GNUvox

La voce del software libero

Archive for Novembre, 2006

Il primo hack di Zune

Lunedì, Novembre 27th, 2006

ZunehackLo sapevate che Zune blocca i brani condivisi in wireless con altri utenti consentendon l’ascolto per tre volte prima di evaporare? Il trucchetto del nuovo player MP3 di Microsoft viene applicato in maniera indiscriminata, perfino a musica sotto Creative Commons con licenza leggibile dall’apparecchio. Oltre che, fra i possibili casi, a studenti che si scambiano e condividono le registrazioni in MP3 delle lezioni in aula. D’altronde non ci si poteva aspettare altro da un device infarcito di DRM…come anche inevitabili sono gli hack per liberarsene. Stavolta il bypass consiste nell’usare Zune come un hard drive portabile, più altri passaggi illustrati ben bene dal team di Gizmodo. La prima liberazione, dopo appena dieci giorni di presenza sul mercato USA: niente male.

Linuxaudio-it: al via la lista in italiano

Venerdì, Novembre 24th, 2006

Linuxaudio-itUna lista per discutere di GNU/Linux e audio in italiano. Si chiama Linuxaudio-it ed è un’iniziativa che parte da due programmatori, Marco Milanesi ed Emiliano Grilli. La lista, che ha preso il via ufficialmente lo scorso 6 novembre, contiene discussioni che riguardano il software libero per applicazioni audio e musicali, condivisione di informazioni e strumenti e segnalazioni di sperimentazioni in questo ambito.

Programmatore rimborsato per la scelta di libertà

Venerdì, Novembre 24th, 2006

Windows XPUn altro utente Dell soddisfatto: Dave Mitchell, programmatore, ha comprato un portatile con installato un sistema operativo di Microsoft, l’ha sostituito con GNU/Linux e ha chiesto il rimborso per la copia inutilizzata. Dave è più ricco, non solo per le 55.23 sterline ma per la libertà acquisita.
Per Dave in Gran Bretagna è stato alquanto facile. Ma in Italia come si comporta Dell? E gli altri produttori?

OpenDocumentFormat verso lo standard UNI

Venerdì, Novembre 24th, 2006

[Errata corrige] L’Ente Nazionale Italiano di Unificazione, UNI, UNINFO (Ente federato di UNI con delega alla normazione nel campo ICT) ha avviato le procedure per approvare lo standard ISO/IEC26300 altrimenti noto come Open Document Format. Questo vuol dire che ODF potrà presto diventare uno standard nazionale, immediatamente fruibile da tutte le pubbliche amministrazioni. Per le quali, peraltro, è la scelta più naturale o forse obbligatoria, nel rispetto del codice dell’amministrazione digitale che prevede l’uso di standard aperti.

È ormai una questione di settimane prima che ISO pubblichi definitivamente lo standard. Bene, è una buona notizia.

Viva le Top Ten Girl Geeks!

Giovedì, Novembre 23rd, 2006

Ada ByronChi fu il primo programmatore della storia? Una donna! È vero che Charles Babbage inventò il computer meccanico, ma fu Ada Byron (in seguito Contessa di Lovelace, 1815-1852) ad aver scritto il primo programma per farlo girare. Fu infatti lei a tradurre e adattare gli appunti, in italiano, di Luigi Menabrea per la macchina di Babbage—aggiungendovi proprie idee su come calcolare i numeri di Bernoulli usando la contrazione. Il tutto venne così organizzato nel primo computer software mai sviluppato. L’avete già sentita? Certo, ma la novità è che proprio lei guida l’apposita classifica delle Top Ten Girl Geeks, appena stilata da CNET.uk. Dove si aggiunge che la stessa Byron intuì varie potenzialità e usi della macchina che Babbage non aveva per nulla immaginato, inclusa la “composizione di musica elaborata e scientifica per ogni livello di complessità”. Al secondo posto, troviamo Val Tereshkova, prima donna ad andare nello spazio e salutata come eroe nella natia Russia: porta il suo nome un cratere lunare. E le altre? Be’, meglio non rovinare la sorpresa (e qualche scempiaggine).

Utenti GNU/Linux riammessi su WoW

Giovedì, Novembre 23rd, 2006

WoWPer chi non conoscesse l’indole dei giocatori di World of Warcraft, e dei giocatori di roleplay game in generale, può solo immaginare che cosa gradita, oltre che giusta e doverosa, abbia fatto la Blizzard nei confronti di alcuni sventurati player del più famoso gioco di ruolo online al mondo.
La settimana scorsa alcuni giocatori che stavano utilizzando GNU/Linux e l’emulatore Cedega sono stati espulsi dai server di gioco in quanto ritenuti dei cheater (imbroglioni).
Di ieri la decisione di riammettere quei giocatori che non erano cheater, ma semplici utilizzatori di software libero. Infatti alla Blizzard, grazie all’aiuto degli sviluppatori di Cedega, è bastato poco per scoprire che gran parte degli espulsi non erano affatto degli imbroglioni.
E ora…di nuovo a caccia di orchetti!!

