
A inizio Agosto la campagna DefectiveByDesign della Free Software Foundation è approdata in Europa per protestare contro la decisione della BBC di usare sistemi DRM.
Sul sito DefectiveByDesign si possono leggere (in inglese) i risultati e l’ottimo scambio di battute con la BBC stessa. Notevole il cielo grigio inglese di inizio Agosto ![]()
Lo scambio di email tra l’Open Source Manager di Google Chris DiBona e l’Open Source Chief (wow) di Microsoft Bill Hilf è davvero buffo: il bove chiama l’asino cornuto. Mentre la credibilità della Open Source Initiative cade a capofitto.
Microsoft ha chiesto alla OSI di certificare alcune sue licenze. Il compito dichiarato della OSI è stato sempre quello di approvare le licenze secondo delle linee guida, le Open Source Guidelines. Nel DNA della OSI non è ammessa la politica: solo tecnica, tecnologia e obiettività. Ottimo, si pensava a metà anni Novanta: niente più capelloni filosofi, ma concretezza e (parola magica) pragmaticità.
A Google però non sta bene che Microsoft usi il bollino di approvazione per qualche sua licenza (peraltro di dubbia utilità per noi, visto che nessun programma davvero importante le usa) e DiBona pone domande politiche: Microsoft smetterà di usare il termine fuorviante ‘Shared Source’? Smetterà di spandere FUD sul software libero e specialmente sulla GNU GPL? DiBona va anche oltre e si chiede perché pure si dà udienza a Microsoft visto che da anni ormai OSI tenta di limitare l’approvazione di nuove licenze: dopotutto queste sottoposte da Microsoft sono simili ad altre esistenti come le BSD/MIT e le Mozilla Public License.
La risposta di Hilf ci pare chiami direttamente in causa OSI: da nessuna parte si legge che OSI valuta la strategia di marketing del richiedente.
Non vorrei essere nei panni di Michael Tienmann ora, ma mi pare sempre più chiaro che il ruolo di OSI deve essere profondamente (e rapidamente) rivisto.
L’ultima novità dagli USA riguardo la musica online è che il colosso della distribuzione Wal-mart ha iniziato a vendere MP3 senza DRM. Il servizio è in diretta concorrenza con iTunes, ha un catalogo che comprende sia artisti della EMI che della Vivendi/Universal Music Group. I file di Wal-mart costano anche meno che su iTunes: 94 centesimi per traccia, contro gli 1.29 dollari del servizio Apple. I file con il DRM Microsoft costano solo 6 centesimi di meno, praticamente un’inezia.
Il catalogo dovrebbe essere vasto ma il sito di Wal-mart accetta connessioni solo da Windows. Non basta spacciarsi per un sistema IE7+Vista con l’estensione User Agent Switcher di Firefox, ma serve anche il mediaplayer ![]()
Il punto è che il DRM sta morendo.
Storie di migrazioni di successo da condividere. È l’appello che lancia Linux.com chiedendo a chiunque abbia da raccontare un’esperienza - in ambito aziendale, pubblico, scolastico o altro - di prendere contatti con la redazione e iniziare a consultare le regole editoriali definite dagli editor. Inoltre, per chi volesse ispirarsi a qualcosa di già uscito, indica anche un articolo che sembra aver raccolto buoni consensi, Switching art students to GNU/Linux. Infine, un incoraggiamento a procedere: gli autori delle storie che saranno accettate e finiranno per essere pubblicate, si vedranno corrispondere 100 dollari.
Di esperienze di migrazione se n’è parlato abbastanza anche da queste parti. Quindi perché i loro protagonisti non provano a cercare un’eco internazionale?
Tra pochi giorni - e precisamente il 29 agosto prossimo - nascerà la comunità italiana di Elysium il cui scopo è quello di mettere a disposizione strumenti liberi per la creazione di mmorpg in due dimensioni. Al momento, informazioni ulteriori sul progetto - che di per sé suona interessante - non ce ne sono molte, se si esclude un comunicato stampa diffuso nei giorni scorsi e in cui si legge:
Elysium Italia si propone come un punto di riferimento a chi in italia vuole cominciare a cimentarsi con questo software, il nostro obbiettivo è avvicinare tutti al mondo dell’open source e dimostra quanto riesca ad essere infinito… A vostra disposizione avrete un forum di supporto e un sito ufficiale, pieni di materiale come tutorial, risorse e script (codici già fatti per aggiungere funzioni al programma)… insomma Elysium Italia conta di riunire un gran numero di appassionati che daranno a loro volta vita a fantastici mmorpg.
Detto questo, non rimane che attendere il varo e capire qualcosa di più.

Come annunciato facciamo il punto della situazione e pubblichiamo il dossier completo in calce al presente articolo.
Lo scopo del dossier è stata un’analisi del mercato al fine di approfondire il comportamento di svariate imprese produttrici IT per quanto riguarda la vendita di hardware senza sistema operativo preinstallato o con GNU/Linux. Il tutto è nato dalle varie notizie emerse in merito alla politica di vendita di DELL.
Per avere un quadro ampio della questione abbiamo analizzato il mercato sia dal punto di vista del privato che dal punto di vista del rivenditore.
