Open access? C’è chi pensa sia quasi la peste…
«L’open access? Equivale alla censura attuata da un governo». L’affermazione stupisce. Ma come? Chi fa un’affermazione del genere? Intanto circoscriviamo l’ambito: si sta parlando di pubblicazioni scientifiche. E dettagliando maggiormente, la perentoria frase compare in un articolo di Nature che riprende uno accesso scambio di mail. A pronunciarla poi sarebbe stato Eric Dezenhall, scrittore, saggista e titolare dell’agenzia di comunicazione Dezenhall Resources, intervenendo al meeting dell’Association of American Publishers per parlare di approcci strategici all’editoria. I quali dovrebbero - secondo Dezenhall, soprannominato anche il «bit bull delle pubbliche relazioni» - starsene alla larga dagli approcci simil Public Library of Science (PLoS) pena la scomparsa di ogni forma di sostentamento per le pubblicazioni scientifiche. (Forse Mr. Dezenhall non si è accorto del recente lancio di un altro peer-reviewed journal, PLoS ONE, a conferma del successo delle open access policy nella e per la ricerca scientifica).
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