Cresce il numero di “embedded device” sul mercato con il firmware sotto chiave. Si va dai router wireless ai personal media player ai video-registratori digitali. I quali, pur usando software libero rilasciato sotto la licenza GNU GPL, impediscono di fatto alcuna modifica dello stesso. Non è più solo il TiVo, dunque, a violare il dispositivo della licenza, spiega Brett Smith a nome della Free Software Foundation. Si tratta piuttosto di «un problema serio che oggi colpisce tutti gli utenti di software libero e che andrà peggiorando se non combattimao questa tendenza in ogni modo possibile». Pur se spesso è ancora possibile sostituire il firmware del produttore con alternative tipo Rockbox o DD-WRT, altri hardware non lo consentono e questo sembra l’andazzo futuro. Motivo per cui la bozza della GPLv3 specifica che i distributori devono garantire all’utente proprie modifiche e installazione del software. Scenario su cui è importante la vigilanza continua della comunità.
Nei Paesi dell’Unione Europea procede il cammino per l’implementazione della “data retention directive”. Pur con scadenza fissata al 2009, la direttiva ha lasciato le specifiche nelle mani dei governi nazionali sulla durata di archiviazione dei dati (e relativi rimborsi ai provider). Mentre la Spagna va orientandosi per 12 mesi, la Germania pensa a 6 e l’Olanda a 18. Intanto questi due ultimi hanno presentato nei parlamenti nazionali misure ancor più stringenti. La proposta tedesca mira a impedire la presenza di dati falsi associati con un acconto di posta elettronica—fino a bloccare ogni forma di anonimato. Ciò si applicherebbe a tutti gli acconti, inclusi quelli basati in Usa, pur se sarà difficile che i provider possano garantire la verifica dei dati inseriti (oggi bastano nome e password). L’estensione olandese specifica invece che le aziende telefoniche devono conservare i dati su tutte telefonate mobili—proposta che «implica la sorveglianza dei movimenti di un’ampia fetta di cittadini innocenti», ha prontamente ribattuto la Data Protection Agency olandese. Oltre al fatto che entrambe le ipotesi sono in evidente violazione delle norme a tutella della privacy stabilite dalla Convenzione Europea sui diritti umani. Aggiorna la situazione un articolo del New York Times, variamente ripreso online, dove si nota fra l’altro che pur essendo solo all’inizio di un complessa procedura, «molti sono preoccupati da un cambio di policy in Europa, da parecchio tempo strenuo difensore del diritto alla privacy dei cittadini».
Chi non conosce le fantastiche avventure delle serie di Super Mario Bros.? Per GNU/Linux da molto tempo esiste una versione alternativa assai simile—Super Tux—che ha acquisito rapida popolarità perchè integrato in parecche delle delle distribuzioni più note. Partendo da qualche nota storica, la relase 0.0.4 (la prima pubblica) venne rilasciata nell’aprile 2003 e fu ideato da Bill Kendrick, mentre attualmente ha un team di sviluppo tutto proprio, il “SuperTux Development Team”. La versione stabile è la 0.3.0, con molte novità rispetto alla 0.1.2, in particolare l’aggiunta di un nuovo mondo “alberato” e un nuovo mondo ghiacciato (rimpicciolito).
Il gioco si presenta come un vero e proprio arcade, la solita schermata laterale rispetto al nostro eroe TUX (altra somiglianza a Super Mario), e le figure Mr. Bomb e Mr. Snowball, non stancano mai il giocatore—anzi lo intrappolano nella storia livello dopo livello, fino allo scioglimento dell’ultimo livello, il vero colpo a sorpresa del gioco. Sono inoltre stati integrati due nuovi livelli, “Bonus Island I & Bonus Island II”. Oltre all’immancabile wiki, è anche disponibile il download di snapshot e preview. Non manca tuttavia qualche difetto, come il supporto ai multi giocatori, ancora in uno stato embrionale, per non parlare neppure di quello per il gioco in Rete. Pur essendo solo alla versione 0.3.0, Super Tux promette parecchio e nelle liste si parla già di una possibile e futura grafica 3D, forse per la versione 1.0. Speriamo bene.
