piccole, medie e grandi che collaborano per soddisfare le esigenze del mercato.

Ma i vantaggi derivanti da un approccio simbiotico alle comunita’ Open Source, richiede la condivisione di standard e sforzi per attuarli, partecipazione attiva ai corpi internazionali e capacita’ di condividere roadmap di formato e di prodotto. La stessa riduzione dei costi di produzione e’ raggiungibile, ma richiede programmi di partnership in cui l’impresa si metta in gioco con la comunita’, condivida con essa esigenze e opportunita’, senza porsi al di sopra degli altri, pena l’impossibilita’ di vedere contributi fattivi da parte di terzi (si veda in questo senso, ad esempio, gli sforzi e i risultati che stanno ottenendo imprese come Sun Microsystems e MySQL-AB.)

Questo post e’ tratto dal capitolo “Modelli di business open source” scritto da Roberto Galoppini per il libro Finalmente libero! (McGraw-Hill, 2007) curato da Giulio Concas, Giulio De Petra, Flavia Marzano e Pietro Zanarini. Per chi fosse interessato a ulteriori informazioni, intorno alla pubblicazione e’ nata anche una comunita’ che si occupera’ di discutere dei temi trattati nella pubblicazione.

OpenADS: investimenti in pubblicita’ libera

Venerdì, Gennaio 18th, 2008

OpenADSOpenAds e’ un sistema stabile e maturo che consente di gestire campagne pubblicitarie su web e che e’ stato rilasciato con licenza GNU/GPL. Adottato al momento da circa 30 mila utenti, il sistema ora sembra aver attirato l’attenzione degli investitori. Tanto che la sezione business di WebNews.it annuncia che un investimento milionario per Openads e aggiunge:

Il nuovo investimento di cira 15,5 milioni di dollari dovrebbe consentire alla societa’ di aumentare il proprio organico di sviluppatori, rendendola maggiormente competitiva nel crescente mercato degli annunci pubblicitari online […] La scelta open source di Openads dimostra chiaramente come sia necessario differenziarsi per poter emergere nel mercato estremamente competivito degli annunci online.

Ubuntu preinstallato su Acer

Venerdì, Gennaio 18th, 2008

DynamicDuo - picture by Lissanne LakeUbunutu sembra aver conquistato anche Acer. La catena di negozi neozelandese Dick Smith Electronics ha iniziato a vendere il notebook Aspire 4315-100508Ci della Acer con la versione 7.10 di Ubuntu (fonte).
In seguito al passo di Lenovo verso il software libero, con la vendita dei ThinkPad T61 e R61 con SUSE Linux preinstallato (fonte), ora vediamo come anche Acer si muova in questa direzione.
Che sia l’inizio di una “smossa” generale dei grandi fornitori di hardware verso i sistemi operativi GNU/Linux?

Harry Potter e l’eco soffocata

Giovedì, Gennaio 17th, 2008

Harry Potter LexiconQuesta notizia non e’ esattamente attinente a quelle che riportiamo di solito. Ma - a livello di contaminazioni - sicuramente puo’ risultare interessante. Su BoingBoing, infatti, si legge che JK Rowling sues to stop Potter reference book from being published: Rowling, per quei pochi che non lo sapessero, e’ l’autrice che ha dato vita alla saga di Harry Potter (e a darle man forte scende in campo la Warner Brothers) mentre la sua controparte sono i fan del celebre maghetto. Rei, questi ultimi, di aver creato il sito Harry Potter Lexicon che ha portato anche alla recente pubblicazione di un libro. Per la Rowling, non sarebbe “corretto ne’ legale prendere i personaggi e la storia frutto del duro lavoro di un autore e riorganizzarli” derivandone storie correlate. E cosi’ la strada migliore le sembra quella di adire alle vie legali. Senza contare che il successo della sua creatura deriva anche dalle comunita’ che in rete hanno fatto da eco proprio alla sua, di creatura.