
Open Iona, progetto comunitario e libero per erogare servizi web e messaggistica, diventa lo strumento attraverso cui tremila scuole del Belgio potranno affacciarsi alla rete, collaborare e portare gli studenti a utilizzare Internet. La notizia, arrivata nei giorni scorsi, si arricchisce di qualche ulteriore (e interessante) dato:
Prima dell’implementazione di questo progetto, i registri relativi agli studenti delle scuole primarie e secondarie erano raccolti in numerosi luoghi e formati differenti, e la realizzazione di un sistema centralizzato ha comportato l’integrazione di 8.000 applicazioni client. Nel periodo di iscrizioni scolastiche, il sistema processera’ circa 1,5 milioni di registrazioni da parte degli studenti. Le registrazioni online verranno processate in modo sicuro dal sistema, generando messaggi web service che verranno assegnati a un “certificato client”.
Ormai sta prendendo le sembianze di un bollettino la pubblicazione di notizie che riguardano la pubblica amministrazione e il suo rapporto con il software libero. Questa volta si parla del comune di Fano che gia’ da qualche anno si e’ orientato alle tecnologie libere. Infatti:
Il piano di consolidamento dell’infrastruttura del sistema informativo dell’amministrazione comunale di Fano prevedeva per il 2006 di innalzare il livello di sicurezza della rete comunale anche in conformita’ alle direttive del garante della privacy e in considerazione della normativa sulla produzione delle carte di identita’ elettroniche. Inoltre, vi era l’obiettivo di gestire direttamente, con risorse interne, i siti web comunali e la posta elettronica, ancora in outsourcing, oltre ad ampliare la larghezza di banda in considerazione dell’aumento del traffico in ingresso e in uscita.
Ansia alla Microsoft, in 400 milioni scelgono Mozilla come browser e’ il titolo di un recente articolo pubblicato su LaStampa.it a proposito del browser libero che sempre piu’ sta spopolando tra gli utenti finali a scapito di applicazioni analoghe rilasciate con licenze proprietarie. E dice la versione elettronica del quotidiano torinese:
Per indagare sui futuri sviluppi di Firefox e Thunderbird, il mensile di informatica diretto da Giorgio Panzeri, ha intervistato Tristan Nitot, presidente e fondatore di Mozilla Europe. “Insieme alle strategie di prodotto e’ emerso - riferisce - un modello di business vincente diverso dal modello proprietario tipico di Microsoft. I ricavi del gruppo fanno sperare in un futuro ancora piu’ roseo: il fatturato ufficiale di Mozilla Corporation per il 2006 è stato di 66,8 milioni di dollari”.

Sono partiti da quota cinquanta e ora hanno toccato la vetta dei 1800. Sono i corsi del MIT’s OpenCourseWare (OCW) initiative, avviata in via sperimentale nel 2001 prevedendo il rilascio di tutto il materiale didattico con licenza Creative Commons. La “cronaca” di un percorso di crescita straordinario e’ riportata qui mentre per chi volesse addentrarsi nella ricerca di ulteriore materiale ha a disposizione anche le Content Directories.
Che GNU/Linux consentisse una migliore gestione delle risorse finanziarie non e’ notizia di oggi. Ma che, oltre che economico, fosse anche ecologico e’ una conferma di una linea di tendenza gia’ riscontrata che giunge da uno studio condotto dal governo inglese. Di questo tema ne parla ZeusNews che racconta:
Dando risalto solo ora - e questo e’ in effetti piuttosto curioso - a uno studio del governo inglese che risale al 2004, il sito americano (si riferisce al sito della CNN, NdA) pubblicizza il fatto che l’adozione di Linux riduce il quantitativo di e-rifiuti (cioe’ spazzatura derivante da apparecchiature elettroniche) del 50%. Il motivo e’ la maggior longevita’ di un Pc dotato del sistema operativo open source rispetto a uno dotato di Windows. Mediamente, si legge nel rapporto stilato dal governo inglese, gli utenti di Windows aggiornano il proprio hardware ogni 3/4 anni, mentre il lasso di tempo per la stessa operazione fatta dagli utenti di Linux e’ di 6/8 anni.
