
Sul blog di Creative Commons scrive Scott Shawcroft a proposito di Introducing Desktop Licensing presentando una libreria che aiuta nel tenere traccia di licenze e tag e dei file. E aggiunge:
La nostra intenzione non è quella di creare strumenti per la restrizione dei diritti, ma di rendere più semplice il processo attraverso cui informare gli utenti sul diritto d’autore applicato a specifici file.
Il progetto si chiama Liblicense e si interfaccerà con i desktop degli utenti, è disponibile al momento solo per GNU/Linux (anche se è stata annunciata una versione che girerà anche su altre piattaforme) e, per chi volesse contribuire, si possono raggiungere il canale IRC irc.freenode.net/#cc e la mailing list cc-devel[at]lists.ibiblio.org.
In un mondo di informazioni digitali alcune cose sono ancora fondamentalmente analogiche. Tra queste le cartelle cliniche. Wired riporta che solo il 25% delle cartelle cliniche negli USA è in formato digitale, il resto è carta archiviata in faldoni. WorldVista EHR è software libero, sviluppato e usato dal US Department of Veteran Affairs per gestire le informazioni sui pazienti negli ospedali. Il software gode di una vasta comunità di utenti, anche al di fuori degli ospedali per veterani. Quanto sarà complesso adattarlo agli ospedali italiani?
Quando Jimmy Wales annuncia un progetto. c’è da credere che abbia tutta l’intenzione di mantenere quanto ha affermato. Se era successo con Wikipedia, malgrado lo scetticismo iniziale, c’è fa attendersi altrettanto quando torna a riferirsi a Wikia Search, ponendolo come motore di ricerca alternativo e libero a Google. In un articolo pubblicato su Quo Media - La convergenza nella comunicazione, si legge infatti:
Il progetto era stato definito con il nome “Wikiasari” e come primo obiettivo avrà quello di raggiungere una quota di mercato del 5%, ma sia il nome che le previsioni sono tute da confermare. Intanto la sua start up Wikia, si è comprata il web crawler Grub, una sistema software che permetterà l’indicizzazione del web. “Se riusciremo ad aver buoni risultati nella qualità della ricerca, penso che sovvertiremo i rapporti di forza tra le società di ricerca e il pubblico - ha dichiarato Wales -. Potrei sbagliarmi, ma sembra la conclusione più probabile”.
Si vedrà a fine anno, periodo nel quale dovrebbe essere lanciato il nuovo servizio.
Via Design Vitality si approda a Web Design Toolbox: 100 Web Design Template Sources, Tools and Resources in chiave libera e GPL-compliant (o, quantomeno, idealmente orientati in quel senso): tra le risorse segnalate, le migliori directory per template, programmi per designer, ancora template e CSS di partenza già scritti oppure sistemi per scriverli ex novo con procedure guidate e infine materiale su blog e blogosfera.
Hanno gettato il sasso, Gary Edwards e Buck Martin, quando scrivono per LinuxWorld.com un articolo intitolato Game over for OpenDocument? Un sasso bello grosso, sembra, destinato a generare un acceso dibattito dato che si pone in netta contrapposizione con quanto finora fatto a sostegno di ODF e dei formati liberi. Ricostruendo la storia recente di questa tematica, i due responsabili della OpenDocument Foundation scrivono:
Una nuova serie di formati, forse basati sull’unione tra XHTML+, CSS 3.0 e RDF o forse su un miglioramento nell’interoperabilità è in arrivo. Questo è ciò che chiaramente ha in mente l’europea IDABC con i suoi recenti annunci in merito alla proposta di Open Document Exchange Format (ODEF). L’aspetto sorprendente è che i plugin interni possono produrre ODF, XHTML+ e ODEF e la relativa architettura non è allineata alle modalità dei grandi vendor per neutralizzare il controllo su applicazioni e standard.
Altra nuova licenza proposta alla Open Source Initiative perché venga approvata. È la Open Source Hardware License (OSHL) di Nokia sulla quale Joe ‘Zonker’ Brockmeier, dalle colonne virtuali di Linux.com, si chiede:
È necessaria una licenza specifica per l’hardware? Se sì, in che differisce rispetto al software?
