
Per chi volesse “farsi un giro” senza impegno sulla openSUSE 10.3, ora ha a disposizione anche la versione live sia per GNOME (anche se solo a 32 bit e in inglese statunitense) che per KDE. Da qui si potrà poi partire con le fasi di installazione. A breve, viene annunciato, la versione live sarà estesa.
Un gruppo che supporti - attraverso canoni partecipativi - il gruppo di lavoro che lavora alla formulazione di una legge regionale per la promozione ed il sostegno delle tecnologie informatiche libere e aperte nella pubblica amministrazione marchigiana. L’iniziativa la lancia il Floss Marche che ha creato un apposito gruppo su Google a cui può iscriversi (scrivendo anche direttamente a floss_marche-subscribe[at]googlegroups.com) chi è interessato a prendere parte al progetto. Inoltre, è possibile partecipare anche a un’altra iniziativa, il Gruppo Informatici della Protezione Civile:
L’istituzione del gruppo ha anche l’obiettivo di favorire il trasferimento della conoscenza tra tutti i partecipanti. Vuole dunque essere un’ occasione di accrescere il patrimonio culturale di ogni partecipante oltre che un’ esperienza su pratiche reali in emergenza. Oltre che a professionisti, eruditi e “smanettoni” informatici, l’invito è rivolto anche ad utenti esperti con voglia di studiare ed imparare.

“Mi piacerebbe passare a un sistema operativo libero, ma c’è il software di cui ho bisogno?” La domanda, chi bazzica nel mondo di GNU/Linux, l’avrà sentita almeno una volta. Per rispondere, nei giorni scorsi è stato pubblicato un interessante articolo, Open-source software rated: Ten alternatives you need, in cui si presentano le “alternative” a prodotti proprietari. Tra questi, OpenOffice.org per le utilità d’ufficio, MediaPortal e VLC media player per il multimedia, 7-Zip per i file compressi, GIMP per il fotoritocco, RSSOwl per l’aggregazione e la lettura dei feed RSS, Pidgin per l’instant messaging, InfraRecorder per la masterizzazione di CD e DVD, Audacity per l’editing audio e Firefox per la navigazione su web. Per ognuno di questi programmi vengono presentati pro, contro, conclusioni e link per scaricarli e provarli.
Il LUG di Grosseto, GuruAtWork, nei giorni scorsi ha firmato per mano del suo presidente, Luca Ceccarelli, un’intesa con il sindaco della città toscana, Emilio Bonifazi, e con il comandante dell’aeroporto militare, Vincenzo Nuzzo, per promuovere l’introduzione del software libero nell’infrastruttura informatica dell’aeroporto Baccarini. Se ne può leggere notizia sul sito dell’associazione grossetana sul quale si scrive:
Siamo particolarmente contenti per aver stipulato questo protocollo perché la nostra Associazione potrà portare l’etica dei concetti del Software Libero anche all’interno degli ambiente militari.
Gli fa eco su Maremma News il sindaco Bonifazi che dichiara:
Un accordo importante che consolida ancora di più l’ottimo rapporto tra l’amministrazione e il 4° Stormo in un settore cruciale come quello della tecnologia informatica. Il nostro obiettivo è quello di favorire ancora di più il dialogo e lo scambio reciproco.
Il comune intanto si è impegnato a organizzare per il 4° Stormo corsi di formazione sia dal punto di vista sistemistico che applicativo.
Se i risultati si potranno sapere solo fra qualche giorno, c’è già una nota positiva che va a sottolineare l’edizione 2007 dell’indagine condotta insieme alla Linux Foundation. Quale? Rispetto allo scorso anno, gli utenti che hanno accettato di rispondere indicando aspettative ed esigenze per gli ambienti desktop con GNU/Linux sono stati il doppio: si parla infatti di 10 mila risposte nel 2006 e di 20 mila quest’anno. Un risultato, viene rilevato da più parti, che indica come utenza e sensibilità verso il sistema operativo libero siano entrambi in crescita. Per approfondimenti, rimandiamo a questi due articoli:
Serate a tema per discutere di software libero. Sono PILLOle, iniziativa lanciata - dopo quella del Punto Informativo Linux Lodi - dall’associazione LOLUG - Gruppo Utenti Linux Lodi che spiega, in una nota diffusa nei giorni scorsiùl
Sono incontri su vari temi, che possono avere la forma di mini-corsi, serate di carattere informativo, o serate su temi tecnici più approfonditi, con modalità che possono andare dalla presentazione, alla discussione informale, al laboratorio […]. Il ciclo delle PILLOle verrà inaugurato con due serate dal titolo “Perché i computer non si telefonano, ovvero breve introduzione a Internet”, che si terranno il 4 e l’11 dicembre 2007. Il taglio degli
incontri è molto introduttivo e divulgativo, e lo scopo è dare un’idea delle tecnologie che sono alla base del funzionamento di Internet.
