La Free Software Foundation ha lanciato una nuova campagna a supporto del Software Libero.
PlayOGG è stata avviata con l’intento di diffondere e supportare l’utilizzo del formato audio OGG Vorbis. Rilasciato nel pubblico dominio, liberamente implementabile e, contrariamente al formato MP3, non limitato da alcun brevetto software, OGG Vorbis è maturo per una diffusione più ampia e non sarebbe male vederlo, in futuro, soppiantare il vecchio e brevettato MP3.
Considerando che nemmeno Microsoft è passata illesa alla minaccia dei brevetti software, alla quale è stato ordinato di versare 1.5 miliardi di dollari per violazione delbrevetto sull’MP3, possiamo immaginare quanto difficile, rischiosa e costosa possa essere l’implementazione di software che utilizzino le specifiche dell’MP3, da parte di programmatori o aziende più piccole di Microsoft (praticamente tutti).
Molto meglio usare soluzioni libere, soprattutto quando funzionano molto meglio di quelle proprietarie.
In Emilia Romagna nasce il blog Piter per discutere del piano telematico regionale 2007-2009. Iniziativa che segue una tavola rotonda sul tema, viene annunciata dall’assessore alle attività produttive Duccio Campagnoli il quale afferma il suo sì al software libero. E aggiunge in una mail con cui introduce la nascita del blog:
Il Piano Telematico Regionale si propone nuovi obiettivi in termini di sviluppo in cultura ed educazione informatica (puntando a superareil digital divide ancora esistente se si pensa che 600mila emiliano-romagnoli sono ancora esclusi dall’utilizzo delle nuove tecnologie), promozione di una maggiore integrazione delle strutture esistenti, il pluralismo informatico all’interno della Pubblica Amministrazione e un accesso più paritario sul territorio per cittadini e imprese.
Altra iniziativa da tenere d’occhio.
Di Second Life se ne parla troppo, e forse questo continuo chiacchiericcio rende sospetti i bravi programmatori che già hanno visto troppi mondi virtuali e altre iniziative crollare miseramente. Però a noi Second Life pare diversa, prima perché i suoi creatori stanno aderendo ai principi etici delle FSF. E poi perché, diciamocelo, il web è diventato palloccoloso e pure quando è 2.0 non stupisce più. Allora ecco l’occasione per ricominciare a immaginare un futuro che non c’è: parlarsi via Second Life. L’effetto della nuova beta è a detta di chi l’a provato straordinario: si sentono le voci delle persone in una stanza provenire da dietro o di lato, e si affievoliscono allontanandosi. Per ora lasciamo ad altri il compito di fare test, ma noi ci stiamo comunque divertendo ad immaginare il client di SL come un file manager veramente spaziale (altro che Nautilus). O anche e più semplicemente iniziamo ad avere incubi di capi che ci obblighino a riunioni virtuali ugualmente lunghe e noiose sulle intranet 3D aziendali. IBM e Sun sono già al lavoro su questo. Voi che ne pensate? Second Life è solo un gioco noioso oppure è un ambiente di socializzazione destinato ad evolversi?
Raccogliendo l’invito lanciato un paio di giorni fa, Francesco P. Lovergine del LugBari ci ha inviato una serie di riflessioni dopo la conferenza stampa durante la quale il comitato regionale del PRC ha presentato il disegno di legge su trasformazione e adeguamento tecnologico della pubblica amministrazione in Puglia. Riportiamo di seguito il testo del lug e qui si trova il comunicato stampa del PRC dopo l’incontro dell’altro giorno. Scrive Francesco:
Ho in mano una copia cartacea del DDL come sara’ presumibilmente presentato in aula. Tra le caratteristiche salienti, dopo una introduzione (corretta, il che e’ gia’ molto) su FOSS individuo diversi punti interessanti.
Continua da sopra:
- Vincolo di uso di standard e protocolli/formati aperti e interoperabili per tutta l’attività della PA regionale.
- Vincolo di uso di software e sistemi FOSS rispetto al proprietario in forma prioritaria in ogni caso e contesto in cui ciò sia realizzabile. Dovranno essere sempre garantiti meccanismi di comparazione oggettivi e in grado di valutare il costo totale di possesso, il costo di uscita (?), la valorizzazione delle competenze tecniche possedute dall’amministrazione, l’interoperabilità per la PA nel suo complesso, l’interesse di altre amministrazioni al riuso dell’applicazione da realizzare e/o acquistare.
