Il parterre delle manifestazioni che guardano con interesse primario al mondo del software libero aumenta e a quanto propone il panorama italiano si aggiunge anche Open Source Expo - Think Open, in programma a Rovigo dal 26 al 28 settembre prossimi. Focus attorno al quale si articola è l’incontro tra aziende e pubblica amministrazione e il programma, che ricalca questa impostazione, è già in fase di avanzata definizione: per vedere che cosa propone la manifestazione, si possono visitare le due sezioni, conferenze e convegni e seminari e tavole rotonde. Disponibili anche le informazioni logistiche per i visitatori mentre è in corso di attivazione l’area per registrarsi.
Premi per 20 mila dollari in palio con il concorso che Nokia ha lanciato recentemente. Forum Nokia Open C Challenge, realizzato in collaborazione con Orange Partner e Symbian Developer Network, prevede di lavorare sulla piattaforma del dispositivo S60 con un duplice scopo: da un lato, rendere più semplice lo sviluppo di applicazioni native e dall’altro avviare il porting di programmi proprietari su GNU/Linux da rilasciare con licenza libera.
Per candidarsi al concorso, c’è tempo fino al 31 agosto prossimo attraverso la compilazione di una richiesta (in formato .doc, sic). Sul sito della competizione, inoltre, ci sono tutte le componenti da scaricarsi per poter partire con la programmazione.
Si legge su ArsTechnica che EU slaps Intel with formal antitrust charges. La notizia, confermata anche dalla Reuters, riguarda pratiche illegali utilizzate dal produttore di processori per combattere la concorrenza rappresentata da AMD. Inoltre è il risultato di anni di indagini che hanno compreso anche un procedimento avviato da AMD alla Bundeskartellamt, la corte federale tedesca per l’antitrust. Il 2008 sembra infine l’anno candidato per arrivare a un procedimento formale che si aggiungerebbe a un altro, quello contro Microsoft, già in fase molto avviata,

Ci si prepari perché il prossimo 15 settembre sarà Software Freedom Day ‘07. E leggendo le notizie preparatorie della manifestazione che ormai sta diventando un appuntamento fisso, si vede che sono già duecento i gruppi che hanno ufficialmente aderito. Per chi avesse invece intenzione di partecipare, ecco un po’ di materiale da leggersi in anticipo:
Per dare un’occhiata a ciò che si sta preparando in Italia, il link è questo.
E questa sarà da attribuire a un colpo di calore estivo? Che Microsoft avesse aperto un sito dedicato al suo “dialogo” con la comunità del software libero, non è notizia fresca. Più recente, invece, è che Microsoft decides ‘open’ is better than ’shared’: What this says about OSI, per dirla con il titolo di un articolo comparso nei giorni scorsi CNet News. Articolo dal quale si viene a sapere che anche la “creatura” di Bill Gates ricorre alla Open Source Initiative per vedersi attribuire il bollino di “aperto”. A dirla tutta, il primo ad accorgersene è stato Tim O’Reilly sul suo O’Reilly Radar. Il quale considera la mossa per quello che appare a molti, una strategia di legittimazione all’interno di un’area dell’informatica che non prevede processi proprietari. Ma aggiunge:
L’open source è sopravvissuto al processo di “darwinismo del software” di Microsoft e sta diventando una parte ancora più importante delle sue riflessioni.
Per chi non avesse saputo che dal 22 al 24 luglio scorso, a Portland, in Oregon, si sarebbe svolta la conferenza Ubuntu Live, primo evento rivolto alla comunità che ruota attorno alla distribuzione di GNU/Linux, potrà tenere monitorata da ora alle prossime settimane la situazione del sito. Qui, infatti, inizieranno ad essere pubblicati testi, audio e video degli interventi che si sono succeduti nella tre giorni statunitense che ha visto alternarsi, tra i relatori, personaggi come Matt Asay, Eben Moglen, Maddog e Tim O’Reilly. Tra gli italiani erano presenti Simone Brunozzi dell’università per gli stranieri di Perugia e Federico Musto di Dog Hunter.
Un resoconto sull’evento è disponibile sul Linux.com.
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Non contenta dei risultati ottenuti, ho voluto fingermi un utente privato interessato all’acquisto di alcune macchine specifiche con GNU/Linux o Windows preinstallati o vergini. Scrissi dunque a DELL, HP, Acer e Toshiba. Ciò prima compilando il modulo sulle pagine ufficiali (a seconda della disponibilità di esso) o contattando alcuni rivenditori di Milano, Roma e Bolzano.
Parallelamente ho chiesto ad un’impresa alto atesina di richiedere per questo dossier dei preventivi alle loro imprese fornitrici per valutare la differenza tra macchine con GNU/Linux, Windows o nessun SO installato.
I risultati sono sorprendenti, tenetevi forte.
Continua da sopra:
DELL: nessuna risposta (anche essere ignorati è un risultato);
HP: nessuna risposta (come sopra);
Toshiba: idem;
Rivenditori di Milano e Roma: idem;
Acer: finalmente qualcuno si è degnato di prendermi in considerazione inviandomi la seguente mail:
Subject: RE: Richiesta preventivo (AC)
From: Info_Italy@ acer-euro.com
Date: 22/06/07 14:20
To: SandyGentile Cliente,
In merito alla sua gentile richiesta, la informiamo che ogni sistema operativo viene installato in una singola macchina dopo essere stato debitamente testato, per questo motivo Acer da assistenza esclusivamente al sistema operativo che preistalla nelle sue macchine.
