Secondo dice.com, la bacheca di annunci di lavoro specializzati in tecnologia, le richieste di professionisti in campo GNU/Linux sono in aumento del 35 per cento dall’inizio dell’anno e del 55 per cento rispetto all’agosto 2005. Il trend è decisamente positivo rispetto a tutti gli altri sistemi Unix, meno rispetto alla famiglia Microsoft. Maggiori dettagli su OEtrends. Sarebbe interessante avere un’idea del panorama italiano.
No, nessuna incitazione a delinquere, non preoccupatevi. Steal this film è un documentario sul file sharing, un documentario che è perfettamente legale scaricare, visionare, diffondere e che cerca di caratterizzare il file sharing anche per quegli aspetti sociali e culturali che ne fanno parte e che troppo spesso vengono taciuti (o messi a tacere).
La prima (e unica, al momento) puntata parla del raid e sequestro da parte della polizia svedese dei server di Pirate Bay, il sito con la più vasta collezione di tracker BitTorrent al mondo. Nel caso l’iniziativa risquota abbastanza interesse e fondi, verranno realizzate nuove puntate di Steal this film.
La spinosa questione del rimborso per le licenze inutilizzate dei sistemi operativi pre-installati Microsoft, è tornata nuovamente d’attualità.
Secondo l’Antitrust, Microsoft e i produttori hardware che pre-installano i suoi sistemi operativi, non abuserebbero di posizione dominante. L’indagine era stata aperta nell’ottobre del 2005 sotto richiesta dell’ADUC (Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori), che ovviamente oggi non può ritenersi soddisfatta di tale risultato.
Emerge comunque un lato positivo: l’Antitrust non prende in considerazione i termini per l’abuso di posizione dominante, in quanto gli utenti che rifiutano l’utilizzo di tale licenza hanno diritto al rimborso.
L’ADUC invita tutti gli utenti che lo volessero ad esercitare un loro diritto, pur se a tutt’oggi ricevere tale rimborso appare tutt’altro che facile. Proprio per questo l’ADUC ha preparato un modulo ed alcune indicazioni per cercare di facilitare l’arduo compito degli utenti.
«È probabile che il passaggio alla GPL 3 sarà semplice e veloce, ma qualche progetto rimarrà soltanto sotto la GPL 2. Sono previste delle condizioni per consentire la convivenza delle due licenze». Così Eben Moglen in una intervista rilasciata nel corso della recente LinuxWorld Conference di San Francisco. Il fondatore e chairman del Software Freedom Law Center ha aggiunto che «ogni suggerimento è stato considerato con attenzione» e che quindi si sta lavorando verso «una licenza capace di operare in modo coerente in molti sistemi legali diversi e in una varietà di situazioni».
La Free Software Directory sta per raggiungere quota 5.000 pacchetti. Il catalogo raccoglie programmi di software libero, suddivisi per categoria (tipo Business and Productivity, Education, Security, etc.) proposti dal pubblico e attentamente verificati dallo staff di FSF prima della pubblicazione. Curato insieme all’UNESCO, il progetto vanta oltre due milioni di visite al mese e si appresta a celebrare l’importante giro di boa con una lotteria ad hoc. Fino al 21 settembre, tra quanti avranno proposto dei pacchetti validi verrà estratto il vincitore: il nome sarà ospitato per un mese nella homepage di gnu.org e directory.fsf.org e riceverà una copia autografata di Free Software, Free Society, i saggi scelti di Richard Stallman.
Oggi e domani Bangalore, India, ospita la Fourth International GPLv3 Conference. Ulteriore tappa sulla strada che porterà alla versione definitiva della versione 3.0 della GNU General Public License. Si tratta anche della prima occasione in cui verranno pubblicamente discussi i cambiamenti introdotti nella seconda stesura del testo, in base ai commenti pubblici proposti nei mesi scorsi.
«La maggior parte delle aziende operanti nel campo del FOSS (free & open source software) combinano software e codice sorgente liberi con una varietà di business model in un’insieme coerente che finisce per funzionare in parecchi ambiti di nicchia differenti». Questo il succo dell’analisi, divisa in cinque puntate di prossima pubblicazione, curata da ZDNet sull’attuale stato del FOSS e soprattutto sulle sue prospettive future. Sottolineando altresì come, pur essendo il Free & Open Source Software politicamente antagonisti, nella pratica quotidiana sembra piuttosto vigere la convergenza.
È questo il concetto che gli organizzatori dell’edizione 2006 del Free Software Day vogliono far passare. L’evento, in programma per il prossimo 16 settembre e che vedrà manifestazioni in 150 paesi distribuiti in giro per il mondo (ricordiamo che in Italia ci sarà l’(E)nd (S)ummer (C)amp-06), punta sul coinvolgimento non certo solo di informatici e neanche unicamente degli utenti più o meno interessati. Ma cerca di avvicinare persone che, dotate di competenze differenti, possono essere interessate ad alcuni appuntamenti particolari, come i contest dedicati alla migliore foto dell’evento, al migliore blog o documentario del FSD o al migliore momento di aggregazione.
Si legge su BlogGoverno, «spazio di discussione e dibattito per aumentare la consapevolezza politica», un post dedicato all’introduzione del software libero nella cosa pubblica. In esso si dice che questa strada «…può essere un’ottima, se non la migliore, soluzione per il software utilizzato ovunque, compresa la Pubblica Amministrazione. Permetterebbe programmi sempre aggiornati e “gratuiti”. Perchè non approfittarne?».
Ora, rimane l’ambiguità del termine gratuito perché, se è vero che le licenze non sono rappresentano una voce di costo, differente invece è il discorso per il lavoro di mantenimento di un’infrastruttura informatica. Ad ogni modo, si tratta comunque del segnale di un ampliamento del dibattito e si rimanda alla petizione Politiche di austerità dell’hacklab di Caserta.
A partire dal prossimo 15 settembre la Bozner Brau GmbH di Bolzano, produttore di birra artigianale in conformità al “decreto di purezza” bavarese del 1516, lancerà l’ultima versione della nota bevanda, messa a punto insieme alla Free Beer Foundation. A conferma dell’enorme (e inatteso) successo globale della versione 3.0 della nuova birra, creata a giugno dal collettivo di artisti danesi Superflex e la cui prima produzione di 2.850 bottiglie è andata esaurita nel giro di qualche ora, dando impeto a una piena schiumosa inarrestabile. Il segreto? Si, avete indovinato: puntare tutto su “Free” come in “free speech” e “free software”. Ergo, ricette aperte e modificabili, con nuove versioni rilasciate sotto analoga distribuzione. Da qui, la corsa frenetica a provare e migliorare le varie ricette, con assaggi convinti in ogni dove: c’è perfino Gilberto Gil a dimostrare l’ottima qualità della birra libera.