A chiusura della stagione dei workshop, in data 16 dicembre presso l’osservatorio a Gummer (BZ), dalle 14.00 alle 23.00 Erwin Pfeifer condurra’ i partecipanti in un viaggio attraverso le stelle in alcune simpatiche tappe:
Il workshop prevede una breve introduzione al programma “Stellarium“, al programma “Virtual Moon Atlas“, l’osservazione a occhio nudo e con l’ausilio di un binocolo della volta celeste con relativa spiegazione e l’osservazione di alcuni oggetti interessanti del cielo notturno direttamente al telescopio.
E’ ancora possibile iscriversi al workshop (che ha un numero limitato di posti).
Di Chi3.org se n’era parlato nei mesi per presentare l’iniziativa. Ora torniamo sull’argomento in occasione del rinnovamento di grafica e interfaccia del sito. Sempre all’insegna della semplicita’ e della facilita’ di navigazione, il nuovo look è sicuramente invitante e pulito. Interessanti, come sempre, le pagine dedicate alle collezioni di software libero per tutti i maggiori sistemi operativi e di giochi.
Si chiama PSSC Python Suite ed e’ uno strumento che consente di visualizzazione sullo schermo di un telefono cellulare o di un palmare con Symbian S60 (con python installato) una finestrella che contiene GNU/Linux. Viene aggiunto nel testo di descrizione di Michele Andreoli, il manutentore della suite:
La comunicazione avviene attraverso bluetooth e il refreshing e’ sufficientemente veloce da mostrare anche quello che, eventualmente, il telefono sta riprendendo, ottenendosi cosi’ una specie di webcam. Questa e’ la mia terza applicazioncella in Python. La seconda non e’ ancora finita e la prima e’ in restyling (ovviamente, la quarta non l’ho ancora neanche pensata…).
Per maggiori informazioni, c’e’ a disposizione anche un video di spiegazione.
Se n’era parlato, a titolo introduttivo, gia’ qualche giorno fa e ora giungono notizie piu’ dettagliate in merito a Communia, la rete tematica europea sul pubblico dominio in ambito digitale, e al primo workshop internazionale, Technology and the public domain, in programma per il prossimo 18 gennaio presso l’Aula Magna del Politecnico di Torino al Lingotto (Via Nizza 230):
Obiettivo dell’evento e’ contribuire al dibattito internazionale sui “commons digitali” e sulle complesse relazioni tra l’innovazione tecnologica e l’utilizzo di massa degli strumenti digitali. Il seminario vuole fornire ad esperti e innovatori del settore l’opportunita’ di incontrare altri soggetti interessati, opinionisti e politici, al fine di approfondire e condividere la comprensione del ruolo della tecnologia nel costruire il presente e il futuro dei “commons” digitali.
Tra i relatori, saranno presenti Rishab Ghosh (MERIT, Universita’ di Maastricht), Keith Jeffery (Current Research Information Systems), Juan Carlos De Martin (COMMUNIA Coordinator), Robert Horvitz (Open Spectrum Foundation), Philippe Aigrain (Society for Public Information Spaces) e Andrea Glorioso (NEXA Research Center for Internet and Society). L’ingresso e’ libero e gratuito, ma e’ richiesta registrazione.
Firefox e l’innovazione e’ il titolo di un post che il giornalista Luca De Biase ha pubblicato su CrossRoad, spazio sulla piattaforma di Nova100 del Sole24Ore dedicata alla cultura tecnologia. E dice De Biase, partendo dalle due successive release del browser piu’ utilizzato in ambito libero e in crescita anche su sistemi operativi proprietari:
Il caso e’ l’ennesimo motivo per riflettere sull’immagine che abbiamo dell’innovazione. Viviamo in un flusso innovativo continuo. Talvolta, raramente, appare un’innovazione radicale. Molto piu’ spesso un miglioramento di un’innovazione ormai assodata. Ma nel complesso l’innovazione e’ continua, il time-to-market e’ sempre piu’ ridotto. Ci siamo tanto abituati che non ci facciamo neppure tanto caso. Ma le conseguenze di questa situazione sono significative. Portando alle estreme conseguenze quest’idea della innovazione e’ continua, della quale facciamo incessantemente esperienza e alla quale come utenti partecipiamo - in qualche caso - almeno segnalando i bug, ci possiamo domandare a che serva per esempio un sistema di brevetti che copre un’innovazione per vent’anni. Nell’open source, il tema lo lasciano abbastanza perdere. Ma si puo’ sospettare che questa cultura si stia diffondendo, molto oltre il confine dell’open source.
Un buono spunto per riprendere i dibattiti su liberta’, evoluzione tecnologica, leggi lucchetto e collaborazione.