- Sostegno all’informatizzazione FOSS nella PA.
- Incentivazione alla ricerca e sviluppo predisponendo opportuni programmi di ricerca incentrati su software FOSS per Università, centri di ricerca, enti pubblici o privati. Istituzione di un apposito fondo regionale a tale scopo. Il software sviluppato sarà ovviamente rilasciato con licenza FOSS e diffuso.
- Sostegno alla diffusione e insegnamento di software FOSS nelle scuole primarie e secondarie.
- Istituzione presso il parco scientifico e tecnologico di Tecnopolis (controllato e partecipato dalla regione Puglia) di una autorità regionale di vigilanza per ICT cui spetta il compito di garantire che la legge venga implementata in una serie di azioni e interventi diretti alla PA, svolgene attività di coordinamento e di riferimento.
L’art. 11 impone l’adozione di hardware libero nella PA, con chiaro ed evidente riferimento a TC. In tal senso il DDL è assolutamente originale. Cito testualmente:
“
[…] la Regione Puglia non si dota e non usa apparecchiature
elettroniche, informatiche, parti di esse o ad esse assimilate
le quali siano state prodotte secondo parametri tecnologici
progettuali e costruttivi tali da rendere limitato in tutto
o in parte il diritto dell’utilizzatore di:[…]
impedire qualunque azione limitativa della liberta’ di uso o riuso
delle app.elettroniche rese possibili da tecnologie contenute
direttamente o indirettamente nella apparecchiature stesse.
[…]
“Insomma il DDL non manca di direttive ‘forti’ e in tal senso sarà di sommo interesse seguire l’andamento del suo iter… Spero di poter al più presto fornirvi una copia elettronica.
Nonostante quello che cerca di far credere Microsoft, Windows Vista è ben lungi dall’essere quel gran sistema operativo che avrebbe dovuto essere.
Già molti amministratori di sistema si erano lamentati per la brutta abitudine che Microsoft ha preso, già da qualche anno, di rilasciare mensilmente grosse quantità di patch. Il Patch Tuesday, come alcuni lo hanno chiamato, spesso non risolve i problemi che i sistemisti vorrebbero vedere risolti, a volte riesce a tappare qualche falla, ma ne riapre di vecchie e la grossa mole di patch rilasciate in un sol colpo rende la vita abbastanza difficile a quegli amministratori che poi dovranno applicare le patch a tutta la rete dell’azienda.
Questo strano rapporto che Microsoft ha con i bug, non si è risolto nemmeno con il rilascio di Windows Vista, anzi forse è peggiorato.
Da molte settimane è noto un bug che manda in stallo i computer durante alcune operazioni ‘complesse’ per un sistema operativo: cancellare, spostare e copiare dei file.
Microsoft ha dichiarato di aver rilasciato la patch per risolvere il problema, ma ad oggi, la discussione sul forum di supporto Microsoft continua ad allungarsi con continue lamentele di utenti per cui quella patch non ha risolto un bel niente.
Il primo minipc ecologico, economico e basato su GNU/Linux, si chiama Zonbox. Prodotta dalla società newyorchese Zonbu, la macchina misura 15 x 20 centimetri (6 x 8 pollici), ha 512MB di RAM, memoria flash da 4GB al posto di un normale hard disk, un processore Via C7 a 1,2GHZ, connessione 10/100 Ethernet, sei porte USB, PS/2 e un connettore per installare una antenna Wi-FI. Come sistema operativo è stata scelta la distribuzione Gentoo Linux. Il tutto è acquistabile per soli 250 dollari. Il target group dell’impresa tuttavia non è composto soltanto dagli amanti del software libero, ma anche gli amanti dell’ambiente. Il computerino infatti oltre a consumare davvero poco, sarà carbon neutral, vale a dire che l’impresa Zonbu con l’aiuto della società no-profit Climate Trust eliminerà le emissioni di anidride carbonica derivanti dalla produzione di Zonbox. Il minipc dovrebbe essere acquistabile a partire da quest’estate.