E parte con un’analisi che innanzitutto affronta il discorso del lavoro accademico - e la sua protezione - svolto in associazione con un’azienda privata. Lavoro per il quale, fin dalla notte dei tempi del software, sono esistite licenze più o meno libere che comunque, fino all’avvento della GPL, non sono state totalmente in grado di proporre una tutela contro la proprietarizzazione. Passando al discorso dell’hardware, qualcosa di analogo potrebbe verificarsi e dunque, per usare un’espressione di Simon Phipps:
Creare vettori di libertà è sempre una buona cosa.
La conoscenza è l’unica fonte dalla quale nascono sia l’amore che i principi dell’umana libertà. David Webster

Abbiamo ottenuto alcune informazioni utili, ma possiamo fare di più, sia come privati che come rivenditori. Vi chiediamo quindi di raccontarci le vostre esperienze e di segnalarci eventuali rivenditori interessati ad aiutarci nella nostra ricerca. Più ne sappiamo, meglio riusciamo a difenderci.
Nel frattempo il numero delle firme per la petizione del prof. Renzo Davoli a favore della “Liberalizzazione nel campo del Software per Personal Computer” ammonta ad oltre 8000 unità, la volontà c’è, cerchiamo di stimolarla anche in chi non ne è ancora a conoscenza.
A breve pubblicheremo il dossier completo in formato PDF.
La Gazzetta del Sud Online ha recentemente pubblicato una lunga intervista dal titolo Paul Kunz, il pioniere di internet profeta del software senza “padroni”. Il personaggio con cui il giornale dialoga - a volte, va detto, con qualche pecca dal punto di vista concettuale per cio’ che riguarda il software libero - è tutt’altro che di secondo piano: Paul Kunz, al pari di Tim Barnes Lee, rappresenta un personaggio chiave nell’evoluzione della rete così come la si conosce oggi. E merito dell’intervista - pur con i punti di debolezza di cui sopra - è di mettere in forte relazione l’innovazione delle reti telematiche con il software libero, fondamento senza il quale non ci sarebbe progresso tecnologico. Vediamone un passaggio:
In che modo la ricerca scientifica dal 1991 a oggi è stata avvantaggiata dal Web?
Esattamente nel modo in cui speravo se non ancora di più. Attraverso la divulgazione di importante documentazione riguardante gli strumenti scientifici utilizzati dagli scienziati di tutto il pianeta. […] Basta andare sul sito del Cern (www.cern.ch) e aggiornarsi sugli esperimenti realizzati utilizzando il Large Hadron Collider (LHC, un sofisticatissimo acceleratore di particelle, ndr). Si possono trovare dettagli in un modo che prima del 1991 era possibile solo su documenti cartacei. Grazie a internet l’informazione scientifica oggi è a disposizione di ogni ricercatore in qualsiasi parte del mondo, non solo per coloro che frequentano biblioteche in cui sono reperibili le riviste più costose. Si immagini quanto ciò sia vantaggioso per i paesi in via di sviluppo.
È un’operazione che riguarda in Francia - per la precisione, nella ragione di Île-de-France - trentamila studenti di liceo e altri quarantacinquemila di altri istituti superiori. Il mese prossimo, con l’inizio dell’anno scolatico 2007-2008, a ognuno sarà infatti consegnata una penna USB con 1 gygabyte di spazio. Ma non sarà vuota: essa conterrà infatti programmi liberi che gli studenti possano utilizzare anche a casa. La lista delle applicazioni comprende browsing, posta elettronica, instant messagging e la suite di office automation OpenOffice.org. Un’occasione, dunque, per diffondere software legale, anche se - avverte il sito La Tecnica della Scuola:
La mini-memoria permetterà anche di riprodurre audio e video multimediali. Unico limite dei software open source messi a disposizione dei 175 mila studenti delle scuole superiori parigine è che potrà essere utilizzato esclusivamente con computer che si avvalgono del sistema operativo Windows: chi possiede un Macintosh o gestisce i dati tramite Linux o altri sistemi gestionali dovrà adeguarsi.
Quando Linden Lab ha compiuto l’inevitabile mossa di rilasciare il client del mondo virtuale Second Life con la licenza GNU GPL, sapevano di poter integrare tanto software già esistente. Un messaggio nella lista degli sviluppatori annuncia che le funzioni audio/video saranno fornite da GStreamer nel client SecondLife. È un grosso riconoscimento, visto che GStreamer sostituirà il sistema proprietario QuickTime.
Ne parla ArsTechnica.