(A cura di Vincenzo Barranco, ILDN)
Questo post non ha nessuna valenza pro o contro il governo di Fidel Castro. Ciò che ci interessa, invece, si svolge a Cuba, ma sta altrove e più precisamente nella scelta di virare gli apparati informatici dell’isola caraibica verso il software libero. Che sia o meno una scelta anti-USA, come accaduto nel Venezuela di Chavez o nella Cina contemporanea, poco importa, alla fin fine, se passano alcuni concetti chiave: indipendenza tecnologica, formazione in loco di competenza, avvio di un volano economico e sostenibile. E pare che sia ciò che sta avvenendo, soprattutto attraverso il coinvolgimento di studenti medi e universitari per la creazione di una distribuzione ad hoc e per l’allestimento di infrastrutture attraverso cui superare il digital divide.
Nonostante Mozilla abbia oggi una discreta quantità di sviluppatori ufficiali e a tempo pieno, i suoi progetti (Firefox in particolare) non hanno perso l’appeal che avevano per la comunità di utenti di Software Libero.
Infatti secondo una ricerca di Asa Dotzler e Seth Bindernagel, due protagonisti chiave della Mozilla Foundation, il 27% delle patch ricevute nei sei mesi precedenti al rilascio di Firefox 2, sono state inviate da ‘volontari chiave’, e il 24% di quelle patch è poi stato integrato nelle successive versioni di Firefox e Gecko.
Come fa notare Seth, poi, l’indagine prendeva come soglia minimal’invio di almeno 50 patch! Una soglia abbastanza elevata, ma nelle prossime indagini questa soglia verrà abbassata e secondo le previsioni di Seth, non ci sarebbe nulla da stupirsi se le percentuali salissero notevolmente. Inoltre si cercheranno di valutare anche lo stato di invio delle patch di Thunderbird, Mozilla Application Suite e altre applicazioni.
Sun continua la sua inesorabile marcia all’interno del mondo del Software Libero.
Il Woodstock Project è infatti il nuovo progetto che mira a sviluppare componenti per interfacce utenti per applicazioni web.
Basato su Java Server Faces (JSF) e Ajax, il Woodstock Project e tutto il materiale a riguardo sono già disponibili sul portale java.net
A volte, ad affrontare temi come DRM, limitazioni ai diritti degli utenti, accesso ai contenuti, ci sentiamo controbattere in modo strano: “parlate di argomenti esoterici, che la gente non comprende, che hanno valore ma non sulla vita di tutti i giorni. Siete dei tecnocrati”. Sarà (noi crediamo di no), ma a leggere il post di Luca Conti, aka Pandemia, non sembra di avere a che fare con l’ennesimo iniziato. Anzi. In Adobe Digital Editions, brutta esperienza con ebook e DRM, la sua esperienza è molto concreta (e molto quotidiana, diffondendosi l’uso di formati elettronici per i libri) e ha a che fare con
l’impossibilità di leggere un libro già acquistato e pagato regolarmente!! Vado ad aprire il file del libro e Adobe Digital Editions mi chiede di procedere ad un aggiornamento del software, in assenza del quale non posso aprire più i miei libri. Seguo il link e aggiorno il programma. Vado a riaprire il libro elettronico e cià che mi accoglie è un messaggio di errore relativo al DRM (Digital right management - gestione dei diritti digitali). Vado sul sito Adobe a cercare di risolvere il problema è ciò che trovo è soltanto un messaggio nel forum, con gli stessi problemi, senza una risposta pubblica, a distanza di un mese.
Ora ci chiediamo: ci sono altre persone che hanno avuto esperienze negative con i DRM? In caso affermativo, segnalatecele: potrebbe essere il primo nucleo di un libro bianco molto con i piedi per terra: la vita degli utenti ai tempi dei DRM.