Cio’ nonostante, la informiamo che è possibile installare un altro sistema operativo nel suo notebook, acquistandolo a parte, ricordando che Acer non le puo’ garantire un corretto funzionamento e che per l’assistenza software dovra’ rivolgersi direttamente al fornitore e costruttore del software.
L’assistenza hardware entro i termini consentiti dalla garanzia acquisita, sarà sempre a carico Acer.
La informiamo infine che è possibile attivare una procedura di reso del sistema operativo entro 30gg. dalla data d’acquisto del PC, Le chiediamo di contattare il servizio assistenza tecnica al numero 199 50 99 50 , attivare una pratica in assistenza, e conseguentemente spedire a sue spese, il notebook al nostro centro assistenza di Lainate (MI).
Oltre la formattazione dell’HDD, dovrà essere recuperato il sigillo di Microsoft che si trova applicato sul fondo del notebook.
Le sarà rimborsato un’importo pari a:
- € 30,00 per il S.O. Microsoft XP Home Edition
- € 50,00 per il S.O. Microsoft XP Professional
- € 90,00 per il S.O. Microsoft Media Center Edition
- € 30,00 per il S.O. Microsoft Vista Home Basic
- € 50,00 per il S.O. Microsoft Vista Home Pro
- € 70,00 per il S.O. Microsoft Vista Business
- € 90,00 per il S.O. Microsoft Vista UltimateSiamo a sua completa disposizione per ulteriori chiarimenti e delucidazioni in merito.
Cordiali Saluti
Acer Italy
Ed ecco quindi che non sappiamo quanto vale una licenza, ma vediamo quanto risarcisce Acer Italia per i sistemi operativi resi.
Mitas – impresa produttrice di Bolzano: altra mosca bianca che voluto prendersi due minuti per rispondermi come segue:
Subject: R: BASIC PC Sempron AM2
From: philip@ mitas.it
Date: 07/07/07 10:59
To: SandyBuongiorno,
come da Lei richiesto Le inoltro le nostre migliori quotazioni.
I Pc sono comprensivi di monitor, tastiera e mouse.
Spetta a Lei la scelta di acquistare il prodotto con o senza sistema operativo.
Sui Pc da 699,00 € e il Pc da 899,00 € si possono togliere 80,00€ per il sistema operativo. Sui Pc da 999,00€ e il Pc da 1099,00 € saranno 100,00 €.Distinti saluti
Philip Holzer
Naturalmente la differenza di prezzo è basata sul SO in questione Windows XP o Vista.
Faccio inoltre presente quanto rilevato da un fellow (arc) sulla base delle proprie richieste nella sezione dedicata del sito chi3 segnalato da GNUVox non molto tempo fa.
Articolo 1/5
La Germania tira le orecchie a Skype e dimostra una violazione della licenza GPLv2. Lo si legge su una rivista tedesca: un contributore di Slashdot segnala anche una traduzione in inglese effettuata tuttavia con procedura automatizzata. Dunque probabilmente il testo non sarà perfetto. Nella sostanza, comunque, è dovuta intervenire una corte tedesca perché l’azienda di telefonia su IP lussemburghese ammettesse di violare la licenza d’uso della Free Software Foundation con i suoi telefoni basati su GNU/Linux. I quali, quando vengono distribuiti, sono sprovvisti di un supporto per rendere disponibile il codice sorgente, non rintracciabile neanche in rete.
Il VoComp è una conferenza che riunisce sistemi progettati dalle università per il voto elettronico e che si è tenuta pochi giorni fa a Portland, in Oregon. Alla fine dei suoi lavori giunge una bella notizia: la fonte è il blog di Wired e il titolo del post recita US/Canada Team Wins Voting Machine Competition.
La vera bella notizia, tuttavia, si trova all’interno del testo e in particolare dove si dice che il trionfatore della conferenza è un sistema chiamato Punchscan, frutto del lavoro di uno sviluppatore esperto di crittografia, David Chaum, che per realizzare la sua piattaforma ha utilizzato un precedente sistema, Scantegrity. Il quale esiste proprio in forza del software libero, abbondantemente usato.
Ulteriori informazioni della conferenza e del suo risultato è disponibile qui.
La House of Representatives statunitense ha approvato una legge che obbliga a rendere disponibili liberamente i risultati delle ricerche finanziate dal governo federale entro un anno dalla pubblicazione. Wired parafrasa addirittura Armstrong nel dare l’annuncio. Leggendo il comunicato stampa però si parla solo del National Institute of Health, non di tutte le agenzie federali: qualcuno ha maggiori informazioni?
La Alliance for Taxpayer Access esulta perché la House ha affermato il principio che la condivisione su Internet dei risultati di ricerche finanziate con fondi pubblici è un componente essenziale degli investimenti scientifici della nazione. A quando qualcosa di simile per il CNR italiano?