Paul Kunz e internet senza “padroni”
La Gazzetta del Sud Online ha recentemente pubblicato una lunga intervista dal titolo Paul Kunz, il pioniere di internet profeta del software senza “padroni”. Il personaggio con cui il giornale dialoga - a volte, va detto, con qualche pecca dal punto di vista concettuale per cio’ che riguarda il software libero - è tutt’altro che di secondo piano: Paul Kunz, al pari di Tim Barnes Lee, rappresenta un personaggio chiave nell’evoluzione della rete così come la si conosce oggi. E merito dell’intervista - pur con i punti di debolezza di cui sopra - è di mettere in forte relazione l’innovazione delle reti telematiche con il software libero, fondamento senza il quale non ci sarebbe progresso tecnologico. Vediamone un passaggio:
In che modo la ricerca scientifica dal 1991 a oggi è stata avvantaggiata dal Web?
Esattamente nel modo in cui speravo se non ancora di più. Attraverso la divulgazione di importante documentazione riguardante gli strumenti scientifici utilizzati dagli scienziati di tutto il pianeta. […] Basta andare sul sito del Cern (www.cern.ch) e aggiornarsi sugli esperimenti realizzati utilizzando il Large Hadron Collider (LHC, un sofisticatissimo acceleratore di particelle, ndr). Si possono trovare dettagli in un modo che prima del 1991 era possibile solo su documenti cartacei. Grazie a internet l’informazione scientifica oggi è a disposizione di ogni ricercatore in qualsiasi parte del mondo, non solo per coloro che frequentano biblioteche in cui sono reperibili le riviste più costose. Si immagini quanto ciò sia vantaggioso per i paesi in via di sviluppo.
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