Un bilancio del software libero nelle aziende durante il 2007 lo traccia Paolo Iasevoli con un articolo pubblicato nei giorni scorsi su Pmi.it riprendendo quanto ha reso noto recentemente la Linux Foundation. E scrive Iasevoli:
Il 2007 ha visto un successo di pubblico strepitoso: la partecipazione e’ raddoppiata rispetto al 2006, passando dai 10.000 utenti dello scorso anno agli oltre 20.000 attuali […]. Di questi 20 mila utenti, il 69,4% lavora in aziende con meno di 100 dipendenti e quasi la meta’ di essi e’ composta da professionisti IT (43,3%). Un target che evidenzia meglio di qualsiasi altra informazione come Linux stia riscuotendo un enorme successo in ambito business.

Si chiama CCPlus ed e’ un protocollo attraverso cui facilitare l’applicazione di una licenza Creative Commons dal punto di vista tecnico e progettuale. Il testo, costruito con una serie di brevi paragrafi, e’ semplice e il ricorso a continui esempi consente di capire nel dettaglio come sia possibile rilasciare il proprio lavoro riservandosi solo alcuni diritti.
Un censimento per arrivare a definire, in termini sia quantitativi che qualitativi, il grado di penetrazione del software libero nelle aziende. L’iniziativa arriva da OpenLogic (qui il comunicato stampa della societa’ che ha sede in Colorado) la quale ha creato un sito web ad hoc, OssDiscovery, e allestito uno spazio virtuale anche per il censimento. L’obiettivo non e’ da poco, ma se mai si arrivasse a un quadro verosimile sarebbe un contributo interessante dato che analisi del genere sembrano essere sempre piu’ richieste per comprendere il fenomeno e la sua evoluzione.
Buon natale dalla redazione di GNUvox.

Software libero e formati aperti per il governo olandese a partire da aprile 2008. Su PubblicaAmministrazione.net si scrive infatti:
Da quella data, gli organi dell’amministrazione centrale dovranno utilizzare preferenzialmente software libero, tranne nei casi in cui siano in grado di presentare una giustificazione al mancato passaggio, giustificazione che dovra’ comunque essere approvata da una speciale commissione. Per le amministrazioni locali, invece, la data d’inizio del cambiamento e’ stata stabilita per l’inizio del 2009.
Sei i milioni che il parlamento dei Paesi Bassi, che ha firmato il provvedimento, stima di risparmiare. Ma l’obiettivo e’ ancora una volta quello di incentivare tra la popolazione il libero utilizzo del software attraverso il ricorso a formati di dati piu’ standard possibile.
Per la Open Solutions Alliance, organizzazione che riunisce oltre una ventina di aziende e associazioni coalizzate per promuovere dal punto di vista tecnico e commerciale soluzioni libere, la mancanza di interoperabilita’ limita il mercato. In uno studio, Interoperability White Paper (pdf), riassume gioie e - soprattutto - dolori di una tematica di estrema attualita’. E in un articolo in proposito si legge:
Da quanto emerge, il principale problema per gli utenti di prodotti open source e’ la mancanza di interoperabilita’ fra le soluzioni scelte. Secondo Osa, questa e’ un’opportunità per i vendor, ma anche per l’associazione stessa, che puo’ spingere in direzione della creazione di suite composite realizzate con la collaborazione di vari operatori complementari. Questo potrebbe essere un grimaldello commerciale non indifferente per tutto il comparto. Un altro freno citato dai clienti e’ la mancanza di integratori e sviluppatori qualificati.

Un importante comunicato stampa e’ stato pubblicato ieri da parte della Free Software Foundation Europe. Comunicato stampa, che riproponiamo qui nella sua interezza. Buona lettura.
Caso antitrust chiuso: Samba riceve le informazioni sull’interoperabilita’
Nel 2004 la Commissione Europea ha dichiarato Microsoft colpevole di
abuso di posizione dominante nel mercato dell’IT, richiedendo che
fossero rivelate ai concorrenti informazioni complete per assicurare
l’interoperabilita’. Microsoft si e’ appellata contro questa decisione,
che pero’ e’ stata confermata pienamente a settembre 2007 dal Tribunale
di primo grado della Corte di Giustizia europea. La Corte ha
dichiarato Microsoft colpevole di ostruzione dell’interoperabilità e
l’ha condannata a rivelare le informazioni necessarie a garantire
l’interoperabilità .Il Samba Team ha deciso di avvalersi di questo diritto stabilito dalle
sentenze europee nei confronti di Microsoft. La Protocol Freedom
Information Foundation (PFIF) ha richiesto le informazioni per
l’interoperabilità di rete, pagando la quota una tantum di 10.000
Euro, e consentendo al Samba Team l’accesso completo alle importanti
specifiche.“Questo caso e’ chiuso e l’interoperabilita’ ha vinto. La Corte Europea ha
chiarito che le informazioni di interoperabilità non possono essere
tenute segrete; l’accordo dimostra che Microsoft non può in alcun modo
continuare a ostacolare l’interoperabilità in questo contesto. Questo
costituisce un requisito a cui tutti si dovranno adeguare d’ora in poi”
sintetizza Georg Greve, presidente della Free Software Foundation Europe
(FSFE).