La tecnologia che migliora la qualità dell’ambiente, la qualità di vita del singolo e della collettività. Verte intorno a queste tematiche l’appuntamento che il prossimo 20 maggio l’Officina per una Società Solidale e Sostenibile (OS3) ha organizzato a Sommacampagna, in provincia di Verona. Software libero, beni comuni, decrescita digitale sono alcuni degli argomenti a cui saranno dedicati momenti di dibattito ad hoc. Inoltre, contestualmente, avrà luogo anche un install fest.
Difesa della libertà, della democrazia e della sicurezza informatica nell’era della comunicazione digitale. Saranno questi i temi intorno ai quali si articolerà la conferenza stampa convocata per domani mattina alle 11 presso la sede della Regione Puglia dal comitato regionale del PRC. Scopo: presentare il disegno di legge pugliese su trasformazione e adeguamento tecnologico della pubblica amministrazione regionale. E non si parlerà solo di software e di software libero. Infatti si discuterà anche del «grave problema dell’hardware condizionato all’uso di software ad alto costo economico e sociale».
Dato che il periodo del rapporto tra politica e cittadini non è proprio dei migliori e che la politica deve recuperare una frattura profonda a causa del protocollo tra Microsoft e il governo, vi lanciamo un appello. Se qualcuno avesse modo di partecipare alla conferenza stampa e volesse inviarci il proprio resoconto all’indirizzo pr-it[at]fsfeurope.org, saremo più che disponibili a pubblicarlo.
Un buon riassunto delle rivendicazioni e delle minacce di Microsoft in tema di brevetti si trova nel post Microsoft says GNU/Linux violates 235+ Windows patents di Cory Doctorow. E Carlo Piana, l’avvocato che assiste Free Software Foundation Europe nella causa antitrust, interviene senza mezzi termini: «Questa disputa su quanti brevetti violi GNU/Linux non ha senso», dice commentando le dichiarazioni del gigante di Redmond. Piana prosegue nella sua analisi:
Avere un brevetto non significa avere un diritto incontestabile. Proprio recentemente, una decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti ha drammaticamente rigettato come illecita la diffusa pratica dell’USPTO di registrare brevetti di mera ricombinazione di tecniche esistenti. Nel campo del software, la gran parte dei brevetti si rifanno appunto a tecniche già note, riapplicate in campi diversi e in combinazioni diverse. E inoltre, è ancora tutta da dimostrare, in Europa come negli Stati Uniti, l’idea che il software in sé sia brevettabile. Finora molte sono state le pronunce negative. Infine - non è una sfida, ma una constatazione - ho dubbi sul fatto che Microsoft, come chiunque, possa gettare fango nel ventilatore, stando probabilmente dalla parte sbagliata di questo. Una volta iniziata la battaglia dei brevetti, non si sa dove possa andare a finire. Per me si finisce solo con l’arricchire gli avvocati (cosa peraltro non disdicevole in sé) e impoverire i fruitori del software, congelando ogni innovazione. Questa è la ragione per cui nessuno ha una gran voglia di usare i brevetti, né di rinunciarvi, come ai tempi della guerra fredda.
Come l’anno scorso, il LUG Piacenza organizza il GUS una giornata intera dedicata al divertimento puro sotto GNU/Linux. Si svolgerà nella giornata di sabato 16 giugno 2007 dalle 9 di mattina fino alla tarda notte. I giocatori si sfideranno nella bellissima Vigoleno, borgo medievale che già ha ospitato l’edizione precedente. Lo scopo principale dell’iniziativa è semplice: passare una giornata insieme e divertirsi. Ogni Lug vicino e lontano quindi è invitato a partecipare ma non solo: chiunque può approfittare di questa occasione per avvicinarsi al mondo di GNU/Linux divertendosi.
Continua da sopra:
Il sito del Lug piacenza ospita un wiki che contiene tutte le infomazioni per la giornata. Da qui è possibile conoscere i giochi che verranno proposti così da preparare il proprio computer e da potersi presentare già pronti il giorno del GUS. Alcuni nomi?
Molti di questi già recensiti da Gnuvox, per gli altri aspettativi un articolo prima del GUS