Software libero e musica. È il binonio su cui punta la distribuzione di GNU/Linux Mandriva. La quale chiama a raccolta gli artisti per le musiche di avvio e di arresto del sistema operativo da inserire nel corso del 2007. Il concorso, che ha aperto i battenti lo scorso 21 giugno, si chiuderà il 20 agosto prossimo, data in cui devono essere inviate le composizioni la cui durata non dovrà essere superiore ai cinque secondi. Trentadue i bit per la codifica (anche se se ne potranno proporre di superiore), .wav e .aif i formati e, in merito alle licenze, si potrà scegliere tra Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo e Art Libre. Nel frattempo è in corso anche il concorso Estate 2006 riservato a grafici e fotografi.
Nonostante il caso antitrust Microsoft abbia avuto nei momenti cruciali buona copertura mediatica, forse un aspetto fondamentale non è stato sottolineato sufficientemente: il peso e l’importanza che questo processo ha assunto a livello europeo. Come ha fatto notare recentemente Carlo Piana, durante un suo intervento alla conferenza sulla GPLv3, questo è un processo che ha battuto molti record: la multa di 497,2 milioni di Euro è la più alta mai inflitta dalla CE. Il Grand Jury della Corte di Giustizia, convocato per l’udienza d’appello, è stato il più ampio mai convocato: 13 giudici, l’udienza stessa, durata 5 giorni, è andata ben oltre i 2 o 3 giorni che mediamente caratterizzano questi processi. Non ultima l’alta densità di avvocati presenti al processo e l’enorme documentazione esaminata (l’archivio nell’ufficio di Tamos, Piana & Partners occupa 4 metri). Qualunque sia l’esito finale, questo processo potrebbe diventare un precedente fondamentale per la giustizia europea.
Nel suo intervento al seminario “Dieci anni a fare Rete. Utopie e riflessioni”, Stefano Rodotà annuncia da un lato l’evoluzione della “democrazia elettronica”, quella in cui si teorizzava che «sarebbero stati direttamente i cittadini, con votazioni rese possibili dalle tecnologie elettroniche, a prendere le decisioni fino ad allora di competenza del Senato e della Camera» in un nuovo concetto di “democrazia estrema e continua” che si attua «nel più grande spazio pubblico che l’umanità abbia conosciuto».
Questo tipo di “democrazia continua” per certi versi ricorda il processo di revisione della GPLv3, la licenza che molti considerano essere un contratto sociale, una sorta di costituzione della comunità del software libero. Questa legge è discussa direttamente da cittadini competenti, ovvero da quei cittadini locali che hanno una conoscenza diretta dei problemi da affrontare e risolvere. Giustamente Rodotà nota che non può esserci una e-democracy senza una e-inclusion, per questo il processo di GPLv3 è aperto ai commenti di tutti gli interessati.
La revisione di GPLv3 non è certo una democrazia perfetta, ma è un esperimento sociale importante che Rodotà può includere nel dibattito pubblico alla ricerca «di un insieme di strumenti e di opportunità di intervento utilizzabili dai cittadini».
«Nel dibattito sui brevetti software la cosa più importante è stata aiutare i politici a comprendere gli aspetti tecnici e legali della questione, insieme alle implicazioni economiche…Sostanzialmente fare lobby significa fare informazione.» Così Florian Mueller, fondatore di NoSoftwarePatents.com e tra i maggiori artefici dell’attivismo che un anno fa portò i parlamentari europei a respingere la direttiva sui brevetti software. Vittoria tanto meritata quanto temporanea, perché il prossimo 12 luglio si riparte con l’avvio delle audizioni presso la Commisione Europea a Bruxelles per l’analogo European Patent Litigation Agreement. Motivo per cui il variegato fronte di quel confronto, riunito sotto l’egida della FFII, sta affiliando nuovamente le armi e rilanciando il tam-tam globale. A partire da un’interessante intervista in cui Mueller annuncia tra l’altro la fresca release del suo e-book Lobbyists As Such, The War over Software Patents in the European Union, che ripercorre tappe e momenti salienti di quella battaglia, sottolineando le non poche complessità del processo politico europeo e offrendo ampie prospettive sull’intera questione. «Volevo condividere con un pubblico più ampio quel che ho imparato… e spiegare con precisione come siamo riusciti a far fuori la proposta di direttiva europea e come funziona in pratica l’attività di lobby,» ribadisce Mueller. Un’ottima memoria storica e un utile manuale per le prossime battaglie.
Si è conclusa da pochi giorni la seconda conferenza internazionale sulla GPLv3, tenutasi la scorsa settimana a Barcellona. Tutti gli interventi e i dibattiti di questa due giorni sono stati registrati e attualmente Free software Foundation Europe sta lavorando per rendere disponibile online il materiale. Considerando la mole di lavoro, forse non tutte le 9 ore di interventi saranno disponibili in formati ovviamente liberi (si tratta di video, audio e testo), ma sicuramente lo saranno quelli di Richard Stallman, di Eben Moglen e delle relative sessioni di domanda e risposta, così come saranno scaricabili alcuni dei dibattiti della seconda giornata. Per maggiori informazioni e aggiornamenti al riguardo, è possibile visitare la pagina della conferenza o quella della GPLv3 sul sito di FSFE.
