Ottime le riflessioni di fine anno offerte da un’attenta analisi su Linux.com: 2006: The year the FSF reached out to the community. Dove l’autore Bruce Byfield mette in luce ragioni e pratiche di cambiamento nelle attività della FSF. A partire dal lungo elenco delle iniziative community-based intraprese quest’anno dalla FSF, tra cui il processo di discussione aperto sulla revisione della GNU Public License e il lancio di campagne pubbliche quali BadVista e Defective By Design. Aggiustamenti derivanti da una leadership più orientata verso l’attivismo concreto, grazie al direttore esecutivo Peter Brown, anzichè come finora «storicamente centrata su progetti e gestioni individuali, tipicamente seguiti da Richard Stallman». Ancor più interessante notare come, per un’organizzazione spesso accusata di posizioni autoritarie, Brown dia credito per il cambiamento ad alcuni aderenti di base presenti alla riunione generale della FSF nel 2005. «Ci ha ispirato un gruppo di software libero auto-creatosi nello Stato di New York…fummo tutti impressionati dal lavoro che stavano facendo», spiega Brown. «Era l’ideale a cui stavamo mirando, con gruppi locali che anzichè stare a discutere di open source oppure di Linux vs. Microsoft, si davano concretamente da fare sui temi della libertà e su come potevano innestarli nel tessuto sociale in loco. Ci hanno davvero aperto gli occhi». E il 2007? «Ci daremo molto daffare. Il 2006 è stato grande, ma il 2007 sarà enorme».
Per chi vuole/può prepararsi in tempo, mercoledì 24 gennaio è prevista la European Patent Conference, organizzata da FFII (Foundation for a Free Information Infrastructure) a Bruxelles (La Tentation, rue de Laeken 28). Con il titolo Verso un nuovo sistema dei brevetti, è il secondo di una serie di eventi mirati a costruire un nuovo sistema dei brevetti in Europa tramite il dialogo e la cooperazione. La scaletta dell’incontro prevede fra l’altro la discussione sulla proposta della Comunità Europea e sul futuro del sistema dei brevetti. Parteciperanno all’evento Pieter Hintjens (Presidente di FFII), Tommy Schweiger (Greenpeace), Roger Burt (IBM) e altri esperti. Ingresso libero, wi-fi inclusa, con colazione e pranzo solo per chi si pre-registra.
Sun non ha perso tempo nel far seguire i fatti alla decisione di rilasciare il codice Java sotto GPL ed infatti, proprio prima dell’inizio delle vacanze natalizie, ecco arrivare il primo progetto Java rilasciato sotto GPL: PhoneME.
Tale progetto ha come obiettivo quello di estendere e migliorare la Java Micro Edition Platform e le sue funzionalità nel campo della telefonia mobile.
Ora tutti noi aspettiamo con ansia anche il rilascio della J2SE sotto GPL!
Ciaran O’Riordan ha fatto uno sforzo per spiegare in termini chiari il concetto di “Tivo-izzazione”, ovvero la pratica di piegare i dispositivi legali della licenza GNU GPL attraverso l’hardware. “Tivo-izzazione” significa trasformare la libertà n. 1 del software libero, cioè il diritto di poter modificare il software per adattarlo ai propri scopi, in un falso diritto. Interessanti i commenti a seguire, sul suo blog nella Fellowship di FSFE e sulla mailing list di discussione, in inglese.
Oggi programmo io. Questo il nome del concorso che la provincia di Roma ha allestito per stimolare la crescita e la diffusione del Software Libero all’interno di enti pubblici, istituti scolastici e Pubbliche Amministrazioni.
Rivolto a tutti i giovani appassionati di informatica, il concorso prevede anche premi in denaro per i progetti tra i primi classificati, che verranno giudicati da una commissione di esperti. Oltre al bando completo, va detto che tutti i migliori progetti verranno resi pubblicamente disponibili e scaricabili sul sito della provincia di Roma.
In bocca al lupo a tutti i partecipanti!
Su GNUvox avevamo parlato di Harold Varmus, il fondatore della Public Library of Science, l’editore di riviste scientifiche distribuite con licenze Creative Commons che dalla medicina alla fisica sta rinnovando il settore. Da pochi giorni è attiva l’ultima nata, PLoS ONE: la rivista delle riviste, la summa delle ricerche su qualsiasi scienza primaria, recensite e verificate da esperti del settore. Se la ricerca è valida troverà spazio su PLoS ONE, altrimenti dovrà andare a farsi pubblicare altrove.
Evergreen è un sistema sviluppato dal Georgia Public Library Service per la gestione delle librerie. Particolarità dell’infrastruttra è che è stata voluta da un’entità pubblica e che contiene strumenti rilasciati esclusivamente come software libero. Notevole il carico di lavoro che Evergreen deve gestire: si interfaccia con 44 sistemi differenti per un totale di 123 contee e 252 librerie convenzionate. Una iniziale versione alpha risale ai primi mesi del 2005 mentre il passaggio a beta è di un anno e mezzo fa. Nell’autunno di quest’anno, infine, è entrata in produzione.
La RIAA (Recording Industry Association of America) ha lasciato cadere la querela contro Patti Santangelo, madre di cinque figli a New York, completamente a digiuno di faccende digitali, divenuta forse l’accusata più nota nella raffica di denunce avviate in USA dall’associazione pro-discografici. La quale però non demorde affatto, avendo preferito portare in aula due suoi figli, i quali avrebbero “piratato” e distribuito oltre 1.000 brani musicali. Il tutto dopo oltre un anno e mezzo dall’avvio dell’azione giudiziaria, e in mancanza di prove specifiche. UPDATE: A proposito di denunce folli, RIAA ha ora querelato AllofMP3.com per conto di EMI, Sony BMG, Universal Music e Warner Music chiedendo un rimborso-danni ridicolo (in aggiunta ad altri ricatti): 150.000 dollari per ognuno degli 11 milioni di brani scaricati da giugno a ottobre 2006. Totale? Appena 1,65 trilioni di dollari. Oltre a chiedere l’immediata cessione e chiusura definitiva del dominio.
Ce lo siamo chiesto più volte, fin da quando entrando negli uffici dell’azienda avevamo notato nell’attaccapanni il cappello rosso e l’impermeabile. Su Computerworld parlano del co-fondatore della compagnia, Bob Young, che spiega l’origine del nome risolvendo l’enigma di shadowman, l’uomo col cappello rosso.
La “colpa” è da attribuire a Marc Ewing, altro co-fondatore di Redhat, che indossava il cappello rosso del nonno girando per l’università. Il rosso è tradizionalmente il colore delle rivoluzioni e della libertà, pertanto a Ewing sembrò naturale chiamare i suoi programmi Redhat 1, Redhat 2 ecc. Il suo peculiare copricapo lo rese rapidamente famoso nel campus per le sua capacità tecniche. Tutto deriva da quell’abitudine.