Il progetto SELF, Science, Education and Learning in Freedom, ha finalmente avuto inizio. Obiettivo è quello di realizzare una piattaforma per la raccolta e la condivisione di materiale educativo riguardante il Software Libero e gli standard aperti.
Promotrice del SELF è la Commissione Europea, che ha individuato, tra Università e ONG europee ed internazionali, i partner ideali per dirigere il progetto. A far parte di questo gruppo c’è anche la FSFE, che tramite le figure di Georg Greve e Jonas Oberg, avrà parte attiva in tutte le aree del SELF. La conferenza per il lancio ufficiale del progetto si è tenuta in Olanda, a L’Aia il 10 luglio scorso, con un resoconto quasi-ufficiale e uno più ufficioso sul blog di Georg Greve.
Come creare un e-book usando solo software libero? Lo spiega il technical writer Dmitri Popov in un articolo in cui assiste passo a passo l’autore che decide di compiere questa operazione. Testo utile, che illustra i diversi programmi che si possono utilizzare e parla anche di OpenOffice.org e della discussione in argomento in corso su OOoForum.
Sta entrando nel vivo il Gran Premio Scritto Misto, concorso letterario della rete per aspiranti scrittori che vedranno rilasciata la loro opera con licenza Creative Commons. Bandita dalla neonata casa editrice milanese Unwired Media, la competizione sta riscuotendo un certo successo tra blogger e autori telematici. Tanto che, pur mancando ancora tempo al 30 settembre, giorno in cui si chiuderanno le partecipazioni, occorre tornare a ricordare le modalità di adesione. Se non si rispettano, non si concorre e per dipanare eventuali dubbi ci sono le FAQ.
Open Document Format (ODF) ed estensioni sono al centro di una disamina che Joe ‘Zonker’ Brockmeier fa su Dissociated Press della suite di office automation libera OpenOffice.org 2.0 a un anno dalla sua uscita (disamina approfondita qui e corredata di messaggio video). In estrema sintesi, se i due argomenti citati all’inizio sono centrali, il modello di riferimento per quanto riguarda sviluppo e aggiornamenti dovrebbe essere quello del browser Firefox.
Il primo premio è una videocamera mentre ai primi 150 partecipanti verranno inviate le infradito blu targate Fedora Project. Si sta parlando dell’Open Video Contest lanciato da Creative Commons al quale si può partecipare fino al 20 agosto. Il video vincitore, che sarà rilasciato con licenza Creative Commons Attribution-ShareAlike 2.5, sarà individuato da una giuria composta dai leader di diversi progetti comunitari e da alcune presenze aziendali.
Banche libere e aperte? Magari, se si trattasse di richiedere un finanziamento. Sicuramente lo sono di più invece per quanto riguarda il software libero, stando al rapporto (eccone la sintesi) dell’Abi-Lab, consorzio per lo sviluppo informatico che rientra all’interno dell’Associazione Bancaria Italiana. Sarebbero infatti il 54 per cento degli istituti di credito a ricorrere a questo genere di equipaggiamento informatico sul lato server mentre, per quanto riguarda il lato server-client, la percentuale si assista al 19. Gli ambiti di maggior utilizzo, sono CRM, disaster recovery, integrazione applicativa e business continuity.
Harold Varmus è un premio Nobel per la medicina che si è battuto per rendere la ricerca scientifica libera e universalmente accessibile. Prima ha notato che le riviste scientifiche erano un mezzo importante per diffondere i risultati della ricerca, almeno in epoca pre-internet. Il problema grave di questo modello ‘classico’ di diffusione scientifica è che gli scienziati pubblicano (gratuitamente) i loro lavori sulle riviste, lavorano (spesso gratuitamente) per revisionare gli articoli da pubblicare, ma poi i loro istituti pagano (anche salato) gli abbonamenti alle riviste stesse. Dal 1999 Varmus ha prima tentato di portare le case editrici alla moderazione, chiedendo che mettessero a disposizione gratuitamente su internet gli articoli dopo un periodo di grazia di sei mesi.
Continua da sopra:
Ignorato da queste, ha iniziato a proporre alla comunità scientifica un vero e proprio boicottaggio. La minaccia però non ha funzionato troppo bene perché gli scienziati hanno temuto per la propria carriera. Allora Varmus con Patrick Brown e Michael Eisen ha fondato la Public Library of Science, PLoS, un’organizzazione che pubblica riviste scientifiche in cui a pagare è l’autore (ovvero il suo istituto di ricerca) degli articoli pubblicati. La rivista di punta del gruppo è PLoS Biology, già diventata la prima rivista del settore per numero di citazioni.
Sembra che i 300 e più esperti di casa Microsoft che stavano lavorando giorno e notte per fornire la documentazione richiesta dalla Commissione Europea, siano riusciti a portare a termine il loro arduo compito. Infatti, sul filo del rasoio, la documentazione tecnica è giunta alla Commissione, come ha confermato Micheal Mann, portavoce della Commissione, dichiarando che ancora è troppo presto per fornire alcun tipo di indiscrezione sulla qualità del materiale ricevuto. Avendo consegnato la documentazione richiesta, Microsoft ha evitato di subire un utleriore incremento della multa. Resto comunque da vedere se la documentazione fornita verrà ritenuta adeguata o meno per soddisfare le richieste della Commissione. Così non fosse, Microsoft dovrà inevitabilmente pagare un’ammenda ancor più elevata.
Cercando ‘Lonely Island’ su qualsiasi sito di video si trovano decine di elaborazioni sui video del gruppo The Lonely Island, tre talentuosi comici americani: Andy Samberg, Akiva Schaffer e Jorma Taccone. La particolarità dei tre è che distribuiscono le loro creazioni con licenze Creative Commons, e continuano anche dopo essere diventati star del popolare show Saturday Night Live. Da non perdere il pilot di Awesometown, rifiutato dalla Fox.
Curiosi di sapere quanto tempo ci vuole a leggere un articolo online? A trovare l’immagine giusta per il blog? A scrivere un pezzo per GNUvox? O volete solo capire dove sono finite le ore della mattinata, visto che in questo periodo negli uffici non ci sono le code alla macchinetta del caffè? Un’estensione di Firefox vi permette di verificare quanto tempo passate online. Wow, 10 minuti per questo post, foto incluse. Non male.