Video sì, ma CC e in un formato libero

Mercoledì, Novembre 22nd, 2006

TheoraUn codec video di alta qualità senza brevetti. Si chiama Theora, fa parte del progetto Ogg ed è stato sviluppato dalla Xiph.Org Foundation finendo per diventare il formato di riferimento della sezione video di CreativeCommons.org. I filmati, resi disponibili su Revver, serviranno per la campagna di finanziamento dell’organizzazione di Lawrence Lessig.

L’Espresso: senza Cap né coda

Mercoledì, Novembre 22nd, 2006

L'Espresso e FSFESe Newsweek pubblica la protesta anti-DRM, L’Espresso questa settimana in edicola parla in un articolo dal titolo «Senza Cap né coda» dell’azione di FSFE per liberare i codici d’avviamento postali italiani. Dunque, mentre si attende ancora la risposta del ministro Gentiloni alla lettera aperta, si torna a parlare dell’atto arbitrario e iniquo che Poste italiane ha compiuto (e su una falsa riga analoga ci si muove anche in Gran Bretagna). Del resto, non è da ieri che si sta affermando ciò. E nel frattempo non si è rimasti con le mani in mano dato che i cittadini che hanno necessità di avere accesso all’elenco dei Cap hanno a disposizione due strumenti realizzati dalla comunità: sono Trovacap e Capito.
Aggiornamento: oggi ne parla anche BoingBoing —sicuramente un bel colpo!

Di seguito quanto scrive L’Epresso:

Continua da sopra:

Le poste italiane hanno sfidato le ire di Internet, degli utenti di Mac (Apple) e di Linux e ne hanno patito le conseguenze. Il problema? Da fine settembre non è più scaricabile gratis il file contenente di codici di avviamento postale (Cap). Bisogna adesso acquistare un programma apposito, su cd-rom. La protesta monta perché la versione economica di questo software (6,90 euro) funziona solo con sistemi Windows. Il motivo, scrive Poste Italiane, è che «allo stato attuale la maggioranza assoluta dei personal computer presenti in Italia sono dotati di software Microsoft». Gli altri utenti possono consultare i Cao solo tramite sito web delle Poste: ma numerose aziende italiane hanno bisogno proprio dei file database per aggiornare i propri sistemi informatici utilizzati per le spedizioni postali. In alternativa, gli utenti non Microsoft possono acquistare una versione professionale del cd-rom, che però costa, per scopi commerciali, 5 mila euro più Iva e che ha funzioni di cui molte aziende potrebbero non avere bisogno. Ne parla una petizione online (www.petitiononline.com/freecap/petition.html) che ha subito raggiunto 2.500 firmatari. E che ha trovato un alleato di ferro: Free Software Foundation, storica associazione libertaria internazionale. La quale si è affrettata a pubblicare (www.italy.fsfeurope.org/it) una versione gratuita di quel file dei Cap, rompendo così le uova nel paniere delle Poste.

Newsweek sulla protesta anti-DRM

Martedì, Novembre 21st, 2006

Newsweek sui DRMLa protesta di alcune settimane fa organizzata da Free Culture @ NYU contro i DRM della Apple finisce su Newsweek e il discorso relativo alle protezioni fortemente volute dalle lobby dei contenuti diviene argomento di discussione mainstream allargando il suo bacino d’ascolto. In un articolato pezzo dal titolo Down with DRM?, Brian Braiker parte raccontando della manifestazione che si è tenuta a fine settembre davanti al punto vendita della Quinta Strada e non si limita a fare un resoconto della giornata. Anzi, spiega quali sono le istanze della protesta ed effettua una panoramica su campagne analoghe, come Defective by Design di Free Software Foundation, ma pure Stop DRM Now! e Digital Freedom. Nell’articolo compaiono anche alcune opinioni pro-DRM e il risultato offre un buon punto di partenza per far conoscere la questione anche a un pubblico non tecnico e, forse, nemmeno “internettizzato”.

Liberare anche i CAP inglesi

Martedì, Novembre 21st, 2006

freethepostcodeDopo l’esperienza italiana sulla liberazione dei codici di avviamento postale, ora tocca all’Inghilterra. Dove parimenti — contrariamente a quanto avviene , ad esempio, negli Stati Uniti — l’accesso all’intero database dei codici postali non è libero e gratuito. Ne sono proprietarie le poste nazionali, che poi lo rivendono alle azienze che ne abbisognano, dalle agenzie assicurative a corrieri e spedizionieri. Ovviamente non si parla di renderlo liberamente disponibile a enti non-profit, comuni cittadini o siti web. Motivo per cui è in corso la raccolta da parte di volontari, coordinata tramite apposito sito, delle coordinate GPS di ogni località e dei relativi codici postali. I dati così raccolti verrannopoi resi di pubblico dominio. Progetto analogo a quello di New Popular Edition Maps, che sta lavorando agli aggiornamenti delle mappe pubbliche risalenti al 1950. Grazie a semplici procedure sul proprio sito, gli utenti possono a localizzare l’abitazione attuale o quelle precedenti con annesso codice postale.