Continua da sopra:
Jonas Oberg, vicepresidente della FSFE, continua: “Gli altri vincitori
sono gli utenti di tutti i programmi per la collaborazione di gruppo:
Samba avrà ora accesso a tutte le informazioni necessarie per
raggiungere la piena interoperabilita’ con i prodotti Workgroup Server di
Microsoft di oggi e di domani. Tutti gli utenti ne trarranno beneficio,
compresi gli utenti dei prodotti Microsoft, visto che la maggior
concorrenza potrà costringere Microsoft a ridurre i propri prezzi e
margini”.“Nella situazione attuale, grazie ai miglioramenti che siamo riusciti ad
ottenere, l’accordo rappresenta la miglior soluzione possibile. Non
risolve tutte le questioni che erano rimaste aperte con Microsoft, pone
un rimedio parziale a una situazione ingiusta e illegale. Non è una
transazione, ma rappresenta l’adeguamento alle decisioni imposte dalla
Commissione e confermate dalle Corti europee. Inoltre è ora pienamente
compatibile con l’uso di licenze per Software Libero” commenta l’Avv.
Carlo Piana, che ha rappresentato e difeso la FSFE nelle varie
procedure.Piana continua: “Finalmente abbiamo potuto ricevere un elenco di tutti i
brevetti che Microsoft sostiene coprano le specifiche. È incredibile, ma
finora non erano stati indicati. Questo dovrebbe aiutare finalmente a
fermare la campagna di FUD (Fear, Uncertainty, Doubt) contro Samba, e
contro altri progetti di Software Libero. E’ pratica comune: se si ha un
problema con qualcuno, occorre dire chiaramente quale è il problema, o
altrimenti tacere”.“La Commissione Europea è stata duramente criticata per non essere
riuscita, nell’accordo stipulato con Microsoft, a dichiarare non validi
alcuni brevetti di Microsoft”, continua Jonas Öberg: “Il sistema non
funziona e ha bisogno di correzioni, ma non era compito della
Commissione dichiarare validi o non validi specifici brevetti. Per
risolvere questo problema abbiamo bisogno di continuare a lavorare in
modo informato, trasparente e democratico”.Georg Greve aggiunge: “La Commissione Europea è andata più lontano di
qualunque altra autorità antitrust nel mondo, e ha avuto maggior
successo. Si merita la nostra gratitudine e il nostro sostegno per aver
raggiunto l’80% degli obiettivi. Certo, si poteva sperare che fossero
denunciati i problemi che i brevetti software causano
all’interoperabilità e alla concorrenza, e che venisse fatta una chiara
richiesta affinché le autorità competenti risolvano questi problemi”.“Non dobbiamo però dimenticare che questo è solo uno dei settori in cui
Microsoft sta dimostrando lo stesso tipo di comportamento. Sono giÃ
state sollevate questioni antitrust da parte dello European Committee
for Interoperable Systems (ECIS) e di Opera, circa altri comportamenti
abusivi nei settori dei programmi per ufficio e dei browser per
internet”, aggiunge Greve. “Se certi metodi rappresentano un abuso in
un settore, devono esserlo anche in altri settori. Quindi se la
Commissione Europea vuole proseguire l’esempio positivo che ha dato fin
dal 1998, non deve far altro che investigare anche su queste nuove
richieste.”“Tutto sommato e’ un risultato positivo. Quando nel 2001 la FSFE decise
di sostenere la Commissione Europea nella sua indagine antitrust contro
Microsoft, il nostro obiettivo era quello di rendere queste informazioni
disponibili agli sviluppatori di Software Libero. Lavorando insieme al
Samba Team dal 2003, siamo riusciti a ottenere proprio questo
risultato.”Jonas Oberg conclude: “I brevetti software erano un problema allora e lo
sono oggi. Dovremo risolvere questo problema politicamente, e la FSFE
intende continuare a lavorare su questo tema. Nel frattempo vorrei
ringraziare tutti i volontari e i collaboratori della FSFE e di Samba
che hanno lavorato a questo eccezionale successo per il Software Libero
senza avere alcun compenso, mentre altri hanno accettato di ritirarsi
dal caso dopo aver incassato un risarcimento. I nostri ringraziamenti
vanno a tutti coloro che hanno sostenuto il nostro lavoro in questi
anni, rendendo possibile questo successo”.Informazioni sulla Free Software Foundation Europe:
La Free Software Foundation Europe (FSFE) è una organizzazione non
governativa senza fini di lucro fondata nel 2001, attiva in molti
paesi europei e impegnata in molte attività a livello globale.
