GNUvox

La voce del software libero
Gennaio 22nd, 2007
by Giacomo Poderi

Lenta ma inevitabile la ritirata del DRM

NoDrmIl Digital Restriction Management (DRM) è sempre e solo piaciuto a coloro che volevano imporlo, non certo a utenti e a cittadini che, per acquistare un brano mp3 o un DVD, si devono poi sorbire anche tutte le complicazioni delle restrizioni di ultima generazione.
Oggigiorno, però, sembra che oltre agli utenti il DRM non piaccia più neppure a quelle major che hanno sempre cercato di ‘infiltrarlo’ nel mercato del multimediale, riconoscendone inutilità e dannosità per lo settso mercato della musica e del cinema. Ecco allora arrivare, dall’interno del circuito del big-business musicale, le prime dichiarazioni sulla morte del DRM, come ha riconosciuto perfino la IFPI (International Federation of the Phonographic Industry). Di pari passo, pur se in silenzio, le grandi etichette vanno prendendo le distanze dal DRM. Il 2007 infatti è stato aperto dalla decisione di Sony BMG di aprire le porte al podcasting senza drm, seguito dall’annuncio di EMI di non inserire più misure di protezione sui propri CD. A cui va aggiunto l’inizio della sperimentazione da parte di Virgin France del download di file musicali DRM-free.

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