Dopo la Danimarca, è la volta del Belgio abbracciare l’open standard nell’attività della pubblica amministrazione. Lo hanno deciso i parlamentari di Bruxelles, dove l’azione partirà concretamente nel 2008 nell’amministrazione federale, con l’esclusione delle comunità autonome vallone e fiamminghe. Intanto in Danimarca, dove l’adozione dell’ODF è stata votata all’unanimità un paio di settimane fa, già dal prossimo settembre il formato OpenDocumenti sarà usato da un “pioniere”, il Ministero della Scienza, Tecnologia e Innovazione. Sulla spinta della ODF Alliance, l’associazione internazionale che promuove l’adozione dell’OpenDocument, queste iniziative confermano la svolta in atto e le ulteriori ripercussioni positive in tutta Europa - mentre in USA il Massachusetts rimane l’unico stato ad aver formalmente fatto lo stesso. “Dobbiamo evitare di dipendere da qualsiasi fornitore di software”, ha spiegato un portavoce dell’amministrazione belga, “perché ormai la comunicazione istituzionale passa soprattutto attraverso la posta elettronica e l’invio di allegati digitali, un flusso di dati straordinario che ci spinge ad adottare gli standard aperti”.
Sarà rilasciato con licenza Creative Commons (quale per l’esattezza non è ancora stato comunicato) e, ispirandosi al modello della comunità del software libero, vedrà il diretto coinvolgimento e la collaborazione dei cittadini il film-inchiesta 13 Variazioni su di un tema barocco. Ballata ai petrolieri del Val Di Noto, documentario sull’impatto che opere di reindustrializzazione - come le trivellazioni - e meccanismi politici che ignorano i percorsi avviati dai cittadini avranno sul territorio siciliano. Il progetto è lanciato dalla malastrada.film e dal “Comitato per le Energie Rinnovabili e contro le Trivellazioni Gas-Petrolifere in Sicilia” in collaborazione con Produzionidalbasso.com, Arcoiris.tv, Casablanca, Universo.tv, Arci e Siciliantagonista. Il meccanismo per finanziare la produzione è quello del sostegno diretto da parte dei cittadini i quali, collegandosi alla scheda di presentazione del documentario, potranno preacquistare la propria copia su DVD o effettuare un versamento.
L’acronimo è DRM4U. Che, detto così, sembra uno di quei medicinali su cui ogni tanto cala la scure istituzionale per vietare ricerca e sperimentazione. E in un certo senso non si va troppo lontano da qui perché, anche se non si parla di farmacologia, il concetto del divieto calza a pennello. Il nome in codice di cui sopra sta per Digital Right Management For You e il sistema è stato presentato nei giorni scorsi all’Heineken Jamming Festival, ormai quasi tradizionale kermesse musicale di inizio estate. Garantire «alle case di produzione di distribuire i propri successi in rete evitando che vengano fatti oggetto di pirateria e copie illegali» è lo scopo del progetto che è stato per la prima volta applicato al download dei contenuti caricati sul sito del festival. Non una parola, ovviamente, sulla copia legale, su quella privata e sulle licenze che consentono la ridistribuzione.
Approfondimenti: le campagne anti DRM
Defective by Design
Stop DRM
Stop DRM now
Il formato per le informazioni digitali è XML, i documenti testuali sono per la maggior parte in DocBook (e in futuro potranno essere redatti anche con OpenOffice.org), lo schema museale è rilasciato con licenza GNU/GPL così come il codice sorgente dell’applicazione. Per sommi capi, sono queste le caratteristiche di HyperRecord - Making Museum Records Interoperable Over The Web, progetto per catalogare, mettere in rete e rendere accessibili tramite i beni museali. Finanziato in parte attraverso il programma europeo Cultura 2000, è stato presentato in questi giorni e la “prova su strada” è stata effettuata partendo dalle collezioni dei Musei Capitolini, dai documenti della biblioteca Hertziana compresi nel periodo 1471-1798 e dalla Theological Library dell’Università di Maribor. Per altri documenti, il periodo di catalogazione elettronica arriva fino al 1922.
Concludendo la 3° Conferenza Internazionale su GPLv3 a Barcellona, dopo aver a lungo ascoltato l’autore del testo, Richard Stallman, e il suo avvocato, Eben Moglen, rimane la sensazione che la licenza sia più di un semplice documento legale, ma è una vera e propria costituzione: la Costituzione della Repubblica del Software Libero. Come una legge, la GNU General Public License versione 3 è discussa pubblicamente. Come per le proposte di legge Richard Stallman ha pubblicato anche un documento esplicativo che serva da base per le interpretazioni future della licenza. Lo stesso processo di aggiornamento somiglia per molti versi ad una discussione parlamentare, con tutte le sue imperfezioni, magari anche migliore perché le critiche e i commenti possono essere sottoposti anche dai cittadini.
I cittadini di questa anomala repubblica sono tutti coloro i quali hanno già adottato la GNU GPL e intendono migliorarla. Si diventa cittadini per scelta personale, liberamente scegliendo la licenza copyleft per eccellenza. Scegliendo di usare la GNU GPL i cittadini eleggono le FSF come rappresentanti delle libertà nel mondo digitale.
Questo processo di aggiornamento della licenza, esperimento mai tentato prima, servirà non solo a creare la legge migliore, ma anche a costruire l’infrastruttura per il futuro del movimento. Come ha fatto notare Moglen, sorridendo, saranno altri a sviluppare GPLv4 perché questo non è un processo che si può ripetere due volte nella vita.
Si parlerà di GPLv3 anche martedì 27 Giugno alla Java Conference 2006