Ogni occasione per parlare di software libero e temi annessi è sempre buona. Stavolta si tratta della proiezione del documentario (e libro) Revolution OS II, presentato dall’autore Arturo Di Corinto e seguito da un dibattito. Il tutto è previsto a Roma, Venerdi 22 alle 17.00, all’interno della Festa Dell’Altra Economia (20-23 Dicembre, Ex Mattatoio, entrata dal Museo Macro, Piazza Orazio Giustiniani, 4). Alla ribalta i protagonisti del mondo del software libero, il racconto delle esperienze internazionali, in Sudamerica e in Europa, le pressioni del mercato e le iniziative di valore sociale, il ruolo del Software Libero nella Pubblica Amministrazione e nell’istruzione. Organizzato dalla cooperativa Binario Etico.
Un classico. Che però non può mancare per ripercorrere le più recenti e importanti tappe di un fenomeno. È la presentazione degli avvenimenti che più di altri hanno segnalato la storia del software libero nel corso del 2006. L’ha preparata news.com.com che comprende il lancio del dibattito sulla GPLv3, il rilascio di DB2 da parte IBM e di Java da parte di Sun o la “donazione” in termini di codice via Adobe a Mozilla. Curiosa coincidenza: nell’anno che si sta chiudendo sembra quasi, a leggere questa lista, che il mondo del software libero sia stato per lo più nutrito dai nomi delle grandi aziende. Ma sarà davvero così? Per gli utenti quali sono stati invece i momenti importanti degli ultimi dodici mesi?
Il consorzio non-profit Open Content Alliance verserà un milione di dollari all’Internet Archive per la creazione di versioni digitali delle raccolte presenti nella Boston Public Library, al Getty Research Institute e al Metropolitan Museum of Art. Si tratta di un progetto alternativo a Google Print, considerato non sufficientemente aperto e che presto dovrà fronteggiare in aula le denunce avviate un anno fa da vari autori ed editori. In gioco anche l’insistenza di Google nel voler integrare all’interno del proprio search engine i contenuti delle nove biblioteche aderenti al progetto. E contrariaramente a quanto va facendo il gigante di Mountain View, Open Content Alliance (che conta fra gli altri Yahoo e Microsoft) non passerà allo scanner materiale coperto da copyright senza l’esplicito permesso del titolare. Il consorzio prevede altresì di «stabilire dei meccanismi per condividere i materiali pur rispettando le esigenze delle istituzioni coinvolte».
SugarCRM, il sistema di gestione dei clienti (Customer Relationship Management) distribuito con licenza libera (Sugar Open Source usa la SugarCRM Public License, variante della Mozilla Public License) ha raggiunto il millesimo cliente pagante. E che clienti: Honeywell, Yahoo, Starbucks, State of Oregon, NASA Ames Research, AXA Rosenberg, First Federal Bank, and BDO Seidman. Dal lancio, avvenuto nel 2004, SugarCRM ha costruito una vibrante comunità di utenti con un milione di download e ha convinto della sua qualità aziende multinazionali di alto livello. Complimenti!
La Fondazione Andrew W. Mellon ha assegnato i Premi Mellon per Collaborazione e Tecnologia (MATC) di cui avevamo parlato a Giugno. I premi da 100mila dollari sono stati assegnati a tre istituzioni: The Internet Archive (per il web crawler Heritrix, l’Università di Washington per il server IMAP e il client di posta PINE, e la Humboldt State University per lo sviluppo di Moodle. Gli altri vincitori sono elencati su Newsforge. E chissà che l’anno prossimo non possano partecipare anche università italiane.

L’idea è semplice: distribuire liveCD basati su GNU/Linux ma senza mai nominare il sistema operativo, ma concentrandosi sui vantaggi pratici: assenza di virus e troiani, preoccupazioni varie e qualità di software a disposizione. Un esperimento divertente e uno spunto per parlarne con gli amici nelle cene natalizie. Internet Freedom Disk.
Ecco un’altra notizia che rischia di farci passare per luddisti: i nuovi passaporti elettronici imposti da varie polizie mondiali dopo gli attentati del 11 Settembre mettono a rischio la privacy dei titolari. Alcuni ricercatori hanno dimostrato alla BBC che in 5 minuti e con macchinari da pochi euro in vendita anche su eBay è possibile copiare i dati archiviati nel chip RFID del passaporto, senza che il proprietario se ne accorga.
Secondo la polizia di frontiera copiare i dati non costituisce un problema di sicurezza alla frontiera. Appunto: magari il passaporto non si può clonare in 5 minuti, ma il furto di identità è molto più semplice con questo passaporto. Anche alcuni esperti di tecnologia finanziati dall’Unione Europea sono giunti alla stessa conclusione: il passaporto elettronico mette a repentaglio la privacy dei cittadini. Chiamateci luddisti, ma secondo noi c’è qualcosa di sbagliato e rischioso in tutta questa corsa all’elettronica senza competenze.
Si chiama BadVista ed è la campagna che Free Software Foundation ha lanciato nei giorni scorsi per mettere sul chi vive i futuri utenti del nuovo sistema operativo. Possibili rischi insiti nel software e miglioramenti che proprio tali non sono rappresentano il focus dell’informazione che l’organizzazione di Richard Stallman vuole veicolare. John Sullivam, coordinatore del progetto, in proposito commenta:
Vista is an upsell masquerading as an upgrade. It is an overall regression when you look at the most important aspect of owning and using a computer: your control over what it does. Obviously MS Windows is already proprietary and very restrictive, and well worth rejecting. But the new ‘features’ in Vista are a Trojan Horse to smuggle in even more restrictions. We’ll be focusing attention on detailing how they work, how to resist them, and why people should care

Congratulazioni: Time Magazine ha nominato te persona dell’anno per aver preso le redini dei media globali, per aver fondato e inquadrato la nuova democrazia digitale, per aver lavorato in cambio di niente e aver sconfitto i professionisti nel loro stesso gioco.
Una grande soddisfazione, considerato che l’anno scorso il riconoscimento era stato assegnato a Bill e Melinda Gates e Bono Vox per aver usato il loro potere economico e mediatico a favore dei poveri. Peccato che proprio Gates e Bono si stanno scontrando con te per impedirti di realizzare la nuova democrazia digitale. Infatti i sistemi operativi di Microsoft ancora danneggiano la tua privacy e i tuoi diritti.
Ora puoi parlare con Bono da persona dell’anno a persona dell’anno e chiedergli di firmare il documento che chiede l’abrogazione dei Digital Restrictions Management.
Questa forse è la notizia dell’anno: Software Freedom Law Center è partita lancia in resta sulla Corte Suprema degli USA per far abolire i brevetti software. Non per attaccare un brevetto, ma i brevetti software, tutti.
SFLC è entrata nel processo che vede contrapposti AT&T contro Microsoft per difendere Microsoft e chiedere alla Corte Suprema non solo di decidere se i brevetti registrati in USA si estendano all’estero, ma di rovesciare le decisioni del Federal Circuit di accettare il software come materia brevettabile. Strano che SFLC difenda Microsoft? Beh, forse
Ma la storia del Software Libero è fatta di strane alleanze tattiche.
Software Freedom Law Center Files Brief with Supreme Court Arguing Against Software Patents