Il software libero e le concentrazioni del mercato
Oltre a Microsoft, che si trova nel pieno dei suoi guai con l’antitrust, o a Google, che rischia di trovarcisi a breve, e a diversi altri, il mercato dell’informatica sembra destinato a muoversi verso l’aggregazione di multinazionale e la nascita di pochi e grossi cartelli. L’allarme lo lancia un articolo pubblicato ieri dal Sole24Ore, La grande corsa alla “concentrazione” dell’industria del software. E dopo aver tratteggiato i vari movimenti tra colossi del calibro di Oracle, Bea Systems, Hewlett Packard o Symantec, conclude l’articolo:
Un mercato che si delinea per pochi, quindi, e che ha nell’open source una delle poche variabili a un cliché quasi scontato; tutti i grandi software vendor sono più che sensibili al futuro di Linux e delle soluzioni “free” in ambito enterprise e iniziano a esserlo anche in direzione del cosiddetto “software as a service”, dell’utilizzo cioè delle applicazioni di business in affitto, direttamente via Web. Il modello, per intendersi, che ha decretato il successo nel Crm della Salesforce.com: e se fosse proprio l’azienda di San Francisco la prossima “vittima” dell’infinito processo di concentrazione?
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