Sulla base delle testimonianze raccolte e dalle ricerche svolte è emerso che i consumatori privati si scontrano con il problema del risarcimento del sistema operativo indesiderato in tutta Europa e che esso ammonta a cifre diverse a seconda del SO e del paese. Ciò accade però soltanto ai più fortunati, poiché svariate imprese ignorano totalmente le richieste di preventivo per hardware senza SO o con GNU/Linux preinstallato.
Per quanto riguarda i rivenditori è stata registrata una tendenza poco edificante, la tendenza ad ingorare totalmente la questione e ad accapparrarsi la licenza, pagando il prezzo pieno, poiché esso non varierebbe dal prezzo del prodotto senza SO.
Continua da sopra:
Le nostre ripetute richieste di commenti e suggerimenti hanno dato i loro frutti:
* a quanto pare il problema si poneva già ben cinque anni fa in RAI;
* esistono dei siti attraverso i quali si possono trovare dei rivenditori di PC senza SO;
* risulta estremamente difficile capire a quanto ammonti il costo effettivo di una licenza Windows;
* molti rivenditori aggirano la questione. mettendo in difficoltà - attraverso scuse e richieste prive di fondamento - i consumatori che richiedono un rimborso;
* tutta l’Italia e vari altri paesi europei si sono mossi e discutono della tematica.
I nostri lettori ci hanno inoltre comunicato alcuni link utili:
* trovare dei negozi che vendono i pc senza SO
* approfondire la tematica sulla base di ulteriori notizie in sezioni dedicate
Per chiudere in bellezza sono lieta di comunicarvi che DELL ora vende hardware con Ubuntu preinstallato anche in Germania.
Che sia d’esempio anche ai tanti altri attori presenti sul mercato.
Puntuale come ogni anno arriva, a fine estate, un importante appuntamento con la ‘cultura hacker’ italiana: hackit_07 - ten years of nerdcore: hackmeeting itinerante che si svolge ogni anno in una diversa città italiana.
Quest’anno sede dell’evento sarà il centro sociale Rebeldia in via Battisti 51/633 a Pisa nei giorni 28-29-30 settembre, qui tutte le informazioni a riguardo.
L’evento è gratuito, aperto a tutti e con la possibilità di dormire in strutture attrezzate.
In questa pagina il programma, in costante aggiornamento, dei seminari e dei workshop.

Dopo lunghe attese è finalmente in commercio The Family Guide to Digital Freedom. La guida dedicata veramente a tutti - da cui il titolo rivolto alla famiglia - da qualche giorno è acquistabile su Lulu.com. Una guida per capire come difendere i propri diritti, anche per chi si disinteressa o non sa molto di informatica. Una guida per proteggere anche i propri figli nei loro diritti civili e nelle loro prospettive future.
Argomento che acquista un’importanza crescente data l’influenza sempre maggiore della tecnologia sull’educazione, l’economia e sul sociale. I genitori e gli insegnanti sono tenuti a far utilizzare i pc a vantaggio delle famiglie e dei bambini, fatto che spesso purtroppo non accade. Lo scopo della “Family Guide to Digital Freedom” è proprio di cambiare tale situazione spiegando in un linguaggio normale e comprensibile tutto ciò che si deve sapere di software, tecnologie digitali e della cultura digitale, come comportarsi e soprattutto perché interessarsi all’argomento.
Duecentodieci pagine per avvicinare chiunque ad un argomento che spesso spaventa per la sua presunta complessità, a € 9,24. Una percentuale degli incassi sarà devoluta al fondo per lo sviluppo e l’utilizzo di formati aperti. L’autore, che per ogni copia venduta avrà un introito pari a €cent 0,95 sarà lieto di accogliere i vostri commenti e suggerimenti.
Wikiredazione per costruire in modo condiviso e collaborativo la storia dell’industria del Nord-Ovest e presentare la cultura ad essa correlata. Il progetto, lanciato all’inizio dell’estate e presentato su Scuola er, sito realizzato dalla Regione Emilia Romagna e rivolto agli istituti didattici e agli studenti dei diversi gradi, punta molto sulla logica “aperta e libera” dello scambio di informazioni. Inoltre:
È anche possibile proporre nuove voci da aprire a contributi collaborativi, intrecciando i propri interessi con i percorsi formativi del sito. Una redazione valuta i singoli interventi e li pubblica come approfondimenti tra le pagine dei corsi online. Il tutto con licenza Creative Commons 2.5. Coerentemente con la filosofia del Web 2.0, gli utenti di WikiRedazione non hanno bisogno di conoscenze di programmazione né di strumenti informatici specifici: bastano un pc collegato in Rete e molta curiosità a navigare nel Web.
Online sono disponibili anche linee guida e disclaimer del progetto.
Sm4x in collaborazione con Avalon e Gnufunk organizzano anche quest’estate il CC-Festival.
Appuntamento annuale all’insegna della creatività, dell’espressione artistica e delle licenze libere. Il Festival avrà luogo a Parma il 31 agosto e 1 settembre presso la Fattoria di Vigheffio (via Vigheffio, 14).
Per farsi un’idea su chi parteciperà all’evento, qui c’è il programma e per chi volesse capire di che tipo di Festival si sta parlando è anche disponibile il video della passata edizione.