Quei cd dei CAP che fra tre mesi si butteranno via
Riprendiamo l’articolo apparso poco fa sul sito dell’Unità a firma di Toni De Marchi. Ancora un caso di un mancato supporto ai cittadini che usano sistemi operativi diversi da quelli Microsoft. E se per il caso dell’F24 i discriminati erano i sistemi Unix-like, come GNU/Linux, stavolta si trovano sulla stessa barca anche gli utenti Apple. Leggiamo l’articolo di De Marchi: «Questa è la storia di uno dei piccoli scandali dell´Italia moderna, di un´ex azienda di Stato diventata SpA ma che non ha perso le buone, vecchie abitudini di dare un cattivo servizio e di sprecare denaro, suo e nostro. È la storia di un numeretto, il CAP, il codice di avviamento postale, e di un dischetto, un cd. Una storia dove scopriremo che per far soldi su un servizio che siamo obbligati ad usare, le Poste Italiane ci vendono un cd rom che funziona solo su alcuni computer, e anche su quelli ancora per poco, perché tra tre-quattro mesi quando papà Bill Gates farà uscire il nuovo Windows Vista, con i cd dei CAP potremmo farci delle sottotazzine. E se qualcuno volesse arrangiarsi, non si può: i CAP, che fino al 20 settembre erano disponibili sul sito delle Poste, non ci sono più. Eliminati per non far concorrenza ai cd che non funzioneranno più tra tre mesi».
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