Doctorow: aziende incastrate da loro stesse
Sul fatto di essere i più furbi del business system ci avrebbero giurato. Salvo poi ricredersi: i loro piani non avevano ingabbiato solo consumatori e utenti, ma anche i loro piani commerciali. È per sommi capi la conclusione a cui arriva Cory Doctorow, noto scrittore di fantascienza e profondo conoscitore delle tematiche legate alle libertà digitali, nel suo articolo Apple’s Copy Protection Isn’t Just Bad For Consumers, It’s Bad For Business, pubblicato oggi su Information Week. DRM, musica, giochi scorretti di Sony, Toshiba e Microsoft nell’imbrigliare la concorrenza. Fino alla consacrazione di un nuovo servizio-monopolio: I-Tunes di Apple. Il tutto infarcito da lavoro di lobby fin dai tempi del DMCA, il provvedimento che nel 1998 portò l’amministrazione Clinton al primo vero e aspro giro di vite sul diritto d’autore. E adesso? Come per una strategia finita male, ora sul mercato non si muove più nessuno, software libero o meno, restrizioni sulle copie o meno.
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