L’accesso al software determina la possibilità di partecipare a una
società digitale. Per assicurare pari opportunità di partecipazione
nell’era dell’informazione e libertà di concorrenza, la Free
Software Foundation Europe (FSFE) promuove il Software Libero, che
garantisce le libertà di uso, studio modifica e copia. Portare
all’attenzione del pubblico questi temi, dare solide basi politiche
e legali al Software Libero e assicurare libertà alle persone
supportando lo sviluppo di Software Libero, sono i temi centrali per
la FSFE.Contatti:
Georg Greve +41-76-5611866
Jonas Oberg +46-733-423962
Carlo Piana +39-347-8835209
Shane Coughlan +41-79-2633406
Ciaran O’Riordan +32-477-364419Per raggiungere il centralino della FSFE:
Belgio: +32-2-747 03 57
Germania: +49-700-373 38 76 73
Svezia: +46-31-7802160
Svizzera: +41-43-500 03 66
Regno Unito: +44-29-200 08 17 7
Qui’ e’ possibile reperire il testo in lingua originale, ed a questo indirizzo si puo’ trovare anche l’interessante comunicato del Samba Team.
E’ costruito basandosi su contenuti liberi e studiato perche’ piu’ libero possibile rimanga. Si tratta di Lingro, sito creato per supportare la diffusione della conoscenza in una serie di lingue differenti. Tutto nasce, si legge dalla presentazione, dall’esigenza di leggere “Harry Potter y la piedra filosofal”, la versione spagnola delle avventure del celebre mago ragazzino. Ed e’ cresciuto fino a diventare un reale strumento di lavoro.
La guerra all’iPhone della Apple arriva - manco a dirlo - dall’Asia e - vuoi per contrastare la politica di chiusura di Cupertino e vuoi per ragioni tecnologiche - conterra’ al suo interno tecnologie libere. Almeno in base a quanto scrive Lorenzo Briotti sul supplemento Affari e Finanza annunciando l’arrivo del nuovo dispositivo, gia’ in vendita al prezzo di 300 dollari (disponibile e’ anche una versione avanzata a 450 dollari). Si tratta di OpenMoko Neo1973, di cui, per a verita’, si parla gia’ da tempo. La “consacrazione” delle pagine del quotidiano presenta pero’ la “sfida” ad Apple in tutta la sua ampiezza e scandisce:
OpenMoko Neo1973 adotta una piattaforma completamente “aperta” basata su piattaforma GNU/Linux, che permette a chiunque di personalizzarlo come meglio crede, scrivere piccoli programmi adatti alle sue esigenze e magari condividerli sul wiki del sito, in cui tutti gli utilizzatori possono aggiungere contenuti, come in un forum, ma anche modificare quelli inseriti da altri. Non solo: il sistema supporta anche piattaforme hardware diverse. Un esempio su tutti, tratto dal blog grigio.org: per il Pocket PC HTC Magician, con una CPU da 416Mhz, non sono previsti aggiornamenti al sistema operativo, fermo a Windows Mobile 2003. Se non fosse per Openmoko e il software open source, sarebbe destinato al declino, nonostante le sue caratteristiche hardware.
Non sono passati nemmeno due mesi dalla tanto attesa conclusione del caso antitrust MS vs EU, che gia’ la compagnia di Redmond si trova a dover scaldare nuovamente la propria squadra di avvocati.
Opera Software, casa produttrice di un famoso browser (proprietario), ha presentato un reclamo all Corte Europea contro Microsoft per ottenere
ECIS (Comitato Europeo per gli Standard Interoperabili) ha gia’ pubblicato una comunicato stampa in supporto all’azione di Opera Software. Infatti secondo Thomas Vinje, portavoce e consulente legale di ECIS, legando Windows a Internet Explorer e rifiutandosi di implementare in pieno gli standard aperti già accettati, Microsoft priva i consumatori di una reale alternativa:
By tying its Internet Explorer product to its monopoly Windows operating system and refusing to faithfully implement industry accepted open standards. Microsoft deprives consumers of a real choice in internet browsers. Browsers are the gateway to the Internet. Microsoft seeks to control this gateway[…]