DRM: un divieto per l’estate
L’acronimo è DRM4U. Che, detto così, sembra uno di quei medicinali su cui ogni tanto cala la scure istituzionale per vietare ricerca e sperimentazione. E in un certo senso non si va troppo lontano da qui perché, anche se non si parla di farmacologia, il concetto del divieto calza a pennello. Il nome in codice di cui sopra sta per Digital Right Management For You e il sistema è stato presentato nei giorni scorsi all’Heineken Jamming Festival, ormai quasi tradizionale kermesse musicale di inizio estate. Garantire «alle case di produzione di distribuire i propri successi in rete evitando che vengano fatti oggetto di pirateria e copie illegali» è lo scopo del progetto che è stato per la prima volta applicato al download dei contenuti caricati sul sito del festival. Non una parola, ovviamente, sulla copia legale, su quella privata e sulle licenze che consentono la ridistribuzione.
Approfondimenti: le campagne anti DRM
Defective by Design
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