La Lightweight Java Game Library (LWJGL) ha finalmente raggiunto la versione 1.0. La libreria offre grandi possibilità al linguaggio di programmazione Java dandogli l’accesso a OpenGL e OpenAL, fornendo ulteriore accesso alle periferiche come volanti, gamepads e joystick. Tutto tramite un API semplice e diretto. La libreria è molto stabile ed è stata già usata per lo sviluppo di alcuni giochi commerciali sviluppati con essa, compreso Tribal Trouble e il vincitore del premio dell’Indie Titan Attacks—ma anche giochi Free come Starship2d. È disponibile per tutte e tre le piattaforme più importanti (GNU/Linux, Windows e Mac) sotto licenza BSD. Fonte: Linuxgames
La maggior parte dei dirigenti dell’industria musicale considera i DRM un impedimento all’ampliamento delle vendite. Questa l’indicazione centrale di un sondaggio condotto in Europa da Jupiter Research fra dicembre e gennaio, quindi prima dell’intervento pubblico di Steve Jobs contro le restrizioni del DRM (e annesse ricadute). L’indagine ha riguardato dirigenti di etichette discografiche grandi e piccole, negozi digitali, produttori e altri soggetti del settore. Il 54% degli interpellati ritiene che gli attuali lucchetti siano troppo restrittivi e il 62% sostiene che togliendoli le vendite musicali farebbero un grosso balzo in avanti. Una posizione che trova d’accordo, nello specifico, il 48% dei dirigenti di etichette discografiche. In generale, il 70% crede inoltre che il successo della musica scaricabile dipende dalla massima compatibilità tra i vari lettori digitali sul mercato. Tuttavia il 40% è convinto che solo l’intervento organizzato dei governi oppure le massice azioni dei consumatori potranno modificare l’attuale scenario legislativo e commerciale. Pochi hanno infatti sostenuto che le tecnologie DRM possano scomparire a breve termine.
Battle for Wesnoth può creare dipendenza. Se siete appassionati di fantasy e giochi strategici, dovreste starne lontani per evitare di rimanere ore e ore incollati al monitor. È nato con lo scopo di essere semplice da imparare ma divertente, giocabile ed avvincente. Tecnicamente parlando si può definire uno strategico a turni che usa campo di gioco formato da una griglia esagonale con un’intelligenza artificiale degli avversari molto ben sviluppata. Un semplicissimo tutorial vi getterà immediatamente all’interno del regno di Wesnoth e vi insegnerà cosa dovete sapere per combattere.
Continua da sopra:
Elfi, maghi, orchi e molte altre strane creature ciascuno con il suo punto di forza o il suo punto debole, il terreno più adatto dove farlo combattere, le armi preferite, l’esperienza, i capitani, gli eroi, il giorno, la notte vi diventerà tutto familiare. Ciascuna unità può poi avere più modi d’attacco uno a distanza e uno ravvicinato, oppure attacchi magici. È possibile sfruttare le caratteristiche del terreno per ottenere vantaggi con determinate unità (ad esempio gli elfi hanno un vantaggio in difesa se sono in una foresta mentre in acqua subiscono una grossa penalità).
Pur essendo molto semplice iniziare a giocare questo non significa non si possano sviluppare tattiche di gioco molto complesse e variegate ed afrontare i diversi scenari in modi differenti. Sei campagne base e una comunità molto vivace di creatori di moduli, che hanno creato decine di campagne aggiuntive scaricabili facilmente attraverso l’interfaccia del gioco, danno una notevole longevità al gioco. Tradotto in ben 35 (!) lingue differenti (tra cui, ovviamente, l’italiano) ha una grossa comunità di appassionati: più di un milione di download da sourceforge.net.
La possibilità di sfidare amici in rete locale o di connettersi a server multiplayer online aumenta grandemente le possibilità di divertimento. Uno dei punti di forza di questo gioco èla storia. Per ciascuna campagna i diversi scenari sono legati da una trama avvincente che permette di identificarsi con il protagonista e aumenta il desiderio di continuare a giocare.
C’è pane per i denti anche per sviluppatori e Modders che possono godere del linguaggio WML (Wesnoth markup language) , per includere abilità personalizzate, modifiche alle caratteristiche di un’unità, eventi più dettagliati, e la possibilità di scrivere un’Intelligenza Artificiale personalizzata in Python.
Sintesi:
Divertimento: 8.5
Grafica: 7.0
Musica: 7.5
Sonoro: 7.0
Licenza: GNU GPL V.2Consigliato a tutti gli amanti del fantasy e che da un videogioco vogliono qualcosa in più di una veloce sfida!