Per avere maggiori informazioni è possibile collegarsi al sito dell’associazione, che nei suoi scopi annovera la diffusione della cultura informatica, con particolare riguardo a GNU/Linux e al software libero.

Si chiama OpenOffice Icon Project ed è un progetto riservato agli utenti Mac i quali, quest’anno, attraverso il MacGeneration Trophee 2007, hanno incoronato la suite di office automation libera come il miglior pacchetto per scrivere, fare di calcolo, creare presentazioni in ambiente Apple. Il progetto di cui sopra, invece, è stato lanciato dal giovanissimo designer francese Florian Ponson con il supporto di Eric Bachard. Da sottolineare che il lavoro di Ponson è rilasciato con licenza Creative Commons e qui si può procedere con il download di diversi set anche per altri progetti.
È stato annunciato ufficialmente un accordo tra il Progetto Drupal e il Software Freedom Law Center (SFLC) per fornire supporto legale e servizi correlati in quest’ambito. Già definito il passo di avvio:
Our first course of action is to work on answering a list of GPL related questions that the Drupal community has been struggling with. Expect that to happen in the next couple of months. Details to follow.
Una petizione per promuovere la cultura libera. Indirizzata alla presidenza del consiglio dei ministri e al ministero per i beni e le attività culturali, è stata promossa da Scarichiamoli.org e parte dal puntualizzare alcuni concetti che pubblicamente non vengono (mai) veicolati: e cioè che masterizzare, fotocopiare e scaricare dalla rete è reato. Lo è quando le licenze d’uso restrittive lo impediscono mentre è assolutamente legale quando invece l’autore o gli autori o i titolari del diritto d’autore lo consentono. E infatti è riportato nel testo della petizione:
Occorre vedere cosa masterizzi, cosa fotocopi, cosa scarichi. Perché in quel cd, in quel libro, o in quel file potrebbe esserci un’opera dell’ingegno libera:
- un’opera dell’ingegno è LIBERA se è nel pubblico dominio;
- un’opera dell’ingegno è LIBERA se l’autore, con una licenza, ha rinunciato all’esercizio esclusivo di tutti od alcuni diritti di utilizzazione economica.
Se ciò che masterizzi, fotocopi o scarichi è libero, allora tu non stai commettendo alcun illecito, né civile, né penale. La libera circolazione della cultura cresce nella condivisione.
Si diceva venerdì scorso che il risparmio economico è uno dei fattori a cui guarda la pubblica amministrazione quando decide di passare al software libero. Lo dimostrava anche il comune di Napoli, secondo quanto riportato (seppur non sempre in termini propri) in un articolo comparso sul quotidiano Il Mattino e rilanciato dal sito OpenItalia. Articolo nel quale sembrava che la migrazione fosse a portato di mano, ma poi interviene un’inversione di rotta e un’intesa con Microsoft punta invece unicamente sul risparmiare quattrini senza porsi troppi problemi di proprietà del software, formati e sicurezza dei dati. Infatti:
Il 13 febbraio di quest’anno il Consiglio comunale, approva un ordine del giorno che «impegna sindaco e giunta a presisporre le opportune azioni e proposte per accedere al fondo per il sostegno agli investimenti per l’innovazione negli enti locali, attivando la sperimentazione delle applicazioni software a codice aperto; ad utilizzare le stesse per la digitalizzazione del Comune di Napoli». Già pronti i titoli dei giornali: Napoli all’avanguardia, Napoli che sperimenta gli open source, il Comune che risparmia soldi e ottiene finanziamenti per ammodernarsi. Niente di tutto questo. La decisione del Consiglio resta sulla carta. Anzi, il 19 luglio 2007, l’assessore Donata Rizzo D’Abundo, titolare della delega alle reti telematiche, presenta una delibera per un accordo con la Microsoft. Intesa che non solo prevede un’esborso di circa un milione di euro per programmi e licenze ma anche un impegno di durata pluriennale e bonus per i dipendenti.
E ora la situazione qual è? La risposta - opinabile - si legge nella breve intervista successiva alla stessa Donata Rizzo D’Abundo. Allora - si chiede in sostanza - si cambia o no lasciando gli ambiti proprietari?
Continua da sopra:
Attualmente è un processo difficile da inserire. Serve una seria formazione del personale che dovrà utilizzare i nuovi programmi, occorrerebbe aggiornare l’intero parco informatico del Comune che utilizza un codice privato. Non è possibile attuare il passaggio ai programmi open source con rapidità